Frasi su mascella

Che ti ami non basta ad arrivare al giorno dopo, e che tu l'ami: grazie, lei è la festa, la fortuna, il tuo posto, tu sei il dente estratto da mascella che ritrova il punto di partenza nel cavo del suo abbraccio. Lei è il tuo posto, ma tu non sei il suo.

Erri De Luca foto
Erri De Luca 222
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950

O dunque forte, vittoriosa e trionfatrice mascella d'un asino morto, o diva, graziosa e santa mascella d'un polledro defunto, or che deve essere della santità, grazia e divinità, fortezza, vittoria e trionfo dell'asino tutto, intiero e vivente, – asino, pullo e madre, – se di quest'osso e sacrosanta reliquia la gloria ed exaltazion è tanta? [... ] Pregate, pregate Dio, o carissimi, se non siete ancora asini, che vi faccia dovenir asini. (dalla declamazione)

Giordano Bruno foto
Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600

Mio padre ha una storia comune, condivisa dalla sua generazione, la mascella al cortile parlava, troppi morti lo hanno smentito, tutta gente che aveva capito. (da Le storie di ieri, lato B, n.° 1)

Francesco De Gregori foto
Francesco De Gregori 278
cantautore italiano 1951

Allora, cara» dice Brandy. «Cosa è successo al tuo viso?»
Gli uccelli.
Scrivo:
uccelli. Gli uccelli hanno mangiato il mio viso.
E comincio a ridere.
Brandy non ride. Brandy dice: «Cosa significa?».
E sto ancora ridendo.
ero in macchina sull' autostrada, scrivo.
E sto ancora ridendo.
qualcuno ha sparato una pallottola calibro 30 con un fucile.
Il proiettile mi ha strappato l'intera mascella dalla faccia.
Ancora ridendo.
Sono venuta all' ospedale, scrivo.
Non sono morta.
Ridendo.
Non hanno potuto riattaccarmi la mascella perché i gabbiani l'avevano mangiata.
E smetto di ridere.
«Cara, la tua calligrafia è terribile» dice Brandy.

Chuck Palahniuk foto
Chuck Palahniuk 200
scrittore statunitense 1962

[A Custoza] Vidi il volto di una vivandiera uccisa nel 1848; vidi Tedeschi e Italiani, semplici soldati e ufficiali. Uno ha i suoi trentadue denti così belli, che sono un incanto: neanche un puntino bruno; non ne manca una scheggia; non ce n'è uno solo che segua leggiadramente le perfette curve della mascella; dal dinanzi vanno via ingrosando sino al fondo, simmetrici, graziosi, più candidi assai dell'avorio con il loro smalto niveo e lucido. Bocca da baci. (p. 25)

Camillo Boito foto
Camillo Boito 29
architetto e scrittore italiano 1836 – 1914

Fu adunque questo nostro poeta [Dante Alighieri] di mediocre statura, e, poi che alla matura età fu pervenuto, andò alquanto curvetto, e era il suo andare grave e mansueto, d'onestissimi panni sempre vestito in quell'abito che era alla sua maturità convenevole. Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso. (XX)

Giovanni Boccaccio foto
Giovanni Boccaccio 55
scrittore e poeta italiano 1313 – 1375

Ma Gnatone, che altro non sapeva far che pappare tanto che recesse, e bere finché ebbro venisse, e che altro non era che mascella e ventre e le parti di sotto al ventre, non ebbe prima il giovinetto capraro adocchiato, che, stranamente piacendogli, vi fece su disegno: e percioché era vago di quello che li cattivi uomini sono, abbattutosi a una bellezza qual non era forse nella città, fece pensiero di affrontarlo, credendo, per essere un capraro, che agevolmente si conquistasse. (da Ragionamento quarto)

Longo Sofista foto
Longo Sofista 5
scrittore greco antico

Lleyton il selvaggio, McHewitt, il nuovo Connors: paragonatelo a John McEnroe il moccioso oppure al gladiatore Jimbo, chiamatelo come vi pare, guardatelo come un guerriero piuttosto che come un tennista, applauditelo soprattutto per le gambe e per il cuore, odiatelo per come porta a tutti i costi a casa la partita, fischiatelo perché offende il pubblico della sua citta' ("Che stupidi!") o un giudice di sedia a Wimbledon ("Sembri un handicappato!") oppure perché si dimostra razzista verso l'avversario e il giudice di linea – entrambi di colore – agli Us Open, ma non potrete negargli il rispetto. Perché il biondino di Adelaide con il cappellino da ciclista e la mascella dura alla Braccio di Ferro non deluderà mai lo spettatore.


L'amo quando di notte o di mattina mi sveglio e vedo: lei mi guarda e mi ama. E nessuno, meno di tutti io, può impedirle di amare come lei sa, a suo modo. L'amo quando è seduta vicino a me, e noi sappiamo che ci amiamo l'un altro, e essa dice: Lëvočka, e si ferma: perché i tubi del camino sono dritti? oppure perché i cavalli vivono a lungo? o cose simili. L'amo quando stiamo a lungo soli, e io dico: che facciamo, Sonja? che possiamo fare? Lei ride. L'amo quando s'arrabbia con me e d'improvviso, in un batter d'occhio, il suo pensiero e le sue parole diventano aspri: smettiamo, mi dai fastidio; dopo un minuto già mi sorride timidamente. L'amo quando lei non mi vede e non sa che ci sono, e io l'amo a modo mio. L'amo quando è una bambina col vestito giallo e sporge la mascella inferiore e tira fuori la lingua, l'amo quando vedo la sua testa rovesciata all'indietro, e ha il viso serio e spaventato, infantile e appassionato, l'amo quando... (5 gennaio 1863, pp. 213-214)

Lev Nikolajevič Tolstoj foto
Lev Nikolajevič Tolstoj 270
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910

Se la stella dell'amore brilla sopra un cranio, io credo che anche le mascelle, che paiono spolpate per ghignare all'uomo col cinismo del materialista, possono sorridere a Dio col sorriso della fede. (libro Storia di un'anima)

Ambrogio Bazzero 130
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882

Da cosa nasca il successo di quest'uomo capriccioso nemmeno gli psicanalisti riescono a dirlo. È gracile, già mezzo calvo, sembra gobbo: una cicatrice profonda gli deturpa la mascella sinistra restando visibile nonostante il cerone. Nessuno negherebbe a cuor leggero che è brutto. (p. 143)

Oriana Fallaci foto
Oriana Fallaci 129
scrittrice italiana 1929 – 2006

Le termiti inventarono costruzioni di argilla estremamente complesse, provviste anche di condizionamento d'aria, quando l'uomo non si era ancora costruito la prima capanna di pietra. Le formiche dedicano altrettante cure alle proprie costruzioni. Nelle giornate calde le operaie trasportano le larve e i bozzoli a uno a uno nelle loro mascelle e li depongono nei corridoi che si trovano a stretto contatto con la superficie riscaldata dal sole; di notte li riportano al centro del formicaio. Gli organi sensori, distribuiti su tutto il corpo degli insetti sono delicatissimi: i pidocchi disertano un uomo appena morto avvertendone subito il raffreddamento, e spesso lo abbandonano prima che muoia, quando inizia l'abbassamento della temperatura corporea. <!--(p. 63)

Hans Ruesch foto
Hans Ruesch 24
pilota automobilistico, scrittore e sceneggiatore svizzero 1913 – 2007

Trattenere la rabbia, il risentimento e le offese ti provoca solo muscoli tesi, un mal di testa e una mascella dolente causata dal digrignare dei denti. Il perdono ti restituisce la risata e la leggerezza nella tua vita.

Joan Lunden foto
Joan Lunden 3
giornalista 1950

I denti dell'uomo non hanno nessuna rassomiglianza con quelli dei carnivori. Esaminando i denti, le mascelle e gli organi digestivi, vediamo che la struttura umana è molto simile a quella degli animali frugivori.

William Lawrence foto
William Lawrence 1
chirurgo inglese 1783 – 1867

Passando attraverso il Cristallo la luce si rifrangeva in numerosi raggi che si proiettavano verso il basso. Quelli più vicini alla verticale finivano in un pozzo, scavato nella roccia viva proprio al di sotto del Cristallo, dove si fondevano in un lago di fuoco. Intorno al bordo del pozzo si estendeva una vasta sala cerimoniale, di forma triangolare; nei punti del pavimento colpiti dai raggi rifratti dal Cristallo si formavano cerchi di vivida luce scura. Nove di queste pozze luminose erano vuote, mentre in ciascuna delle altre nove c'era uno dei sinistri Skeksis, esseri simili a rettili. E tutt'e nove, con gli occhi semicoperti dalle palpebre grevi al di sopra delle mascelle a becco, fissavano furtivamente la porta. Se ne stavano immobili entro gli spessi strati di mantelli che coprivano i loro corpi scheletrici e squamosi da eoni, e non ne toglievano mai uno. Solo quando uno si disfaceva, lo sostituivano con un altro. Immobili e massicci, assorbivano la radianza cosmica del Cristallo che li sovrastava, ma gli occhi che non ammiccavano mai non erano immobili, e gli artigli si torcevano mentre si guardavano intorno, in attesa dell'arrivo del loro Imperatore.


Non rilevava altro che una risata ansiosa che fiammeggiava ubriaca di gioventù negli occhi ravvicinati, nella lunga mascella, nella lunga bocca in attesa. (p. 12)

Jack Kerouac foto
Jack Kerouac 225
scrittore e poeta statunitense 1922 – 1969

Mostrando 1-16 frasi un totale di 31 frasi