Frasi su mastro

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Roberto Saviano 71
giornalista, scrittore e saggista italiano 1979
„Mio padre mi mandava a fare scorpacciate di mozzarelle mondragonesi, ma quale territorio aveva il primato della mozzarella più buona era impossibile stabilirlo. I sapori erano troppo diversi, quello dolciastro e leggero della mozzarella di Battipaglia, quello salato e corposo della mozzarella aversana e poi quello puro della mozzarella di Mondragone. Una prova però della bontà della mozzarella i mastri caseari mondragonesi ce l'avevano. La mozzarella per essere buona deve lasciare in bocca un retrogusto, quello che i contadini chiamano "'o ciato 'e bbufala" ossia il fiato di bufala. Se dopo aver buttato giù il boccone non rimane in bocca quel sapore di bufala, allora la mozzarella non è buona.“

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Francesco De Gregori 275
cantautore italiano 1951
„Legalizzare la mafia sarà la regola del Duemila, | sarà il carisma di Mastro Lindo a organizzare la fila | e non dovremo vedere niente che non abbiamo veduto già. (da Bambini venite parvulos, n. 1)“


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Mina (cantante) 37
cantante italiana 1940
„Ci si associa da sempre. Per andare a caccia, per attraversare i mari alla ricerca di nuove terre. E senza associarsi non si vede come i mastri scalpellini delle Alpi Apuane avrebbero potuto scavare il marmo da consegnare a Michelangelo o come le splendide individualità tecniche di un Rossi, Conti o Cabrini, avrebbero potuto esplodere nella corale vittoria di un Mondiale senza paragoni. Ci si associa perché l'uomo è "animale sociale". Esageri, dunque, nel contestare il dato di fatto. Ma se ti riferisci agli "... ismi", al passaggio dal naturale bisogno umano di sentirsi associato all'istituzionalizzazione del senso di appartenenza che porta al gruppo etichettabile e marchiato, posso avvicinarmi alla tua diffidenza. Per arrivare al gruppone non basta la somma di un migliaio indistinto: occorre la comunanza di reciproche unità che esistono a priori e che, forse, nell'accostarsi e nel mescolarsi, potenziano un'identità già costituita. Nella liquidità contemporanea si è privilegiato il "social" al "personal". E ci si illude di essere associati. Ma occorre una notevole dose di fortuna per ritrovare un pensiero che sia espressione di un io potente, districandosi tra foto di costumini estivi o tutine da sci, postate con intento ammiccante per il pubblico virtuale, in un casino totale di scosciamenti e di inni al fancazzismo. No, almeno in un gruppo fisico ci si può ancora guardare in faccia. (dalla rubrica [http://minapervoi. vanityfair. it/2015/01/12/viviamo-in-una-societa-in-cui-si-e-privilegiato-il-%E2%80%9Csocial%E2%80%9D-al-%E2%80%9Cpersonal%E2%80%9D/#more-2145 "Mina per voi"], 12 gennaio 2015)“

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Dino Garrone 5
Critico letterario e scrittore italiano 1904 – 1931
„Consiglio a tutti i giovani la lettura dei Malavoglia, di Mastro don Gesualdo e di Novelle Rusticane. Non per imitare ciò che è inimitabile, ma per abituarci a quella nudità essenziale a saper ridurre la propria prosa al centro vivo del pensiero o del personaggio e raggiungere così la poesia. (dalla lettera a Nino Filiputti del 28 dicembre 1928; p. 683)“

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Leonardo Sciascia 105
scrittore e saggista italiano 1921 – 1989
„Sempre la sigaretta fra le dita, una appresso all'altra, consumate in poche boccate, nervosamente. Sempre quell'onda di fumo davanti al volto, come negli autoritratti, e sempre pieno d'angoscia, mi dice la persona che meglio lo conosce. Ci sono sì i suoi quadri nelle case, nelle gallerie pubbliche, riprodotti a milioni di esemplari, sotto gli occhi di tutti, ad arricchire e ad abbellire la vita, a riscoprila, ma sono come le terre al sole di Mastro don Gesualdo, un grande tumore di sofferenza. La difficoltà a resistere, a non soccombere sotto il gruzzolo delle cose fatte in cui abbiamo messo e mettiamo la nostra passione, questa è la lotta di Guttuso, la sua angoscia. E il suo tornare alla Sicilia, il legame fisico che ristabilisce con la sua terra, ha questo senso, di porsi faccia a faccia con la verità, di godere il suo tumore di sofferenza. Vedendolo in luce verghiana, come personaggio sconfitto nel momento stesso in cui vince, vincitore nel momento in cui è sconfitto, si capiscono tante cose di Guttuso, della sua pittura. In fondo su Guttuso, e in Guttuso, c'è un equivoco: quando dicono, o lui dice, "ideologia", bisogna intendere la vita, la morte.“

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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„«Lan una volta mi ha detto che Malkier vivrà finché un solo uomo porterà l'hadori come impegno di combattere l'Ombra, finché una sola donna porterà il ki'sain come impegno che manderà i suoi figli a combattere l'Ombra. Io porto il ki'sain, mastro Aldragoran. Mio marito porta l'hadori. Anche tu. Lan Mandragoran cavalcherà da solo verso l'Ultima Battaglia?» (Nynaeve al'Meara, capitolo 20)“

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Federico De Roberto 44
scrittore italiano 1861 – 1927
„Il signor di Voltaire, a un parrucchiere che gli dava consigli sull'arte di poetare, rispose: "Mastro Andrea, fate parrucche..." Chiedo a me stesso se il grande scrittore francese non sarebbe stato più accorto consigliando a mastro Andrea di studiare la prosodia!“

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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Fu proprio dinanzi alla basilica di Santa Croce, ed esattamente sul sagrato dove Fra' Accursio aveva letto la condanna a morte di Mastro Cecco, che fui esposta al pubblico oltraggio. Istigato, questo, da un vecchio giullare della repubblica di Salò. Cioè da un fascista rosso che prima d'essere fascista rosso era stato fascista nero quindi alleato dei nazisti che nel 1934, a Berlino, bruciavano libri degli avversari.“


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Giovanni Verga 65
scrittore italiano 1840 – 1922
„Il mondo andava ancora pel suo verso, mentre non c'era più speranza per lui, roso dal baco al pari di una mela fradicia che deve cascare dal ramo, senza forza di muovere un passo sulla sua terra, senza voglia di mandar giù un uovo. Allora, disperato di dover morire, si mise a bastonare anatre e tacchini, a strappar gemme e sementi. Avrebbe voluto distruggere d'un colpo tutto quel ben di Dio che aveva accumulato a poco a poco. Voleva che la sua roba se ne andasse con lui, disperata come lui. Mastro Nardo e il garzone dovettero portarlo di nuovo in paese, più morto che vivo. (IV, 4)“

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Alexandre Dumas (padre) 77
scrittore francese 1802 – 1870
„Era un vecchio uomo felice mastro Adamo; una di quelle persone facile a illuminarsi e che si aprono naturalmente alla speranza ed alla gioia come i fiori.“

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Jean Paul 25
scrittore e pedagogista tedesco 1763 – 1825
„In Svezia, in Sassonia e in Pomerania ci sono città in cui risiedono assaggiatori di lombi di scrittore simili al nostro vecchio mastro beccaio; però li chiamiamo comunemente uomini di gusto ovvero degustatori perché assaggiano ogni libro prima degli altri e poi comunicano al popolo se gli piacerà o meno. Noi autori, maligni come siamo, li chiamiamo spesso recensori.“

Francesco Beccuti 12
poeta italiano 1509 – 1553
„Io, se in tutto e per tutto non la sforgio, | faccio pur non di men qualche cosetta, | quando a caval, quando con mastro Giorgio: | ma voi, che sete patrone a bacchetta, | con le vostre maniere graziose | che fa il dito che corre a la brachetta, | dovresti far cose miracolose, | levandovi del capo 'l far l'amore | con le donne superbe e dispettose; (In lode della pederastia, vv. 76-85)“


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Voltaire 121
filosofo, drammaturgo, storico, scrittore, poeta, aforis... 1694 – 1778
„Che razza di paese è mai questo,» si chiedevano entrambi, «sconosciuto a ogni altro, e dove la natura si mostra tanto diversa da quello che è nei nostri? Sarà questo il paese dove tutto va bene; poiché un paese cosiffatto bisogna assolutamente che ci sia. E checché ne dicesse Mastro Pangloss, avevo notato sovente che in Vestfalia andava maluccio.» (cap. XVII)“

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Robert Louis Stevenson 50
scrittore scozzese 1850 – 1894
„Avevo quattro frecce nere infilate nella cintura | quattro per i dolori che ho patito | quattro per altrettanti malvagi | che m'hanno oppresso in varie occasioni. | Una è partita, spedita bene: | il vecchio Appleyard è morto. | Una è per Mastro Bennet Hatch | che incendiò Grimstone, case e tetti. | Una per Sir Oliver Oates | che a Sir Harry Shelton tagliò la gola. | Sir Daniel, voi avrete la quarta | e crediamo che ci divertiremo. | Avrete ognuno la vostra parte, | una freccia nera a ogni cuor nero. | Inginocchiatevi pure a pregare! | Siete tutti maledetti ladroni. || John Rimedia-tutto del Bosco Verde e la sua gaia brigata. || Item, abbiamo altre frecce e robuste corde di canapa per altri del vostro seguito. (1994)“

„Frequentare luoghi proibiti è probabilmente, dopo il Quidditch, lo sport preferito degli studenti della scuola. Harry e Ron, qualche volta anche in compagnia di Hermione che però è più reticente a infrangerei regolamenti, si recano in più di un'occasione nella foresta, nel settore vietato della biblioteca, nei sotterranei e perfino nel bagno delle ragazze, ingegnandosi a sfuggire alla perfida sorveglianza di Mastro Gazza.
Tutte queste trasgressioni, comunque, hanno sempre un risvolto positivo ai fini dello svolgersi della vicenda, nel senso che risultano essenziali alla risoluzione di un certo problema o mistero da sciogliere. La trasgressione dunque, lungi dall'essere condannata, è in questo caso, alla fine, approvata e legittimata dalle principali figure di riferimento adulte di Harry, come Lupin, la professoressa McGranitt o Hagrid. (p. 95)“

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Italo Calvino 210
scrittore italiano 1923 – 1985
„S'era messo a capo d'una banda di ragazzi cattolici che saccheggiavano le campagne attorno; e non solo spogliavano gli alberi da frutta, ma entravano anche nelle case e nei pollai. E bestemmiavano più forte e più sovente perfino di Mastro Pietrochiodo: sapevano tutte le bestemmie cattoliche e ugonotte, e se le scambiavano tra loro.
– Ma faccio anche tanti altri peccati, – mi spiegò, dico falsa testimonianza, mi dimentico di dar acqua ai fagioli, non rispetto il padre e la madre, torno a casa la sera tardi. Adesso voglio fare tutti i peccati che ci sono; anche quelli che dicono che non sono abbastanza grande per capire.
– Tutti i peccati? – io gli dissi. – Anche ammazzare?
Si strinse nelle spalle: – Ammazzare adesso non mi conviene e non mi serve.
– Mio zio ammazza e fa ammazzare per gusto, dicono, – feci io, per aver qualcosa da parte mia da contrapporre a Esaù.
Esaù sputò.
– Un gusto da scemi, – disse. (p. 95)“

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