Frasi su matassa

Chi ha inventato la scala mobile? Gradini che si muovono. Poi si parla di pazzi. Gente che va su e giù per le scale mobili, negli ascensori, che guida automobili, le porte dei garage che si aprono schiacciando un pulsante. Poi vanno in palestra per smaltire il grasso. Fra quattromila anni non avremo più le gambe, strisceremo direttamente sul culo, o forse rotoleremo come matasse di rovi. (26/9/91, 11:36 PM; 2000, p. 28)

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Charles Bukowski 280
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994

Nulla è dato per scontato. Bisogna leggere questo volume che tenta di sbrogliare una matassa ingarbugliata, non con il linguaggio specialistico, ma quasi adottando nello stile l'altalenare di un diverso sentire. (Giacomo Annibaldis)

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935

Nulla è dato per scontato. Bisogna leggere questo volume [L'inventore del trasformismo di Nico Perrone] che tenta di sbrogliare una matassa ingarbugliata, non con il linguaggio specialistico, ma quasi adottando nello stile l'altalenare di un diverso sentire. (da La Gazzeta del Mezzogiorno, 17 novembre 2009)


[Anna Magnani] Non era bella, spesso cupa come il suo cane lupo color dell'ebano. Aveva sempre le occhiaie, un colorito terreo e i capelli neri come non si può immaginare, della consistenza di una matassa di seta pesante. Le gambe erano magre e leggermente storte, era piccolina e forte di fianchi. Aveva un décolleté splendido, come pure lo erano le mani e i piedi. Dovunque entrasse e in scena, non guardavi altri che lei. Era poi capricciosissima e prepotente. (pp. 126-127)

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Suso Cecchi D'Amico 49
sceneggiatrice italiana 1914 – 2010

I folli e i bambini dicono sempre la verità, Adso. Sarà perché‚ come consigliere imperiale, il mio amico Marsilio è più bravo di me, ma come inquisitore sono più bravo io. Persino più bravo di Bernardo Gui, Dio mi perdoni. Perché a Bernardo non interessa scoprire i colpevoli, bensì bruciare gli imputati. E io invece trovo il diletto più gaudioso nel dipanare una bella e intricata matassa. E sarà ancora perché‚ in un momento in cui, come filosofo, dubito che il mondo abbia un ordine, mi consola scoprire, se non un ordine, almeno una serie di connessioni in piccole porzioni degli affari del mondo. (Guglielmo: Quinto giorno, Vespri)

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Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016

Il modo più semplice con cui mi spiego la ragione della terapia psicoanalitica è che si nasce in un modo, poi si viene spinti ad essere diversi, e dunque si spende la vita intera provando a sgarbugliare la matassa e finalmente riallinearsi con chi veramente siamo. La vita, le esperienze, i traumi –qualsiasi cosa– si aggiungono per renderti diverso. Così c'è questo conflitto tra ciò che sei e ciò che divieni, ed è stato molto importante per me discernere ciò che mi è stato detto di essere o ciò che sono diventato. E per tracciare una correlazione con la musica, più mi riapproprio della mia identità, più la mia musica diventa intensa, perché ritengo che il talento che ho sia legato a quella persona, non è un processo di manipolazione, è di intuizione. Puoi imparare gli accordi e la tecnica della chitarra, ma c'è una parte di te che rende il tutto unico, ed è stato un processo lento per me diventare ciò che sono. (da Jim Stapleton, 1996)

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Billy Corgan 45
cantante e chitarrista statunitense 1967

Non sono gli squadroni a cavallo né le schiere di fanti, né le armi a difendere il tiranno. Da principio si fa fatica a crederlo, ma è così […] È accaduto sempre che cinque o sei uomini siano diventati i confidenti del tiranno, o perché si sono fatti avanti da soli o perché sono stati chiamati da questi per diventare complici delle sue crudeltà, compagni dei suoi piaceri, ruffiani della sua lussuria, soci nello spartirsi i frutti delle sue ruberie. […] Questi sei profittatori ne hanno altri seicento sotto di loro, che si comportano nei loro riguardi come essi fanno col tiranno. A loro volta i seicento ne hanno sotto di loro altri seimila […] Dietro costoro la fila prosegue interminabile, e chi volesse divertirsi a dipanare questa matassa vedrebbe che non sono seimila, ma centomila, milioni le persone che rimangono legate al tiranno con questa fune e si mantengono ad essa […] Insomma, tra favori e vantaggi, protezioni e profitti ottenuti grazie ai tiranni, si arriva al punto che quanti ritengono vantaggiosa la tirannia sono quasi altrettanto numerosi di quelli che preferirebbero la libertà. (pag. 30)

Étienne de La Boétie 22
filosofo, scrittore e politico francese 1530 – 1563

Algido è quest'inverno arso di guerre: | e l'anima già debole a resistere | si prepara a piegarsi alla violenza. || Pensiamo all'estate! Quando metteranno fronde | i nostri boschi: bello sarà camminarvi | mentre nel denso profumo dei nostri giardini | s'impiglierà tra le rame la noce che sta per cadere. || Pensiamo al finire delle sere dorate: in mezzo | al rimbalzare delle palle strilleranno | matassa aggrovigliata le torme dei bambini: | sventaglianti criniere, i lucenti cavalli || si lanceranno là verso il tramonto | e sulla nostra testa sarà tutta | un cinguettio di rondini la bruna grondaia. || Sarà così? Sarà così! Perché alfine | dovrà esserci la pace. | Oh resisti, anima, fino ad allora: difenditi. (da Inno alla pace)

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Miklós Radnóti 4
poeta ungherese 1909 – 1944

«A noi poverelli le matasse paion più imbrogliate, perché non sappiam trovarne il bandolo.» (cap. III)

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Alessandro Manzoni 121
scrittore italiano 1785 – 1873

Non fa differenza quanto profondamente incardinato sia il problema, quanto desolante la prospettiva, quanto imbrogliata la matassa; quanto enorme l'errore. Una sufficiente applicazione d'amore risolverà tutto. Se solo potessimo amare abbastanza saremmo gli esseri più felici e più potenti del mondo.

Emmet Fox 4
religioso (figura di spicco del movimento del New Thought) 1886 – 1951

La sua capigliatura era uno spettacolo, una fluttuante e labirintica corona di spirali e boccoletti, lanuginosa come una matassa di spago e abbastanza grande per fungere da ornamento natalizio. Tutta l'inquietudine dell'infanzia sembrava essere passata nelle circonvoluzioni di quell'ondeggiante matassa di capelli. Dei suoi inarrestabili capelli. Ci potevi pulire le pentole senz'alterarne la natura, come se fossero stati raccolti nei tenebrosi abissi marini, come una specie di elastico organismo costruttore di barriere coralline, un denso ibrido vivente color onice metà corallo e metà alga, forse dotato di proprietà medicinali.

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Philip Roth 80
scrittore statunitense 1933

Il filo scarlatto dell'omicidio che si dipana lungo l'incolore matassa della vita; e noi abbiamo il dovere di dipanarlo, e isolarlo, e tirarlo fuori da capo a fondo. (2006)

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Arthur Conan Doyle 77
poeta, scrittore, medico 1859 – 1930

Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare.

Tiziano Terzani 85
giornalista e scrittore italiano 1938 – 2004

E' una delle sensazioni che ho sempre amato di più, e che così spesso mi ha dato l'illusione di essere libero e padrone della mia vita: quel grappolo di minuti dalla consistenza indefinibile, quando non è ancora buio e non è già più giorno, e tu entri in un posto che non hai mai sentito nominare, con la consapevolezza che domani sarai già lontano, e che per altri mesi, per altri anni, per altri grappoli di minuti della stessa intensità continuerai ad allontanarti, assecondando il dipanarti di una matassa il cui filo ti si srotola tra le mani senza farsi accorgere, e finisce dall'altra parte del mondo. (libro Brum brum. 254.000 chilometri in Vespa)

Giorgio Bettinelli 11
giornalista, scrittore e cantautore italiano 1955 – 2008

L'amore è un capriccioso soffio che Eros invia tra gli uomini per ingarbugliar le matasse dei loro destini.

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Nino Salvaneschi 38
scrittore, giornalista e poeta italiano 1886 – 1968

Hai mai provato a mangiare il riso con le bacchettine, come i cinesi? Quella sì, è un'operazione difficile. Ma gli spaghetti, andiamo!... Adopera soltanto la forchetta, nel modo seguente: infilzala nella sommità di quella matassa fumante e appetitosa prendendo soltanto pochi fili che, arrotolati forniranno il boccone esatto e dosato. (p. 67)

Riccardo Morbelli 23
scrittore, paroliere e umorista italiano 1907 – 1966

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