Frasi su matita

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Madre Teresa di Calcutta 90
religiosa e beata albanese 1910 – 1997
„Io sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient'altro.
È Lui che pensa. È Lui che scrive.
La matita non ha nulla a che fare con tutto questo.
La matita deve solo poter essere usata.“

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Dave Eggers 15
scrittore, editore e saggista statunitense 1970
„Ehm, sei sicuro di volermi raccontare tutte queste cose?
Perché, quali cose?

Dei tuoi genitori, la paranoia...
Be', cos'è che ti sto raccontando, in fondo? Non ti sto dando proprio niente. Ti sto dando cose che Dio sa, che chiunque sa. I miei genitori sono famosi nella loro morte. E questo sarà il mio monumento costruito alla loro memoria. Io do a te tutte queste cose, ti racconto delle gambe di mio padre e delle parrucche di mia madre – più avanti in questo capitolo – e ti racconto i miei dubbi sull'opportunità o meno di fare sesso davanti all'armadio a specchi dei miei genitori la notte del funerale di mio padre, ma dopo tutto, cosa ti ho mai dato di così prezioso? Potresti pensare di sapere qualcosa di me, a quel punto, ma invece non sai ancora nulla. Io racconto, e un secondo dopo è tutto sparito. Non mi interessa – e come potrebbe? Ti racconto con quante ragazze sono andato a letto (trentadue), o di come i miei genitori hanno lasciato questo mondo, e alla fin fine che cosa ti ho dato? Niente. Posso dirti i nomi dei miei amici, i loro numeri di telefono...
Marny Requa: 415-431-2435
K. C. Fuller: 415-922-7893
Kirsten Stewart: 415-614-1976
Ma cos'è che hai in mano? Nulla. Tutti mi hanno dato il permesso di farlo. E perché? Perché tu non hai nulla, al massimo qualche numero di telefono. Può sembrare qualcosa di prezioso al massimo per uno o due secondi. Tu puoi avere solo quello che io posso permettermi di dare. E tu sei il mendicante che implora una qualsiasi cosa, mentre io sono il passante frettoloso che butta un quarto di dollaro nel bicchiere di carta che protendi verso di me. Questo è quanto ti posso dare. E non mi annienta. Ti do virtualmente tutto quello che possiedo. Ti do le cose migliori di me, anche se si tratta di cose che amo, ricordi di cui faccio tesoro, belli o brutti che siano, come le foto della mia famiglia appese al muro, posso mostrartele senza che esse per questo ne vengano sminuite. Posso permettermi di darti anche tutto quanto. Trasaliamo di fronti agli sciagurati che nei programmi pomeridiani rivelano i loro orrendi segreti di fronte a milioni di telespettatori, eppure... che cosa abbiamo tolto loro, e loro che cosa ci hanno dato? Niente. Sappiamo che Janine ha scopato con il fidanzato di sua figlia, ma... e allora? Moriremo un giorno e avremo protetto... che cosa? Avremo protetto dal mondo il fatto che facciamo questo o quello, che muoviamo le braccia in questo o quest'altro modo, e che la nostra bocca ha prodotto questi e questi altri suoni? Ma per favore. Ci sembra che rivelare cose imbarazzanti o private, tipo, che ne so, le nostre abitudini masturbatorie (quanto a me, circa una volta al giorno, perlopiù sotto la doccia), significhi – proprio come per i primitivi che temono che la macchina fotografica gli possa portare via l'anima – che abbiamo dato a qualcuno una cosa che noi identifichiamo come i nostri segreti, il nostro passato e le sue zone oscure, la nostra identità, nella convinzione che rivelare le nostre abitudini o le nostre perdite o le nostre imprese in qualche modo ci deprivi di qualcosa. Ma in realtà è proprio il contrario, di più è di più è di più, più si sanguina più si dà. Queste cose, i dettagli, le storie e quant'altro, sono come la pelle di cui i serpenti si spogliano, lasciandola a chiunque da guardare. Che cosa gliene frega al serpente di dov'è la sua pelle, di chi la vede? La lascia lì dove ha fatto la muta. Ore, giorni o mesi dopo, noi troviamo la pelle e scopriamo qualcosa del serpente, quant'era grosso, quanto era lungo approssimativamente, ma ben poco altro. Sappiamo dove si trova il serpente adesso? A cosa sta pensando? No. Per quel che ne sappiamo adesso il serpente potrebbe girare in pelliccia, potrebbe vendere matite a Hanoi. Quella pelle non è più la sua, la indossava perché ci era cresciuto dentro, ma poi si è seccata e gli si è staccata di dosso, e lui e chiunque altro adesso possono vederla.“


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Rancore (rapper) 18
rapper italiano 1989
„La vita è una matita | la droga è un temperino, l'accorcia e la rende più appuntita. (da È meglio senza, n.° 13)“

Guido Manuli 5
animatore, disegnatore e regista italiano 1939
„C'è veramente bisogno di ragazzi che disegnino e che imparino questo mestiere. Se penso a me, io ormai disegno da una vita, ho una matita al posto di un dito. È un mestiere faticoso che richiede molto impegno, ma è un lavoro magico.“

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Anthony Kiedis 120
cantante statunitense 1962
„Io scrivo al mattino. Mi alzo presto, faccio surf, mi schiarisco le idee, metto a posto la casa e mi siedo in giardino con block notes, matite, i miei cd e il boombox fighissimo che ho da 20 anni, e inizio a scrivere. Fondamentale per me avere una routine. Ogni scrittore serio scrive tutti i giorni. Come ogni musicista serio suona sempre, perché non sai mai quando arriverà l'ispirazione e, se non pratichi, magari non arriverà mai. Flea, infatti, suona tutti i giorni. Non importa quanto sei bravo, come si dice da noi: practice makes perfect.“

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John Fante 31
scrittore e sceneggiatore statunitense 1909 – 1983
„Si cominciava a scorgere, in distanza, il luccichio tremolante della canicola. Risalii il sentiero fino alla Ford. Presi la copia del mio libro, del mio primo libro, la aprii e scrissi a matita sul risguardo: "A Camilla, con amore, Arturo". Percorsi un centinaio di metri verso sud-est e, con tutta la forza che possedevo, gettai il libro nella direzione che lei aveva preso. Poi montai in macchina, avviai il motore e partii per Los Angeles.“

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Eugenio Montale 60
poeta, giornalista e critico musicale italiano 1896 – 1981
„Non so come stremata tu resisti | in questo lago | d'indifferenza ch'è il tuo cuore; forse | ti salva un amuleto che tu tieni | vicino alla matita delle labbra, | al piumino, alla lima: un topo bianco, | d'avorio; e così esisti! (da Dora Markus, 1928-1939)“

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Masakazu Katsura 10
fumettista e character designer giapponese 1962
„Parto a matita e poi faccio le chine col pennino. I miei manga partono dall'idea della storia, in seguito realizzo il name (lo storyboard). Una volta buttata giù su carta l'idea della storia, la passo all'editor, con il quale decido cosa va bene e cosa no. Se tutto va bene, realizzo la tavola con pennino e retini.“


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John Fante 31
scrittore e sceneggiatore statunitense 1909 – 1983
„Leggevo e leggevo, ed ero affranto e solo e innamorato di un libro, di molti libri, poi mi venne naturale, e mi sedetti li, con una matita e un lungo blocco di carta, e cercai di scrivere, fino a che sentii di non poter più continuare perché le parole non mi sarebbero venute come ad Anderson, ma solamente come gocce di sangue dal mio cuore.“

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Dente (cantante) 38
cantautore italiano 1976
„Cuore di pietra preziosa, fa che non ti rubino la voce, fa che non si parli mai di amanti, già da tempo non ci penso più. Per la tua gonna turchese per i fogli e le matite io so da lì te non ti muovi anche se io ho palesemente voglia di te. (da Cuore di pietra, n. 5)“

Rocco Scotellaro 58
scrittore, poeta e politico italiano 1923 – 1953
„Ora che ti ho perduta, come una pietra preziosa | so che non ti ho mai avuta, né spina né rosa: | non stavi al fondo della cassa che sarebbe bastato | alzare panni e coperte per rivederti a posto | con pena e occhi incerti nella massa delle cose. | Ti portavo addosso con carte e matite e monete | e sapevo di perderti ma non come pietra preziosa, | credevo che tant'acqua poteva levarmi la sete. | Ora, che voglio fare?, guardare dove non c'eri | dove non sei dove non sarai coi tuoi occhi neri.“

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Filippo Timi 24
scrittore, attore e regista italiano 1974
„Elena anche col rossetto rosso e la matita sugli occhi, era sempre triste. Quando non trovava il fidanzato era triste di non riuscire a trovarlo, poi era triste di averlo trovato, poi triste di averlo lasciato e di non trovarne un altro, e poi triste di averne trovato uno peggiore del primo. Triste di sentirsi bella e non avere nessuno che la amasse, e triste di sentirsi brutta per il fatto di non trovare mai uno da amare. Triste, triste sempre, anche se rideva tanto.“


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Carlo Emilio Gadda 53
scrittore italiano 1893 – 1973
„Il disegno dei borghi fu commesso, con opportuna delibera, ad otto architetti siciliani; perchè fin dal suo sorgere (nella luce nuova delle opere e dei giorni attesi) l'edilizia rurale dell'appoderamento ripetesse dagli autori e inventori, nati nell'isola, forme congeniali alla natura e ai paesi di Sicilia: direi al senso del suo costume e della sua storia mediterranea, al suo essere: antico e nuovo. E davvero le forme han corrisposto, per felicità intera e nativa, all'aspettazione ed alla fede. Ho veduto i raduni bianchi dei cubi nella immensità della terra, quasi gregge portatovi da Geometria: e una limpida disciplina di masse, riquadri, diedri, gradi; e li avviva una grazia semplice, un'opportunità dell'atto, una speranza. E mi parvero già custoditi dal senno: non nati dall'arbitrio tetro, come può accadere a chi ha matita tra mano da fare i rettangoli, e soltanto matita. E vi erano brevi, puri portici: tinti alla calce i volti, i pilastri: e a sfondo il sereno. Archi a sesto, campiti di turchese. E la torre. Sul lastrico del cortile erano portate le ombre, come ore. E gli sgrondi cadevano alla serpentina lunga dei tegoli veduti in taglio, quasi ghirigoro o belluria: ma non ghirigoro, disegno sano anzi e venuto da necessità. E la porta era accesso già sacro, e la cucina in luce, con l'acquaio, pareva sbandire tutti i mali del luogo come dèmoni il fulgore dell'Arcangelo.“

Massimo Ciancimino foto
Massimo Ciancimino 2
imprenditore italiano 1963
„Questo secondo la perizia della difesa. Quella della polizia scientifica lo ritiene attendibile. Io non so se il papello che ho consegnato ai pm sia quello originale, perché mio padre aveva l'abitudine di fotocopiare le cose cento volte, e di certo non l’ha scritto Riina con le sue mani, visto che quella capra non sapeva mettere insieme due parole d’italiano. Ma che il contenuto sia autentico lo dimostra il "contropapello", cioè i punti del papello riscritti a matita da mio padre, di suo pugno, la cui autenticità è stata accertata. E quando la difesa di Mori dice che è falso perché parla di 41bis quando il carcere duro ancora non era legge, dimenticano di dire che in realtà nel papello e nel contropapello si parla di decreto, proprio perché il 41bis non era ancora legge effettiva.“

Selma Meerbaum-Eisinger 2
poetessa tedesca 1924 – 1942
„Questa è la cosa piu dura: donarsi | e sapere che si è superflui, | darsi completamente e pensare | che come fumo nel nulla si scompare. || Aggiunto con la matita rossa: || Non ho avuto il tempo di finire. | Peccato che tu non abbia | voluto congedarti da me. || Tanti auguri | Selma. (da Tragicità)“

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Davide Toffolo 2
fumettista, cantante e chitarrista italiano 1965
„Mi definirei un soldato, sì, un soldato di un esercito dove le armi sono matite e strumenti musicali. Un soldato che combatte per la libertà, per l'esistenza delle diversità, delle realtà specifiche, un soldato che combatte contro la speculazione sulle persone... perché ogni cosa che si fa ha un valore politico.
Sono un soldato pieno di ferite.“

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