Frasi su mattinata

Che torbida notte di marzo! | Ma che mattinata tranquilla! | che cielo pulito! Che sfarzo | di perle! Ogni stelo, una stilla | che ride: sorriso che brilla | su lunghe parole. (da Canzone di marzo)

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Giovanni Pascoli 100
poeta italiano 1855 – 1912

Noi ti proclamiamo mondo! Non dimentichiamo che ieri tu hai glorificato ognuna delle nostre età. Abbiamo fiducia nel veleno. Sappiamo donare ogni giorno tutta intera la nostra vita.
Questo è il tempo degli Assassini. (da Mattinata d'ebbrezza, 1994)

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Arthur Rimbaud 98
poeta francese 1854 – 1891

È stata una mattinata adorabile. Non abbiamo avuto molte belle giornate. Il sole stava giusto entrando attraverso le vetrate mentre cadevano dei fiori proprio di fronte alla chiesa, tutto ciò mi ha fatto venire in mente che questo è stato il giorno che avrei potuto non vedere. (dall'intervista TV per Channel 4 "A più 4", 15 ottobre 1984)

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Margaret Thatcher 151
primo ministro del Regno Unito 1925 – 2013

Ci hanno promesso di seppellire nell'ombra l'albero del bene e del male, di deportare le onestà tiranniche, affinché potessimo condurre il nostro più puro amore. Tutto cominciò con un certo disgusto e tutto finì, – non potendo noi impadronirci subito di quell'eternità, – tutto finì con un effluvio di profumi. (da Mattinata d'ebbrezza, 1994)

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Arthur Rimbaud 98
poeta francese 1854 – 1891

Farò milleduecento chilometri in bicicletta – comunicò a Ennia e, approfittando della magnifica mattinata del 10 luglio, inforco la bicicletta e parto. [... ] A Fombio una donna matura e con due gran baffi, che pedala su una bicicletta da corsa, mi sghignazza in faccia. E questo mi secca perché io non ho sghignazzato vedendo una donna matura e con gran baffi pedalare su una bicicletta da corsa. [... ] È triste ma deve essere proprio così: se il mio giovane fratello si mette i calzoncini corti, la gente dice: Ecco un giovanetto in tenuta sportiva. Se, invece, me li metto io, la gente urla: Ecco un uomo in mutande! (da Chi sogna nuovi gerani?)

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Giovannino Guareschi 52
scrittore italiano 1908 – 1968

Tuttavia, una cosa era passeggiare con il Gallo per il Parque Hundido in una magnifica mattinata di sole, e un'altra dover portare da solo quei morti sulle spalle. Rispondere "i cattivi" non era sufficiente: bisognava che avessero nomi, facce, circostanze. Héctor, che non aveva mai sbattuto il naso contro il potere, percepiva nebulosamente lo Stato come il grande castello della strega di Biancaneve, dal quale uscivano non solo i Falchi, ma anche i diplomi di ingegnere e i progámmi di Televisa. Niente sfumature: una grande macchina infernale da cui era meglio tenersi alla larga. O magari qualche personaggio concreto che si poteva sfidare a duello, in uno scontro epico, preciso. La sua mente passava da un'immagine all'altra: uno stilizzato incontro di boxe, Bakunin contro lo stato, oppure Sherlock Holmes contro Moriarty. E in mezzo niente; e forse proprio lì, in quel niente che fondeva le due versioni, si nascondevano certi "cattivi" particolarmente ambigui. (cap. 10, p. 123)

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Paco Ignacio Taibo II 31
scrittore spagnolo 1949

Mi ricordo che nel 1840, essendo a Presinge, egli si faceva svegliare ogni mattina, alle cinque, dal suo cameriere, e a qualunque ora avanzata della notte si fosse coricato, scuoteva il sonno, e, avendo sorbito una tazza di caffè, con un bicchiere d'acqua, si metteva all'opera. Quest'opera consisteva nella lettura della Storia d'Inghilterra di lord Mahon, autore esatto e scrupoloso, ma scialbo e senza interesse. Ricordo quale repulsione invincibile m'ispirava il solo aspetto di questi volumi. Ma Camillo di Cavour aveva risoluto d'imparare l'inglese, e, al fine di questo studio avesse nello stesso tempo per risultato di fargli conoscere la storia d'Inghilterra, consacrava senza stancarsi le sue mattinate a tradurre un libro noioso, scritto in una lingua ch'egli ignorava. Più tardi trovandomi con lui nella terra di Leri, partivo allo spuntar del giorno per la caccia. Non m'è accaduto una sola volta di partire senza che Cavour mi salutasse con uno di quegli auguri che fanno la disperazione del cacciatore, e benché non avesse alcuna intenzione di andare a tirare le beccaccine, era sempre in piedi dall'alba, esaminando i conti, visitando le stalle, fissando i particolari di qualche miglioramento, sorvegliando lo sballaggio di qualche nuova macchina e occupando i momenti perduti per qualsiasi altro con la lettura di un libro sostanzioso italiano, francese e inglese, di agricoltura, d'economia politica e di storia. (citato in Cavour, l'uomo e l'opera)


Il caffè, per acquaccia nera che sia, mi permette di studiare e di leggere fino a notte avanzata, e ciò mi fa bene, lasciandomi dimenticare, sviando il pensiero e interessandomi a qualche cosa fuori di me stesso. (libro Mattinate napoletane)

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Salvatore Di Giacomo 27
poeta, drammaturgo e saggista italiano 1860 – 1934

Chi tene belli denare sempe conta, e chi tene bella mugliera sempe canta! (libro Mattinate napoletane)

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Salvatore Di Giacomo 27
poeta, drammaturgo e saggista italiano 1860 – 1934

Napoli, da questo strano cuore d'Italia che patisce, se lo si considera bene, di tutti i mali cardiaci, dell'aritmia, dell'iperestasia, dei ribollimenti subitanei e delle lunghe paci silenziose, da' battiti lenti, quasi malati. (libro Mattinate napoletane)

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Salvatore Di Giacomo 27
poeta, drammaturgo e saggista italiano 1860 – 1934

Come va in questa bella mattinata?
- Un altro giorno in paradiso! (Film Oblivion)

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Melissa Leo 9
attrice statunitense 1960

La fuga – a quanto pare – è una richiesta di aiuto e in certi casi una forma di suicidio. Ciò non toglie che per qualche istante si provi una breve sensazione di eternità. Oltre ai legami con il mondo, avete rotto anche quelli con il tempo. E capita che alla fine di una mattinata il cielo sia di un azzurro tenue e nulla abbia più peso su di voi. (da Dora Bruder, p. 73)

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Patrick Modiano 24
scrittore francese 1945

Da una terrazza di faccia a me e vi si disegna a carbonella il palo del telegrafo, irto di capovolti interrogativi che irraggiano a destra e a manca fili neri, i quali si vanno lontanamente a perdere. (libro Mattinate napoletane)

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Salvatore Di Giacomo 27
poeta, drammaturgo e saggista italiano 1860 – 1934

Quella pioggia scrosciante e violenta, senza tuoni, lo elettrizzava e lo faceva sentire vivo. Capitava anche quando era piccolo, e doveva andare a scuola sotto il diluvio: era una mattinata speciale, e mentre camminava verso la scuola, pregustando il conforto della classe calda e asciutta, si sentiva una specie di eroico viaggiatore sperso nella tormenta. (libro Il gioco delle tre carte)

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Marco Malvaldi 106
scrittore italiano 1974

Sono, solo solo, rincantucciato presso alla mia finestra e guardo, per le vetrate, nella via deserta ove son tutte chiuse le botteghe. (libro Mattinate napoletane)

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Salvatore Di Giacomo 27
poeta, drammaturgo e saggista italiano 1860 – 1934

Ma ancora una cosa ti meraviglierà. A Benevento troverai l'Egitto. Domiziano ("crudele tiranno" - come vuole la storia) nell'89, cioè qualche anno prima della sua morte, elevò qui un tempio in onore d'Iside, l' Isaeum. Colà doveva trovarsi una vera folla di dei. Davanti al tempio si ergevano ue obelischi, elevati in onore di Domiziano da un Licinio Rufo. Uno dei due, calpestato dai secoli, si trova in frammenti al museo; l'altro ha avuto più fortuna (proprio come gli uomini) e sta ancora oggi in piazza Papiniano e la sua forma sintetica si lega all'epoca odierna più di qualche larga fontana barocca delle catene. Ed hai pensato forse che, in questa fredda mattinata, ti saresti incontrato faccia a faccia con un bel bue api, in granito, personificazione di Osiride? (da Campania, gran teatro)

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Kazimiera Alberti 3
poeta polacco 1898 – 1962

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