Frasi su melanconico

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Emil Cioran 518
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„Se la melanconia è uno stato di trasognamento diffuso che non giunge mai a una grande profondità né ad un'intensa concentrazione, la tristezza presenta, al contrario, una serietà ripiegata su se stessa e un'interiorizzazione dolorosa. Si può essere tristi da qualsiasi parte; ma mentre gli spazi aperti acuiscono la melanconia, quelli chiusi fanno aumentare la tristezza. Nella tristezza la concentrazione deriva dal fatto che essa ha quasi sempre una ragione precisa, mentre per la melanconia la coscienza non saprebbe individuare nessuna causa esterna. So perché sono triste, ma non saprei dire perché sono melanconico. Prolungandosi nel tempo senza mai raggiungere un'intensità particolare, gli stati melanconici cancellano dalla coscienza ogni motivo iniziale, presente invece nella tristezza.“

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Italo Calvino 210
scrittore italiano 1923 – 1985
„Così decifrando il diario della melanconica (o felice?) collezionista di sabbia, sono arrivato a interrogarmi su cosa c'è scritto in quella sabbia di parole scritte che ho messo in fila nella mia vita, quella sabbia che adesso mi appare tanto lontana dalle spiagge e dai deserti del vivere. Forse fissando la sabbia come sabbia, le parole come parole, potremo avvicinarci a capire come e in che misura in mondo triturato ed eroso possa ancora trovarvi fondamento e modello. (da Collezione di sabbia)“


Pacifico Arcangeli 8
presbitero e militare italiano 1888 – 1918
„SOSEI, un religioso buddista, visse e poetò nel secolo nono. Fu uno spirito melanconico, che si di lamenti e di elegie autunnali. Ciò che pare anzitutto originale in questo poeta, non è tanto la sua comunione intima con le minori creature della terra, che pur sembra raggiungere una tenerezza quasi francescana, ma il sentimento lucreziano delle lacrimae rerum, della tristezza autunnale, manifestato nella stagione di primavera, quando sfioriscono i ciliegi. L'idea dell'usignolo che dispera del suo canto, perchè non può salvare la fiorita primaverile, è di una finezza psicologica squisitamente moderna. Tutta l'arte di SOSEI, e quella di alcuni poeti del suo tempo, è pervasa da questa malinconia serena e forte, che visita le anime ricche di sapienza e innamorate della bellezza. (da La Poesia; Alcuni illustri poeti, pp. 54-55)“

Ross Lockridge 4
1914 – 1948
„SOGNO DI EVELINA
– Addio?
Il treno si muoveva. Sembrava che quella di lei dovesse essere la cuccetta superiore, ma c'era una gran confusione su dove uno doveva dormire e con chi. Centinaia di uomini, donne, bambini, tutti i naufraghi di quel disgraziato esperimento, inclusi il signor Shawnessy, il " perfessore " e il Senatore si erano gettati alla caccia di un posto per dormire. Sembrava che quello fosse un grande esodo verso New York, proprio come il " perfessore " aveva detto nella sua lettera.
– Suppongo – disse il signor Shawnessy, aiutandola a salire nella sua cuccetta – col tempo tutto il processo sarà controllato alla meglio di adesso. Ma sembra che il controllore abbia perduto la lista dei viaggiatori.
In bianca camicia da notte, con i capelli sciolti, ella si afferrò alle sue mani.
– Ho aspettato con fede il tuo ritorno, mio signore.
Il treno rombava e gemeva passando come un proiettile lanciato a velocità pazzesca attraverso un paesaggio di prati, laghi, fiumi. Nel vagone semibuio e ondeggiante ella vide il viso amato e bellissimo e cercò di attrarlo nella cuccetta accanto a sé, ma c'era una gran confusione, perché scoprì che si trattava invece del viso del " perfessore ", che guardava intensamente il suo, e il cui fiato sibilante si cambiò nel fischio del treno, un melanconico suono di dolore e d'addio, di rinuncia, di femminile sconfitta e di ricordo dei giorni scomparsi e dei giardini sfioriti che una volta erano stati colmi d'estate... Addio... (p. 59)“

Bruno Roghi 8
giornalista italiano 1894 – 1962
„Il giornalista italo-parigino Borella era venuto a Bologna d'incarico del patron del Tour, Enrico Desgrange, per assoldare qualche corridore nostrano. Girardengo no, troppo caro; Brunero nemmeno, troppo perplesso. Meglio ripiegare su un «mai sentito nominare», di modico prezzo e di buona tempra, da issare su una bicicletta francese ai servigi d'una squadra francese. La scelta cadde su Bottecchia, il taciturno e melanconico muratore veneto cge Desgrange non aveva mai sentito nominare. La prima parola di francese che avrebbe imparato sarebbe stato il suo nome storpiato dagli sportivi transalpini in un buffo Botescià.“

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Umberto Saba 97
poeta italiano 1883 – 1957
„. Potrebbe rimanere, di secoli di noia, un verso: il più bello, il più inutile, il più melanconico, il più perfetto che sia mai stato scritto:E chiaro nella valle il fiume appare. (3, p. 176)“

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Areteo di Cappadocia 34
medico greco antico
„A me pare che la melanconia sia il prodromo o una parte della mania, che i Latini chiamano furore. Imperò ne' furiosi l'animo ora è spinto alla escandescenza, ora alla gioia; ma tra' melanconici la tristezza e l'angoscia dell'animo predominano sempre. Inoltre i furiosi traono molta parte della loro vita nella mania continua, e commettendo atti sconci ed atroci. Chè i melancolici passano da una specie di insania all'altra, e o sospettano di essere avvelenati; o infastiditi e aborrenti della societa si seppelliscono nella solitudine, o si convertono in una superstizione religiosa, o in fine prendono in odio la luce del giorno e la stesa vita. Ma se alcun intervallo pur godano di remissione nelle loro angosce, si rallegrano e ne gioiscono. Questi però facilmente precipitano nel furore. (capitolo V; p. 28)“

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Maksim Gor'kij 45
scrittore e drammaturgo russo 1868 – 1936
„L'amore per una donna somiglia alla melanconica opera di Dio; anche Lui ha cercato, senza riuscirvi, di creare col vuoto e dal nulla uno splendido universo... (p. 99)“


Ambrogio Bazzero 120
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882
„Io mi sento artista, perché sto in contemplazione di un raggio di sole che fa luccicare mestamente l'iniziale delle pergamena e vivifica i colori di un angolo di tappeto turco e fa spiccare le ombre del tavolo barocco e polveroso. Io sono artista – melanconico e sognatore.“

Ambrogio Bazzero 120
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882
„Come sono melanconico, la mattina quando mi desto! – Come mi spavento pensando che il mio nome è lanciato al pubblico! Chiunque mascalzone avrà diritto di sindacare i miei atti della vita privata? Come mi spiacerebbe s'io divenissi ridicolo! – Chi mi insulterà? E rinuncierò io a quella soavissima e dolce pratica religiosa della eucarestia?“

Ambrogio Bazzero 120
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882
„Sedesti sulla riva di un melanconico fiume, a sera, solitaria co' tuoi pensieri? Che ti dissero l'acque che passavano e passavano, l'acque che passeranno e passeranno?... O Dio! l'infinito è la desolazione!“

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Volker Schlöndorff 4
regista tedesco 1939
„Il regista è indubbiamente un artista solitario, talvolta un genio melanconico e incompreso, ma è in primo luogo un caposquadra. È giudicato soprattutto per la sua capacità di motivare la troupe. Il suo partner principale è il direttore della fotografia, perché da lui dipendono non solo la qualità dell'immagine, l'atmosfera del film e il ritmo delle riprese, ma anche il vostro rapporto con gli attori che sentono immediatamente se la vostra intesa funziona o no. (pp. 63-64)“


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Camillo Boito 29
architetto e scrittore italiano 1836 – 1914
„Villafranca pare fatta a bella posta perché gli eserciti la traversino in lungo e in largo. Ha tre sole contrade, che si tagliano in preciso angolo retto, formando una H maiuscola. Le case pulite, regolari, semvrano battaglioni schierati per la rivista. V'ha una certa rigidezza, una certa uggia militare.
Già le cittaduzze del Veneto non si sa se siano melanconiche o allegre. (p. 5-6)“

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Luca Doninelli 8
scrittore e giornalista italiano 1956
„Pontiggia è un bibliofilo attento e caparbio, in cui combattono una splendida ironia inglese e una passione simmetrica un po' melanconica – decisamente argentina. Ed è anche uno scrittore incapace di nascondere, a dispetto delle sue molteplici arti, il proprio retropensiero e i propri sentimenti. Per Pontiggia, parlare dei Classici come nostri contemporanei è un'ipocrisia. Non esiste alcun cammino ineluttabile della Storia. Proprio perciò i Classici, tra i quali esiste un preciso, rigido ordine, si caratterizzano – nel caos del nostro tempo – per la loro essenziale inattualità.“

Mario Melloni 1
giornalista e politico italiano 1902 – 1989
„Melanconico tramonto dello scrittore che non era mai sorto.“

Giuseppe Papaleoni 2
storico italiano 1863 – 1943
„Quanto al conte di Lodrone il Bandello che doveva bene avere conoscenza di quella famiglia e che probabilmente preparò o anche scrisse la sua novella a Verona quando vi si trovava nel 1531, gli diede il nome di Paride, il nome cioè usuale e caratteristico della casa, portato durante il secolo XV e anche dopo da parecchi individui di quella e illustrato specialmente da Paride detto Il Grande e dal suo nipote di Castel Romano, condottieri notissimi il primo nella prima metà di quel secolo nelle guerre tra Venezia e Milano, il secondo a' servizi di Venezia talvolta, e talvolta dei tedeschi, più tardi e fino al 1509... Veggansi i punti nei quali si tratta del Lodrone: "In questo tempo fu messo perle mani a messer Antonio il conte Paris di Lodrone, giovane di ventiquattro in venticinque anni, molto bello e ricco, e praticamente questo partito con non poca speranza di buon fine, messer Antonio lo disse alla moglie ed ella, parendole cosa buona e molto onorata, lo disse alla figliola." A questa lo ripeté poco dopo il padre: "t'ho ritrovato uno sposo molto nobile ricco e bello il quale è signore e conte di Lodrone". E a lei riluttante egli, indignato per questo e quasi vicino a percuoterla, impose che "volesse o no, fra tre o quattro giorni ella deliberasse andare con la madre e altri parenti a Villafranca, perciocché quivi doveva venir il conte Paris con la sua compagnia a vederla". Colà si provò poi il conte "il quale nella messa la vide, e, benché fosse pallida e melanconica, gli piacque e vene a Verona, dove con messer Antonio stabilì il parentado." Giulietta allora corse dal confesore e gli disse: "io non veggio via da svilupparmi da questo Lodrone, che ladrone e assassino mi pare volendo le cose altrui rubare. E qui cessa, anche nel Bandello la parte del promesso sposo di lei".» (da Il promesso sposo di Giulietta Cappelletti, in Tutte le opere, vol. 3)“

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