Frasi su mimica

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Fabri Fibra 279
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Ma dimmi chi ti critica | se cambi mezza faccia in clinica | anche la mimica | se la qualità è sparita | hai paura della sorte naa io della vita-vita. (da Troppi Limiti, n.° 2)“

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Ettore Romagnoli 7
grecista e letterato italiano 1871 – 1938
„Disseminata e fissata a mano a mano, con incroci ed influssi reciproci che sarebbe folle e vano voler determinare per tutto il mondo greco, questa caratteristica farsa mimica coniò ben presto certi tipi, certe situazioni, certi motivi comici caratteristici e divertenti, se non sempre fini ed artistici. Il popolino greco ne andò pazzo, come il napoletano per la commedia di Pulcinella. (p. 12)“


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Luca Ward 9
attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano 1960
„Un tempo sia il doppiaggio che la recitazione erano discipline che venivano studiate molto e la voce aveva un ruolo importante, infatti veniva "lavorata", "elaborata", perché non c'era solo bisogno di fisicità, ma forte era la necessità di una vocalità; a testimonianza di questo basta risentire i grandi sceneggiati di una volta in cui gli attori erano tutti dotati vocalmente, a differenza di oggi, periodo in cui talvolta non capisci nemmeno quello che dicono. Per me è sempre stato fondamentale il lavoro sulla voce, sia nel doppiaggio, per assecondare la mimica dell'attore, sia nella recitazione, e lo è tuttora.“

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Konrad Lorenz 94
zoologo e etologo austriaco 1903 – 1989
„Non conosco alcun comportamento specifico del gatto per cui lo si potrebbe definire «falso», magari a torto, ma con una qualche plausibilità. Sulla faccia di pochi animali il conoscitore può in ogni momento leggere così chiaramente lo stato d'animo come del gatto: si capisce sempre ciò che gli passa per la testa, e sempre si può sapere quel che ci si deve attendere da lui il prossimo istante. Co­me è inconfondibile la sua espressione di fiduciosa cordialità, quando volge all'osservatore il suo musetto liscio con le orecchie dritte e gli occhi bene aper­ti, come si traduce immediatamente nella mimica dei muscoli del muso ogni ondata di eccitazione, ogni mo­to di paura o di ostilità! (pp. 229-230)“

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Lucio Dalla 39
musicista, cantautore e attore italiano 1943 – 2012
„Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso, | che con un po' di trucco e | con la mimica puoi diventare un altro, | ma due occhi che ti guardano, così vicini e veri | ti fan scordare le parole, confondono i pensieri. (da Caruso, n. 1)“

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Nino Manfredi 8
attore italiano 1921 – 2004
„Conta prima la mimica, poi la parola: questo non lo insegna più nessuno.“

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Leonardo Sciascia 105
scrittore e saggista italiano 1921 – 1989
„cca sutta 'un ci chiovi Qui sotto non ci piove, Frase cui si accompagna il gesto dell'indice della mano destra dritto sotto il palmo della mano sinistra: a figurare un uomo sotto una tettoia, sotto un ombrello – fisicamente; se stessi al riparo da ogni detrazione e maldicenza – moralmente. Espressione verbale e mimica, insomma, che vuol dire di una vita intemerata, incorrotta e incorruttibile anche nello sfiorare o nello star dentro a fenomeni di corruzione. Equivale all'omnia munda mundis di San Paolo. (pag. 49)“

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Luciano Bianciardi 20
scrittore, saggista e giornalista italiano 1922 – 1971
„Ma per intanto il coito si è ridotto, per la stragrande maggioranza degli utenti, a pura rappresentazione mimica, a ripetizione pedissequa e meccanica di positure, gesti, atti, trabalzamenti, in vista dell'evacuazione seminale, unico fine ormai riconoscibile e legalmente esigibile. Il resto non conta, il resto è puro simbolo che serve a spingerti all'attivismo vacuo. Questo vuole la classe dirigente, questo vogliono sindaco, vescovo e padrone, questurino, sociologo e onorevole, vogliono non già una vita sessuale vissuta, ma il continuo stimolo del simbolo sessuale che induca a muoversi all'infinito. (p. 64)“


Francesco Mastriani 45
scrittore italiano 1819 – 1891
„Tra tutti i delitti contro la società la ruberia è il più svariato: e i coriferi di questa mimica non ballano a coro, ma ciascheduno ha un passo assegnato. Il furto ha le sue classi elementari, ginnasiali, liceali, ha una grande scala d'impiegati, dal capo sezione all'ultimo spazzino; ha i suoi architetti, i suoi fatti, i suoi scalatori, i suoi scassinanti, i suoi accastatori, i suoi volanti ed ha pure i suoi venditori di basi. (Parte prima, libro I, cap. VIII, p. 32)“

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Walter Benjamin 29
filosofo e scrittore tedesco 1892 – 1940
„Il linguaggio mimico è usato qui come in nessun'altra parte d'Italia. Il suo significato è impenetrabile per ogni straniero. Orecchie, naso, occhi, petto, spalle, sono mezzi espressivi di comunicazione, che vengono messi in relazione dalle dita. Questa suddivisione rientra anche nel loro erotismo sofisticatamente specializzato. Gesti servizievoli e toccatine impazienti sfuggono allo straniero con una regolarità che esclude il caso. (da Immagini di città, a cura e traduzione di Enrico Gianni, Einaudi, 2007)“

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Lello Arena 2
cabarettista, attore teatrale e doppiatore italiano 1953
„Penso che Stan Laurel e Oliver Hardy siano veramente riusciti a rinnovare quello che era lo standard del tempo nel fare comicità. Loro hanno inventato una tecnica di comunicazione nell'ambito della comicità che era veramente inedita per quell'epoca, e che forse, è modernissima ancora oggi; anche perché nessuno potrebbe mai pensare di ripetere le cose che hanno fatto loro. Questo mentre nell'ambito dei canoni della comicità del tempo, tutti i maestri insegnavano che la comicità è fatta di ritmi più che di pause. Loro invece hanno dimostrato che una volta data una situazione, lavorando solo di mimica, solo di espressione e di intenzione, si può far ridere la gente senza fare apparentemente nulla. (citato in Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo, a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895)“

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Emanuela Audisio 31
giornalista e scrittrice italiana 1953
„Bravo, dicevano tutti, e con una seconda battuta di servizio ancora più forte della prima, più simile a McEnroe che a Borg, ma uno che spesso ha dei vuoti spaventosi. Poco svedese, appunto, poco paziente, uno che non aspetta gli sbagli degli altri, semmai li precede. Sottorete un ottimo giocatore, uno dalle partenze accelerate, ma dai difficili inseguimenti. E il tennis ad alti livelli, si sa, spesso vuol dire anche rincorrere. "Ha un difetto: rispetta troppo gli altri, sta troppo ai loro voleri" diceva di lui Erik Bergelin, l'allenatore figlio dell'ex coach di Borg. E voleva dire che Edberg, intraprendente sul campo, non lo era altrettanto nella testa. Ai giovani capita spesso di non avere fiducia in sé ed era esattamente il male di cui soffriva questo figlio di poliziotto cresciuto a Vastervik in un club di tennis senza spogliatoio. L'improvvisa e rapida crescita di Becker inoltre lo aveva spiazzato, rubandogli i riflettori. Becker era più giovane, più estroverso, più mimico, più tutto. a Edberg non restava che giacere lì come un ordigno inesploso in attesa di una maturazione.“


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Michele Serra 64
giornalista, scrittore e autore televisivo italiano 1954
„Nelle fotografie mi si riconosce perché sono l'unico che non fa niente. Non saluto, non rido, non faccio smorfie, non sventolo le braccia, non mostro pollici o indici secondo la mimica manuale in uso, non mi protendo verso l'obiettivo, non abbraccio il vicino, non ammicco. Niente. Non mi viene da fare proprio niente. Sono nient'altro che me stesso in tutta la mia inerte normalità, in un istante casuale tra i tanti che compongono la mia vita. (p. 13)“

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Mina 195
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia
„Chissà per quale strada Totò è riuscito ad arrivare nel mio cuore, nei nostri cuori. Il suo modo, non saprei adoperare la parola "mestiere" perché mi sembrerebbe addirittura riduttivo, il suo dono, la sua celestiale grazia, la sua classe infinita, il suo non essere mai volgare anche quando magari le battute lo erano, la sua faccia commovente da Cristo invecchiato, il timbro della sua voce, i suoi tempi comici inarrivabili, i suoi tempi tragici inarrivabili, tutto questo, pur se eccezionale, non può bastare per capire il suo successo inestinguibile. Ci deve essere proprio una specie di mistero, un miracolino, appunto. Sarà forse quella sua gestualità primordiale, quella mimica ancestrale, quel suo modo di essere diretto, che lo rende capace di conquistare tutti, anche i bambini che sono nati trent'anni dopo la sua scomparsa. Oppure la sua capacità di sollecitare ed elevare il "fanciullino" che risiede nel profondo di ogni essere umano. In ogni caso, Totò si rivela come una sorta di mago Merlino, che con le sue arti misteriose riesce a tirar fuori la parte migliore di noi. [... ] Grazie, Totò. (da Vanity Fair, n. 43, 2 novembre 2011)“

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