Frasi su minestra


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Leonida Rèpaci 16
scrittore 1898 – 1985
„Non sono difficile in fatto di gastronomia e, dovessi fare una scelta, assegnerei a mia sorella Orsa la palma della più saporita cucina del mondo: quella calabrese. Ancora oggi datemi una buona minestra di ceci, quelli che si ammammano, cioè fan da mamma, coi maccheroni, in una saporosa liquescenza; datemi una fetta di pescespada col «sarmuglio», che ci stupiamo di non trovare descritto nei banchetti omerici; datemi, per stimolare l'appetito fino in fondo, un pugnellino di «'mbiscatini», cioè di quei sottaceti che alternano il peperone col cappero, la melanzana con lo zenzero; datemi una ricotta di quelle che il pastorello dell'Aspromonte vi porta fino a casa, facendola colare tiepida dalla fiscella nel piatto; datemi, per consolidare il tutto, un bicchiere di Cirò, un vino che ha il colore rosso cupo delle pupille delle donne malate d'amore e il profumo del vigneto squassato dal vento sulle balze marine: datemi tutto questo e io alzo bandiera ammiraglia sulla mia tavola di calabrese radicato. (p. 218)“

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Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981
„Insieme a voi mi esibisco se c'è una festa, | mi butto in testa un piatto di minestra | armato di balestra, insieme a voi. (da Solo con io, 1979)“


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Giulio Cesare Croce 70
scrittore, cantastorie e commediografo italiano 1550 – 1609
„Chi è scottato dalla minestra calda soffia sulla fredda.“

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Cavanna 4
scrittore, editore 1923 – 2014
„Il 3 agosto 1664 Luigi XIV utilizzò per la prima volta una forchetta. Prima di quel giorno mangiava, come tutti, la minestra con il cucchiaio.“

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Jackie Collins 4
romanziera britannica 1937 – 2015
„La trovo sempre un po' sciapa, Sandra. È come una minestra per chi sta a dieta o una sogliola appena cotta.“

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Giampaolo Pansa 38
giornalista, saggista e scrittore italiano 1935
„Ho imparato che i giudici non vanno criticati. Sono un potere molto forte e geloso della propria autonomia. (da La minestra non scende dal cielo, 18 dicembre 2010)“

Walter Fontana 105
umorista, sceneggiatore e scrittore italiano 1957
„Secondo i sondaggi il suo slogan elettorale Efficienza, concretezza, rigore, guanto, ferro, velluto, pugno, cittadino, minestra, pianoro conquista i voti di molti medium e paragnosti. Un manager, uno stile! Secondo il vicesindaco Orso Bazzi Mondello, Pravettoni farà valere la legge dei numeri: li conosce personalmente e fino al 5! E la lira si impenna!“

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Dylan Thomas 69
poeta, scrittore e drammaturgo gallese 1914 – 1953
„La manna di Dio non è la minestra tiepida e inamidata delle cappelle, ma i chicchi incandescenti dell'amore e della vita distribuiti ugualmente e imparzialmente tra noi tutti, e alle radici del nostro essere sta non l'avidità di proprietà o di denaro, ma il desiderio, grande quanto l'universo, di esprimere noi stessi liberamente e fino agli estremi limiti delle nostre capacità individuali.“


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Harlan Ellison 39
scrittore statunitense 1934
„Così cerco di codificare in modo nobile l'ossessione per l'Arte e l'incapacità da parte di uno scrittore di smettere di scrivere, di rapportarsi con gli altri, di vedere senza rancore il mondo come una gemma, al tempo stesso pura e perfetta. Ma queste sono scemenze. Scrivo perché scrivo. Non so fare altro.
È l'amore della conversazione.
Io sono l'anti-entropia. Il mio lavoro è totalmente dedicato al caos. Consumo personalmente la mia vita, e professionalmente il mio lavoro, per far bollire quella minestra. (p. 11)“

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Gustaw Herling-Grudziński 22
scrittore polacco 1919 – 2000
„Due calci alla porta facevano smettere il chiacchierio, e gruppi di prigionieri guidati dai loro capi spirituali marciavano incolonnati nel corri­doio e si affollavano intorno al secchio della minestra. Ma un giorno un bruno ebreo di Grodno giunse nella cella, e piangen­do amaramente annunciò che Parigi era caduta. Da quell'istante i commenti patriottici a bassa voce e le discussioni politiche sui pagliericci ebbero fine. (cap. I, p. 19)“

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Nikolaj Vasiljevič Gogol 87
scrittore e drammaturgo ucraino 1809 – 1852
„Allora il senato, composto di teologi e filosofi, spediva grammatici e retori, armati di sacchi, al comando di un qualche filosofo – a volte anche questi prendeva parte diretta all'azione – a far man bassa negli orti altrui: ed ecco che al Seminario compariva la minestra di zucche. I senatori si impinguavano talmente di meloni e cocomeri che, il giorno dopo, i capiclasse risentivano loro due lezioni anzi che una: ché l'una usciva fuor dalla bocca, l'altra gorgogliava nel ventre senatoriale. Ginnasiali e seminaristi portavano certe parvenze di gabbane che giungevano loro insino all'era presente: termine tecnico che stava a dire, al di là dei calcagni. (Mirgorod, p. 281)“

Keppel Richard Craven 4
viaggiatore inglese 1779 – 1851
„[In Venafro] Alla mia seconda visita, il padrone di casa era assente per controllare il lavoro dei mietitori; sua moglie invece era occupatissima nella preparazione di quelle provviste che facevano parte del loro salario quotidiano. I lavoratori, infatti, ricevono tre sostanziosi pasti, a base di carne, pane, minestra verde e vino a volontà. Inoltre, ciascuno riceve due carlini, che in questo paese possono venir considerati un'equa, se non generosa retribuzione. È giusto far notare, però, che a un settentrionale questi lavori sembrano spaventosamente duri e per la loro natura e per la stagione in cui vengono eseguiti. (da Excursions in the Abruzzi; citato in Harold Acton, Gli ultimi Borboni di Napoli)“


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Il'ja L'vovič Tolstoj 1
1866 – 1933
„Il primo personaggio della casa è la mamma. Ogni cosa dipende da lei. È lei a ordinare il menu a Nikolaj il cuoco, lei che permette di uscire, lei che cuce le nostre camicie. Sta sempre allattando, corre da un capo all'altro della casa per tutta la giornata. Con lei si possono fare i capricci, ma di tanto in tanto si arrabbia e ci punisce.
Sa tutto meglio di tutti.
Sa che ci si deve lavare tutti i giorni, che a desinare bisogna mangiare la minestra, parlare francese, comportarsi bene, non strisciare i piedi per terra, non mettere i gomiti sul tavolo. Se dice che non si deve andar fuori a giocare perché pioverà, si può essere sicuri che pioverà davvero, perciò bisogna obbedirle. Quando ho la tosse mi da le pastiglie di liquirizia e le «gocce del re di Danimarca», così mi piace molto tossire. Quando la mamma mi ha messo a letto e se ne va a suonare il piano con papà, io non riesco ad addormentarmi, mi dispiace che mi abbiano lasciato solo, allora comincio a tossire e non la smetto finché la balia va ad avvertire la mamma, e mi agito perché ci mette troppo tempo a venire. Non mi addormenterei per nessuna ragione prima che sia venuta e prima che, versate dieci gocce in un bicchierino, non me le abbia fatte bere. (da Tolstoj, ricordi di uno dei suoi figli; citato in Tatiana Tolstoj, Anni con mio padre, traduzione di Roberto Rebora, Garzanti, 1978, pp. 48-49)“

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Ignazio Silone 111
scrittore italiano 1900 – 1978
„Sarebbe un orribile sacrilegio. Col segno della Croce e i nomi della Trinità, si può benedire il pane, la minestra, l'olio, l'acqua, il vino, se volete anche gli strumenti da lavoro [... ] ma non le armi. Se avete un assoluto bisogno di un rito propiziatorio, cercatevi qualcuno che lo faccia in nome di Satana. (2006, p. 103)“

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George Polya 14
matematico ungherese 1887 – 1985
„Il pensiero benaugurante è immaginare le cose buone che non hai... [esso] può essere dannoso come troppo sale è un male per la minestra e come un po’ d’aglio è male nel budino al cioccolato. Voglio dire, il pensiero benaugurante può essere un male se ce n’è troppo o se è nel posto sbagliato, ma è un bene di per se stesso e può essere di grande aiuto nella vita e nella soluzione dei problemi.“

Tommaso Landolfi 41
scrittore, poeta e traduttore italiano 1908 – 1979
„Ultimo forse rappresentante genuino della gloriosa nobiltà meridionale, io sto da solo in questa casa crollata più che per metà, e che seguita a crollare un poco ogni giorno, in cui il vento si insinua gemendo, zufolando, facendo garrire le pendule tappezzerie. Ormai, per volger dei tempi, povero in canna, mi scaldo la minestra da me, poi passeggio infaticabilmente nelle sale vuote, più sovente in cucina a causa del freddo; e tutto pur di non lavorare, che sarebbe cosa vergognosa, ma in ispecie direi pur di non vivere. (da Opere, I, Rizzoli, Milano, 1991, p. 667)“

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