Frasi su mole

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Io sono il toro dalla grande mole, | ma mi mancano le parole, | tipo yeti tu mi credi abominevole | perché mi vedi precipitevole, | ma è solamente l'indole | con cui mi dipingono le favole. (da Dalla parte del toro, n.° 5)“

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Giosue Carducci 79
poeta e scrittore italiano 1835 – 1907
„[Sullo Zibaldone] È una mole di 4526 facce lunghe e larghe mezzanamente, tutte vergate di man dell'autore, d'una scrittura spesso fitta, sempre compatta, eguale, accurata, corretta. Contengono un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni, per così dire, del giovine illustra con se stesso su l'animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni; di filosofia, di letteratura, di politica; su l'uomo, su le nazioni, su l'universo; materia di considerazioni più ampia e variata che non sia la solenne tristezza delle operette morali; considerazioni poi liberissime e senza preoccupazioni, come di tale che scriveva giorno per giorno per sé stesso e non per gli altri, intento, se non a perfezionarsi, ad ammaestrarsi, a compiangersi, a istoriarsi. Per sé stesso notava e ricordava il Leopardi, non per il pubblico: ciò non per tanto gran conto ei doveva fare di questo suo ponderoso manoscritto, se vi lavorò attorno un indice amplissimo e minutissimo, anzi più indici, a somiglianza di quelli che i commentatori olandesi e tedeschi solevano apporre alle edizioni dei classici. Quasi ogni articolo di quella organica enciclopedia è segnato dell'anno del mese e del giorno in cui fu scritto, e tutta insieme va dal luglio del 1817 al 4 dicembre del 1832; ma il più è tra il '17 e il '27, cioè dei dieci anni della gioventù più feconda e operosa, se anche trista e dolente. (dalla prefazione ai Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura)“


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Giuseppe Culicchia 7
scrittore e traduttore italiano 1965
„Le idee mi vengono ovunque, ma poi le metto in ordine nel mio studio. No ho mai avvertito, da scrittore, il desiderio di prendere e andarmene. Torino non è Roma. Sotto la Mole se vuoi riesci ad isolarti molto bene per trovare concentrazione.“

Angelo Maria Ricci 11
poeta italiano 1776 – 1850
„Dov'è quel Carlo, che d'Europa il pondo | Libra e corregge nell'immensa mole, | Germe sublime d'arbore fecondo., | E d'Ibera eroina inclita prole : | Ne' suoi be' giorni si raddoppia il mondo, | Né mai tramonta ov' egli impera il sole, | Poiché aggiunti i materni ai patrii regni | Lo scettro stende oltre gli Erculei segni. (ottava 33, canto III)“

David Chevalier 8
doppiatore italiano 1978
„Ho iniziato 27 anni fa a fare il doppiatore e purtroppo devo dire che ho visto cambiare in peggio questo mestiere. All’epoca si curavano più i dettagli e c'era meno fretta, sicuramente anche per il fatto che la mole di lavoro era decisamente inferiore. La tecnologia ci ha aiutato a velocizzare il tutto però questa velocità che viene richiesta inevitabilmente va a discapito nostro e della qualità.“

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Ángel de Saavedra 3
scrittore, poeta e drammaturgo spagnolo 1791 – 1865
„Il carattere peculiare di questo magnifico resto della più remota antichità è quello della grandezza e della solidità. Si vedono in esso i primi passi, primi sì, ma già sicuri e arditi, dell'arte che doveva inventare il maestoso ordine dorico e costruire il Partenone di Atene. Il Tempio di Nettuno a Pesto è pesante, ma di proporzioni tanto esatte e belle, che la sua pesantezza è eleganza, e spariscono, nel contemplare l'intera mole dell'edifizio, la troppa robustezza delle sue colonne, la massa enorme dei suoi capitelli, l'ampiezza e lo spessore dei suoi architravi, il volo slanciato delle sue cornici. (citato in Pestum e il Cilento, p. 56-57)“

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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„La fortuna dei mosaici è [... ] in parte una conseguenza dello stupore che provoca l'enorme mole di lavoro che sta dietro la realizzazione di ciascun pezzo. I tempi lunghi (talora anni) che esigeva la esecuzione non scoraggiavano gli artisti (o piuttosto artigiani, dato il carattere prevalentemente manuale del lavoro). Una virtù che s'è perduta oggi quando l'acrilico consente di sfornare una decina di quadri in una notte a uno degli sprovveduti pittori d'oggi, o il gesto d'un samurai armato di spada basta a creare un capolavoro di Fontana.“

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Giovan Battista Marino 5
poeta italiano 1569 – 1625
„Città senza signor, senza governo, | cade qual mole suol senza sostegno. ()“


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Giovanni di Bernardo Rucellai 7
scrittore italiano 1475 – 1525
„La grand'anima del Mondo | Sta come auriga, e'n questa cieca mole | Infusa, muove le stellate sfere. (p. 678)“

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Raige 15
rapper italiano 1983
„Regina della corda del Pacifico con l'animo pacifico | di chi diventa sorda quando il grido è del pericolo | protettrice delle creature di madre terra | eletta dalla stessa a quel ruolo sull'orlo della guerra | il cielo che voleva il monopolio del suolo | si tingeva d'olio e scagliava loro ogni fulmine o tuono | in quel turbine d'odio, Tora aiutava i più deboli | la sola risorsa di chi non poteva difendersi | nell'ergersi, con la sua mole | il suo ruggito era la liberazione di mille parole d'amore | squarciava nubi con le zanne, sfatava il mito dei dubbi | mandava in panne i colori più cupi (da Tora-Ki, n. 4)“

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Lee Child 152
scrittore britannico 1954
„Quei due erano dilettanti, peggio ancora, dilettanti compiaciuti di sé, abituati a cavasela grazie alla mole e alla reputazione. Nel mondo reale sarebbero stati uccisi prima ancora di sferrare un colpo.“

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Alfred Edmund Brehm 40
biologo e scrittore tedesco 1829 – 1884
„Si può dire che il capodoglio è l'animale il più tozzo che esista. La sua enorme testa lunga, larga, quasi quadrata, è della mole stessa del corpo, e si confonde con questo senza visibile passaggio. Il corpo è cilindrico, molto grosso nei due terzi anteriori, assottigliato poi sino alla coda. Davanti è piano ed appiattito. ma nell'ultimo terzo è tondeggiante. (p. 894)“


„La soglia era bloccata dalla mole massiccia di uno Skeksis, che li guardava. Sulla faccia del Ciambellano era dipinta un'espressione cordiale, intesa a ingraziarsi i Ghelfling.
Fizzgig saltò su un davanzale, e stando lassù in bilico si voltò verso Kira per indurla a seguirlo. Lei stava per farlo, ma poi si accorse che Jen non si era mosso.
Il Ciambellano alzò la mano, senza sfoderare gli artigli, nello stesso gesto della notte precedente. – Fermatevi – sibilò. – Sono amico. Amico di Kelffinks. Ieri notte io salvato voi da Garthim. Io nemico? No, io amico. State, per favore.
Jen guardò il mostro che avrebbe potuto afferrarlo e ridurlo in brandelli. – Mi hanno detto che gli Skeksis uccidono i Ghelfling – ribatté.
Il Ciambellano sbuffò. – Puah! È per stupida profezia che dice Kelffinks mettere fine potere di Skeksis. Stupido – e scrollò la testa.
Jen stava calcolando che lo Skeksis non avrebbe potuto varcare la soglia a meno che non abbattesse le pareti che sovrastava di tutta la testa. Ma quello non era il modo di agire degli Skeksis, che, nelle aggressioni, ricorrevano sempre ai Garthim. No, e poi, con un po' di fortuna, lui e Kira avrebbero potuto scappare dalla finestra. Per sicurezza arretrò di qualche passo per tenersi alla larga da quegli artigli. Prima di scappare, voleva sapere tutto quello che lo Skeksis aveva da dirgli.
– Stupida profezia – diceva il mostro. – Ma Skeksis spaventati. Paura di Kelffinks, sì. Piccoli Kelffinks. Errore, grande errore. State, per favore. Io amico.“

Angelo Maria Ricci 11
poeta italiano 1776 – 1850
„Sei giorni, e sei trascorsi erano appena, | Quando di Carlo apparver gli stendardi, E come allor che il torbid'austro mena | In pigra calma i gravi nembi e tardi; | Corrono a prevenir con varia lena | L' atro foriere i nuotator gagliardi, | Così di speme disperata accesi | Corrono all'armi i difensòr Pavesi || Tutta in campo apparia già l'oste intera, | Che i larghi fossi in duplice intervallo | Disponea d'ogni intorno, e la trinciera, | E i gravi arieti approssimava al vallo : | Qual forse ad Ilio sovrastava altera | L' infausta mole del fatal cavallo, | Ed accennando da vetusti merli, | Pendean le spose italiche a vederli. (ottava 25-26, canto VII)“

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Ferdinand Gregorovius 21
storico e medievista tedesco 1821 – 1891
„Ho vedute poche viste, incantevoli quanto quella che si scorge dal tetto a foggia di terrazzo di questo castello, dei dintorni di Palermo, della sua spiaggia, dei suoi monti. La è di una tale bellezza, che difficilmente si potrebbe immaginare, ancor peggio poi descrivere con parole. Si abbraccia di colà d'un sol colpo d'occhio tutta la Conca d'oro, con i suoi monti bruni, di forme maestose e severe, che si direbbero tagliati da scalpello greco; con i suoi giardini ricchi d'aranci, popolati di ville; con la città turrita, e ricca di cupole; con il mare splendidamente immerso nella lice, con la mole imponente e bizzarra, da una parte del monte Pellegrino, e dall'altra del Capo Zafferano che sporge in mare; con i suoi monti al lontano orizzonte coronati di neve, i quali si perdono in un'atmosfera pura, serena, tranquilla. Terra, mare, aria, luce, tutto ricorda l'Oriente; e guardando dal tetto della Zisa al basso dei giardini, quasi si crederebbe vedere uscire fuori belle odalische al suon del mandolino.“

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Ignazio Silone 103
scrittore italiano 1900 – 1978
„A mano a mano che salivamo, se ci guardavamo indietro, la nostra vista si allargava sull'intiero altipiano e scopriva, in tutto il suo splendore, la mole grandiosa del Gran Sasso. (da La terra e la gente in Abruzzo)“

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