Frasi, citazioni e aforismi su molestia

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“


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Josemaría Escrivá de Balaguer 29
presbitero spagnolo 1902 – 1975
„Serenità. Perché arrabbiarti, se arrabbiandoti offendi Dio, molesti il prossimo, passi tu stesso un brutto quarto d'ora... e alla fine non ti resta che calmarti? (punto 8)“

Francesco Mastriani 45
scrittore italiano 1819 – 1891
„Ed eccovi in secondo luogo la "cuna", altro flagello dell'infanzia, altro strumento di morte per bambini. Bisogna far dormire per forza quella mummia, che grida nei suoi ceppi. Le sue grida riescono importune, moleste, insopportabili. Dl'altronde, la madre deve attendere alla sua acconciatura, ha da intendersi colla sarta, ha da finire di leggere quel romanzo che tanto l'interessa! Deve vestirsi pel teatro, per le visite, pel veglione, per la passeggiata. Bisogna dunque per forza quel marzmottino si acceti nel sonno. Ed ecco il piccolo importuno consegnato alla balia, che te lo acchiappa come un involto di robe vecchie e te lo getta nella "cuna", dopo aver dato una buona ristretta alle fasce, quasi che tema ceh il prigioniero non scappi. Ed accola a far giuocare quel crpicciuolo ad un violento giuoco di altalena, agitando la culla in modo tempetosissimo che, senon fosse per legge fisica che il gran moto produce l'immobilità, quel puttino dovrebbe essere cento volte tramazzato sul suolo ovvero trabalzato in aria come la palla della racchetta. Bisogna far dormire a forza il monello. Dunque, stordendolo fino alla stupefazione, fino all'encefalagìa, fino al coma. L'oppio, la morfina ed altri mortali soporiferi riuscirebbero meno letali a quel tenero tessuto nervoso della violenta agitazione della "cuna". Un bel dì, il bambinello è assalito da convulsioni nervose e leva l'incomodo alla madre: «Dio se l'ha preso» dice questa. E noi diremo: «Siete voi che Glielo avete dato!». (Parte prima, libro II, cap. XXVI, p. 253-54)“

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Francesco Berni 19
scrittore e poeta italiano 1497 – 1535
„Non si tien conto di chi accatti o presti: | accatta e fa' pur debiti, se sai, | ché non è creditor che ti molesti; | se pur ne vien qualch'un, di' che tu hai | doglia di testa e che ti senti al braccio: | colui va via senza voltarsi mai. | Se tu vai fuor, non hai chi ti dia impaccio, | anzi ti è dato luogo e fatto onore, | tanto più se vestito sei di straccio. | Sei di te stesso e de gli altri signore, | vedi fare alle genti i più strani atti, | ti pigli spasso dell'altrui timore. (da Capitolo primo della peste, vv. 100-110)“

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Horacio Verbitsky 7
giornalista e scrittore argentino 1942
„Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto.“

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Francesco Guicciardini 35
scrittore, storico e politico italiano 1483 – 1540
„79 [... ] Quando sei in partiti difficili, o in cose che ti sono moleste, allunga e aspetta tempo quanto puoi, perché quello spesso ti illumina o ti libera. (serie II)“

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Guido Ceronetti 183
poeta, filosofo e scrittore italiano 1927
„Bastano le cose viste e udite perché il giorno abbia malitia sua, le simpatie superficiali a rallegrarlo: una profondità umana è subito molestia, poi a poco a poco, dolore. Non voglio offrire il corpo nudo, senza riparo, ai chiodi che volano per l'aria smaniosi di conficcarsi.“


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Ferdinand Hardekopf 5
1876 – 1954
„In righe li torchio i torrenti molesti, | e quelli smagrati li penso a fil di piano; | la superficie idolatro, lo spazio detesto, | è sacra la superficie, lo spazio è profano. (da Avversione, in Lesestücke)“

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Angelo di Costanzo 37
1507 – 1591
„E de le dolci mie speranze morte | Sol per sepolcro la memoria resta, | Con speme di trovar, lasciando questa, | Nell'altra patria, vita assai men forte, | Prego, che mi sottragga ognor la Morte | A l'unghie di Fortuna aspra e molesta. (da Sonetto XLII)“

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Giordano Bruno 246
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„E li teologi, benché alcuni di quelli siano nodriti ne l'aristotelica dottrina, non mi denno però esser molesti in questo, se accettano esser piú debitori alla lor Scrittura che alla filosofia e natural raggione. (Teofilo: dialogo IV)“

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Jérôme Lalande 3
astronomo francese 1732 – 1807
„Non si incontrano affatto la sera, nelle strade di Napoli, quelle donne che sono la vergogna del loro sesso con le molestie; è vero che vi sono delle guide che si piazzano nei luoghi conosciuti, come vicino al teatro, ma è ancora con una specie di riservatezza, o di timidezza, che fa onore ai costumi e alla città di Napoli. (da Voyage d'un François en Italie: fait dans les années 1765 et 1766, traduzione di Lorenzo Terzi; citato in Lorenzo Terzi, Joseph-Jérôme Le François de Lalande a Napoli, ARPA Campania n. 1, Napoli 2010)“


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Giordano Bruno 246
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Armesso: Volete, dunque, parer cane che morde, a fin che non ardisca ognuno di molestarvi?
Filoteo: Cossí è, perché desidero la quiete, e mi dispiace il dispiacere.
Armesso: Sí, ma giudicano che procedete troppo rigorosamente.
Filoteo: A fine che non tornino un'altra volta essi, ed altri imparino di non venir a disputar meco e con altro, trattando con simili mezzi termini queste conclusioni.
Armesso: La offesa fu privata, la vendetta è publica.
Filoteo: Non per questo è ingiusta; perché molti errori si commettono in privato, che giustamente si castigano in publico.
Armesso: Ma con ciò venite a guastare la vostra riputazione, e vi fate piú biasimevole che coloro; perché publicamente se dirà che siete impaziente, fantastico, bizarro, capo sventato.
Filoteo: Non mi curo, pur che oltre non mi siano essi o altri molesti; e per questo mostro il cinico bastone, acciò che mi lascino star co' fatti miei in pace; e se non mi vogliono far carezze, non vegnano ad esercitar la loro inciviltà sopra di me. (dialogo I)“

Giordano Bruno foto
Giordano Bruno 246
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Circe: Il porco è infatti un animale A. avaro, B. barbaro, C. coperto di fango, D. duro, E. errante qua e là, F. fetido, G. goloso, H. ha un debole senno, K. Cocciuto, L. lascivo, M. molesto, N. non è buono a nulla, O. ocioso, P. pertinace, Q. querulo, R. rude, S. stolto, T. turgido, V. vile, X. Lunatico, Y. Auricolato, Z. volubile, Ψ. non si dice buono se non quando è morto.
Meri: Componendo l'alfabeto porcino, o Circe, hai dimenticato una delle lettere più necessarie.
Circe: Non è stato fatto a caso, giacché questa lettera è implicata in tutte le altre come pure sembra essere la lettera delle lettere stesse. Ad uno dunque tutto si riporti, come in tutto è stato riportato uno. A. ingrato, B. immondo, C. irragionevole... (dialogo I; 2008)“

Girolamo Maggi 4
1523 – 1572
„Bene senza dubbio ti parrà cosa maravigliosa che io, prigioniero e nella schiavitù di un Turco, dentro un ergastolo, privo affatto di libri e dei sussidii della memoria (poiché appena in farsetto scampai alla strage di Cipro) abbia composto codesto libretto de Tintinnabulis. Ciò non di meno, non vorrei già che tu ignorassi qualmente Dio 0. M., che mi salvò da infiniti pericoli di terra e di mare, a me qui condotto tosto abbia assistito, la qual cosa facilmente apparisce: essendoché, mi fece tenere pressoché tutte quelle cose che a' tempi tranquilli già aveva scritto e portato meco in Cipro, affinché rileggendole potessi qualche volta togliermi dall'animo le molestie e le cure più gravi. (da una lettera a Carlo Rym, patrizio di Gand; citato in Carlo Promis, Vita di Girolamo Maggi d'Anghiari)“

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Fedro 29
scrittore romano, autore di favole
„Est ardalionum quaedam Romae natio, trepide concursans, occupata in otio, gratis anhelans, multa agendo nil agens, sibi molesta et aliis odiosissima. (V. Tib. Caesar ad Atriensem)“

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