Frasi su molestia

Josemaría Escrivá de Balaguer foto
Josemaría Escrivá de Balaguer 29
presbitero spagnolo 1902 – 1975
„Serenità. Perché arrabbiarti, se arrabbiandoti offendi Dio, molesti il prossimo, passi tu stesso un brutto quarto d'ora... e alla fine non ti resta che calmarti? (punto 8)“

Francesco Mastriani 45
scrittore italiano 1819 – 1891
„Ed eccovi in secondo luogo la "cuna", altro flagello dell'infanzia, altro strumento di morte per bambini. Bisogna far dormire per forza quella mummia, che grida nei suoi ceppi. Le sue grida riescono importune, moleste, insopportabili. Dl'altronde, la madre deve attendere alla sua acconciatura, ha da intendersi colla sarta, ha da finire di leggere quel romanzo che tanto l'interessa! Deve vestirsi pel teatro, per le visite, pel veglione, per la passeggiata. Bisogna dunque per forza quel marzmottino si acceti nel sonno. Ed ecco il piccolo importuno consegnato alla balia, che te lo acchiappa come un involto di robe vecchie e te lo getta nella "cuna", dopo aver dato una buona ristretta alle fasce, quasi che tema ceh il prigioniero non scappi. Ed accola a far giuocare quel crpicciuolo ad un violento giuoco di altalena, agitando la culla in modo tempetosissimo che, senon fosse per legge fisica che il gran moto produce l'immobilità, quel puttino dovrebbe essere cento volte tramazzato sul suolo ovvero trabalzato in aria come la palla della racchetta. Bisogna far dormire a forza il monello. Dunque, stordendolo fino alla stupefazione, fino all'encefalagìa, fino al coma. L'oppio, la morfina ed altri mortali soporiferi riuscirebbero meno letali a quel tenero tessuto nervoso della violenta agitazione della "cuna". Un bel dì, il bambinello è assalito da convulsioni nervose e leva l'incomodo alla madre: «Dio se l'ha preso» dice questa. E noi diremo: «Siete voi che Glielo avete dato!». (Parte prima, libro II, cap. XXVI, p. 253-54)“


Areteo di Cappadocia foto
Areteo di Cappadocia 34
medico greco antico
„Manifestissimo è il giallore che si genera nell'albuginea degli occhi: e nella fronte verso le tempia, sopra quelli di bianca carnagione, al più leve grado della malattia, apparisce assai notabile il colore itterico. In quelli che sono affetti dalla itterizia nera, nelle medesime parti scorgerai il colore atro-verdastro. Questi si raffreddano, sono languidi, inerti, tristi, di animo avvilito, ed esalano un disgustoso fetore: ogni sapore sente loro di amaro: respirano con molestia: sentono un dolore, un morso allo stomaco: i loro escrementi sono porracei, neri, aridi, stentati. Le urine sono assai colorale, e quasi fuliginose. Quindi paiono indigestioni, inappetenze, vigilie, tristezza, melanconia. (p. 44)“

Rocco Scotellaro 58
scrittore, poeta e politico italiano 1923 – 1953
„Nero e lucente | serpente che narri | le tue solitudini al sole | e i ricordi del tuo lungo letargo | tra un rombo ventilante di mosche, | anch'io i miei poveri giorni di calde speranze | ricordo i luoghi del mio ozio | ove mi sentivo grande e solo al mondo | e solo per un passo molesto | m'imbucavo sottoterra, | cadendo dall'orlo della luce.“

Areteo di Cappadocia foto
Areteo di Cappadocia 34
medico greco antico
„Fate che anche un uomo del volgo vegga un malato pallido, debole, tossicotoso, emaciato, egli vi dirà costui essere un tisico. Allorché taluni vi sono, che sebbene non abbiano i polmoni ulcerati, tuttavia sono consunti da diuturne febbri, hanno la tosse, ma secca, dura e senza sputi, anche questi propriamente sono chiamati tisici. Hanno anche questi una oppressione di petto, una infermità di polmone, l'angoscia, l'intolleranza, la nausea, i brividi vespertini e calori mattutini, un molesto sudore vaporoso sino al petto, emettono nella espettorazione materie di diversa qualità, come di sopra notammo: hanno la voce rauca, il collo alquanto ritorto e gracile, non pieghevole ma come irrigidito: le dita sottili, e grosse le loro articolazioni, talché sembra che le sole ossa ne siano rimaste. Diresti che tabidi ne sono i muscoli: le unghie si rendono adunche, il polpaccio di esse si fa rugoso e spianato, imperocchè per il dimagrimento perdono le parti molli circolari, e la loro rotondità. Tutta la l'orza è circoscritta alle loro estremità e nelle loro unghia uncinate, colle quali soltanto come membra solide sostengono alcune fatiche. Similmente le narici diventano acuminate e gracili: le guance prominenti e rossastre: gli occhi incavati lucidi splendenti: tumefatta emaciata, pallida o livida è la faccia: le labbra assottigliate stringonsi sui denti, sicché somigliano a chi ride: in tutto finalmente ti rappresentano un cadavere. (pp. 34-35)“

Guido Ceronetti foto
Guido Ceronetti 183
poeta, filosofo e scrittore italiano 1927
„Ero solo in casa e Petalo come al solito si era messo a grattare la porta e a gemere nel modo più molesto e inurbano, disturbando indicibilmente la mia concentrazione profonda di filosofo. [... ] Con una scopa corsi alla porta e... ma non ricordo di avergli dato un colpo... forse glielo minacciai soltanto, urlandogli istericamente di filare [... ]. Quel che ricordo nitidamente, come se guardassi una istantanea di quel momento, è la fuga del maleamato sulla rampa della scala [... ]. Su ogni gradino c'erano gocce di sangue. Petalo era ferito. Era venuto a supplicarmi soccorso e si era ricevuto un colpo di scopa. Andai su a vedere, temendo di essere stato io il feritore... (Forse glielo diedi, il colpo). Stava leccando del latte, disperatamente. Una zampina era stata portata via di netto da qualcosa di terribile, e sulla schiena aveva uno squarcio, vicino al collo, un cratere di sangue. Non si lamentava più, ogni tanto ci guardava, come fossimo stati i suoi giudici, o i suoi medici. Chiamai il veterinario, che aveva il rimedio nella borsa e che consigliò di adoperarlo subito. Era stato un cane a ridurlo in quello stato [... ]. Mentre il misericordioso Dottore preparava l'iniezione, mi fissò in modo indimenticabile e volle – proprio così – che la mia mano si posasse dolcemente sulla sua mutilazione, un grumo di dolore che spenzolava. Non so se mai più mi capiterà di supplicare mentalmente, con tanta angoscia e febbrile vergogna, qualcuno, qualche groviglio di visceri viventi, di perdonarmi, sul punto della morte. (pp. 286-288)“

Alessandro Valignano foto
Alessandro Valignano 2
gesuita italiano 1539 – 1606
„Non raccontano i loro guai come sogliono fare i nostri europei; mercechè tengono per principio che, visitando alcuno, non se gli deve dire cosa che possa affliggerlo. Quindi non si vengono mai a parlare de' loro travagli, ma colla professione che fanno di saper soffrire ogni molestia e di ostentare coraggio nell'avversità, si tengono chiuse in petto, come meglio possono, le loro pene e, incontrandosi con altri, sempre a vedere animo grande e viso allegro. Delle proprie tribolazioni o si tacciono interamente o le accennano alla sfuggita ridendovi sopra, non più che se non le sentissero o non se ne facessero conto.“

 Esiodo foto
Esiodo 11
poeta greco antico 70
„Come quando negli alveari ombrosi le api | nutrono i fuchi, che hanno parte dei frutti delle loro aspre fatiche | – esse per tutto il giorno, fino al tramonto del sole, | ogni giorno s'affrettano sollecite e fanno i bianchi favi, | e quelli restando dentro gli ombrosi alveari | l'altrui fatica nel loro ventre raccolgono – | cosi per gli uomini un male, le donne, | Zeus altotonante fece, che hanno parte dei frutti delle fatiche | moleste. (v. 594-602; 2007)“


Philip Roth foto
Philip Roth 54
scrittore statunitense 1933
„Alcuni hanno bisogno della seduzione, non dell'iniziazione. E tu, Kathy, avevi bisogno di tutte e due le cose. Molestie? Ricordi i bei tempi in cui il patriottismo era l'ultima spiaggia di un furfante. Molestie? Sono stato il tuo Virgilio, e tu il mio Dante, nei sotterranei del sesso!“

Søren Kierkegaard foto
Søren Kierkegaard 119
filosofo, teologo e scrittore danese 1813 – 1855
„Che cos'è il ricordo? Un consolatore molesto; [... ] un'ombra che non si può vendere, anche nel caso in cui qualcuno voglia comprarla! (p. 37)“

Alda Merini foto
Alda Merini 275
poetessa italiana 1931 – 2009
„Intanto l’ombra è il quieto passaggio | di una vita molesta che discende | fino al ginocchio del conquistatore.“

Antonio Cocchi foto
Antonio Cocchi 17
medico, naturalista e scrittore italiano 1695 – 1758
„Fu intorno a cinquant'anni fa molto confermata l'opinione della dieta lattea per la gotta da varie esperienze fatte in Inghilterra, ove poco dopo par che fosse scoperto che anco il vivere per alcune settimane di qualche fresca e idonea pianta senz'altro cibo aveva il medesimo effetto in quel male sì molesto, e finalmente ivi fu ampliata tale riputazione a tutto il vitto vegetabile.“


Giuseppe Giusti foto
Giuseppe Giusti 49
poeta italiano 1809 – 1850
„Il sapersi adattare è una gran virtù! Risparmia infinite molestie, e concilia la benevolenza degli altri. (p. 402)“

Giuseppe Flaiani foto
Giuseppe Flaiani 2
chirurgo e anatomista italiano 1741 – 1808
„Qualunque però sia stata la cagione, che abbia prodotto il broncocele, è questa una malattia se non sempre pericolosa, però sempre incomoda, e rende il collo deforme molto più, che il bel sesso n'è più soggetto degli uomini, ed i giovani più di quelli di età avanzata. Nei paesi sulle falde delle Alpi e de' Monti della Savoia è quasi endemica, bensì non producendogli alcun molesto sintoma la conservano per tutto il tempo della loro vita. Nei climi freddi è sempre più commune di quello s'osserva nei paesi caldi, e di un'aria temperata. (p. 276)“

Cecilia Malmström foto
Cecilia Malmström 3
diplomatica e politica svedese 1968
„V'è un aumento allarmante di violenza e molestie contro le persone omosessuali, qualcosa che viene legittimato dal regime che bolla l'omosessualità come qualcosa di anormale e pericoloso per i bambini.“

Enrico Pea foto
Enrico Pea 16
poeta e scrittore italiano 1881 – 1958
„Quando le anomalie del racconto erano comuni a qualche persona di conoscenza, mio nonno diceva: «Una goccia di più sarebbe assai a fare traboccare il vaso, e anche quello diventerebbe molesto e pericoloso.«E i parenti e i passanti un bel giorno lo porterebbero in una carrozza chiusa su per il monte di Quiesa, e giù nella valle del Serchio, e poi su per quella collinetta, a rinchiuderlo in quel santuario, ove certo godrebbe di più.«Nessuno è tutto savio.«Nessuno è tutto matto: è questione di equilibrio.«La misura è data dall'interesse che hanno alcuni mezzi savi e mezzi matti, i quali giudicano dei loro simili, mezzi savi e mezzi matti come loro. [... ]» (pp. 74 sg.)“

Mostrando 1-16 frasi un totale di 166 frasi