Frasi su montone


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Alphonse De Lamartine 57
poeta, scrittore e storico francese 1790 – 1869
„Qualche giorno dopo, mia madre, che andava in città, mi condusse con sé e mi fece passare, come per caso, dal cortile di una macelleria. Vidi degli uomini con le braccia nude, insanguinate, che atterravano un bove; altri che sgozzavano dei vitelli e dei montoni, e ne squartavano le membra ancora palpitanti: rivoli di sangue fumavano qua e là per terra. Preso da una profonda pietà, mista ad orrore, chiesi di passare oltre al più presto, e l'idea di quelle scene orribili e disgustose, necessari preliminari di uno di quei piatti di carne che vedevo serviti a tavola, mi fece prendere in disgusto la nutrizione animale, e i macellai in orrore. (IV, VIII, pp. 147-148)“

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Gene Gnocchi 166
comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955
„Alcuni montoni opportunamente addestrati sono capaci di adempiere alla stessa funzione del montone capo di vestiario. Essi ti si aggrappano al collo e rimangono appesi alla schiena serrando le zampe sulla tua pancia per tenerti caldo.“


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Valerio Massimo Manfredi 65
archeologo, scrittore, conduttore tv 1943
„Non sono scappato, mi sono solo fatto indietro per prendere la rincorsa e tornare a cozzare come un montone infuriato. (Filippo II di Macedonia)“

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Longo Sofista 5
scrittore greco antico
„E domandando la Cloe: – Dopo questi baciamenti, questi abbracciamenti e questi coricamenti, che sarà egli di più? Coricati che ci saremo nudo con nuda, che pensi tu d'aver a fare? – Faremo – rispose Dafni – quel che fanno i montoni alle pecore ed i becchi alle capre. (da Ragionamento terzo)“

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Longo Sofista 5
scrittore greco antico
„Rizzandosi dunque il montone con le zampe dinanzi sopra la groppa della pecora, il buon Dafni si levava suso con le mani, e si serrava cotale alla svenevole su la schiena alla Cloe; e quando la bestia alzava uno zampino, egli ritirava una gamba; quando scontorceva il niffolo, egli stralunava gli occhi; quando fiutava, egli annasava; quando colpeggiava, egli batteva tutti i suoi colpi: ma dove il suo maestro colpiva sempre, egli non seppe mai dare nel bersaglio. (da Ragionamento terzo)“

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Burchiello 10
poeta italiano 1404 – 1449
„Cimici, e pulci, con molti pidocchi | Ebbi nel letto, e al viso zanzale; | In buona fé, ch'io mi condussi a tale, | Che 'n tutta notte non chiusi mai occhi; | Pugnevan le lenzuola come brocchi, | I' chiamai l'oste, ma poco mi vale; | E dissigli vien qua se te ne cale | Col lume in mano, e fa ch'apra due occhi; | Un topo, ch'io aveva sotto l'orecchio | Forte rodea la paglia del saccone, | Dal lato manco mi tossiva un vecchio; | E giù da piede piangeva un garzone, | Qual Animal m'appuzza; qual morsecchio: | Dal lato ritto russava un montone. | Onde per tal cagione | Perdetti il sonno, e tutto sbalordito | Con gran sete sbucai, quasi finito. (CLIX, vv. 1-17)“

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James Boswell 6
scrittore, giurista e aforista scozzese 1740 – 1795
„VOLTAIRE. «Shakespeare ha spesso due buoni versi, mai sei. Un pazzo, perdio, un buffone alla Fiera di San Bartolomeo. Mai un lavoro veramente suo, tutte vecchie storie». Scacchi: «Perderò, perdio, per tutti i santi del Paradiso. Ah, qui cavalco su un montone nero come la puttana che sono... Falstaff dagli spagnoli». BOSWELL. «Vi dirò perché noi ammiriamo Shakespeare». VOLTAIRE. «Perché non avete gusto». BOSWELL. «Ma signore...». VOLTAIRE. «Et penitus toto divisos orbe Britannos... Tutta l'Europa è contro di voi. Perciò avete torto». BOSWELL. «Ma ciò dipende dal fatto che abbiamo grande immaginazione». VOLTAIRE. «La più selvaggia... Pope guida un calesse tirato da due beipuledri eleganti, ma Dryden viaggia su un tiro a sei, coi postiglioni e tutto». Ha ripetuto con esattezza qualche passo di Dryden. BOSWELL. «Che cos'è la memoria? Dove risiedono tutte le nostre idee?». VOLTAIRE. «Come dice Thomson: dove dormono i venti quando l'aria è calma? Thomson era un grande pittore. Milton, molte bellezze e molti difetti, come non c'è nulla di perfetto in questo dannato mondo. I suoi imitatori sono incomprensibili. Ma quando lui scrive bene è chiarissimo». BOSWELL. «Che cosa pensate del nostro teatro?». VOLTAIRE. «Molto spirito, molto intreccio, e molti bordelli». BOSWELL. «Che cosa pensate di Fingal?». VOLTAIRE. «Sembra un salmo di David. Ma vi sono dei nobili passaggi. In tutt'e due. L'Omero di Scozia». (p. 100-101)“

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Jacopo Sannazaro 11
poeta e umanista italiano 1456 – 1530
„Selvaggio ed Ergasto.
Selvaggio: Ergasto mio, perché solingo e tacito | pensar ti veggio? Oimè, che mal si lassano | le pecorelle andare a lor ben placito. | Vedi quelle che 'l rio varcando passano; | vedi quei duo monton che 'nsieme correno, | come in un tempo per urtar s'abassano. | [... ] A dire il vero oggi è tanta l'inopia | di pastor, che cantando all'ombra seggiano, | che par che stiamo in Scitia o in Etiopia. | Or, poi che o nulli o pochi ti pareggiano | a cantar versi sì leggiadri e frottole, | deh canta omai, che par che i tempi il cheggiano.
Ergasto: Selvaggio mio, per queste oscure grottole | Filomena né Progne vi si vedono; | ma meste strigi et importune nottule. | Primavera e suoi dì per me non riedono, | né truovo erbe e fioretti che mi gioveno; | ma solo pruni e stecchi che 'l cor ledono. | Nubbi mai da quest'aria non si moveno, | e veggio, quando i dì son chiari e trepidi; | ma attendo sua ruina, e già considero | che 'l cor s'adempia di pensier più lepidi. (Prosa prima, p. 7-8, 1944)“


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Diogene Laerzio 56
storico greco antico 180 – 240
„A Megara vide le pecore protette da pelli di cuoio e i figli dei Megaresi nudi, e soggiunse: «È meglio essere montone che figlio di un Megarese». (VI, 41; 2009, p. 218)“

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Porfírio 59
filosofo e teologo greco antico 233 – 305
„Lo sparviero [... ] è gradito al Sole in quanto per sua natura è integralmente composto di sangue e aria, ha pietà dell'uomo, geme se vede un cadavere insepolto e gli cosparge la terra sugli occhi, ossia nel punto in cui gli Egizi credono che abbia dimora la luce del sole. [... ] Quanto allo scarabeo, un uomo ignorante ed estraneo alla conoscenza del divino ne potrebbe avere ribrezzo, mentre gli Egizi lo venerano come immagine vivente del Sole. [... ] Hanno un concetto filosofico simile anche del montone e solo un po' diverso a proposito del coccodrillo, dell'avvoltoio, dell'ibis e, in breve, di tutti gli altri animali, in quanto è proprio grazie alla loro saggezza e alla profonda scienza del divino che essi sono arrivati a venerare anche gli animali. (IV; 2015, pp. 401-402)“

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Alfred Edmund Brehm 40
biologo e scrittore tedesco 1829 – 1884
„Una delle specie di questa famiglia, l'Orca (Orcinus Orca) è conosciuta sin dalla più remota antichità, ed è famosa per la sua ferocia. Cosa strana! gli osservatori moderni concordano sopra questo ultimo punto coi naturalisti antichi. Quest'animale è un delfino robusto, compresso, con piccola testa, dorso convesso, pinne laterali lunghe e pinna caudale larga, robusta, marginata in forma di S; ha da 11 a 13 denti robusti a mo' di quelli dei carnivori: è nero lucente al disopra, al disotto bianco di porcellana con sfumatura gialliccia. Sotto e dietro l'occhio trovasi una macchia allungata, bianca, che ha fatto dare all'animale dagli antichi il nome di delfino montone. (p. 880)“

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Bernard de Mandeville 12
medico e filosofo olandese 1670 – 1733
„Alcune persone non sono capaci di mangiare un animale che erano abituati a vedere ogni giorno, altri non estendono il loro scrupolo oltre il loro pollame e rifiutano di mangiare i polli che essi stessi hanno allevato, tuttavia costoro mangiano di buon animo e senza alcun rimorso carne di bue o di montone e polli comperati al mercato. In tale comportamento mi sembra che si manifesti una coscienza di colpevolezza, come se costoro si sforzassero di salvare se stessi dall'imputazione di un crimine di cui in qualche modo si sentono partecipi, allontanandone, per quanto possono, la causa; e in ciò io vedo dei forti residui della primitiva pietà e innocenza che il tirannico potere dell'abitudine e lo strapotere del lusso non sono ancora riusciti a debellare completamente. (2012, p. 101)“


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Lev Nikolajevič Tolstoj 270
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„Un fanciullo amava molto il pollo e aveva gran paura dei lupi. Una sera, mentre dormiva sul suo letto, fece un sogno: egli era solo nella foresta e cercava funghi. A un tratto, un lupo balzò da una macchia e si gettò su di lui. Spaventato, il fanciullo si mise a gridare: «Aiuto! Aiuto! Mi vuol mangiare!». Il lupo gli disse: «Aspetta a gridare: io non ti mangerò, voglio soltanto discutere con te». E il lupo si mise a parlare come fosse un uomo. Disse: «Tu hai paura che io ti mangi. Ma tu? Non ti piacciono forse i polli?».«Sì!».«Eppure li mangi, perché? Essi sono vivi come te, i piccoli polli. Va a vedere la mattina, come li pigliano, come il cuoco li porta in cucina e taglia loro il collo, e ascolta la loro madre gridare perché le hanno tolto i suoi piccini. Non hai mai osservato tutto questo?».«No», rispose il fanciullo.«No, davvero? Ebbene, guarda meglio! Del resto, per ora, sono io che ti mangerò. A modo tuo, tu non sei altro che un piccolo pollo: è deciso, ti mangerò». Il lupo si gettò sul fanciullo che gridò spaventato: «Ahi! Ahi! Ahi!». E si svegliò. Da quel giorno, egli smise di mangiar carne: fosse di bue, di montone o di pollo.“

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Gaio Plinio Secondo 25
scrittore romano 23 – 79
„Il montone assalta i pesci come uno assassino: talora s'asconde all'ombra de' navili grossi, i quali stanno fermi, e aspetta se alcuno ha voglia di nuotare; e ora alzando il capo fuor dall'acqua, apposta le barchette de' pescatori, e di nascoso nuotando le mette a fondo. (IX, 67; 1844, vol. 1, p. 896)“

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Yuval Noah Harari 6
storico, saggista e docente israeliano 1976
„I montoni più aggressivi e che mostravano una maggiore resistenza al controllo umano venivano macellati per primi. La stessa sorte era riservata alle femmine più magre e curiose (i pastori non vedono di buon occhio le pecore che tendono a uscire dal gregge). Una generazione dopo l'altra, le pecore divennero più grasse, più remissive e meno intraprendenti.“

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Agnolo Firenzuola 8
poeta italiano 1493 – 1543
„Cercate sempre cinque pie al montone. (da Atto II, Scena V)“

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