Frasi su morente

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Luciano Ligabue 353
cantautore italiano 1960
„Ci sono suicidi da mezzo minuto | e altri che sono bengala d'aiuto | conosco qualcuno suicida da anni | deciso nel tempo deciso nei panni | conosco qualcuno che è già seppellito | continua a morire non ha ancora finito | modello di molti nebbianti | qua attorno morenti | a passeggio giorno per giorno. (da Lettere d'amore nel frigo)“

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Stephen King 271
scrittore e sceneggiatore statunitense 1947
„Come disse lo scorpione alla fanciulla morente: "Sapevi che sono velenoso quando mi hai raccolto." (p. 358)“


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Paolo Sorrentino 41
regista italiano 1970
„Se non rivolgete la parola a nessuno e avete un po' di pazienza vedrete che si avvicineranno loro, come grappoli d'uva cadenti, morenti dalla voglia di fare una sola cosa, mettervi sul piedistallo. La sudditanza è miliardi di volte più comoda del piglio decisionale, però è più noiosa, pochi dubbi su questo. (p. 211)“

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Sandrone Dazieri 31
scrittore e sceneggiatore italiano 1964
„Milano non piace quasi a nessuno di quelli che ci vivono. Non amano il ritmo che li spinge sempre di corsa. Hanno problemi di stomaco per i panini alla piastra e i piattini di verdura. Non sopportano la puzza di piscio dei sottopassaggi, l'odore del vomito dei tossici, il lastricato di preservativi nelle viuzze, la moquette di cacche di cane. Sognano il verde e trovano solo qualche albero morente e i parchi strapieni di polizia pronta a dirti che non sta bene sedersi sulla poca erba a farti i cavoli tuoi. Sono disorientati dalla mancanza di punti di ritrovo, dalle poche piazze senza panchine, dagli stili architettonici accrocchiati, dalle case a forma di cubo, di ananas, di pigna, di finto rococò e finto gotico. Non capiscono che Milano non è una città, ma un grumo di lava che ha subito tutte le Furie. Che è sterile, come il deserto, e per starci bisogna essere attrezzati. Che non è adatta ai dilettanti. Per questo la amo.“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Dove sono le feste che ci avevano promesso? Dov'è il vino novello (morente sulla vite)? (An American Prayer)“

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John Ronald Reuel Tolkien 130
scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico 1892 – 1973
„[A Boromir morente] "No!", disse Aragorn, prendendogli le mani e posando una bacio sulla sua fronte. "Hai vinto. Pochi hanno conosciuto un simile trionfo. Rasserenati! Minas Tirith non soccomberà!“

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Kevin Costner 22
attore, regista, produttore cinematografico e musicista ... 1955
„Marion: Come mai questo giovane nobile un tempo arrogante ha preferito vivere duramente mangiando il sale della terra?
- Robin: Ho visto cavalieri corazzati colti dal panico al primo cenno di battaglia [... ] Il più nobile scudiero disarmato strapparsi una lancia dal proprio corpo per difendere un cavallo morente. La nobiltà non è un diritto di nascita, è determinata dalle proprie azioni. (Film Robin Hood - Principe dei ladri)“

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Muriel Spark 20
scrittrice scozzese 1918 – 2006
„Aver superato i settant'anni è come essere in piena guerra. Tutti i nostri amici stanno per andarci o ci sono già andati e noi sopravviviamo circondati da morti e da morenti come su un campo di battaglia. (libro Memento mori)“


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Alfred Tennyson 33
poeta inglese 1809 – 1892
„L'autorità dimentica un re morente.“

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S. J. Perelman 5
scrittore 1904 – 1979
„L'amore non è il lamento morente di un violino lontano, ma è il cigolio trionfante delle molle del letto.“

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Aldo Palazzeschi 125
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Da vetri oscurissimi | leggera una nebbia viola traspare | finissima luce. | E s'odon le note morenti | dei balli più lenti. | Si vedon dai vetri | leggere passare volanti le tuniche bianche | di coppie danzanti. (da Diaframma di evanescenze, I cavalli bianchi)“

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Chuck Palahniuk 200
scrittore statunitense 1962
„Oggetti morenti. Compratori morenti. Tutto triste di disperazione.“


Diego Vitrioli 12
poeta italiano 1818 – 1898
„deh Scilla, indrizza | al segno il ferro, ch'io palleggio! Avrai | del pesce anciso le adipose spoglie | e 'l rostro penderà dal tuo sacello. | Cariddi, e tu trascorri: io pur di bende | le tue are precinsi, e te solìa | propiziar con piccioletta acerra, | e dèsta sempremai lampa t'accensi. | Sì parla ritto sulla poppa e il ferro | a piombo avventa, e ne trapassa il pesce. | Cade il tridente, ma impigliato al fianco | attiensi del legnetto: in mezzo l'onde | si dimena lo Xiphia, e invan del corpo | di sferrar l'alta lancia s'affatica: | sta la punta mortal nel corpo infissa! | Scelti garzoni a la morente belva | vanno i lacci allentando: ella tuttora | qua e là discorre coi lentati lacci; | e fra la dubbia speme i fuggitivi | spirti richiama, e in su lo stremo istante | tuttor le ciurme ostili ella minaccia: | finché dal corso stanca ed a gran pena | il piagoso pel mar dosso traendo, | sosta, e col sangue anco la vita esala. (Megali del Giudice, p. 15)“

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Margaret Mazzantini 99
scrittrice italiana 1961
„Amo la naturalezza della vostra unione, la guardo con un sorriso, voi, in qualche misura, mi avete protetto da me stesso. Io non mi sono mai sentito "naturale", mi sono impegnato per esserlo, tentativi striduli, perché impegnarsi per essere naturali e già una sconfitta. Così ho accettato il modello che mi avete ritagliato nella carta velina dei vostri bisogni. Sono rimasto un ospite fisso in casa mia. Non mi sono indignato nemmeno quando in mia assenza, durante le giornate di pioggia, la cameriera ha spostato lo stenditoio con i vostri panni accanto al calorifero nel mio studio. Mi sono abituato a queste umide intrusioni senza ribellarmi. Sono rimasto sulla mia poltrona senza poter allungare troppo le gambe, ho posato il libro sulle ginocchia e mi sono fermato a guardare la vostra biancheria. Ho trovato in quei panni umidi una compagnia che forse superava quella delle vostre persone, perché in quelle trame sottili e candide io catturavo il profumo fraterno della nostalgia, di voi, certo, ma soprattutto di me stesso, della mia latitanza. Lo so, Angela, per troppi anni i miei baci, i miei abbracci sono stati goffi, stentati. Ogni volta che ti ho stretta, ho sentito il tuo corpo scosso da un fremito d'impazienza, se non addirittura di disagio. Non ti ci ritrovavi, ecco tutto. Ti è bastato sapere che c'ero, guardarmi in lontananza, come un viaggiatore appeso al finestrino di un altro treno, scialbato da un vetro. Sei una ragazza sensibile e solare, ma di colpo il tuo umore cambia, diventi rabbiosa, cieca. Ho sempre avuto il sospetto che questa ira misteriosa, dalla quale riaffiori sconcertata e un po' triste, ti sia cresciuta dentro per causa mia. Angela, a ridosso della tua schiena incolpevole c'è una sedia vuota. Dentro di me c'è una sedia vuota. Io la guardo, guardo la spalliera, le gambe, e aspetto, e mi sembra di ascoltare qualcosa. È il rumore della speranza. Lo conosco, l'ho udito affannarsi nel fondo dei corpi e affiorare negli occhi delle miriadi di pazienti che ho avuto davanti, l'ho sentito fermarsi in stallo tra le mura della sala operatoria, ogni volta che ho mosso le mie mani per decidere il corso di una vita. So esattamente di cosa m'illudo. Nei grani di questo pavimento che ora si muovono lenti come fuliggine, come ombre morenti, m'illudo che quella sedia vuota si riempia anche per un solo lampo di una donna, non del suo corpo, no, ma della sua pietà. Vedo due scarpe décolletées color vino, due gambe senza calze, una fronte troppo alta. E lei è già davanti a me per ricordarmi che sono un untore, un uomo che segna senza cautela la fronte di chi ama. Tu non la conosci, è passata nella mia vita quando ancora non c'eri, è passata ma ha lasciato un'impronta fossile. Voglio raggiungerti, Angela, in quel limbo di tubi dove ti sei coricata, dove il craniotomo scassinerà la tua testa, per raccontarti di questa donna. (pp. 21-23)“

Michela Murgia 28
scrittrice italiana 1972
„Il buon senso popolare è convinto nel profondo del fatto che sí, Adamo sarà stato anche ingenuo e sciocco a cascarci, ma alla fine dei conti il tutto è partito dalla donna. La colpa della morte, e insieme di tutta la condizione di fatica e limite propria dell’esperienza umana, è quindi di Eva, archetipo primo del genere femminile. Il suo nome significa «madre dei viventi» in virtú dell’essere la prima genitrice, ma nella pratica si è tradotto soprattutto in «madre dei morenti», perché con il suo errore ha messo letteralmente al mondo anche le condizioni della mortalità umana. Per questo motivo Eva è ancora l’unico nome biblico – insieme a quello del traditore Giuda – che bestemmiare è considerato veniale. (libro Ave Mary: E la Chiesa inventò la donna)“

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Edgar G. Ulmer 3
regista, scenografo e sceneggiatore austriaco 1904 – 1972
„Annibale rappresentava la civiltà morente dei Cartaginesi; era estremamente istruito, sapeva che la sua civiltà era al capolinea e che la democrazia romana era il futuro a cui non poteva opporsi.“

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