Frasi su moribondo

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Leonardo Sciascia 105
scrittore e saggista italiano 1921 – 1989
„Cattolici per modo di dire, mai conosciuto in vita mia, qui, un cattolico vero: e sto per compiere novantadue anni... C'è gente che in vita sua ha mangiato magari una mezza salma di grano maiorchino fatto ad ostie: ed è sempre pronta a mettere la mano nella tasca degli altri, a tirare un calcio alla faccia di un moribondo e un colpo a lupara alle reni di uno in buona salute.“

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Robert T. Bakker 18
paleontologo statunitense 1945
„Quando i dinosauri caddero alla fine del Cretaceo, non erano un gruppo decrepito e moribondo che aveva finito le proprie opzione evolutive. Erano vigorosi invece, stavano ancora diversificandosi in nuovi ordini e producendo una marea di carnivori dotati di grandi cervelli con il grado d'intelligenza più elevato di quel tempo.“


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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Le notti uggiose passano, passano i giorni uggiosi, | l'indolenzimento di stare tanto a letto passa, | il medico, dopo aver tanto tergiversato, finalmente risponde con quel terribile sguardo silente, | i bambini accorrono piangendo, si mandano a chiamare fratelli e sorelle, | le medicine ormai inutili, restano sullo scaffale (tempo l'odore della canfora ha impregnato le stanze), | la mano fedele del vivo non abbandona la mano del moribondo, | le tremule labbra si poggiano leggere sulla fronte del moribondo, | cessa il respiro, il cuore cessa di battere, | il cadavere resta disteso sul letto, e i vivi lo guardano, | ed è palpabile come palpabili sono i vivi. (2, pp. 545-546)“

George Țărnea 4
1945 – 2003
„Il dolore dei nostri amati | si riverbera su di noi | come i petali di una rosa moribonda | dove ancora s'infiltra | un ultimo ciglio d'amore (da Sul dolore dei nostri amati, p. 109)“

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Umberto Saba 97
poeta italiano 1883 – 1957
„Non pare che i moribondi soffrano di morire ma del conflitto fra il desiderio (cosciente) di vivere, e quello (incosciente) di morire. (10, p. 178)“

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Alda Merini 275
poetessa italiana 1931 – 2009
„Alata donna, cessa il tuo rancore: | la vita che ti porti del mistero | profuma male sopra il tuo cuscino | e moribonda si appassisce via. (Alata donna, cessa il tuo rancore)“

Vintilă Horia 39
scrittore rumeno 1915 – 1992
„[... ] Mozart, attraverso il quale capivo a poco a poco il fascino tragico di Vienna, fatto di musica, come la Francia è fatta di parole; un fascino ingannatore, sulle prime, poiché il rococò dei palazzi, esattamente come il serico patos di Mozart, sembra creato in una specie di gioia adolescente, quando in realtà è una maschera di velluto per nascondere un viso moribondo, quello dell'ultima conoscenza di una civiltà imperiale affaticata, cosciente già della sua inutile e gloriosa follia. Qualcosa come Venezia nel XVII secolo, che tradusse la sua decadenza in pittura. La musica austriaca, da Mozart a Richard Strauss, non è che l'espressione di questa ultima presa di coscienza. (da Nota di diario di Domenica, 17 gennaio 1965, p. 62)“

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Georg Trakl 22
poeta austriaco 1887 – 1914
„Voi grandi città | su pietra innalzate | nella pianura! | Così senza parola segue | il senza patria | dalla scura fronte il vento, | gli alberi nudi sulla collina. | Voi, dalla luce incerta all'orizzonte, fiumi! | Poderoso soverchia | tetro, vesperale rosso | nelle nubi di tempesta. | Voi moribonde nazioni! | Pallida onda | che s'infrange sulla riva della notte, | cadenti stelle. (Occidente, 3, a Else Lasker-Schüler in venerazione.)“


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Alfred Edmund Brehm 40
biologo e scrittore tedesco 1829 – 1884
„Non v'ha da stupire se questi terribili animali destano, e principalmente quando sono in gran numero, l'angoscia e lo spavento fra gli uomini non solo ma anche fra gli animali. I cavalli sono in sommo grado inquieti appena hanno sentore del lupo; gli altri animali domestici, ad eccezione del cane, pigliano la fuga se hanno il più lieve sentore del loro capitale nemico. Ma pei buoni cani non pare che vi sia piacere maggior della caccia al lupo, appunto perchè si distinguono sempre meglio quelle caccie che sono le più pericolose. Perciò è notevole che l'odio fra due affini così prossimi come sono il lupo ed il cane possa raggiungere un tale indescrivibile grado d'intensità. Un cane sulle peste d'un lupo dimentica tutto, entra nel furore più inaudito, e non riposa prima che abbia azzannato il nemico pel collo. Non bada a ferite, non s'accorge della morte dei compagni. Anche moribondo tenta ancora di mordere bravamente il lupo. (p. 451)“

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Ippolito Nievo 53
scrittore italiano 1831 – 1861
„Il fatto si è che quei simboli del passato sono nella memoria d'un uomo, quello che i monumenti cittadini e nazionali nella memoria dei posteri. Ricordano, celebrano, ricompensano, infiammano: sono i sepolcri di Foscolo che ci rimenano col pensiero a favellare coi cari estinti: giacché ogni giorno passato è un caro estinto per noi, un'urna piena di fiori e di cenere. Un popolo che ha grandi monumenti onde inspirarsi non morrà mai del tutto, e moribondo sorgerà a vita più colma e vigorosa che mai: come i Greci, che se ebbero in mente le statue d'Ercole e di Teseo nel resistere ai Persiani di Serse, ingigantiti poi nella guerra contro Mahmud alla vista del Partenone e delle Termopili. (cap. III)“

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Carlo Emilio Gadda 53
scrittore italiano 1893 – 1973
„Nel caso nostro, nel novello ravage comportato da un troppo focosa reminiscenza degli antichi bastoncelli (i quali, semmai, bastoncellavano a sensi di legge, non a sensi di teppa), il telefono si ritrovò bell'e impiantato a prestare, alla tripotente camorra, gli uffici eminenti d'un ufficiale portaordini controllato dallo zelo e dagli orecchi ipersensibili di un ufficiale spia. La raccomandazione burocratica poté assumere quel tono, e, più, quel carattere duramente ingiuntivo o addirittura imperatorio che solo si addiceva agli «homines consulares», agli «homines praetorii» del neo-impero in cottura. Chi è certo d'aver ragione a forza, nemmeno dubita di poter aver torto in diritto. Chi si riconosce genio, e faro alle genti, non sospetta d'essere moccolo male moribondo, o quadrupede ciuco. (III; p. 69)“

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Arrigo Boito 10
librettista italiano 1842 – 1918
„Il tizzo acceso fin che arde fuma; | simile, o mesto amico, al nostro cuore | che in pianto si consuma | fin che arde l'amore. || Lascia dunque che s'alzi e che s'esali | questa nube di duol cotanto intenso; | essa abbraccia i tuoi mali | come grani d'incenso. || Sii in te stesso al par d'un vaso sacro | d'olocausto, di fede e di speranza; | vedi, il fumo pare acro, | ma il turibolo danza. || Non ispegner per tema o per ristoro | quell'incendio divin che ti fa egro, | non far che il carbon d'oro | si muti in carbon negro. || Anzi affronta gli spasmi ed il martiro, | cerca nell'ansia del tormento occulto | dopo il duol del sospiro | l'estasi del singulto; || troverai qualche vero. È la tempesta | esultazione a chi non sa temerla, | e sulla duna resta | dopo l'onda la perla. || Piangi, medita e vivi; un dì lontano | quando sarai del tuo futuro in vetta | questo fiero uragano | ti parrà nuvoletta. || *** || Oggi volli per te cantar la vita, | ma la dolce canzon sul metro mio | torna fioca e smarrita | per troppo lungo oblio. || Torva è la Musa. Per l'Italia nostra | corre levando impetuösi gridi | una pallida giostra | di poeti suicidi. || Alzan le pugna e mostrano a trofèo | dell'Arte loro un verme ed un aborto | e giuocano al palèo | colle teste di morto. || Io pur fra i primi di cotesta razza | urlo il canto anatemico e macabro, | poi, con rivolta pazza, | atteggio a fischi il. || Praga cerca nel buio una bestemmia | sublime e strana! e intanto muor sui rami | la sua ricca vendemmia | di sogni e di ricami. || Dio ci aiuti, o Giovanni, egli ci diede | stretto orizzonte e sconfinate l'ali; | ci diè povera fede | ed immensi ideali. || E il mondo ancor più sterile, o fratello, | ci fa quel vol di pöesia stupendo, | e non trovando il Bello | ci abbranchiamo all'Orrendo. || Dio ci aiuti! Su te sparga l'ulivo, | sparga la pace e le benedizioni, | sii sulla terra un vivo | felice in mezzo i buoni. || A me calma più piena e più profonda; | quella che splende nell'orbita d'una | pupilla moribonda, | mite alba di luna. (A Giovanni Camerana., pp. 796-798)“


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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Alcuno ha mai ritenuto che il nascere sia una fortuna? | M'affretto a informarlo che uguale fortuna è morire, come io ben so. || Io valico la morte con il moribondo, la nascita con il bimbo appena lavato, e non sono tutto contenuto tra cappello e stivali, | e scruto multipli oggetti, non due che siano uguali, e tutti buoni, | buona la terra, buone le stelle, buoni i loro annessi. (7, p. 48)“

Rocco Scotellaro 58
scrittore, poeta e politico italiano 1923 – 1953
„Cuore cuore | Oltre non ti fermare… | Le tombe le case. | Dirsi addio e rimandare | l'amore ad altra sera. | Come le mosche moribonde ai vetri | scorrono alle cancelle i prigionieri, | è sempre chiuso l'orizzonte. | Per quanti non hanno che sparare, | cuore, non ti fermare.“

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Giorgio Bassani 82
scrittore e poeta italiano 1916 – 2000
„Benché il gioco della torre sia sempre iniquo, specie poi se proposto a un moribondo, sono d'accordo: la vivisezione è un orrore, bisogna opporvisi. Ma non basta, bisogna andare più in là. Anche i macelli sono un orrore. Anche le immense stragi di animali di tutti i tipi che gli uomini perpetrano giorno dopo giorno per nutrirsi, anche esse, oggi, non appaiono meno infami. La civiltà industriale e tecnologica ha permesso all'umanità di sconfiggere o quasi la morte precoce. Nel corso degli ultimi cento anni la popolazione terrestre ha potuto triplicarsi. E tuttavia gli uomini continuano oggi ancora a nutrirsi come una volta, come sempre, di carne sanguinante, oggi ancora continuano a fondare la loro sussistenza sulla morte di altri esseri viventi. La verità è che la civiltà industriale e tecnologica non va rifiutata, bensì corretta, piegata, dominata. Capace, come è, di fornire surrogati di tutto, o quasi tutto, perché non le chiediamo di riscattarci dall'abbiezione della più grossa delle nostre contraddizioni, l'organizzato assassinio degli animali? (8, pp. 357-358)“

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Giuseppe Garibaldi 107
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882
„Siccome negli ultimi momenti della creatura umana, il prete, profittando dello stato spossato in cui si trova il moribondo, e della confusione che sovente vi succede, s'inoltra, e mettendo in opera ogni turpe stratagemma, propaga coll'impostura in cui è maestro, che il defunto compì, pentendosi delle sue credenze passate, ai doveri di cattolico: in conseguenza io dichiaro, che trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare, in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d'un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell'Italia in particolare. E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada.“

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