Frasi su mormorio

Mormora,| la gente mormora,| falla tacere praticando l'allegria. (da Le tasche piene di sassi, n. 3)

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Jovanotti 186
cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966

Vecchio oceano, dalle onde di cristallo, tu somigli proporzionalmente a quei segni azzurrognoli che si vedono sul dorso martoriato dei mozzi; tu sei un livido immenso, applicato sul corpo della terra: mi piace questo paragone. Così, al tuo primo apparire, un soffio lungo di tristezza che si potrebbe credere il mormorio della tua brezza soave, passa, lasciando tracce incancellabili sull'anima profondamente sconvolta, e tu richiami alla memoria dei tuoi amanti, senza che se ne rendano sempre conto, i rudi inizi dell'uomo, quando fa la conoscenza del dolore che non lo lascerà più. (1995)

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Conte di Lautréamont 37
poeta francese 1846 – 1870

Se uno vive con Dio, la sua voce si farà dolce come il mormorio del ruscello e il brusio del grano.

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Ralph Waldo Emerson 110
filosofo, scrittore e saggista statunitense 1803 – 1882

Ho vinto. La convalescenza comincia. Vive, vivrà. In quella sera d'afa e di lampi muti, il commiato era in fondo agli occhi dei medici. Essi esitavano di guardarmi. Uno, il più illustre, uscendo dalla stanza dove l'odore della dissoluzione si faceva intollerabile, mormorò: "soltanto il miracolo potrebbe...".
Credo nel miracolo. (da Solus ad Solam)

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Gabriele D'annunzio 112
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938

Se la strada che porta l'aroma dell'Aspromonte allo Jonio è raccomandabile, essa non regge al confronto con quella che da Gioia Tauro sul Tirreno raggiunge Cittanova e Gerace per toccare il mare a Locri. […] e sempre il viaggio mi ha stregato per l'originale bellezza del paesaggio, un paesaggio inventato da un artista di genio nemico dei luoghi comuni e della scenografia oggettiva, allusivo, fantastico, surreale nella presentazione di queste montagne modellate o tagliate in profili che si compongono e scompongono allo sguardo secondo la variazione della luce, il veleggiare della nebbia anche d'estate, i vapori atmosferici. Solennità di silenzi, profumo di selve, mormorio di acque nei botri, sguardi accoglienti nei piccoli casali che costeggiano il cammino (pp. 297-298)

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Leonida Rèpaci 16
scrittore 1898 – 1985

Una bellissima fiaba racconta di una fanciulla che cammina in un prato e vede una farfalla impigliata in un rovo. La farfalla, liberata con gran cura, sembra in procinto di volar via, ma poi ritorna indietro e si trasforma in una splendida fata. "Per ringraziarti della tua gentilezza d'animo" dice alla fanciulla "esaudirò il tuo più grande desiderio". La ragazzina riflette un istante e poi risponde: "Voglio essere felice". Allora la fata si piega su di lei, le mormora qualcosa all'orecchio e scompare. La fanciulla diventa donna e nessuno in tutto il paese è più felice di lei. Quando le chiedono il segreto della sua gioia, si limita a sorridere e dice: "Ho seguito il consiglio di una buona fata". Gli anni passano, la fanciulla diventa vecchia ed i vicini temono che il favoloso segreto possa morire con lei. "Rivelaci che cosa ti ha detto la fatina" la scongiurano. La deliziosa vecchina, sorridendo, dice: "Mi ha rivelato che, anche se appaiono sicuri, tutti hanno bisogno di me!". Morale: Tutti abbiamo bisogno uno dell'altro. (da La coppia amorosa)

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Leo Buscaglia 48
docente, scrittore 1924 – 1998

Vedendo il castagno l'uomo sopra il fico, il quale piegava inverso sé i sua rami, e di quelli ispiccava i maturi frutti, e quali metteva nell'aperta bocca disfacendoli e disertandoli coi duri denti, crollando i lunghi rami e con temultevole mormorio disse: «O fico, quanto se' tu men di me obrigato alla natura! Vedi come in me ordinò serrati i mia dolci figlioli, prima vestiti di sottile camicia, sopra la quale è posta la dura e foderata pelle, e non contentandosi di tanto beneficarmi, ch'ell'ha fatto loro la forte abitazione, e sopra quella fondò acute e folte spine, a ciò che le mani dell'homo non mi possino nuocere.» Allora il fico cominciò insieme co' sua figlioli a ridere, e ferme le risa, disse: «Conosci l'omo essere di tale ingegno, che lui ti sappi colle pertiche e pietre e sterpi, tratti infra i tua rami, farti povero de' tua frutti, e quelli caduti, peste co' piedi e co' sassi, in modo ch'e frutti tua escino stracciati e storpiati fora dell'armata casa; e io sono con diligenza tocco dalle mani, e non come te da bastoni e da sassi.» (Il castagno e il fico)

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Leonardo Da Vinci 160
pittore, ingegnere e scienziato italiano 1452 – 1519

Ciao, Johnny», mormorò e il vento corse leggero tra gli alberi di porpora. Una foglia rossa ondeggiò nell'aria azzurra e le si posò tra i capelli. «Sono qui. Sono venuta finalmente.» Parlare ad alta voce le sarebbe sembrato inopportuno. Parlare a un morto era un'azione stupida. Così avrebbe pensato una volta. Ma ora si sentiva presa da un'emozione talmente intensa da farle dolere la gola e stringere i pugni. Forse era giusto parlargli.

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Stephen King 271
scrittore e sceneggiatore statunitense 1947

[... ] ero tutto teso alle parole di padre Jean che scivolavano sulla folla, producendo un impercettibile mormorio di scontento. "La ricchezza materiale corrompe le anime e inaridisce i cuori...

Louis Malle 7
regista francese 1932 – 1995

Mormora il mare d'intorno: e sopra l'altissimo cielo fonde gli azzurri...
Pace, pace: nulla sul mare, nulla in cielo: non una barca favolosa che raccolga l'anima pellegrina per portarla a nuovi lidi, non l'angiolo sognato che aleggi per me...

Ambrogio Bazzero 130
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882

Che ne fu della ragazza?»
«Abortì. Wennerström fu accontentato.»
Lisbeth Salander non disse nulla per dieci minuti. Di colpo i suoi occhi erano diventati neri.
«Ancora un uomo che odia le donne» mormorò alla fine.

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Stieg Larsson 14
scrittore e giornalista svedese 1954 – 2004

[Sul funerale di Leo Longanesi] Al cimitero ci si ritrovò in una decina di persone, non di più. Non ci furono cerimonie né discorsi. Solo la piccola Virginia, che avrà avuto quattordici anni, mentre la bara di suo padre calava nella tomba, mormorò: «E dire che gli orfani mi sono sempre stati così antipatici…» Una frase che sarebbe piaciuta moltissimo a Leo. (dalla presentazione a Leo Longanesi, In piedi e seduti, Longanesi & C., Milano 1968)

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001

E Porthos si fece severo.
"E la botola, signore", disse, "e la botola?"
Di Sant-Agnan divenne estremamente pallido. Buttò indietro la sedia in tal modo, che Porthos, con tutta la sua ingenuità, s'accorse che il colpo aveva fatto centro.
"La botola", mormorò il conte.
"Ebbene, signore, datene una spiegazione, se potete", fece Porthos scuotendo il capo.
Di Sant-Agnan abbassò la fronte.
"Oh! sono tradito!", mormorò; "si sa tutto!"
"Si sa sempre tutto", replicò Porthos, che non sapeva nulla.

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Alexandre Dumas (padre) 77
scrittore francese 1802 – 1870

Ciaoao» disse Dada.
«Ciaoao a voi» rispose Mumin che aveva un po' imparato il loro linguaggio.
«Hai piantoto?» chiese Sasa.
«No...» mormorò Mumin. «Ma Tabacco se n'è andato...».
«Mi dispiacece» disse Dada sinceramente. «Ti aiutata strofinare il tuo nasoso sul nasoso di Sasa?»
Mumin strofinò gentilmente il suo naso contro quello della bestiolina, ma non si sentì molto meglio.

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Tove Jansson 4
scrittrice e pittrice finlandese 1914 – 2001

Oh, sì. Sì. Sì» mormorò Soll. «Che scena! Puro cinematografo!»
«Un donna gigantesca che porta una scimmia urlante in alto su una torre» sospirò Dibbler. «E non dobbiamo neppure pagarle la giornata!» (pag. 297)

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Terry Pratchett 204
scrittore e glottoteta britannico 1948 – 2015

Ah, morire su una Hispano, mormorò beato e, tirando fuori una pistola dalla tasca, si uccise. Che sporco snob! (da Un giovane francese di nome Untale, I, II)

Raymond Queneau 25
scrittore, poeta e matematico francese 1903 – 1976

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