Frasi su municipio

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Benito Mussolini 159
politico, giornalista e dittatore italiano 1883 – 1945
„Noi, oggi, con l'inaugurazione ufficiale del nuovo comune di Littoria, consideriamo compiuta la prima tappa del nostro cammino. Abbiamo, cioè, vinto la nostra prima battaglia.
Sarà forse opportuno ricordare che una volta, per trovare lavoro, occorreva valicare le Alpi o traversare l'Oceano. Oggi la terra è qui, a mezz'ora soltanto da Roma. È qui che noi abbiamo conquistato una nuova provincia. È qui che abbiamo condotto e condurremo delle vere e proprie operazioni di guerra. È questa la guerra che noi preferiamo. Ma occorrerà che tutti ci lascino intenti al nostro lavoro. (dal discorso tenuto a Littoria, dalla terrazza del Municipio, il 19 dicembre 1932)“

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George Carlin 19
comico, attore e sceneggiatore statunitense 1937 – 2008
„Ma c'è una ragione, c'è una ragione. L'istruzione fa schifo e per questo non verrà mai fatta funzionare. Non andrà meglio, accontentatevi di ciò che avete. Perché i proprietari di questa nazione non lo vogliono. Sto parlando dei veri proprietari adesso. I veri proprietari, i grandi e benestanti gruppi d'interesse sono coloro che controllano le cose e prendono tutte le decisioni importanti. Scordatevi i politici: i politici vengono messi lì per darvi l'impressione che abbiate possibilità di scelta. Non l'avete! Non avete scelta. Avete padroni. Vi posseggono. Posseggono tutto. Posseggono ogni terreno importante, È tutto controllato dalle multinazionali. Da quando sono nate hanno pagato il Senato, il Congresso, le case statali, i municipi. Hanno in mano i giudici e posseggono i media, così controllano proprio tutte le notizie che vi capita di ascoltare. Vi tengono per le palle! Spendono miliardi di dollari l'anno per fare lobbismo, per ottenere quello che vogliono. Beh, noi sappiamo cosa vogliono: vogliono di più per se stessi e meno per tutti gli altri. Ma vi dico io cosa non vogliono: non vogliono una popolazione di cittadini capaci di pensiero critico. Non vogliono persone ben informate e ben istruite capaci di pensiero critico. No, di sicuro non vogliono questo. Non gli serve, è contro i loro interessi. Non vogliono gente abbastanza intelligente da sedersi al tavolo di cucina e accorgersi di quanto a fondo lo stanno prendendo nel culo da un sistema che li ha buttati a mare trenta anni fa. Non vogliono questo. Sapete cosa vogliono? Lavoratori obbidienti. Lavoratori obbidienti, gente abbastanza brava da far funzionare le macchine e fare il lavoro d'ufficio e stupidi abbastanza da accettare passivamente tutti questi lavori sempre più di merda, con paghe più basse e orari sempre più lunghi, extra ridotti, la morte degli straordinari e la pensione evanescente che sparisce nell'attimo esatto in cui vai a ritirarla. E adesso stanno venendo a prendersi i soldi dalla tua assicurazione sociale. Vogliono la tua cazzo di pensione, la vogliono indietro per darla ai loro amici di Wall Street. E sapete una cosa? Lo otterranno. Avranno tutto da voi prima o poi perché posseggono tutto quanto. È un grande club, e voi non ne fate parte. Voi e io non facciamo parte del grande club. E, a proposito, è lo stesso grande club che è solito mettervi i piedi in testa e dirvi in cosa dovete credere. Tutto il tempo vi sta col fiato sul collo attraverso i media, dicendovi cosa credere cosa pensare e cosa comprare. Il banco è manipolato, gente, il gioco è truccato. E sembra che nessuno se ne accorga, che non importi a nessuno. Buona gente onesta che lavora sodo, tute blu e colletti bianchi, non importa il colore del colletto della camicia che portate. Buona gente onesta di estrazione modesta, continua ad eleggere tutti questi ricchi stronzi ai quali non frega un cazzo di loro. Se ne fregano di voi, non gliene importa proprio niente, niente, niente. E nessuno sembra accorgersene, sembra che non importi a nessuno. Questo è ciò su cui contano i proprietari: che gli americani resteranno probabilmente e deliberatamente ignoranti su quel bel cazzone bianco rosso e blu che ogni giorno gli viene pompato nel culo. Perché i proprietari di questa nazione sanno la verità. Lo chiamano il sogno americano, perché devi essere addormentato per crederci. (da Dumb Americans, n.º 6)“


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Vittorio Imbriani 44
scrittore italiano 1840 – 1886
„Non passa anno senza che le collezioni scientifiche di qualunque altra città d'Italia si arricchiscano per la munificenza di qualche privato. E così mano mano si colmano le lacune, si completano le serie e si ottiene più assai di quello che non sia il potere dello stato e de' municipii di fare. Ma il napoletano largo di bocca e stretto di mano; mentre non sa vivere fuori della sua città, non vuol poi far niente per renderla più bella e simpatica; non è superbo delle sue istituzioni, non è zelante di migliorarle; il suo municipalismo non sa mai incarnarsi in un'opera bella e generosa. (Passeggiate romane, Roma, 11. XII. 71., p. 37)“

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Alan Lomax 11
etnomusicologo, antropologo e produttore discografico st... 1915 – 2002
„La strada si snodava in alto dalla vallata vicino al fiume, attraverso altopiani rocciosi verso Caggiano, in Campania, un paese costruito in pietra, appollaiato come un'aquila su una scarpata rocciosa. Non c'è niente di più terribile della povertà quando fa freddo ed è umido; la gente nei suoi stracci sporchi cerca di stare in piedi sui ciottoli bagnati e ricoperti di fango; le donne filano e ricamano lamentandosi per l'eternità, dopo aver lasciato le loro cucine fumose. Tutti dopo vanno di fretta al municipio per ascoltare le zampogne, dal momento che in questa vallata ce ne sono molte, le più belle d'Italia. In un piccolo paese ci sono centinaia di zampognari e quattro tipi di zampogne: una ha un bordone lungo un metro e mezzo che emette una nota elefantesca. (p. 212)“

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Curzio Malaparte 73
scrittore italiano 1898 – 1957
„Un bordello ci vuole, in una città per bene: come ci vuole il Municipio, il Tribunale, le carceri, l'ospedale, il cimitero, e il Monte di Pietà.“

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Charles M. Schulz 113
fumettista statunitense 1922 – 2000
„[All'edificio scolastico, con il quale spesso discorre] Sally: Oggi ho imparato molto... Abbiamo studiato tutto sul governo locale... Non hai idea delle cose che succedono laggiù in municipio...
Scuola: Il municipio è mio fratello! (30 ottobre 1974)“

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Pierluigi Battista 14
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1955
„[Sulla Juventus] Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo.“

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Francesco Dall'Ongaro 15
poeta, drammaturgo e librettista italiano 1808 – 1873
„Quando i municipii italiani avranno contribuito all'indipendenza della patria comune, offerendo a Garibaldi le armi necessarie a fondarla e a difenderla, farò una circolare ai medesimi perché acquistino o costruiscano un teatro del popolo, che divenga nello stesso tempo una istituzione sociale, una scuola del bello, e una fonte d'onesto diletto.“


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Francesco Dall'Ongaro 15
poeta, drammaturgo e librettista italiano 1808 – 1873
„Vorrei che ogni città d'Italia avesse un teatro comunale, libero da ogni servitù, proprietà non di privati, ma pubblica. Il municipio lo amministra e dirige per modo che possa concederlo gratuitamente per buona parte dell'anno ad una o più compagnie che presentino certe guarentigie ed accettino certi patti.“

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Leonardo Sciascia 105
scrittore e saggista italiano 1921 – 1989
„... la Lombardia siciliana, i paesi lombardi della Sicilia… Città belle sono Aidone, Piazza Armerina, Nicosia: e sono quelle in cui è avvenuto un coagulo di gruppi etnici lombardi. Ma sono belle anche Enna, Caltagirone, Scicli: Enna col suo castello di Lombardia, Caltagirone che segna il suo municipio con lo stemma di Genova; Scicli che venera san Guglielmo, città, insomma, alla cui storia diedero apporto uomini del nord. (1970, p. 168)“

„[Luigi Carrer] Pietose esequie per lui si celebrarono nella Basilica di San Marco, e il dolore apparve su tutti i volti, qual era in tutti i cuori, solenne e profondo; ed il Municipio di Venezia gli decretò sepoltura propria ed iscrizione monumentale nel comunale cimiterio.
Così quella feconda vita innanzi tempo si spense e la gloria dell'estinto ormai più non dura che nella memoria delle sue virtù e nella splendida bellezza delle sue opere. Sventura acerbissima! che privò la patria di un cospicuo decoro e tolse alla italiana letteratura di cogliere il pieno frutto dei nobili studj di un tanto scrittore, ed a questo di godere più a lungo, dopo i sofferti infortunj, il meritato riposo e e ben conseguite ricompense. (dal Comentario della vita e delle opere di Luigi Carrer, in Luigi Carrer, Poesie, Le Monnier, Firenze, 1854)“

Giuseppe Ricciardi 1
letterato, patriota e politico italiano 1808 – 1882
„Signori, rispettiamo le antiche istituzioni dei nostri municipi; rispettiamo le glorie municipali, le quali sono gran parte delle glorie italiane. Non v'è una città in Italia, la quale non abbia una qualche antica, una qualche bella istituzione. Ora queste istituzioni son sacre. Quello che fa in maggior pregio d'Italia è questo: non esserci una città, per picciola che sia, non una bicocca, la quale non abbia qualche gloria speciale. Ebbene queste glorie speciali debbono essere rispettate. Qui debbo riparare un oblio. Non posso passare sotto silenzio un fatto assai grave. Avevamo in Napoli una scuola militare delle più famose d'Europa, fondata fino a un certo punto in sulle basi della scuola politecnica di Parigi, l'accademia militare detta della Nunziatella. [... ] Parlavo del fatto dell'accademia militare di Napoli, mutata in semplice collegio, a dimostrare viemeglio la necessità di ben deffinire le attibuzioni del governo di Napoli, affinché non siano abolite le istituzioni più gloriose di quel paese. Certo si è che l'effetto del mutamento della Nunziatella in collegio militare è stato pessimo.“


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Luca Cicolella 5
giornalista e scrittore italiano 1924 – 1986
„[22 luglio 1943] L'orologio della stazione segna le 9,43. Il cielo improvvisamente si oscura. Quaranta fortezze volanti ed oltre cinquanta aerei di mitragliamento piombano su Foggia. Quando il campanone del Municipio rintocca grave per dare l'allarme, la strage è in atto. Le prime bombe cadono sulla stazione, fracassandosi con inaudita violenza sui fabbricati e chiudendo gl'ingressi dei sottopassaggi da cui giungono strazianti grida di dolore. Qualche minuto prima è giunto un treno proveniente da Bari. Moltissimi viaggiatori sono stati colti di sorpresa proprio mentre attraversavano i sottopassaggi. Altri sotto l'infuriare del bombardamento hanno creduto di potersi riparare negli stessi sottopassaggi. Invece sono andati incontro alla morte certa...
... Ma c'è già chi vuole sfruttare la tragedia. Nella notte non tornano le fortezze volanti. Arrivano i ladri. Sono "sciacalli" che si avventano sui morti, frugano nelle tasche, portano via denaro, anelli, catenine d'oro. Entrano nelle case semidistrutte, riempiono casse di biancheria, asportano mobili e gioielli. Ogni notte tornano a saccheggiare la città. Nessuno interviene. Si teme che siano armati.“

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Leonardo Sciascia 105
scrittore e saggista italiano 1921 – 1989
„Il 18 aprile del 1948, nel sonno dell'alba, Calogero Schirò vide Stalin. Era un sogno dentro un sogno, Calogero stava sognando un gran mucchio di schede elettorali, ne aveva firmate un migliaio la sera prima poiché il partito l'aveva designato scrutinatore; vedeva tutte quelle schede e a un certo punto sulle schede una mano pesante che usciva dalla manica di una giubba militare di quelle all'antica. Nel sogno pensò 'ora sto sognando, questo è Stalin' e alzo gli occhi a guardare Stalin in faccia. Aveva una faccia scura, Calogero pensò 'è incazzato, c'è qualcosa che va per traverso' e subito fece un esame di coscienza per sé e per la sezione di Regalpetra, trovò piccole macule, il vice che in municipio aveva fregato un po' di zucchero Unrra e non era stato espulso, il segretario dei minatori che prendeva soldi per il disbrigo di certe pratiche: cominciò a sentirsi inquieto. Stalin parlò con marcato accento napoletano, disse "Calì, in queste elezioni abbiamo da perdere, non c'è niente da fare, i preti hanno la prima mano". (Incipit del racconto La morte di Stalin, Opere – 1956.1971, p. 225)“

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Agostino Gallo 5
poeta, scrittore, storico e antiquario italiano 1790 – 1872
„Era ben altro il moral carattere dell'Italia nel secolo XVI ove ogni cosa spirava generosi e magnanimi sentimenti. Generoso era nello scopo lo stesso esecrando parteggiare; perocché per rie diverso tendeva, sebben con riprovevoli mezzi, al bene della patria comune. Generoso era l'amor per le donne, generose le armi, guidate dall'onore a pro della terra natia, generose le lettere, dirette ad accrescerne la gloria, e generose le arti che lasciavan monumenti de' fatti illustri di ogni municipio. Abborrivansi allora con nobile orgoglio ogni straniera usanza ed imitazione. La bella penisola, opinava ciascuno, esser dovea al tutto italiana, aver una peculiare letteratura, un proprio sentire, una propria imaginativa, un linguaggio e un modo di colorire i pensieri in prosa e in versi, o di rappresentarli col pennello c collo scarpello o in lince architettoniche, tutto nazionale. Né Carlo V potentissimo di regni, di eserciti e di dovizie poté deviar l'impulso del secolo in Italia, né mai renderla spagnuola o germanica, e non contento di possederne gran parte ne agognava l'intera conquista per aggiungere la più fulgida gemina alla sua ricca corona. (p. XXIX)“

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Arthur Schnitzler 26
scrittore, drammaturgo e medico austriaco 1862 – 1931
„L'orologio della torre del municipio scoccò le sette e mezzo. D'altronde non importava che ora fosse; il tempo gli era completamente indifferente. Non provava interesse per nulla e per nessuno. Sentì una leggera compassione per se stesso. Molto fuggevolmente, non proprio come un proposito, gli venne l'idea di recarsi a una qualsiasi stazione, partire, non importava per dove, sparire per tutti coloro che lo avevano conosciuto, ricomparire in qualche luogo all'estero e incominciare una nuova vita, sotto spoglie diverse. Si ricordò di certi strani casi clinici che conosceva dai libri di psichiatria, delle cosiddette doppie esistenze: un uomo spariva improvvisamente dalla vita normale, veniva dato per disperso, ritornava dopo pochi mesi o dopo anni, senza ricordare dove era stato tutto quel tempo, finché in seguito qualcuno con cui s'era incontrato da qualche parte in un paese lontano lo riconosceva, ma lui non aveva più memoria di nulla. E in forma più lieve a più d'uno doveva capitare la stessa cosa. Per esempio dopo aver fatto un sogno? Certo, ci si ricordava… Ma sicuramente c'erano anche dei sogni che si dimenticavano del tutto, dei quali non restava più traccia, tranne un certo strano stato d'animo, uno stordimento misterioso. Oppure si ricordavano solo più tardi, molto più tardi, e non si sapeva più se si era fatta un'esperienza reale o soltanto sognato. Soltanto… soltanto…!“

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