Frasi su narice

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Vladimir Vladimirovič Majakovskij 28
poeta e drammaturgo sovietico 1893 – 1930
„Un uomo da dietro una nube strisciò fuori imbestialito,
si soffiò le enormi narici con aria provocante,
e il volto del cielo si corrugò per un attimo
con la rigida smorfia d'un ferreo Bismarck. (p. 93)“

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Giovanni Papini 80
scrittore, poeta e aforista italiano 1881 – 1956
„Tùndalo, filosofo impossibilista, scandagliava un giorno il suo viso nella specchiera di una locanda e diceva fra sé: «Vedo due sopraccigli, due occhi, due narici, e due orecchi. Perché mai Dio ci ha dato una sola bocca? Eppure io penso che ci vorrebbe una bocca per divorare, per mordere, per vomitare e per urlare e un'altra bocca per sorridere, per baciare e per cantare». (pag. 112)“


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Amélie Nothomb 138
scrittrice belga 1966
„La musica si sente molto meno bene a occhi chiusi. Gli occhi sono le narici delle orecchie. (p. 80)“

Pietro Citati 74
scrittore e critico letterario italiano 1930
„Con l'incomprensibile sicurezza di chi si trova a casa propria dovunque, Tolstoj penetra dentro ogni corpo e ogni anima. Mentre Balzac e Proust si sforzano di diventare le proprie creature, ma un momento prima di sciogliersi in loro si arrestano, fermi nel gesto grandioso dell'attore e del mimo, – Tolstoj è tutto il resto del mondo, con la medesima naturalezza con cui viveva la propria vita. Se lo desidera, è una ragazza che si guarda sorridendo allo specchio e ammira il suo vestito di tulle rosa con la sottoveste rosa: avverte insieme a lei che l'abito non tira da nessuna parte, che i folti bandeaux di capelli biondi si mantengono fermi sulla piccola testa come se fossero suoi, e «il nastrino di velluto nero del medaglione aveva circondato con particolare delicatezza il suo collo». Se lo vuole, Tolstoj è una cagna da caccia che aspira l'aria con le narici dilatate, e sente che nella palude non ci sono soltanto le orme degli uccelli, ma essi sono là, davanti a lei, e non uno ma molti. (Dall'introduzione ad Anna Karenina, BUR, Milano, 2006, pp. IX-X. ISBN 88-17-01152-5)“

„Ho visto il film 'Maradona', di Emir Kusturica. Emozionante la scena clou in cui Maradona ringrazia Dio di avergli dato solo due narici.“

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Jean Cocteau 86
poeta, saggista e drammaturgo francese 1889 – 1963
„Aden, porta dell'inferno, dove ci depongono quei fauni di marmo nero dai riccioletti biondi, dalle guance vermiglie, dalle narici, dalle labbra, dagli archi sopracciliari e dalle giunture delicati. (p. 59)“

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Aulo Cornelio Celso 27
enciclopedista e medico romano -14 – 37 d.C.
„Anche nella tisi potrà salvarsi colui che avrà uno sputo bianco, omogeneo, di colore uniforme e senza pituita; e della stessa natura conviene che sia quello che dal capo distilla nelle narici. (libro II, capitolo VIII, p. 114)“

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Jostein Gaarder 48
scrittore norvegese 1952
„Non c'è da meravigliarsi che il Creatore, a quanto si dice, fece un passo indietro, meravigliato, dopo aver formato l'uomo dalla polvere della terra e avergli soffiato nelle narici un alito vitale, facendolo diventare un essere vivente. La cosa davvero strana fu che Adamo non si stupì.“


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Mario Cipollini 7
ciclista su strada italiano 1967
„I campioni della storia avevano dei volti ruvidi, sembravano tori dalle narici fumanti. Erano capaci di sopportare le sofferenze peggiori e portavano con sé dei sogni straordinari. E puntavano sull'aggressività per sopravvivere dove gli altri morivano [... ]. Ades­so io non sento più, nei leader, lo stesso bisogno interiore di affermarsi. Il machismo sta sparendo.“

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Arundhati Roy 25
scrittrice indiana 1961
„Ammu ebbe un brivido.
Provava, in quel pomeriggio caldo, la gelida sensazione che la Vita fosse già Vissuta. Che la sua coppa fosse piena di polvere. Che l'aria, il cielo, gli alberi, il sole, la pioggia, la luce e il buio, tutto si stesse pian piano trasformando in sabbia. Che la sabbia le avrebbe riempito le narici, i polmoni, la bocca. Che l'avrebbe sepolta, lasciando in superficie solo un mulinello, come quello che fanno i granchi quando si rintanano sotto, sulla spiaggia. (p. 238)“

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Antifonte 8
filosofo e drammaturgo greco antico -479 – -409 a.C.
„Noi rispettiamo e veneriamo chi è di nobile origine, ma chi è di natali oscuri, né lo rispettiamo, né l'onoriamo. In questo, ci comportiamo gli uni verso gli altri da barbari, poiché di natura tutti siamo assolutamente uguali, sia Greci che barbari. Basta osservare le necessità naturali proprie di tutti gli uomini [... ] nessuno di noi può esser definito né come barbaro né come greco. Tutti infatti respiriamo l'aria con la bocca e con le narici. (fr. DK 87 B 44 B)“

„Solo con te stesso, come ti ho detto, siediti, raccogli il tuo spirito, introducilo – dico il tuo spirito – nelle narici; è la via che il respiro prende per andare al cuore. Spingilo giù, costringilo a scendere nel tuo cuore insieme all'aria che hai inspirato. Quando vi sarà giunto, vedrai quale gioia ne seguirà: non rimpiangerai più nulla. [... ] Perché 'il regno di Dio è dentro di noi' e per colui che vi rivolge il suo sguardo e lo ricerca con la preghiera pura, tutto il mondo esterno diventa vile e spregevole. (citato in Mircea Eliade, Lo Yoga. Immortalità e libertà, a cura di Furio Jesi, traduzione di Giorgio Pagliaro, BUR, 2010; p. 71)“


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Gustave Flaubert 89
scrittore francese 1821 – 1880
„Immerse il pollice destro nell'olio, e cominciò le unzioni: prima sugli occhi, che avevano tanto bramato tutte le magnificenze terrestri; poi sulle narici, ghiotte di brezze tiepide e di profumi d'amore; poi sulla bocca, che si era aperta per la menzogna, che aveva mandato gemiti d'orgoglio e gridato alla lussuria; poi sulle mani, che avevano goduto contatti soavi, e infine sulla pianta dei piedi, così rapidi un tempo, quando ella correva a soddisfare i suoi desideri, e che ora non avrebbero camminato più.“

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Cesare Pavese 206
scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano 1908 – 1950
„La Nube. Ho paura. Ho veduto le cime dei monti. Ma non per me, Issione. Io non posso patire. Ho paura per voi che non siete che uomini. Questi monti che un tempo correvate da padroni, queste creature nostre e tue generate in libertà, ora tremano a un cenno. Siamo tutti asserviti a una mano più forte. I figli dell'acqua e del vento, i Centauri, si nascondono in fondo alle forre. Sanno di essere mostri. [... ] La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene. Lo sai questo? [... ] Per te la morte è una cosa che accade, come il giorno e la notte. Tu sei uno di noi, Issione. Tu sei tutto nel gesto che fai. Ma per loro, gli immortali, i tuoi gesti hanno un senso che si prolunga. Essi tastano tutto da lontano con gli occhi, le narici, le labbra. Sono immortali e non san vivere da soli. (La nube)“

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Umberto Eco 193
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016
„Se la guardi perché è bella, e ne sei turbato (ma so che sei turbato, perché il peccato di cui la si sospetta te la rende ancora più affascinante), se la guardi e provi desiderio, perciostesso essa è una strega. Sta' in guardia, figlio mio... La bellezza del corpo si limita alla pelle. Se gli uomini vedessero quello che è sotto la pelle, così come accade con la lince di Beozia, rabbrividirebbero alla visione della donna. Tutta quella grazia consiste di mucosità e di sangue, di umori e di bile. Se si pensa a ciò che si nasconde nelle narici, nella gola e nel ventre, non si troverà che lordume. E se ti ripugna toccare il muco o lo sterco con la punta del dito, come mai potremmo desiderare di abbracciare il sacco stesso che contiene lo sterco? (Ubertino, a Adso: Quarto giorno, Notte)“

Walter Pedullà 4
saggista, critico letterario e giornalista italiano 1930
„Fa bene Alvino a opporsi, ad opporre i buoni motivi di chi è cosciente di quanto ancora può dirci una narrazione che impegna ogni organo della testa: dall'orecchio alle narici, dagli occhi alla lingua. Ecco: attenti alla lingua di Pizzuto. Giustamente Alvino gliela fa tirar fuori. Fra l'altro ci sta bene pure lo sberleffo sul volto di questo scrittore dotato di finissima ironia. Alla lingua! alla lingua di Pizzuto! dice Alvino. Che deve metterci tutti i sensi e ogni atomo del cervello per impedire che restino puro suono le sostanziose parole di Pizzuto. (dall'introduzione di Walter Pedullà a Gualberto Alvino, Chi ha paura di Antonio Pizzuto?, Firenze, Polistampa, 2008)“

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