Frasi su nascitura

Gabriele D'annunzio foto
Gabriele D'annunzio 112
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938
„E l'avvenire mi apparve spaventoso, senza speranza. L'immagine indeterminata del nascituro crebbe, si dilatò, come quelle orribili cose informi che vediamo talvolta negli incubi ed occupò tutto il campo. Non si trattava d'un rimpianto, d'un rimorso, d'un ricordo indistruttibile, ma di un essere vivente. Il mio avvenire era legato a un essere vivente d'una vita tenace e malefica; era legato a un estraneo, a un intruso, a una creatura abominevole contro cui non soltanto la mia anima ma la mia carne, tutto il mio sangue e le mie fibre provavano un'avversione bruta, feroce, implacabile fino alla morte, oltre la morte. Pensavo: "chi avrebbe mai potuto immaginare un supplizio peggiore per torturarmi insieme l'anima e la carne? Il più ingegnosamente efferato dei tiranni non saprebbe concepire certe crudeltà ironiche... Non erano ancora manifesti nella persona di Giuliana i segni esterni: l'allargamento dei fianchi, l'aumento del volume del ventre. Ella si trovava dunque ancora ai primi mesi: forse al terzo, forse al principio del quarto. Le aderenze che univano il feto alla matrice dovevano esser deboli. L'aborto doveva essere facilissimo. Come mai le violente commozioni della giornata di Villalilla e di quella notte, gli sforzi, gli spasmi, le contratture, non l'avevano provocato? Tutto m'era avverso, tutti i casi congiuravano contro di me. E la mia ostilità diveniva più acre. Impedire che il figlio nascesse divenne il mio segreto proposito. Tutto l'orrore della nostra condizione veniva dall'antiveggenza di quella natività, dalla minaccia dell'intruso. Come mai Giuliana, al primo sospetto, non aveva tentato ogni mezzo per distruggere il concepimento infame? Era stata ella trattenuta dal pregiudizio, dalla paura, dalla ripugnanza istintiva di madre? Aveva ella un senso materno anche per il feto adulterino? (da L'innocente, 1891)“

Laura Palazzani foto
Laura Palazzani 7
filosofa italiana 1964
„Il diritto non è riducibile a strumento della volontà arbitraria (quale prevaricazione del più forte sul più debole), ma è la condizione della coesistenza sociale che non può garantire tutta la libertà, ma deve assicurare la libertà di tutti (incluso il feto). La liberazione della donna a danno del nascituro non è pertanto libertà autentica.“


Publilio Siro foto
Publilio Siro 688
scrittore e drammaturgo romano 100
„Mage fidus heres nascitur quam scribitur. ()“

Publilio Siro foto
Publilio Siro 688
scrittore e drammaturgo romano 100
„Ubi nil timetur, quod timeatur nascitur. ()“

Michela Marzano foto
Michela Marzano 71
filosofa e docente italiana 1970
„La maternità non è né una necessità né una maledizione. È un'esperienza straordinaria che permette alla donna, nel momento in cui decide di diventare madre, di ricomporre la famosa divisione tra corpo e anima, senza che per questo il desiderio femminile si identifichi con il desiderio di maternità. Durante una gravidanza, il tempo biologico si impone al tempo biografico, ma non lo cancella mai completamente. Il corpo della donna diventa uno spazio in cui la madre e il nascituro entrano in relazione. La donna ha la possibilità di vivere una condizione del tutto particolare: da un lato, si identifica con il suo corpo che si trasforma; dall'altro, se ne allontana, talvolta fino al punto di estraniarsene. I movimenti interni non sono più solo i suoi movimenti. Appartengono a un'altra creatura che comincia a vivere. Sono i confini stessi del corpo materno che si aprono.“

Giorgio La Pira foto
Giorgio La Pira 73
politico italiano 1904 – 1977
„Vi sono delle grandi carenze, dei grandi «vuoti», nelle strutture sociali e giuridiche non adeguate (come dovrebbero essere) alla tutela dei nascituri? Siano eliminate -con grande urgenza e determinazione- con provvedimenti legislativi adeguati: ma mai col togliere l'essere, la vita, al nascituro.“

Antonio Socci 37
giornalista e scrittore italiano 1959
„La giurisprudenza tutela i cuccioli di rospo, ma nega ogni tutela a quelli dell'uomo, come se fossero "nulla", perfino al sesto mese di gravidanza, quando, com'è noto, il nascituro vive pienamente e prova anche dolore.“

Salvatore Quasimodo foto
Salvatore Quasimodo 61
poeta italiano 1901 – 1968
„Un sole rompe gonfio nel sonno | e urlano alberi; | avventurosa aurora | in cui disancorata navighi, | e le stagioni marine | dolci fermentano rive nasciture. (Alla mia terra)“


Giovanni Papini foto
Giovanni Papini 99
scrittore, poeta e aforista italiano 1881 – 1956
„Il vecchio è indicibilmente solo, come il nascituro.“

 Papa Francesco foto
Papa Francesco 179
266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936
„Tra questi deboli, di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione, ci sono anche i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo.“

Publilio Siro foto
Publilio Siro 688
scrittore e drammaturgo romano 100
„Mala est inopia, ex copia quae nascitur. ()“

Mostrando 1-16 frasi un totale di 131 frasi