Frasi su nativo

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Richard Wagner 28
compositore, librettista, direttore d'orchestra e saggis... 1813 – 1883
„Il nostro vero musicista tedesco era in origine un uomo difficile da frequentare. In passato la posizione sociale dei musicisti in Germania, come in Francia e in Inghilterra, non era per niente buona. I principi, e la società aristocratica in genere, riconoscevano a mala pena lo stato sociale dei musicisti (con l'unica eccezione degli italiani). Gli italiani erano ovunque preferiti ai tedeschi nativi (prova ne è il trattamento avuto da Mozart alla corte imperiale di Vienna). I musicisti restavano degli esseri speciali, per metà incivili e per metà infantili, ed erano trattati come tali dai loro datori di lavoro. L'educazione, anche quella dei più dotati, portava tracce del fatto che essi non erano mai stati realmente sotto l'influenza di una società raffinata e intelligente (si pensi a Beethoven quando venne in contatto con Goethe a Teplitz). Si dava per scontato che i musicisti professionisti non potessero essere influenzati dalla cultura per le loro limitate capacità mentali. (pag. 52)“

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Sergej Aleksandrovič Esenin 65
poeta russo 1895 – 1925
„Ei tu, Rus', amata mia, | capanne – e icone incorniciate... | non si vede né limite né fine – | solo l'azzurro che succhia gli occhi. | Come un pellegrino che passa, | io guardo i tuoi campi. | E presso i bassi confini | sonoramente seccano i pioppi. | Odora di mele e di miele | nelle chiese il tuo mite Salvatore. | E rimbomba nel girotondo | sui prati la gaia danza. | Correrò sul calpesto sentiero | Verso la libertà dei vecchi solchi, | Mi accoglierà, come suono di orecchini, | il riso di cantanti fanciulle. | Se griderà la santa schiera: | «Lascia la Rus', vivi in paradiso!» | Io risponderò: «Non voglio paradiso, | Lasciatemi la mia terra nativa». (da Ei tu, Rus', amata mia)“


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Sri Aurobindo 19
filosofo e mistico indiano 1872 – 1950
„La spiritualità è infatti la chiave principale del pensiero indiano, il senso dell'infinito è nativo con questo.“

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Papa Giovanni Paolo II 156
264° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1920 – 2005
„L'amore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano. (dall'Esortazione Apostolica Familiaris Consortio, 22 novembre 1981)“

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Carlo Emilio Gadda 53
scrittore italiano 1893 – 1973
„Il disegno dei borghi fu commesso, con opportuna delibera, ad otto architetti siciliani; perchè fin dal suo sorgere (nella luce nuova delle opere e dei giorni attesi) l'edilizia rurale dell'appoderamento ripetesse dagli autori e inventori, nati nell'isola, forme congeniali alla natura e ai paesi di Sicilia: direi al senso del suo costume e della sua storia mediterranea, al suo essere: antico e nuovo. E davvero le forme han corrisposto, per felicità intera e nativa, all'aspettazione ed alla fede. Ho veduto i raduni bianchi dei cubi nella immensità della terra, quasi gregge portatovi da Geometria: e una limpida disciplina di masse, riquadri, diedri, gradi; e li avviva una grazia semplice, un'opportunità dell'atto, una speranza. E mi parvero già custoditi dal senno: non nati dall'arbitrio tetro, come può accadere a chi ha matita tra mano da fare i rettangoli, e soltanto matita. E vi erano brevi, puri portici: tinti alla calce i volti, i pilastri: e a sfondo il sereno. Archi a sesto, campiti di turchese. E la torre. Sul lastrico del cortile erano portate le ombre, come ore. E gli sgrondi cadevano alla serpentina lunga dei tegoli veduti in taglio, quasi ghirigoro o belluria: ma non ghirigoro, disegno sano anzi e venuto da necessità. E la porta era accesso già sacro, e la cucina in luce, con l'acquaio, pareva sbandire tutti i mali del luogo come dèmoni il fulgore dell'Arcangelo.“

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Léopold Sédar Senghor 14
politico e poeta senegalese 1906 – 2001
„Io so che i Latini e soprattutto i Greci hanno scoperto le «idee generali»: prima e meglio di altri, le hanno messe in piena luce grazie ad un'arte nella quale l'economia dei mezzi concorreva alla loro efficacia. Io so che, per i popoli negro-africani, non esiste scuola migliore, perché, se l'educazione è sviluppo delle qualità native, essa è anche correzione dei difetti ereditari e acquisizione delle virtù contrarie.“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Il volgare siciliano si attribuisce fama superiore a tutti gli altri per queste ragioni: che tutto quanto gli Italiani producono in fatto di poesia si chiama siciliano; e che troviamo che molti maestri nativi dell’isola hanno cantato con solennità [... ] E in verità quegli uomini grandi e illuminati, Federico Cesare e il suo degno figlio Manfredi, seppero esprimere tutta la nobiltà e dirittura del loro spirito, e finché la fortuna lo permise si comportarono da veri uomini, sdegnando di vivere da bestie. Ed è per questo che quanti avevano in sé nobiltà di cuore e ricchezza di doni divini si sforzarono di rimanere a contatto con la maestà di quei grandi principi, cosicché tutto ciò che a quel tempo producevano gli Italiani più nobili d'animo vedeva dapprima la luce nella reggia di quei sovrani così insigni; e poiché sede del trono regale era la Sicilia, ne è venuto che tutto quanto i nostri predecessori hanno prodotto in volgare si chiama siciliano: ciò che anche noi teniamo per fermo, e che i nostri posteri non potranno mutare. (da De vulgari eloquentia, XII cap. del I libro)“

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Pasquale Villari 18
storico e politico italiano 1827 – 1917
„La nostra indifferenza nel lasciar correre il male, e dire che non c'è rimedio, invece di unirci tutti a combatterlo dovunque si trovi, è segno della nostra corruzione, è la causa che più aiuta a diffonderla. L'italiano di provincia, quando nota con calma il male che germoglia in un'altra e, soddisfatto che ne sia immune il suo luogo nativo, non crede di dover pensare ad altro, quasi abbia messo al sicuro la propria coscienza, non s'accorge che pronunzia la sua condanna, e dimostra di non avere la moralità politica che è necessaria a far parte di un popolo libero. (p. 195)“


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Aldo Palazzeschi 120
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Per essere un ragazzo di quattordici anni, Remo era tanto bene e così armoniosamente sviluppato da dimostrare sedici anni; sia per la figura come per l'espressione del viso e per la compostezza che non appariva momentanea o di soggezione. Nulla era in lui della forza disordinata che fa muovere il ragazzo senza armonia, inconsultamente, seguendo l'impeto del sangue e non la ragione ancora informe; dimostrava in ogni atto una vigilanza nativa, e il portamento era quello del giovane che sentendo incipiente la dignità virile già sa contenersi fra gli adulti, per poi sfrenarsi, magari, con quelli della propria età senza riserve.“

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Strabone 11
geografo greco antico -64 – 23 d.C.
„Poiché abbiamo discorsa l'antica Italia fino a Metaponto, ci convien ora parlar del rimanente; e prima di tutto seguita la Japigia. Gli Elleni la chiamano anche Messapia; e gli abitanti in parte si chiamano Salentini (e son quelli intorno al promontorio Japigio), in parte Calabri. Al di sopra di costoro verso il settentrione stanno i Peucezii, poi quelli che nel greco linguaggio sono denominati Daunii: ma i nativi di quella regione chiamano Apulia tutto il paese al di là dei Calabri. Alcuni poi de' popoli onde son abitati que' luoghi si dicono anche Pedicli, principalmente i Peudicizii. (VI, 5; 1833, p. 142)“

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Pasquale Villari 18
storico e politico italiano 1827 – 1917
„Questo studio promosso dallo stimolo sempre potente del bene ci farebbe, io credo, ritrovare nella nativa forza del genio italiano quella originalità che il voler sempre imitare ci ha fatta smarrire, ma non perdere. Le più grandi scoperte, i più grandi genii sono nati spesso da questo ardore del bene; sorgono quando sono divenuti necessarii, quando il mondo ne ha bisogno, ed il nostro bisogno è ora grandissimo e sentito da tutti. (p. 258)“

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Giorgio Faletti 233
scrittore italiano 1950 – 2014
„È la vita. Finisce sempre nello stesso modo, anche per i nativi.“


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Gianluca Nicoletti 112
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1954
„È chiaro che i nativi digitali abbiano una maggiore familiarità con le macchine, soprattutto quelle fatte per comunicare.“

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Alberto Arbasino 23
scrittore, saggista e giornalista italiano 1930
„Una visibilità ottenuta appiccicandosi etichette e sfoggiando distintivi, infatti, conduce per lo più a una ghettizzazione di tipo settoriale. Non per niente, gli ebrei o altre minoranze integrate nella collettività non provano il bisogno di ostentare contrassegni o comportamenti specializzati per marcare la propria identità, o diversità. E l'orgoglio gay sembra un concetto sempre più immaginario. Già. Se non riscuote gran considerazione, fra la gente, l'orgoglio di chi si vanta nativo di Voghera piuttosto che di Ferrara, e appartenente a questa o quella "classe di ferro", portatore di "Dott." o "Rag." sul biglietto da visita, tifoso della Roma o dell'Inter, socio dei Canottieri o abbonato alla Filarmonica, sarà più 'distinto' l'orgoglio del sedere, anche se lo si pratica una tantum, mentre si è funzionari o trentenni o studenti o diabetici full time?“

Vintilă Horia 39
scrittore rumeno 1915 – 1992
„Ogni uomo che invecchia, deve avere di queste orribili visioni che lo staccano dalla illusione quotidiana e gli fanno vedere la inutilità di tutto quello che ha fatto, di tutto quello che egli è stato, ma l'immenso ingranaggio della menzogna quotidiana, la famiglia, la ricchezza, la casa, gli amici, il paesaggio nativo, sono là per riprenderlo, per riportarlo all'inizio di una nuova illusione. Siamo fatti così di piccole eternità che ci guidano alla morte, tra le orribili radure di quei momenti sinceri che finirebbero per ucciderci più presto se si avesse il coraggio di prolungarli. (da Anno secondo, p. 35)“

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Nick Hornby 38
scrittore inglese 1957
„L'inglese bianco, borghese, del sud è la creatura più sradicata in assoluto; preferiremmo appartenere a qualsiasi altra comunità del mondo. I nativi dello Yorkshire, di Lancaster, gli scozzesi, gli irlandesi, i neri, i ricchi, i poveri, perfino gli americani e gli australiani hanno qualcosa su cui piangere davanti a una birra o in un pub o in un bar, canzoni da cantare, cose a cui aggrapparsi e stringere forte quando ne hanno voglia, ma noi non abbiamo niente, o perlomeno niente che vogliamo. (pp. 45-46)“

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