Frasi su naturalismo

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Papa Leone XIII 34
256° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1810 – 1903
„La religione dei nostri padri è stata fatto segno a persecuzioni di ogni sorta, col satanico intento di sostituire al cristianesimo il naturalismo, al culto della fede il culto della ragione, la morale così detta indipendente alla morale cattolica, al progresso spirito quello della materia. (p. 190)“

Pietro Mignosi 4
insegnante, docente e giornalista italiano 1895 – 1937
„L'opera di Pirandello si riannoda storicamente a quella rinascita della letteratura religiosa, che sotto forme più varie ed eterodosse cela il grande mistero dell'anima naturaliter christiana. Dopo il naturalismo e il verismo positivista della seconda metà dell'Ottocento, l'opera di Pirandello segna una via ed un metodo nuovo. Egli appartiene alla grande famiglia dei Dostojewski, dei Tolstoi, dei Verga che attraverso i loro difetti mantennero intatta una fede nella vita e nell'umanità. Non somiglia per nulla agli scettici tipo Shaw, tipo Gide, tipo Unamuno, agli inumani analisti come Joyce, come Proust, come Svevo, agli sperimentatori in astratto come Huxley, come Mann, ai ricercatori di basso naturalismo come Wassermann, come Dos Passos, come insomma tutti i grandi corruttori del romanzo contemporaneo. (p. 186)“


Erwin Panofsky 3
storico dell'arte tedesco 1892 – 1968
„Non bisogna mai dimenticare che i resoconti contemporanei, o quasi, erano in grado di valutare il «naturalismo» di una raffigurazione artistica soltanto entro i limiti di ciò che già era stato scoperto e che quindi era dato immaginare (come nel caso di Boccaccio, che considerava tanto «veri» da trarre in inganno i dipinti di Giotto, i quali, agli osservatori successivi, appaiono invece estremamente «stilizzati»). (pag. 77)“

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Massimo Cacciari 12
filosofo, accademico e politico italiano 1944
„[... ] vorrei che qualcuno mi spiegasse cos'è la famiglia tradizionale. Quella dell'Atene del V secolo? Quella di Sparta? Quella di Roma? [... ] Quella patriarcale di cinquant'anni fa? Quella "moglie, marito, figlio-due figli"? È quella? È quella cioè degli ultimi cinquant'anni la famiglia tradizionale? [... ] La famiglia è un prodotto socio-culturale. [... ] È quindi del tutto evidente che il suo concetto si vada trasformando. [... ] occorrerebbe che queste trasformazioni [... ] avvenissero con un minimo di [... ] fondamento culturale, di consapevolezza, di coscienza. Non alla faccia di "Vogliamo tutto" e ogni cosa che ci salti in mente è un "diritto naturale" perché poi si contrappongono due "naturalismi": quello cattolico che è di un'assurdità totale perché tutto può essere un cristiano fuorché un "naturalista"; e quello dall'altra parte dei cosiddetti "diritti naturali" che sono un fantasma [... ] (da diMartedì, 2 febbraio 2016)“

Mario Torelli 1
archeologo italiano 1937
„Da cabala di chiuse cerchie erudite e curiosità di colti viaggiatori o fonte di "immediatezza" per l'ispirazione di artisti visceralmente ostili al naturalismo quanto incapaci di distaccarsene, l'etruscheria si è oggi trasformata in un fenomeno di massa, in virtù del proprio contenuto di "diversità", capace di stimolare fantastiche e morbose fughe dal reale, di eccitare curiosità sui suoi misteri, di ammiccare alle angosce collettive e individuali dell'uomo medio. L'ansia del "sacro" e il timore dell'incognito che agitano il cittadino, sempre più solo e abbandonato dalle certezze nel suo "villaggio elettronico", si concretano dunque nei volti primitivi dei sarcofagi di nenfro, nelle cifre fastose di ori e di argenti, nelle danze orgiastiche dipinte sulle pareti dei sepolcri, nelle policrome figure di terracotta ammassate sui rampanti dei frontoni templari, nelle ieratiche iscrizioni su pietre, su ceramiche, su bronzi. E in questo reificarsi, le angosce di ieri si fanno tutt'uno con quelle dell'oggi, a sollievo di tutti.“

„[... ] Mentre questi tendono a eliminare il temperamento dell'artista per trasmettere al pubblico il senso di una realtà bruta e come fotografata, l'impressionista esplica una sensibilità particolarmente sottile per elaborare questa realtà, che lo spettatore o il lettore dovrà ricostruire. Il naturalismo conseguente voleva ridurre il temperamento a zero, l'impressionismo, per così dire lo raddoppia. (dal capitolo nono L'epoca contemporanea, pp. 101)“

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August Strindberg 38
scrittore e drammaturgo svedese 1849 – 1912
„La signorina Julie è un carattere moderno e non perché in ogni epoca non ci siano state è un tipo che si spiana la strada, che oggi si vende per il potere, le onorificenze, distinzioni e diplomi, come in passato per i soldi, ed è un sintomo di degenerazione. Non è un buon elemento perché non ha resistenza, anche se purtroppo si perpetua con la sua pochezza; pare, infatti, che i degenerati sovente la preferiscano a livello inconscio, permettendole di riprodursi, generando esseri incerti che penano a sopravvivere e fortunatamente infine periscono, ora incapaci di adeguarsi alla realtà ora a causa dell'ineluttabile affioramento degli istinti repressi ora per la disperazione di non poter raggiungere il maschio. Il tipo è tragico, offre il quadro di un atroce conflitto contro la natura, è tragico come retaggio romantico, ormai indebitamente carpito dal naturalismo che persegue soltanto la felicità, quella felicità che solo le razze sane e vigorose possono attingere. Ma la signorina Julie è anche un resto di antica aristocrazia guerriera che oggi viene soppiantata dalla nuova aristocrazia dei nervi e del cervello; una vittima delle disarmonie familiari create dalla «colpa» di una madre, una vittima dei traviamenti di un'epoca, delle contingenze, nonché della sua costituzione debole, ciò che nel suo complesso corrisponde all'arcaico concetto di Destino ovvero di Legge Universale. Certo il naturalista ha eliminato, insieme a Dio, la colpa, tuttavia le conseguenze di un atto, pena, prigione o paura della galera, non possono essere rimosse [... ] (1988, pp. xx-xxi)“

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Walter Mauro 3
critico letterario italiano 1925 – 2012
„La lezione di un naturalismo non fotografico, bensì avvivata da soluzioni formali e descrittive di grande fascinazione espressiva, risulta così ampiamente intuita dallo scrittore, da consentirgli non soltanto l'esibizione della tecnica pugilistica, da lui praticata in più occasioni, ma anche una forte capacità di introspezione psicologica all'interno del personaggio, sì da determinarne la condizione esistenziale.“


Bruno Schacherl 1
scrittore, giornalista e saggista italiano 1920 – 2015
„Penso che in Pirandello ci fosse, accanto a una tormentosa coscienza dei limiti del mestiere teatrale, una scoperta fondamentale, che lo oppone al naturalismo e lo collega alle ricerche teatrali più avanzate del suo tempo, fino a farne, come sappiamo, un precursore: la scoperta della 'teatralità' come 'luogo' dove confluiscono arte e vita, materia e forma, per cui il teatro diventa a un certo punto contenuto del teatro stesso, e la vita è spettacolo almeno nella stessa misura in cui lo spettacolo è vita. (citato in Il teatro di Luigi Pirandello, introduzione pag. XXXIII, VII ristampa, Oscar Mondadori, gennaio 1976)“

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Jacob Burckhardt 4
storico svizzero 1818 – 1897
„Il naturalismo moderno stricto sensu comincia nel modo più crudo con Michelangelo Amerighi da Caravaggio... Il suo pensiero è di mostrare allo spettatore che i fatti sacri del principio dei tempi si erano svolti propriamente allo stesso modo che nei vicoli delle città del sud verso la fine del XVI secolo. Egli non tiene in onore che la passione, per la cui interpretazione veramente vulcanica egli possedette un grande talento. E questa passione, espressa in caratteri energici, schiettamente popolari e qualche volta altamente impressionanti, rappresenta poi il tono fondamentale della sua scuola. (da Der Cicerone, 1855; citato in Francesca Marini, 2003, pag. 185 - 186)“

Antonio Capizzi 3
filosofo e storico italiano 1926 – 2003
„Chi guarda nel cannocchiale e vede cose diverse da quelle che vedo io è sempre uno che può insegnarmi molte cose, e lo leggerò con l'atteggiamento del discepolo che vuole capire ciò che ancora non gli è chiaro; se poi discuterò le sue conclusioni, lo farò col rispetto e con la riconoscenza che dobbiamo a quelli che hanno aperto la strada sulla quale ci prepariamo ad andare oltre, valutando il suo procedimento a posteriori sulla base degli argomenti, non a priori confrontando le sue conclusioni con le mie. È l'atteggiamento che il mio maestro Guido Calogero mi ha insegnato a chiamare «volontà di capire» o «spirito del dialogo». Ma al dialogo tra chi guarda nel cannocchiale e chi si rifiuta di guardarci non ho mai creduto: non è in nessun caso proficua una discussione tra uno storico che fonda su una serie di argomenti una nuova prospettiva e uno storico che, solo perché la nuova prospettiva non è ortodossa, si ritiene dispensato dalla fatica di saggiare ad uno ad uno gli argomenti e se la cava dicendo che il tutto «non è convincente»; né tra chi si pone come unico problema la verificabilità di una lettura storica e chi si preoccupa delle conseguenze che tale lettura porterà al quadro tradizionale della Geistesgeschichte; né tampoco tra chi ricostruisce un antico pensiero con la pazienza da formica del raccogliere instancabilmente nuovi elementi e chi deduce il pensiero di Parmenide dall'Eleatismo, l'Eleatismo dal Naturalismo Presocratico e il Naturalismo Presocratico dalla Spiritualità Greca; né, soprattutto, tra lo scrittore che lavora a inserire il «filosofo» in una prospettiva sincronica, che è poi sempre costituita dalla cultura e dalla società in cui quel «filosofo» visse e respirò, e il suo collega disposto a chiarirne i punti oscuri sempre e soltanto attraverso la rilettura di altri «filosofi», rifuggendo con disgusto dal contaminare il Puro Pensiero con l'utilizzazione dei poeti, degli oratori e degli storici. (pp. 13-14)“

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Carl Gustav Jung 109
psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero 1875 – 1961
„Ma, nello studiare la filosofia delle Upanishad, in noi cresce l'impressione che il completamento di questo percorso non è proprio il più semplice dei compiti. La nostra arroganza occidentale verso queste intuizioni del pensiero indiano è un segno della nostra barbara natura, che non ha il più remoto sentore della sua straordinaria profondità e sorprendente accuratezza psicologica. Siamo ancora così ignoranti che abbiamo effettivamente bisogno di leggi dall'esterno, e di una tavola della legge o di un Padre sopra, per mostrarci ciò che è buono e ciò che è giusto fare. E dato che siamo ancora barbari, qualsiasi fiducia nella natura umana ci sembra un naturalismo pericoloso e immorale. Perché questo? Perché sotto la sottile patina della cultura barbara, la belva selvaggia è pronta all'agguato, giustificando ampiamente la sua paura.“


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Murray Bookchin 30
scrittore statunitense 1921 – 2006
„Di fatto, una società ecologica sarebbe veramente una trascendenza di entrambe le nature nella nuova sfera di natura libera [... ]. Lungi dal ridurne l'integrità, l'umanità aggiungerebbe alla prima natura la dimensione della libertà, della ragione e dell'etica, ed eleverebbe l'evoluzione a quel grado di auto-riflessività che è sempre stato latente nella stessa emergenza del mondo della natura. (da Pensare in modo ecologico (Thinking Ecologically, 1986), traduzione di Michele Buzzi, in L'idea dell'ecologia sociale. Saggi sul naturalismo dialettico, Ila Palma, Palermo, 1996, p. 88; citato in Varengo 2007, p. 79)“

Fabio Vittorini 1
critico letterario italiano 1971
„Bene ha lottato con tutte le sue forze contro il naturalismo e la drammaturgia borghese di matrice ottocentesca, riscattando l'attore dalla condizione riduttiva di mera maestranza (così lo aveva definito Silvio D'Amico) e restituendogli dignità di artista, personificazione assoluta del mezzo, con il compito altissimo non semplicemente di interpretare ma di ricreare testi anche classici nati dalla penna di scrittori talvolta indifferenti alle peculiarità del linguaggio scenico. Il teatro di testo, filologico e immedesimativo, dev'essere soppiantato nell'idea di Bene da un teatro in grado di farsi «scrittura di scena»: il teatro del detto dev'essere scalzato dal teatro del dire o, secondo la formulazione di Roland Barthes, la significazione monolitica del testo dev'essere ricondotta a un'erratica e interminabile "significanza", la serietà finita del significato dissolta nel gioco infinibile del significante. Perché il teatro del già detto è ripetere a memoria parole di altri, quello che Antonin Artaud definiva un «teatro di invertiti, droghieri, imbecilli, finocchi: in una parola, di occidentali». (da Duellanti, n. 67, gennaio-febbraio 2011, p. 58)“

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Gustavo Uzielli 1
1839 – 1911
„Veramente il concetto di fratellanza universale è una delle basi fondamentali non solo della religione di Cristo, ma anche di quella di Budda e dello scisma avvenuto nel Bhramanismo (Indianismo), ossia del Bramoismo, il quale pretende essere la sintesi di tutti i culti compreso il pagano classico. Certo è che quel concetto forma una delle basi morali fondamentali di religioni i cui seguaci sono oltre i due terzi della popolazione del globo, mentre è influenzato dall'indole speciale di ciascuna di esse, cioè da un idealismo sovrumano nel Cristianesimo, da un nichilismo antiumano nel Buddismo, e da un pandeismo eclettico nell'incipiente ma progrediente Bramoismo indiano; e a queste credenze che ammettono il principio ideale della fratellanza universale, conviene aggiungere il naturalismo estetico scientifico greco-romano e moderno che inspira, in modo sostanziale, tutto l'insegnamento pubblico Europeo, e contro il quale protestarono sempre e molto logicamente gli ortodossi cristiani, da Paolo II papa a Giuseppe di Maistre. Taccio del Babismo, scisma ancor nebuloso del Maomettismo, avvenuto come il Bramoismo per l'influenza scientifico-cristiana dell'Europa, e che ha punti morali di contatto con l'anarchismo europeo-americano. (da Ricerche intorno a Leonardo da Vinci, nota, p. XXXIV-XXXV)“

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Roberto Longhi 12
storico dell'arte italiano 1890 – 1970
„L'infallibilità lincea che è propria, costantemente, al Velázquez e che non è già mero naturalismo ma invece modo personale di vedere con una terribile naturalezza che soltanto a pochi, nell'arte, fu propria. In altre parole, una facoltà complessa di afferrare il momento più icastico dell'apparenza naturale – momento dunque non già previsto e codificato in un canone di degnità ritmica o plastica [... ] ma, per contro, sorgente dall'efficienza cosmica delle relazioni conflagrate ad un tratto tra la luce e la materia delle cose, fra le quali, per avventura, è anche l'uomo. Una degnità, insomma, luministica, o ambientale, che si è sostituita a quella umanistica del Rinascimento, e la cui significazione storica non potrebbe esser mai abbastanza accentata. (da Vita artistica, 1927“

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