Frasi su nausea

Fëdor Dostoevskij foto
Fëdor Dostoevskij 230
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881
„Ancora sedicenne, li osservavo con cupa meraviglia; già allora mi stupivano la grettezza del loro pensiero, la stupidità delle occupazioni, dei giochi, dei discorsi loro. Non capivano certe cose cosí indispensabili, non s'interessavano di argomenti cosí suggestivi e impressionanti che per forza presi a considerarli inferiori a me. Non era la vanità offesa che mi ci spingeva, e, per amor di Dio, non venitemi avanti con le obiezioni convenzionali, rancide fino alla nausea, che io non facevo che sognare, mentre essi già allora capivano la vita reale. Nulla essi capivano, nessuna vita reale, e vi giuro che questo, appunto, era ciò che piú m'indignava in loro. Al contrario, la realtà piú evidente, piú abbagliante la percepivano in modo fantasticamente sciocco e già allora si abituavano ad inchinarsi nient'altro che al successo. Di tutto ciò che era giusto, ma umiliato e oppresso, ridevano crudelmente e vergognosamente. La posizione la consideravano ingegno; a sedici anni discorrevano già di comodi posticini. Naturalmente, in questo molto derivava dalla stupidità, dal cattivo esempio che aveva sempre circondato la loro infanzia e adolescenza. Erano depravati fino alla mostruosità. S'intende che anche qui c'era soprattutto esteriorità, soprattutto cinismo ostentato, s'intende che la giovinezza e una certa freschezza trasparivano anche in loro perfino attraverso la depravazione; ma in loro non era attraente nemmeno la freschezza e si manifestava come una specie di bricconeria. Io li odiavo tremendamente, sebbene fossi magari peggio di loro. Essi mi ripagavano della stessa moneta, e non nascondevano la propria ripugnanza per me. Ma io non desideravo piú il loro affetto; al contrario, avevo sempre sete della loro umiliazione. (A proposito della neve bagnata, III; 2002, p. 70)“

Fabri Fibra foto
Fabri Fibra 279
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Lo sguardo della gente non osserva ma analizza | l'ipocrisia che c'è nell'aria emana una gran puzza | mi dà la nausea, cazzo voglio una pausa. (Nesly Rice da Andiamo, n.° 16)“


Jean Paul Sartre foto
Jean Paul Sartre 63
filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario fr... 1905 – 1980
„Niente è cambiato, e tuttavia tutto esiste in un'altra maniera. Non posso descriverlo, è come la Nausea e tuttavia è esattamente l'opposto: finalmente mi capita un'avventura e se m'interrogo vedo che mi capita e che sono io che sono qui; sono io che fendo la notte, sono felice come un eroe di romanzo. (2003, p. 72)“

Jean Paul Sartre foto
Jean Paul Sartre 63
filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario fr... 1905 – 1980
„Gli oggetti son cose che non dovrebbero commuovere, poiché non sono vive. Ci se ne serve, li si rimette a posto, si vive in mezzo ad essi: sono utili, niente di più. E a me, mi commuovono, è insopportabile. Ho paura di venire in contatto con essi proprio come se fossero bestie vive.
Ora me ne accorgo, mi ricordo meglio ciò che ho provato l'altro giorno, quando tenevo quel ciottolo. Era una specie di nausea dolciastra. Com'era spiacevole! E proveniva dal ciottolo, ne son sicuro, passava dal ciottolo nelle mie mani. Sì, è così, proprio così, una specie di nausea nelle mie mani. (2003, p. 20)“

Paolo Sorrentino foto
Paolo Sorrentino 33
regista italiano 1970
„Io ci ho un debole per gli uomini che non hanno nulla da perdere. Sono i nuovi bambini, pur di giocare un'altra mezzoretta sarebbero pronti a vendersi la madre. Eccedono, gli uomini che non hanno nulla da perdere, fino alla nausea. Ma la differenza tra me e il resto del mondo è che io, dentro alla nausea, ci sto una meraviglia. Non la vivo come un problema, la nausea. Per questo sono inadatto al mondo. Per questo sono solo. (p. 223)“

Léon Degrelle foto
Léon Degrelle 20
politico belga 1906 – 1994
„Credevi di trovare gioie immediate nell'ascendere faticosamente il pendio, trascinando nella salita un gregge umano. Spesso, hai sofferto. Talvolta, vieni preso da nausee. Ne avevi bisogno. Dovevi imparare che l'ambizione non appaga, e stanca prima o poi il cuore da lei posseduto. Tu ora lo sai. (p. 178)“

Frédéric Beigbeder foto
Frédéric Beigbeder 9
scrittore e critico letterario francese 1965
„La nostra generazione è troppo superficiale per il matrimonio. Ci si sposa come si va al McDonald's. Poi si fa zapping. Come vorreste che si restasse tutta la vita con la stessa persona nella società dello zapping generalizzato? In tempi in cui le star, gli uomini politici, le arti, i sessi, le religioni sono più intercambiabili che mai, perché il sentimento amoroso dovrebbe fare eccezione alla schizofrenia generale? E poi, prima di tutto, da dove ci viene questa strana ossessione d'ingegnarci a ogni costo per essere felici con una sola persona? Su 558 tipi di società umane, solo il 24 per cento è monogama. La maggior parte delle specie animale è poligamo. Il matrimonio è caviale a ogni pasto: un'indigestione di ciò che adorate, fino alla nausea. "Su prendetene ancora un po'… Come? Non ne potete più? Ma se lo trovavate delizioso poco fa, che vi succede, si può sapere?"
La potenza dell'amore, il suo incredibile potere, doveva terrorizzare la società occidentale a tal punto da farle creare questo sistema mirato a disgustarvi di ciò che amate.
Un ricercatore americano ha recentemente dimostrato che l'infedeltà è biologica.
L'infedeltà, secondo questo celebre scienziato è una "strategia genetica atta a favorire la sopravvivenza della specie". Immaginatevi la scena: "Amore, non ti ho tradita per mio piacere personale: l'ho fatto per la sopravvivenza della specie! Tu puoi anche fregartene, ma qualcuno deve pur farsi carico della sopravvivenza della specie! Se credi che io mi diverta!...“

Joseph Conrad foto
Joseph Conrad 44
scrittore polacco 1857 – 1924
„Voi sapete quanto io odii, detesti, ripugni la menzogna, non perché io sia piú schietto del resto dei mortali ma semplicemente perché la menzogna m'atterrisce. C'è in essa un lezzo di morte, un alito di corruzione, che è proprio quel che io più odio e detesto al mondo, quel che vorrei dimenticare. Mi avvilisce e mi nausea, come quando capita di mordere qualcosa di marcio. Questione di temperamento, suppongo. (Marlow: cap. I, 1974, p. 41)“


Sándor Márai foto
Sándor Márai 109
scrittore e giornalista ungherese 1900 – 1989
„Con il passare del tempo, anche se i desideri non muoiono svanisce l'ansia, l'avidità furiosa, si esauriscono la disperata eccitazione e la nausea che pervadono ogni desiderio e ogni appagamento. Ebbene sì, ci si stanca. Io, talvolta, sono quasi felice che la vecchiaia sia ormai alle porte. Certe volte non vedo l'ora che giungano le giornate piovose in cui andrò a sedermi accanto alla stufa, in compagnia di una bottiglia di vino rosso e di un vecchio libro che narra di antichi desideri e delusioni…“

Areteo di Cappadocia foto
Areteo di Cappadocia 34
medico greco antico
„Le purgagioni si facciano coll'elleboro: il bianco, il ventre superiore, il nero purga l'inferiore. Sennonché l'elleboro bianco non solo provoca il vomito, ma gli è il potentissimo fra tutti i farmachi vacuativi: non per copia e varietà d'escrementi alla maniera de' cholerosi, né per intenso e violento vomito, quale è quello che è eccitato dalla nausea di mare: non ha né cotesta forza, né cotesta mala qualità; ma invece restituisce i travagliati blandamente in salute, con placido purgamento, e comportevole intensità. Senza dubbio, che quando ogni altra medela sia inutile, in qualunque cronica malattia che abbia già messo profonde radici, cotesto elleboro è l'ancora sacra. È in lui una natura paragonabile a quella della fiamma, e com'essa serpeggia e si diffonde per le interiora. (Della cura delle malattie croniche, libro II, capitolo XIII; p. 125)“

Carlo Maria Franzero 76
scrittore e giornalista italiano 1892 – 1986
„Nel bisogno stesso di superiorità estetica della vita, nel senso stesso di nausea per la vita vi è la rinascita dell'anima. (p. 52)“

Fernando Pessoa foto
Fernando Pessoa 124
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935
„[... ] Ho una intima paura dei gesti da abbozzare, una timidezza intellettuale delle parole da dire. Tutto mi sembra sordido in anticipo.
L'insopportabile tedio di tutti questi visi, ebeti di intelligenza o della mancanza di essa, grotteschi fino alla nausea da quanto sono felici o infelici, orrendi perché esistono, marea separata di cose vive che mi sono estranee... (2001, p. 145)“


Carl Zuckmayer foto
Carl Zuckmayer 2
scrittore, drammaturgo e sceneggiatore tedesco 1896 – 1977
„Allora, sotto l'enorme stazione di Colonia rimbombante di canzoni, passi di marcia, grida di viaggiatori accalcati nella fredda e tersa luce del mattino fui attraversato da qualcosa, non proprio come un'alterazione, ma come l'irradiazione di una corrente di elettricità cosmica che dissipò quel vago senso di nausea che avevo in gola e nello stomaco, salì al cervello e comunicò bagliori accecanti dalla testa al cuore. Essa traspose tanto il mio corpo quanto la mia anima in uno stato di trance, intensificando enormemente il mio amore per la vita, in una gioia di partecipazione, di vivere-insieme-con, una sensazione addirittura di grazia. (da Pro Domo, Stoccolma 1938, pp. 34-35)“

Mária Margita Alacoque foto
Mária Margita Alacoque 10
monaca e mistica francese 1647 – 1690
„Un altro giorno avendo con qualche nausea servita un'inferma di dissenteria, ei me ne diè una sì forte riprensione, ut lasanum exportans, adactam me, hujus culpae sarciendae causa, senserim ad linguam longo temporis intervallo intingendam in eas sordes, quas aegrota egesserat, et ad buccas iisdem implendas.. Appresso il Signore dolcemente, ed in amichevol modo mi rimproverò del far tali cose: Ed io, O mio Signore, gli dissi, così fo a fin di piacervi, e di così obbligarmi il Cuor vostro divino, e tanto spero io conseguire da voi. Ma che non faceste voi, mio Signore, per guadagnarvi i cuori degli uomini, che vel niegano, e da sé spesso vi scacciano? "Il confesso, o mia figlia, che fui sospinto dalla potenza dell'amor mio a segno di tutto sagrificare per la lor salvezza, benché al mio amore con niuna dimostrazione di gratitudine essi rispondano. Or voglio che da' meriti del mio Sacratissimo Cuore tal ingratitudine tu misuri. A te io voglio darlo questo mio Cuore." (da Vita della venerabile madre Margherita Maria Alacoque, cap. XL, pp. 80-81)“

Franz Krauspenhaar foto
Franz Krauspenhaar 20
scrittore e poeta italiano 1960
„Oggi mi sono svegliato con una nausea capillare. Dovrei andare a farmi cavare il sangue come al solito. Poi penso a Orongo, il non paradiso che riesce a strapparmi un sorriso. I paradisi sono diventati tutti artificiali, fanno ridere nervosamente, come in chi è stato drogato. Penso a Orongo, che c'è. E posso uscire nel freddo con la speranza di sognarlo ancora.“

Areteo di Cappadocia foto
Areteo di Cappadocia 34
medico greco antico
„Fate che anche un uomo del volgo vegga un malato pallido, debole, tossicotoso, emaciato, egli vi dirà costui essere un tisico. Allorché taluni vi sono, che sebbene non abbiano i polmoni ulcerati, tuttavia sono consunti da diuturne febbri, hanno la tosse, ma secca, dura e senza sputi, anche questi propriamente sono chiamati tisici. Hanno anche questi una oppressione di petto, una infermità di polmone, l'angoscia, l'intolleranza, la nausea, i brividi vespertini e calori mattutini, un molesto sudore vaporoso sino al petto, emettono nella espettorazione materie di diversa qualità, come di sopra notammo: hanno la voce rauca, il collo alquanto ritorto e gracile, non pieghevole ma come irrigidito: le dita sottili, e grosse le loro articolazioni, talché sembra che le sole ossa ne siano rimaste. Diresti che tabidi ne sono i muscoli: le unghie si rendono adunche, il polpaccio di esse si fa rugoso e spianato, imperocchè per il dimagrimento perdono le parti molli circolari, e la loro rotondità. Tutta la l'orza è circoscritta alle loro estremità e nelle loro unghia uncinate, colle quali soltanto come membra solide sostengono alcune fatiche. Similmente le narici diventano acuminate e gracili: le guance prominenti e rossastre: gli occhi incavati lucidi splendenti: tumefatta emaciata, pallida o livida è la faccia: le labbra assottigliate stringonsi sui denti, sicché somigliano a chi ride: in tutto finalmente ti rappresentano un cadavere. (pp. 34-35)“

Mostrando 1-16 frasi un totale di 180 frasi