Frasi su navigante

Mio paese natìo è Pianariva, che l'Olona divide a mezzo prima di confluire in Po. Sono cresciuto brado fra i paperi e le oche naviganti l'Olona.

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Gianni Brera 78
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992

O scaltri naviganti! | Rovine di stelle antiche! | Voi mari del futuro! Insondati cieli! | a tutti i solitari getto ora il mio amo: | rispondete all'impazienza della fiamma, | catturate per me, pescatore su alti monti, | la mia settima, ultima solitudine! – – (da Il segnale di fuoco)

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900

Come una volta ai tempi di Tiberio i naviganti greci udirono in vicinanza di un'isola solitaria lo sconvolgente grido: "Il grande Pan è morto", così per il mondo ellenico risuonò ora come un doloroso lamento: "la tragedia è morta!.

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900

I nostri lettori non potranno mai farsi un'idea degli orrendi boati che il mare fa sentire al navigante che si avvicini a questo scoglio, mandato su dalle viscere del Tirreno in un momento di parossismo febbrile; poiché il mare ha le febbri e i deliri come la terra; e quando l'ora predetta dall'Apocalisse sarà suonata pel nostro pianeta, il mare sciolto dall'antica legge avrà l'ultimo e terribile delirio, per cui le acque avvolgeranno nil oro vortici covulsi questa che già fu dimora degli uomini. (Parte prima, libro I, cap. XVI, p. 77)

Francesco Mastriani 45
scrittore italiano 1819 – 1891

Terra sarda, rossa, amara, virile, intessuta in un tappeto di stelle, da tempi immemorabili fiorita d'intatta fioritura ogni primavera, culla primordiale – sentii la sua dolce altalena nel mare. Le isole sono patria nel senso più profondo, ultime sedi terrestri prima che abbia inizio il volo nel cosmo. A esse si addice non il linguaggio, ma piuttosto un canto del destino echeggiante sul mare. Allora il navigante lascia cadere la mano dal timone; si approda volentieri a caso su queste spiagge: che cosa pensare di simili fiori di loto nel mare azzurro? (da Presso la torre saracena, pp. 183-184)

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998

[Jünger sfoglia le lettere dell'amico Henri Furst, scomparso nel 1967, annotandone alcuni fra i più significativi passi] Li ho scelti a caso, dal fascio delle lettere, come da un gioco di carte. Un mazzo di fiori, raccolti dall'erbario, senza farne una scelta precisa. Sembrano tuttavia schiudersi nel ricordo, come i fiori del tè, nell'Estremo Oriente. Il meglio si trova in un altro foglio, quello che non porta traccia di penna, sull'altra facciata che non può essere descritta: Henry era un genio dell'amicizia. Da lì sorgeva quella ricchezza che dispensava. Come un navigante, che si apparecchia al grande viaggio, lasciò tre o quattro fogli in inglese: A vele spegate verso la morte. E questa aggiunta: «Il cuore parla al cuore, ma quel che dice si sottrae alla parola». (p. 22 della trad. it. parziale)

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998

Degno mortal! Tu immoto resti e muto! | Un'onda io sembro alla balìa del turbo! | Nondimen poni mente e di tua forza | non andarne superbo. Essa natura | che base diede a queste rupi immota, | pur dié perenni i mutamenti all'onda. | I venti invia quella possente, e l'onda, | tremola tosto, increspasi, si gonfia | e spumando sormonta. In questi flutti | sì bellamente si specchiava il sole, | piover gli astri parean su questo petto, | dolcemente commosso, i miti rai. | Or la luce svanì, fuggì la calma!... | La conoscenza di me stesso io perdo | nel fervor del periglio e a confessarlo | non mi vien vergogna. Infranto è il temo, | scroscia il navil da tutte parti. Innanzi | mi s'apre il mare ad ingoiarmi! Ad ambe | braccia io m'apprendo intorno a te! Cotale | a quello scoglio ove rompa suo schifo | aggrappasi dasezzo il navigante. (Atto V – Scena V).

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Johann Wolfgang von Goethe 284
drammaturgo, poeta, saggista, scrittore, pittore, teolog... 1749 – 1832

Anche noi siamo scesi dal cielo come il falco dell'estate. Dopo un'ora di volo navigante in un paese liquido di nubi grigie, di squarci improvvisi e teneri di azzurro di cielo, e di grigio lucente di mare, tra fiumi, nebbie, liquide esalazioni, rinserrati in un universo aereo di acqua, ad un tratto, come se una mano con un gesto improvviso avesse scostato i vapori e aperto alla luce gli orizzonti, ecco apparire, tragico, ardente e inverosimile, il blu di Sicilia, e la costa, e lo scheletro bruciato di Monte Pellegrino. Quasi succhiati da quella terra attrattiva e divorante, prima di aver tempo di contemplarla, eccoci sulla pista dell'aeroporto, a Bocca di Falco. (p. 95)

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Carlo Levi 58
scrittore e pittore italiano 1902 – 1975

Lo sviluppo è un viaggio con molti più naufraghi che naviganti.

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Eduardo Galeano 41
giornalista, scrittore e saggista uruguaiano 1940 – 2015

È naturale che tutti sviluppiamo convinzioni sulla base dell'esperienza, che queste convinzioni generino pregiudizi, e che i pregiudizi generino arroganza, ma l'arroganza ci impedisce di crescere nella conoscenza. Se veramente vogliamo imparare dobbiamo ammettere di non sapere. Solo così potremo scegliere liberamente fra le nostre amate convinzioni e le informazioni che potrebbero farle crollare. E se veramente vogliamo insegnare dobbiamo ammettere umilmente di non sapere, riconoscere che tutto quello che sappiamo è provvisorio, che l'orizzonte si sposta a mano a mano che il navigante solca le acque della conoscenza. (pp. XI-XII)

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Franco Berrino 5
oncologo italiano 1944

Nello spazio dei colli, | tutto inverno, il silenzio | del lume dei velieri: | fredda immagine eterna | navigante! E qui risorge.

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Salvatore Quasimodo 61
poeta italiano 1901 – 1968

Cassandra' Aiuto, aiuto! | di nuovo l'angoscia divina in me | fa vorticare la sua tempesta di voci! | Guardate questi ragazzi seduti | davanti al palazzo, ombre di sogno: | sì, sono i figli massacrati dai parenti, | le mani colme di carne, portano in pasto | le loro interiora, le loro viscere, | a un padre che se le porta alla bocca... | Ve lo dico: c'è uno di cui qualcuno vuole | la vendetta, un leone – ma un leone pavido, | nella casa, accucciato sul letto, che aspetta | che ritorni il padrone: padrone anche mio, | se mi trascina nelle catene della schiava. | E il capo della flotta, il distruttore di Troia, | non sa cosa l'atroce cagna, la cui voce | non fa che ridire una gioia ch'è morte, | gli prepara in nome delle vecchie colpe. | È dannata. Femmina assassina del maschio, | solo qualche mostro – Scilla, con le sue | due teste, terrore dei naviganti – forse | potrebbe prestarle il nome che si merita, | madre infuriata, uscita dall'inferno, in guerra | contro tutti i suoi! Ah, il grido di trionfo, | ch'essa ha lanciato, come sul nemico morto! | E doveva essere gioia per un felice ritorno! | Che mi crediate o non mi crediate, che importa? | Tutto si compirà. E tu, pieno di dolore, | vedrai che ho detto soltanto la verità.

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Eschilo 61
tragediografo ateniese -525 – -456 a.C.

Stanno svendendo tutto in nome di uno sviluppo che rende infelice la gente. Questa infelicità io la chiamo `perdita traumatica del senso del luogo'. (libro La leggenda dei monti naviganti)

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Paolo Rumiz 54
giornalista e scrittore italiano 1947

La seduzione che le donne offrono agli uomini è esattamente la seduzione che Capo Hatteras offre ai naviganti: sono entrambi estremamente pericolosi e quindi enormemente affascinanti. All'uomo medio, condannato a qualche fatica banale per tutta la sua vita, offrono l'unico grande pericolo che mai potrà incontrare. Toglili di torno, e la sua esistenza sarebbe più piatta e sicura di quella di una mucca al pascolo.

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Henry Louis Mencken 47
giornalista e saggista statunitense 1880 – 1956

La parola detta viene prima, molto prima della parola scritta. Ha un ritmo che si sposa con l'andatura dell'uomo, che è un animale nomade imprigionato dalla modernità. (libro La leggenda dei monti naviganti)

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Paolo Rumiz 54
giornalista e scrittore italiano 1947

Andare, andare, simme tutt'eguale, | affacciati alle sponde dello stesso mare | e nisciuno è pirata e nisciuno è emigrante, | simme tutte naviganti. (da Che il Mediterraneo sia, n. 1)

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Eugenio Bennato 5
cantautore italiano 1948

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