Frasi su negligenza

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Mary Shelley 10
scrittrice, saggista e biografa inglese 1797 – 1851
„Da dove, mi chiedevo spesso, deriva il principio della vita? Era un interrogativo ben arduo, uno di quelli che sono sempre stati considerati senza risposta, e tuttavia di quante cose potremmo venire a conoscenza se codardia e negligenza non ostacolassero la nostra ricerca! (1991, p. 52)“

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Giovanni Crisostomo 40
arcivescovo e teologo bizantino 349 – 407
„Il giorno è buono o cattivo non per natura sua – un giorno infatti non differisce da un altro giorno – ma per la nostra negligenza o la nostra neghittosità.“


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Michele Serra 64
giornalista, scrittore e autore televisivo italiano 1954
„Seppi la notizia dal telegiornale delle 13 e 30, una domenica di novembre, mentre ero a pranzo da amici. Molti di noi piangevano, tutti rimanemmo sconvolti come raramente mi ricordo mi sia capitato di cogliere, considerando quanto munita fosse già allora la crosta di indifferenza con la quale ci difendevamo dal mondo. Per quanto mi riguarda (per quanto sento) la morte di Pier Paolo Pasolini è uno degli avvenimenti più significativi e commoventi di questo secolo. E giusto o sbagliato fosse il suo populismo, corretta o esagerata la sua percezione del moderno come catastrofe antropologica, credo che nessun intellettuale o artista italiano contemporaneo abbia così fortemente affrontato l'epoca fino a farsene divorare, fino a distruggersi. Per queste ragioni, e per la nostalgia struggente che ho per la sua scrittura acuminata e accesa e perfino per il suo viso e la sua voce, mi chiedo se il vero e grande scandalo sia la sciatta negligenza con la quale si è indagato sulla sua fine, e non piuttosto il fatto che non esista una piazza o una strada o una scuola d'Italia dedicata al suo poeta, vissuto per le sue strade, anzi nel punto indeterminato, annichilente nel quale tutte le strade, perfino quelle di periferia, si interrompono. (da Pasolini, il caso è chiuso, n. 239, 9 settembre 1995)“

Francesco Novati 3
filologo italiano 1859 – 1915
„Scrisse già Claudio Fauriel che l'Alighieri «ha voluto fare ed ha fatto di Sordello il tipo, l'ideale del patriotta in generale e più particolarmente forse del patriotta italiano; egli ne ha fatto un ghibellino, il quale non sa perdonare a Rodolfo d'Asburgo d'aver neglette le cose d'Italia, aggravandone con siffatta negligenza le condizioni; ma che tuttavia spera ed invoca ancora da un altro imperatore la salvezza della penisola». Vi sono in cotesto giudizio del dotto francese inesattezze gravi. Sordello non rappresenta già nel Purgatorio l'amor di patria in generale e neppur l'amore dell'Italia, bensì personifica, a mio avviso, nella sua forma più caratteristica, più primitiva, se così posso esprimermi, la carità verso il, che lega indissolubilmente l'uomo al terreno dove posò pria, dove fu nudrito dolcemente, dove riposano l'ossa dell'uno e dell'altro suo parente. Dante ha voluto mostrare in lui non l'Italiano, bensì il Mantovano; e se egli sorge così impetuoso, obliando l'alterezza innata e l'abituale disdegno, ad abbracciare Virgilio, ciò è dovuto unicamente al magico suono di quel nome che spunta sul labbro del poeta: Mantua me genuit. S'egli non fosse nato tra i canneti del Mincio, se non trasse l'origine dal luogo ond'ei pure è venuto, avrebbe il cattano di Goito mutato sì prontamente contegno? No davvero. È dunque indubitabile: Sordello raffigura quel sentimento, quel vincolo che nasce dall'avere comuni, secondo dice Cicerone, i monumenti dei maggiori, i templi, i sepolcri. Ma codesto sentimento non esiste più nel petto degli italiani a' dì dell'Alighieri: esso ne è stato violentemente sradicato. In luogo suo i cuori non nutriscono che odio; e dall'odio son generate le fazioni, per colpa delle quali appaiono partiti non gli abitanti soltanto delle città tutte della penisola, ma quelli pure de' borghi, e fin de' villaggi. (pp. 78-79)“

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Giuseppe Ferrari 4
filosofo, storico e politico italiano 1812 – 1876
„Per riassumermi, mi limiterò a trasmettervi l'impressione che reco da Napoli, da me prima non vagheggiata se non ne' sogni o ammirata se non ne' libri suoi. Ho visto una città colossale, ricca, potente: innumerevoli sono i suoi palazzi, costrutti con titanica negligenza sulle colline, sulle alture, nei vichi, nelle piazze, quasi che indifferente fosse la scelta del luogo in una terra da per tutto incantevole. Ho visto strade meglio selciate che a Parigi, monumenti più splendidi che nelle prime capitali d'Europa, abitanti fratellevoli, intelligenti, rapidi nel concepire, nel rispondere, nel sociare, nel agire. Napoli è la più grande capitale italiana, e quando domina i fuochi del Vesuvio e le ruine di Pompei sembra l'eterna regina della natura e delle nazioni.“

Egidio di Assisi 5
religioso italiano 1190 – 1262
„Come la sollecitudine è utile e giova a noi, così la negligenza è contraria a noi. (p. 57)“

William Bartley III 4
filosofo statunitense 1934 – 1990
„L'importanza esagerata che si attribuì ai primi scritti di Marx, dal punto di vista della ricerca autentica fu, innanzi tutto, frutto di negligenza.“

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Sant'Ambrogio 21
vescovo, scrittore e santo romano 339 – 397
„La preghiera troppo prolissa spesso diventa meccanica e d'altra parte l'eccessivo distanziamento porta alla negligenza.“


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Robert J. Sawyer 14
autore di fantascienza canadese 1960
„Credimi, Frank in una causa importante non usare un consulente per la giuria equivale a una negligenza. (p. 98)“

Cesare Marchi 27
scrittore, giornalista e personaggio televisivo italiano 1922 – 1992
„L'accidia è pigrizia, negligenza nel fare il bene, nel compiere i propri doveri verso se stessi e verso la collettività. (prefazione, p. 9)“

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Michel Onfray 52
filosofo francese 1959
„Dappertutto ho constatato quanto gli uomini favoleggiano per evitare di guardare in faccia la realtà. La creazione di oltremondi non sarebbe molto grave se non venisse pagata a caro prezzo: l'oblio della realtà, e dunque la colpevole negligenza del solo mondo esistente.“

Pietro Custodi 4
storico, letterato e politico italiano 1771 – 1842
„Fu buon amico; modesto, ma tenace della sua opinione. Pensator profondo, era lento e stentato nell'esprimere i suoi concetti; e fra diversi tratti di somiglianza di carattere che aveva coll'illustre Malesherbes, v'era pur quello di un'abituale negligenza nella scrittura e nell'ortografia. (par. XIII)“


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Leonardo Salviati 4
umanista, filologo e scrittore italiano 1540 – 1589
„Gli ornamenti nella favella non istanno bene ad ogni ora; e talvolta il mostrar negligenza su alcuna leggiera cosa, e il non dir sempre nel miglior modo tutto ciò che nel miglior modo forse sempre dir si potrebbe, per rendere il parlar vario, o per altro cotal riguardo, spesse fiate merita commendazione. (da Avvertimenti della lingua sopra il Dccamerone, Lib. lI, Cap. 9; citato in prefazione a Vincenzo Monti, Iliade, II edizione, 1812)“

Giacinto Gimma 1
abate e critico letterario italiano 1668 – 1735
„Che si veggano più antichi i poemi de' Provenzali che i nostri, non è ragione che ci sforzi a conceder loro che i primi sieno stati, ma piuttosto accusare la negligenza de' nostri nel conservare la memoria de' primi Italiani, che verseggiarono, o la barbarie de' tempi, né quali era tutta l'Italia sconvolta. (da Idea della storia letteraria, Napoli 1723; citato in Ireneo Affò, Dizionario precettivo, critico, ed istorico della poesia volgare, Giovanni Silvestri, Milano 1824)“

Enrico Mayer 10
pedagogista e scrittore italiano
„Se si rifletta alla potenza delle prime impressioni dell'infanzia, e delle rimembranze che vi si associano; se si calcoli l'influenza che le prime abitudini esercitano sulle disposizioni dell'anima, e sulla direzione della vita, si comprenderà facilmente che l'educazione de' primi anni, o la mancanza di questa, decide spesso di tutta l'esistenza. Abbiasi dunque ancora pietà della sventura di que' genitori, la cui situazione li condanna riguardo a' loro figli ad una negligenza che può condurre ai risultamenti più funesti, non solo per essi, ma per la società a cui appartengono. (p. 86)“

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Patch Adams 28
medico statunitense 1945
„La paura di essere perseguitati per negligenza è una delle peggiori tragedie della medicina moderna. Questa ladra della gioia nella pratica medica ha rubato l'umanità dei medici. La nostra società ci sta dicendo che non abbiamo diritto di commettere errori. I dottori di famiglia sanno che commettiamo degli sbagli ogni giorno, anche solo trascorrendo troppo poco tempo con i nostri pazienti. Dobbiamo avere il diritto di fare degli errori. La scienza medica è così imperfetta che è impossibile sapere per certo, prima di trattare un paziente, quale sarà il risultato. Ogni terapia è sperimentale e ogni medico sollecito deve correre dei rischi, se vuole aiutare i suoi pazienti. L'incompetenza è un'altra questione: se un medico è incompetente non dovrebbe praticare la medicina e basta. (p. 46)“

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