Frasi su nicchia

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Anaïs Nin 24
scrittrice statunitense 1903 – 1977
„Elena lasciava che la bocca e le mani di lui scoprissero i rifugi e le nicchie più segrete, e riposava, cadendo in un sogno di carezze avviluppanti, piegando la testa su quella di lui, quando le appoggiava la bocca alla gola, baciando le parole che lei non poteva pronunciare. Sembrava che Pierre riuscisse a indovinare dove lei si aspettava un altro bacio, quale parte del corpo chiedeva d'esser scaldata. (p. 123; 2012)“

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Jean Cocteau 86
poeta, saggista e drammaturgo francese 1889 – 1963
„Non ci sono solo rovine in Sicilia e commoventi testimonianze di un passato con il quale tutte le civiltà si sono sposate. Non ci sono solo le strade solitarie dove circolano i carretti dipinti con scene della Bibbia, trainati da cavalli piumati che sembrano dover partecipare ad un torneo. Non ci sono solo i templi morti e i chiostri con i mosaici colorati. Non ci sono solo i giardini della Bella e la Bestia e le terrazze battute da ondate di profumi. Non ci sono solo i feudi misteriosi pieni di specchiere nere e di busti che tendono le mani fuori dalle nicchie. C'è una grande diga in costruzione vicino a Troina, dove ingegneri e operai sembrano volare su carrelli sopra la voragine, c'è Palermo che ricostruisce il suo Duomo, c'è lo sforzo di tutte le persone per connettere il passato con il futuro, ed essere così degne della loro autonomia, e alle quali auguro buona fortuna con tutto il cuore.“


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Honoré De Balzac 121
scrittore, drammaturgo e critico letterario francese 1799 – 1850
„La malattia del nostro tempo è la superiorità. Ci sono più santi che nicchie. (da Il medico di campagna)“

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Victor Hugo 179
scrittore francese 1802 – 1885
„Il carnefice quale sinistra specie d'assassino, l'assassino ufficiale, l'assassino patentato, mantenuto, fornito di rendita, chiamato in certi giorni, che lavora in pubblico, uccide in pieno sole, avendo tra i propri arnesi "la spada della giustizia", riconosciuto assassino dallo Stato; l'assassino funzionario, l'assassino che ha la sua nicchia nella legge, l'assassino in nome di tutti! Esso ha la mia procura e la vostra per uccidere. Strangola o scanna, poi batte la mano sulla spalla della società e dice: "Io lavoro per te, pagami". È l'assassino cum privilegio legis, l'assassino il cui crimine è decretato dal legislatore, deliberato dal giurato, ordinato dal giudice, permesso dal prete, protetto dal soldato, contemplato dal popolo.“

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Jun'ichirō Tanizaki 10
scrittore giapponese 1886 – 1965
„Per prima cosa i nostri antichi ricavarono, nello spazio illuminato dalla luce solare, una chiusa nicchia d'ombra; posero poi, proprio al centro dell'ombra, l'essere più chiaro che conoscevamo: la donna. Perché biasimarli? La chiarezza della pelle era, per loro, il sigillo della beltà femminile. Solo l'ombra poteva proteggerla e darle risalto. (da Libro d' Ombra, Milano, Bompiani, 2002)“

Alberto Asor Rosa 19
critico letterario italiano 1933
„La verità è che solo gli scrittori mediocri sono tranquillizzanti. [... ] io penso che la nozione di classico – ordine, regolarità, imitabilità – sia stata "inventata" allo scopo di tranquillizzare i lettori, perché in realtà le grandi opere, se lette con abbandono, incutono timore, suscitano paura, e perciò gli uomini o allontanano da loro lo sguardo oppure trovano il modo di sistemarle dentro nicchie rassicuranti. Funzioni sociali specifiche sono state via via costruite a tale scopo: grammatici e critici non hanno fatto per secoli che lavorare a questo fine, e il lettore, nella grande maggioranza dei casi, deve lavorare controcorrente per recuperare il senso originario del classico. Solo superando tale diaframma, si recupera quel "turbamento", che la grande opera, originariamente, ha dovuto produrre per nascere. L'uomo che legga queste opere senza provare tale "sgomento", dimostra di avere una corteccia tanto dura, che quella lettura, comunque, non potrà giovargli affatto.“

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Primo Levi 115
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„La facoltà umana di scavarsi una nicchia, di secernere un guscio, di erigersi intorno una tenue barriera di difesa, anche in circostanze apparentemente disperate, è stupefacente, e meriterebbe uno studio approfondito. Si tratta di un prezioso lavorio di adattamento, in parte passivo e inconscio, e in parte attivo [... ]“

Massimiliano Parente 10
scrittore italiano 1970
„In biologia si chiamerebbe nicchia evolutiva, in economia quota di mercato, nella psicologia del web è un travaso di nulla nel nulla, una logorrea autoreferenziale.“


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Richard Adams 15
scrittore e glottoteta britannico 1920
„Sono molto carini e gentili,» rispose Nicchio «ma vi dirò che cosa m'ha colpito. Mi sembrano tutti terribilmente tristi. Non riesco a capire perché, dal momento che sono così belli e robusti e hanno questa magnifica conigliera. Ma mi fanno venire in mente gli alberi di novembre.» (cap. 14, Come alberi a novembre)“

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Luca Francesconi 8
compositore italiano 1956
„Se un contemporaneo di Mozart ascoltasse musica per noi facile, jazz o blues, ci considererebbe primitivi. E un orientale, dotato di mentalità monodica, giudicherebbe Bach "rumore". Però è vero che l'avanguardia colta è cerebrale: privilegiando l'aspetto speculativo è diventata una nicchia ristretta.“

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Charles Baudelaire 125
poeta francese 1821 – 1867
„Per te, Madonna, mia signora, innalzerò un segreto | altare nel profondo della mia afflizione, | e scaverò nell'angolo più nero del mio cuore, | lungi d'ogni affetto umano e da sguardi schernitori, | una nicchia d'azzurro smaltata e d'oro, | dove tu starai eretta, Statua, piena di stupore. (da A una Madonna)“

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Paolo Grossi 9
giurista e storico italiano, Presidente della Corte cost... 1933
„Nel diritto che si genera nella spontaneità del sociale, cioè nel diritto còlto nella sua genuinità ed essenzialità, soggettività e imperatività sono necessariamente attenuate dalla prevalenza di una dimensione oggettiva. Ordine vuol dire, infatti, costruzione superindividuale, che ha la sua base nella totalità e complessità dell'organismo sociale, nella costanza d'una tradizione, nella ripetizione e tipicità di azioni umane, dove non c'è spazio per arbitrarietà e non c'è spazio per frazionismi individualistici […] Il diritto diventa regola imperativa quando si inserisce in un apparato di potere, per esempio nello Stato, dove la dimensione stricto sensu politica ha il sopravvento su quella sociale […] Per occhi superficiali, che guardino con una visuale ristretta al passato prossimo e al presente, lo Stato può sembrare la nicchia imprescindibile, nicchia naturale, per il generarsi e il vivere del diritto. Si dovrebbe invece riflettere più ponderatamente che lo Stato è soltanto un accidente storico a fronte di quel recupero del diritto che è valso a restituirlo al grembo ben più vasto della società. (pag. 24-25)“


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Edward Morgan Forster 107
scrittore britannico 1879 – 1970
„Dopo quella crisi Maurice diventò un uomo. Fin allora – posto che si possa fare una stima degli esseri umani – non era valso l'affetto di nessuno, essendo stato convenzionale, meschino, infido verso il prossimo perché lo era verso sé stesso. Ora viceversa aveva da offrire il dono più pregiato. L'idealismo e la brutalità che avevano segnato il cammino della fanciullezza si erano finalmente uniti e intrecciati a comporre l'amore. Forse, di questo amore, nessuno avrebbe voluto saperne, ma lui non poteva vergognarsene perché era «lui», non corpo o anima, e nemmeno corpo e anima, ma «lui» che operava attraverso l'uno e l'altra. Continuava a soffrire, e tuttavia un senso di trionfo si era formato altrove. La sofferenza gli aveva indicato una nicchia al di là del giudizio del mondo, dove gli era consentito rifugiarsi. (cap. 11, p. 90)“

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Giuseppe Antonio Borgese 26
scrittore, giornalista e critico letterario italiano 1882 – 1952
„Essi, i miei connazionali, e soprattutto i miei corregionali, mi hanno aiutato un poco a farmi capire che cosa sono venuto a fare in America. Il primo impulso, la prima tentazione di uno di noi è di fuggire, imbarcandosi di nuovo sullo stesso piroscafo per tornare a casa. Il secondo stato d'animo consiste nel farsi una nicchia dentro questo mondo, nello starci a modo nostro ignorandolo: veri emigrati, anzi veri esuli, dalle facce lunghe, con una patina di tristezza che non si può dire, e che si riconosce anche su gente ch'è qui da trent'anni, e che magari ha fatto bene i suoi affari. Non credo che alcuna altra razza abbia conservato come la nostra questo carattere inibitivo, questa obiezione silenziosa.
Io cerco, come alcuni hanno cercato, di giungere a un terzo stadio: non dico di divenire americano, ma di comprendere, cioè di prendere in me, questo mondo. Una conquista dell'America?, naturalmente, ritorno a ricordarmi di quelle indimenticabili parole di Goethe, che ho sempre nell'animo a questo e a molti altri propositi. "Qui, o in nessun luogo, è l'America". Qui, cioè dentro di noi. (I siciliani in America, pp. 125-126)“

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Tito Schipa Jr. 4
cantautore, compositore e regista italiano 1946
„Fabio Sanna: Orfeo 9 è stata la prima opera rock ad essere allestita in teatro, ben dieci mesi prima di Tommy degli Who e per giunta al Teatro Sistina, tempio del teatro e musical italiano. Come non bastasse, nella versione su disco partecipano artisti eccezionali che ritroviamo, secondo la regola "voce-volto", nel film prodotto all'epoca dalla RAI. Come mai, malgrado tutto ciò, l'opera continua ad essere un "prodotto di nicchia"?
Tito Schipa Jr.: La risposta a questa domanda dura 176 pagine e si chiama Orfeo 9: Il making ed è stata scritta apposta per rispondere a domande di questo tipo che mi pone chiunque, dovunque. Se invece dovessi risponderti con una parola sola sarebbe: censura. Spietata, irremovibile e irreversibile.
Fabio Sanna: Puoi darci maggiori dettagli?
Tito Schipa Jr.: La censura riguarda un discorso diretto, sofferto e coraggioso, sulla droga. Orfeo 9 parlava contro e lo faceva a nome della generazione direttamente coinvolta, lo faceva senza falsi moralismi, senza luoghi comuni e con cognizione di causa. Contava solo che se ne parlasse e di conseguenza che dovessimo essere cancellati.“

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Giovannino Guareschi 45
scrittore italiano 1908 – 1968
„Entriamo nella Basilica, e ci troviamo in mezzo a una folla di donne e di bambini, davanti ad un altare che è tutto un racconto fiabesco di ori e di luci, mentre un organo suona. Dopo un mese di vita in ambienti dove ogni cosa trasuda sporcizia e disperazione, dove ogni parola è un urlo, ogni comando è una minaccia, trovarsi d'improvviso in quell'aria serena, in mezzo a quel barbaglio d'oro, a quella calda onda di musica!...
Mi arresto perplesso sull'entrata, poi riprendo ad avanzare, e mi sembra d'essermi sfilato dal mio corpo coperto di stracci e d'averlo lasciato lì sulla porta, tanto mi sento leggero.
La targa d'oro della nicchia sopra l'altare si alza lentamente, e appare l'immagine miracolosa che – così nera in mezzo a quello scintillìo – è ancora più misteriosa e ancora più affascinante.
Si leva un canto dalla folla, e pare la voce stessa della Polonia: un dolore dignitoso di gente usa da secoli ad essere schiacciata e a risorgere. Di gente che viene uccisa sempre e che non muore mai.
Quando la targa d'oro si riabbassa, suona una fanfara che ha note piene di passione disperata e turba profondamente. "La fanfara ha stonato parecchio, oggi, perché mancavano i migliori elementi", spiega la guida.
Ed è così, ed erano soltanto stonature quelle note piene di passione disperata. D'accordo. Ma chi ci crede?
Ogni cosa in Polonia, ogni gesto, ogni accento, parla della passione polacca. (p. 17)“

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