Frasi su nordico

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Adam Smith 12
filosofo ed economista scozzese 1723 – 1790
„Un lavoratore fornisce abbondantemente agli altri ciò di cui necessitano ed essi gli procurano ampiamente ciò di cui necessita, e una generale abbondanza si diffonde attraverso tutti gli strati della società. Osserva la sistemazione del più comune artigiano o lavoratore giornaliero in un paese civile e fiorente, e ti accorgerai che del numero di persone della sua industria una parte, sebbene una piccola parte, che è stata impiegata per procurargli questa sistemazione, eccede ogni calcolo. Il cappotto di lana, per esempio, che copre i lavoratori giornalieri, grossolano e grezzo come può apparire, è il lavoro congiunto di una gran moltitudine di lavoratori. Il pastore, lo sceglitore, il pettinatore di lana o il cardatore, il tintore, il filatore, il tessitore, il lavatore, il sarto, con molti altri, devono tutti unire i loro differenti mestieri al fine di completare anche questo prodotto casalingo. Quanti mercanti e trasportatori, inoltre, devono essere impiegati nel trasportare i materiali da alcuni di questi lavoratori ad altri che spesso vivono in parti molto distanti del paese. Quanto commercio e quanta navigazione in particolare, quanti costruttori di navi, marinai, fabbricanti di vele e di funi devono essere stati impiegati al fine di mettere insieme le diverse sostanze usate dal tintore che spesso vengono dagli angoli più remoti del mondo! Che varietà di lavoro è anche necessario per produrre gli utensili del più umile di quei lavoratori! Per non parlare di quelle macchine complicate come la nave del marinaio, la fabbrica del follatore, o perfino il telaio del tessitore, consideriamo solo quale varietà di lavoro è richiesta per costruire quella semplicissima macchina, le cesoie con le quali il pastore tosa la lana. Il minatore, il costruttore delle fornaci per la fusione del minerale, il tagliaboschi, il bruciatore di carbone per far funzionare le fornaci, il produttore di mattoni, il dispositore di mattoni, i lavoratori che supervisionano la fornace, il riparatore di mulini, l'operaio della fucina, il fabbro devono tutti mettere insieme i loro differenti mestieri al fine di produrre questi. Dobbiamo esaminare allo stesso modo tutte le diverse parti del suo abito la mobilia di casa, la ruvida canottiera che indossa sulla pelle, le scarpe che coprono i suoi piedi, il letto in cui dorme, e tutte le diverse parti che lo compongono, la grata di cucina su cui prepara i suoi viveri, il carbone di cui fa uso per questo scopo, scavato dalle viscere della terra e portatogli forse attraverso un lungo trasporto per mare e per terra, tutti gli altri utensili della sua cucina, tutta la apparecchiatura del suo tavolo, i coltelli, le forchette, i piatti di coccio o di peltro sopra i quali egli serve e divide i suoi cibi, le differenti mani impiegate nel preparare il suo pane e la sua birra, le finestre di vetro che lasciano penetrare il caldo e al luce, e isolano dal vento e dalla pioggia con tutte le conoscenze e i requisiti del mestiere per preparare quella bellissima e felice invenzione senza cui queste parti nordiche del mondo avrebbero potuto scarsamente procurare un habitat confortevole, insieme con gli utensili di tutti i diversi lavoratori impiegati nel produrre queste diverse comodità; se noi esaminiamo, io dico, tutte queste cose, e consideriamo quale varietà di lavoro è utilizzato per ciascuna di esse, saremo coscienti che senza l'assistenza e la cooperazione di molte migliaia la persona più misera in un paese civilizzato non potrebbe provvedere perfino in accordo a quello che noi potremmo falsamente immaginare, la facile e semplice maniera in cui egli è comunemente sistemato. (cap. 1)“

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Gerolamo Rovetta 17
scrittore e drammaturgo italiano 1851 – 1910
„Come stanno le nostre Alpi? – L'eco italico risponde vindice alla nordica bestemmia, col verso magnanino o magnifico del mio povero Prati? – Salutamele. E al Caffaro e a Bezzecca, alle Sante Termopili della terza Roma, l'evviva, l'excelsior del vecchio colonnello garibaldino! (p. 77)“


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Franco Fochi 18
linguista e saggista italiano
„Sta il fatto che mai come oggi, cioè con altrettanta irruenza e rapidità, torme di bruttissimi neologismi sono venute a cacciar di nido, e in esilio, termini e modi profondamente radicati nel nostro idioma, senz'alcun riguardo né per il vigore né per le benemerenze. E ciò, in piena armonia con la maggior parte dei loro compagni sorti col buon fine di dare un termine alle idee nuove (che sono moltissime). Insomma, dove si tratta di fare il brutto, la concordia non manca.
C'è anzitutto una legge, in questo campo nemico e compatto: quella che vorrei chiamare della mostrina, perché mi ricorda (senz'alcuna gioia) la vita militare. Il cittadino che va a rispondere alla chiamata del distretto, non sa nulla, ancora, della sua destinazione; ma per lui è verità matematica che fra poche ore non sarà più il "signor X", libero cittadino in tutti i sensi che quest'espressione può assumere nella vita d'un uomo: farà parte d'un corpo, d'una specialità. Scomparirà molto, in lui, dell'individuo; e per tutto il tempo che egli passerà "sotto la naia" non lo abbandonerà mai il senso d'esser divenuto qualcosa di simile a una pedina fra le tante d'una scacchiera, o a una mattonella in un pavimento o, forse meglio, a un'unità in un numero grande grande, che è appunto il corpo a cui appartiene. [... ] e centinaia d'altre simili parole che sembrano messe insieme coi cubi di legno o coi pezzi d'un "meccano", secondo un procedimento altrettanto di casa nelle lingue nordiche — p. e., in tedesco, pietoso è barmherzig; pietà: barmherzigkeit; spietato: unbarmherzig; spietatezza: unbarmherzigkeit; in inglese, pietà è pity; pietoso: pitiful; spietato: pitiless; spietatamente: pitilessly; spietatezza: pitilessness... — quanto estraneo e ripugnante alla nostra, dove il posto d'onore è sempre toccato alla libera fantasia, e non alla scienza esatta o all'officina per macchine di precisione.
Se l'italiano si conserverà italiano (il che nessuno oserebbe giurare), proverà sempre disagio di fronte a una siffatta maniera d'esprimere i pensieri, nella quale ogni sillaba sembra distillata da un alambicco nucleare, e a cui s'accompagna costante, ossessiva, la pretesa di rincorrere sino in fondo — chiamiamola così — la vocabologenesi. (Tutti al distretto, p. 29)“

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Alain de Benoist 9
scrittore francese 1943
„I nordici hanno potuto fondare culture solo contro il loro ambiente. Ne hanno dedotto che l'esistenza umana s'opponga al mondo e che gli ostacoli naturali si vincano solo con la razionalità tecnica. L'universo dell'industrializzazione generalizzata, della crescita a ogni costo, dell'efficienza meccanica, del calcolo tecnologico, è un universo formatosi nel nord. Anche l'individualismo viene oggi da quel nord che, nonostante radure e foreste, ha dimenticato i valori organici della comunità, del clan, dell'onore e del disonore, anche della sensualità, tuttora valori-chiave nell'ambito mediterraneo. Da qui lo stereotipo dell'oriente mistico, arcaico e superstizioso (Edward Said ha dimostrato come essa sia un'invenzione occidentale), antagonista dell'occidente razionalista, moderno e emancipato. (da "Un piccolo mare che può regalare un grande futuro", "Il giornale", 19 luglio 2008)“

Edvard Robert Gummerus 3
scrittore, traduttore, storico della letteratura e docen... 1905 – 1991
„Cantando, dunque, seguendo il ritmo della tradizionale nenia finnica, si inganna la fame e la malinconia, elemento, quest'ultimo, caratteristico dell'anima nordica; cantando si catturava la selvaggina o il pesce, s'incantava la donna e si vincevano le tristezze del destino umano. Come nella sacra tribù ebraica dei leviti ognuno era sacerdote, così tra i Finnici ognuno, o quasi, era poeta, almeno nell'intimità. (da Poesia e anima popolare, pp. 84-85)“

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Filippo Tommaso Marinetti 50
poeta, scrittore e romanziere italiano 1876 – 1944
„Nordica miscela d'acqua anice cielo mare Trapani | ingabbiato di gru metalliche galleggianti | e torbide scritture di pioggia grafomane in necrologie.“

„La scoperta della Sicilia è uno dei motivi più fertili e frequenti della letteratura sette-ottocentesca dei «viaggiatori» stranieri in Italia. L'aspirazione al mitico, solare Sud sembra, nella immaginazione di tedeschi, inglesi francesi nordici, raggiungere l'apice più ricco di sorprese e di novità nell'esplorazione attonita, stupita (ma non per questo meno animata da vigile spirito critico e selettivo) dell'isola «del sole», della «terra del fuoco», della «terra della primavera perenne»
Ma la scoperta – come "comprensione" e serena valutazione – della Sicilia è un fatto che riguarda ancor oggi noi italiani. E possiamo compierla, completarla anche seguendo la lunga eco che il Viaggio in Sicilia ha suscitato attraverso le pagine dei viaggiatori stranieri.
Ogni scrittore, dal Settecento al Novecento, possiede una sua «retorica» della Sicilia, che è in parte la retorica del suo tempo, in parte il contributo di una propria suggestione, colma d'attesa e di speranza. E la scoperta si conclude sempre, o quasi sempre, col senso di una gioiosa meraviglia: questo sentimento di un mirabile remoto paradiso che aveva donato al Goethe il gusto dolcissimo e malinconico della sua celeberrima evocazione:
«sai tu la terra ove i cedri fioriscono?
Splendon tra le brune foglie arance d'oro
pel cielo azzurro spira un dolce zeffiro
umil germoglia il mirto, alto l'alloro...»
Da Goethe a Peyrefitte – i due estremi cronologici e spirituali di questa antologia – il senso dell'ammirata scoperta si ripete e si conferma. (dalla prefazione a Viaggiatori stranieri in Sicilia)“

Christian Norberg-Schulz 7
architetto norvegese 1926 – 2000
„Il paesaggio di Khartoum ha una qualità "cosmica" pronunciata. L'infinita distesa del deserto senza strade, la traiettoria est-ovest del sole e l'asse sud-nord e del Nilo, creano un ordine naturale di singolare vigore. In questo luogo, i punti cardinali non sono soltanto immaginabili ma visibili, e l'esistenza umana entra a far parte di un sistema più vasto e apparentemente assoluto. Mancano transizioni e sfumature: ogni cosa ha un suo preciso significato. I colori, che nel mondo nordico sono pregni di suggestioni poetiche, qui si riducono poche funzioni basilari: il bianco per la luce solare, il giallo-bruno-grigio per la sabbia, l'azzurro per il fiume e il verde per la vegetazione. (pp. 135-136)“


Christian Norberg-Schulz 7
architetto norvegese 1926 – 2000
„Il termine "idillio" usato per caratterizzare il Genius Loci di Roma può apparire sorprendente ad una prima lettura. In che senso la caput mundi sembra "idilliaca"? È ovvio che non ci si riferisce a quella intimità di dimensioni ridotte così frequente nei paesini e nelle cittadine nordiche. La monumentalità e la grandezza di Roma rimangono indiscusse, ma i singoli spazi presentano una "interiorità" che emana protezione e appartenenza. Malgrado la sua imponenza, la città conservato una semplicità rustica che la apparenta alla natura. Non vi è, probabilmente, altra capitale europea in grado di esprimere tale attaccamento alla natura, né altro luogo ove la natura sia tanto umanizzata. Proprio in questa speciale caratteristica potrebbe consistere l'essenza del Genius Loci romano: il sentimento di appartenenza ad un ambiente naturale conosciuto. (p.142)“

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Vittorio Messori 30
giornalista e scrittore italiano 1941
„L'antisemitismo è purtroppo antico quasi quanto gli ebrei e, com'è stato osservato, nasce proprio dallo stupore e dall'ira per questo popolo che non si riesce a dissolvere negli altri, ad assimilare. Non con le minacce e neppure, si noti, con le lusinghe. L'ebreo rinnegato che nei paesi cristiani accettava il vangelo era tolto da una condizione subumana per ricevere la pienezza dei diritti e, talvolta, onori e ricchezze. Eppure, la conversione era tanto rara che nell'Europa nordica medievale si poteva arrivare a promettere al rinnegato una baronia o una contea.
I musulmani convertirono a milioni i cristiani e cancellarono la fede in Gesù da interi paesi ma non riuscirono a convertire gli ebrei. (cap. III)“

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Mario Borghezio 38
politico italiano 1947
„Siamo qua, dopo aver bevuto solo, inizialmente, i primi cinque litri di ottima birra di Strasburgo, birra nordica naturalmente, molto apprezzata anche a Roma [... ]. Lazio nazione, il resto è meridione! [... ] La lega federale ha detto... ha detto: "Famogli 'sto regalo : è tanto facile essere eletti al nord, no? Qualunque coglione del nord se presenta al nord lo eleggono: mannamo un po' Borghezio a farse il culo a Roma. Mi raccomando, tenete conto della buona volontà [... ]. La promessa: se ce votate, se ce votate, noi tutti i rompicoglioni, vuccumprà, vulavà, vustuprà, ve li togliamo fuori dalle palle! Dalle palle! Dalle palle!“

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Vittorio Gassman 16
attore italiano 1922 – 2000
„Napoli è la più nordica delle città africane.“


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Anacleto Verrecchia 89
filosofo italiano 1926 – 2012
„Generalmente la donna nordica porta il sesso dove glielo ha messo la natura, mentre la donna latina lo porta nell'ostensorio.“

Bruno Roghi 8
giornalista italiano 1894 – 1962
„La critica che pesa le uova di formica con bilance di ragnatela, per dirla con un vecchio proverbio nordico, stentò sempre a disarmare di fronrte a un Bottecchia che mai riuscì a vincere una corsa classica italiana, un Giro, un Lombardia, una Sanremo. L'idea fissa del Tour e l'orecchio sordo ale seduzioni del divismo concorrono a piegare la sua noncuranza per corse e trofei autarchici.“

„Étienne non amava considerarsi un nordico; preferiva la parlata parigina a quella belga. E neppure ammetteva di avere molto in comune con quelli del sud, che considerava poco colti. (p. 7)“

Glyn Daniel 6
1914 – 1986
„Egli affermava che la speranza della sola Francia, era riposta – come sempre lo era stata – presso i biondi Teutoni, presso quelle genti che ora lui chiamava Ariani. Era moda corrente chiamarli così; ma ciò che egli intendeva, naturalmente, sia pure in modo impreciso, era quello che i cultori odierni di antropologia fisica designano col nome di razza nordica. (p. 122)“

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