Frasi su nota

È un fatto che all'uomo fa piacere vedersi davanti umiliato anche il suo migliore amico; è proprio sull'umiliazione che si fonda in gran parte l'amicizia, e questa è una vecchia verità, ben nota a tutte le persone intelligenti. (mister Astley ad Aleksej Ivanovič: XVII; 1977, p. 195)

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Fëdor Dostoevskij 256
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881

Un giorno dell'anno 1830, entrando di sera in una chiesa di Parigi, vidi la bara d'una giovinetta, coperta da una coltre bianca. Questa bara mi ricordò Graziella. Mi nascosi all'ombra di un pilastro e pensai a Procida, piangendo a lungo.
Le mie lagrime si asciugarono, ma le nubi che avevano attraversato il mio pensiero durante la tristezza del funerale non dileguarono.
Rientrai silenzioso nella mia camera, svolsi i ricordi che sono tracciati in questo libro e scrissi tutto d'un fiato, piangendo, i versi intitolati: Primo rimpianto. È la nota, resa fievole da vent'anni di distanza, d'un sentimento che fece zampillare la prima sorgente del mio cuore. Ma vi si sente ancora la lacerazione d'una fibra intima che non guarirà mai.
Ecco queste strofe, balsamo d'una ferita, sboccio di un cuore, profumo di un fiore sepolcrale: Non vi manca che il nome di Graziella. Ve lo incastonerei in una strofa, se vi fosse quaggiù un cristallo abbastanza puro per rinchiudere questa lagrima, questo ricordo, questo nome! (p. 151)

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Alphonse De Lamartine 57
poeta, scrittore e storico francese 1790 – 1869

È di una ragazza, sono cazzate... inoltre, se qualcuno dovesse spararmi sul palco, che bella nota a piè di pagina nella storia del rock'n'roll.

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Courtney Love 9
cantante e attrice statunitense 1964

Prendi nota di questo principio e avrai finito di patire: è raro che una femmina abbandoni la sua vittima senza averne un'altra a portata di mano.

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Charles Bukowski 280
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994

C'’era un ragazzo | che come me | amava i Beatles e i Rolling Stones, | girava il mondo e poi finì | a far la guerra nel Viet-Nam. | Capelli lunghi | non porta più, | non suona la chitarra ma | uno strumento | che sempre dà | la stessa nota “ta. ra. ta. ta”. | Non ha più amici, | non ha più fans, | vede la gente cadere giù, | nel suo paese non tornerà, | adesso è morto nel Viet-Nam. (da C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones)

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Gianni Morandi 11
cantante italiano 1944

Per diversi anni non ho guardato un grande torneo come Wimbledon, è durissima veder giocare tennisti che io battevo regolarmente. La nota lieta? Che giocano molto bene ed hanno raggiunto grandi traguardi, chissà cos'avrei potuto fare io...

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Brian Baker 6
tennista statunitense 1985

Non è la droga a darmi la pelle d'oca ma | pensare a Mozart in mano la penna d'oca là | sullo scrittoio a disegnare quella nota fa | la storia senza disco né video né social. (da China Town, n. 9)

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973

La vita sta nella morte come una piccola isola verde nel mare oscuro. Indagare questo, sia pur soltanto sugli orli e sulle cinture delle maree, si chiama vera scienza, rispetto alla quale tutta la fisica e la tecnica non sono che bagatelle. (da Nota di diario del 19 luglio 1942, Parigi, p. 107)

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998

Ci sono le lucciole attorno al monastero sulle colline umbre: con la lanterna accesa sul loro addome, facendo danzare la loro nota luminosa sul pentagramma della notte, ripetono alle monache di clausura la parabola delle vergini sagge e stolte.

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Fabrice Hadjadj 191
scrittore e filosofo francese 1971

Conosco persone che dopo la caduta del potere borbonico si misero a capo della reazione, ebbero nelle loro mani migliaia e migliaia di scudi, segretamente iniziarono con me, pratiche perché colla mia banda sollevassi le popolazioni, e poscia fingendosi liberali, tradirono Francesco II come prima avevano tradito Vittorio Emanuele. Ed io per non svergognare costoro, e far danno ai figli od ai nipoti di codeste anime dannate, mi tocca di morire senza confessione; e dire che potrei, con una parola, far arrossire di vergogna parenti intimi di gente a me ben nota!!... Ma non si allarmino i compromessi e i loro congiunti, io non parlerò; i loro nomi moriranno con me.

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Carmine Crocco 21
brigante italiano 1830 – 1905

Niente uguagliava lo splendore della contessa di Soissons, dalla quale il re né prima né dopo il matrimonio non si staccava un momento; padrona della corte, signora delle feste e delle grazie, intanto che il timore di dividerne l'imperio con le amanti, la gettò nella Follìa che la fece cacciare con Vardes e il conte di Guiche, la cui storia è troppo nota e troppo vecchia per raccontarla qua. (Olimpia Mancini, p. 219)

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Louis de Rouvroy de Saint-Simon 7
scrittore francese 1675 – 1755

Sapevo che se non avessi trovato un modo per affrontarli, la rabbia e l'odio mi avrebbero sopraffatto e sarei stata fagocitata dalla paura, dalla tristezza e dalla frustrazione. Sapevo che l'odio e l'aggressività erano parte della stessa violenza che cercavo di fermare. E così pregai.«Ti prego, Spirito dell'Universo, ti prego, aiutami a trovare un modo per affrontare tutto questo, perché altrimenti mi consumerà.»Lo si nota in molti attivisti: le intense forze negative che opprimono e distruggono la Terra finiscono col sopraffare molti di loro. Vengono talmente assorbiti dall'odio e dalla rabbia che si svuotano. Sapevo di non voler arrivare a quello. (p. 64)

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Julia Butterfly Hill 13
ambientalista statunitense 1974

La talpa ha li occhi molto piccoli e sempre sta sotto terra, e tanto vive quanto essa sta occulta, e, come viene alla luce, subito more perché si fa nota. Così la bugia. (Busia; 2012, § 20)

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Leonardo Da Vinci 160
pittore, ingegnere e scienziato italiano 1452 – 1519

Nel giornalismo io sono non uno scrittore, ma uno scrivano. La mia fissazione è questa, che Napoli è una città disgraziata, in mano di gente senza ingegno e senza cuore e senza iniziativa. (da L'Occhialetto, XIX, 29, Napoli, 18 settembre 1886; citato in Nota bio-bibliografica di Salvatore Di Giacomo, bibliocamorra. altervista. org)

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Salvatore Di Giacomo 27
poeta, drammaturgo e saggista italiano 1860 – 1934

Per il bene la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodissoluzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese.
[... ] osservando meglio, si nota che qualsiasi ostentazione esteriore di potenza, politica o religiosa che sia, provoca l'istupidimento di una gran parte degli uomini. Sembra anzi che si tratti di una legge socio-psicologica.
La potenza dell'uno richiede la stupidità degli altri. Il processo secondo cui ciò avviene, non è tanto quello dell'atrofia o della perdita improvvisa di determinate facoltà umane – ad esempio quelle intellettuali – ma piuttosto quello per cui, sotto la schiacciante impressione prodotta dall'ostentazione di potenza, l'uomo viene derubato della sua indipendenza interiore e rinuncia così, più o meno consapevolmente, ad assumere un atteggiamento personale davanti alle situazioni che gli si presentano.
Il fatto che lo stupido sia spesso testardo non deve ingannare sulla sua mancanza di indipendenza. Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente ma con slogan, motti ecc. da cui egli è dominato. È ammaliato, accecato, vittima di un abuso e di un trattamento pervertito che coinvolge la sua stessa persona. Trasformatosi in uno strumento senza volontà, lo stupido sarà capace di qualsiasi malvagità, essendo contemporaneamente incapace di riconoscerla come tale. Questo è il pericolo che una profanazione diabolica porta con sé. Ci sono uomini che potranno essere rovinati per sempre.

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Dietrich Bonhoeffer 34
teologo tedesco 1906 – 1945

Automòbile. Dal greco αύτός = se stesso, e mobile: in origine aggettivo, poi sostantivo, per indicare la nota vettura a motore, spavento dei viandanti, concorrente con le ferrovie; aerodinamica. Di qual genere è automobile? Se ne è disputato in Francia, madre dell'automobilismo, quindi anche in Italia. Ieri prevaleva il maschile, oggi il femminile. La Fiat ne richiese d'Annunzio. Rispose: femmina!

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Alfredo Panzini 47
scrittore e critico letterario italiano 1863 – 1939

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