Frasi su notabile

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Luigi Einaudi 23
2º Presidente della Repubblica Italiana 1874 – 1961
„La maggior parte delle parole comunemente adoperate [dagli uomini politici] sono sovratutto notabili per la mancanza di contenuto. Ciò è probabilmente la ragione del loro successo; essendo legittimo il sospetto che le parole più divulgate siano state consaputamente o inavvertitamente scelte appunto perché esse sono adattabili a qualsiasi azione il politico deliberi poscia intraprendere, quando abbia acquistato il potere. (Discorso elementare sulle somiglianze e sulle dissomiglainze fra liberalismo e socialismo)“

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Areteo di Cappadocia 34
medico greco antico
„Manifestissimo è il giallore che si genera nell'albuginea degli occhi: e nella fronte verso le tempia, sopra quelli di bianca carnagione, al più leve grado della malattia, apparisce assai notabile il colore itterico. In quelli che sono affetti dalla itterizia nera, nelle medesime parti scorgerai il colore atro-verdastro. Questi si raffreddano, sono languidi, inerti, tristi, di animo avvilito, ed esalano un disgustoso fetore: ogni sapore sente loro di amaro: respirano con molestia: sentono un dolore, un morso allo stomaco: i loro escrementi sono porracei, neri, aridi, stentati. Le urine sono assai colorale, e quasi fuliginose. Quindi paiono indigestioni, inappetenze, vigilie, tristezza, melanconia. (p. 44)“


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Ferdinando Petruccelli della Gattina 47
giornalista, scrittore e patriota italiano 1815 – 1890
„È nato malfattore politico come si nasce poeta o ladro. (citato in Indro Montanelli, L'Italia dei notabili (1861-1900), Rizzoli, 1999, p. 133)“

Enrico Pani Rossi 1
politico e scrittore italiano 1835 – 1886
„Un uomo che uscito dalla plebe, la signoreggiò; nemico ai notabili, li ebbe a piè; nato ne' campi, penetrò nelle città e per brev'ora vi fu principe; le mani sordide di sangue ebbero strette e baci di riverenza dai sacerdoti fautori suoi; fu condottiero di reazioni civili ei non d'altro ingordo che d'oro; e da cinque e più anni di prede ritrasse tanto da gratificarsi porporati o, se gli dura la vita, da morire in odore d'uomo dabbene: uomo di leggenda, tra genti avvezze a giurare sulla santità delle coltelle o irridere alla virtù del campestro. (da La Basilicata, libri tre, Coi Tipi di G. Civelli, 1868, p. 550)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„[Francesco Saverio Nitti] Incarnava il tipo del notabile meridionale, colto, brillante, scettico e alquanto egocentrico. […] La sua specialità era il problema del Mezzogiorno, di cui fu tra i primi seri studiosi e che gli fornì anche la base elettorale. […] Sul livello medio della classe politica di allora, egli faceva spicco per preparazione, equilibrio e lucidità, ma anche per una certa propensione ad attribuirsi il monopolio di queste virtù.“

Prospero Viani 10
1812 – 1892
„Laonde, giudicando io che diverso è lo scegliere da lettere già divulgate e diverso il pubblicarle, con tale intenzione, la prima volta, niuno vorrà riprendermi, se per avventura gli paresse che io non avessi usata qualche tratto quella scrupolosa severità e discrezione nella scelta, che debbe usarsi da chi venera e protegge la fama degli amati defunti; ma dee considerare che certe cose, le quali sembrano lievi, danno lume alla vita e ai pensieri di un uomo, né sono sgradite come fila d'una storia notabile e cara. (p. II)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Dario Fo, poeta di corte dell'ultrasinistra, flagella nella sua ultima fatica teatrale il senatore Amintore Fanfani, responsabile di ogni nequizia passata, presente e futura. I sarcasmi più grevi hanno però come bersaglio il metraggio del notabile democristiano che, come tutti sanno, non è quello di un granatiere. Toulouse-Lautrec, che per gli stessi motivi dovette per tutta la vita subire analoghe canzonature, disse una volta, giocando sulla lunghezza del suo doppio casato: «Ho la statura del mio nome». Non sappiamo se questo discorso si possa applicare a Fanfani. Certo, si applica a Fo. (11 giugno 1975)“

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Vincenzo Monti 183
poeta italiano 1754 – 1828
„Splende però nell'Aristodemo nobiltà di caratteri, energia di concetti, semplicità d'intreccio, e maraviglioso allettamento, che senza pompa esterna, e senz'amori dura vivissimo sino alla fine. Lo stile poi è portato a tale che superando quello d'Alfieri in armonia ed eleganza poetica, si ha queìla notabile sentenza che alla perfezione dell'italiana tragedia non manca se non questo, che la grandezza e pretrazione di Vittorio si congiunga allo stile del Monti. (Gianfrancesco Rambelli)“


„Splende però nell'Aristodemo nobiltà di caratteri, energia di concetti, semplicità d'intreccio, e maraviglioso allettamento, che senza pompa esterna, e senz'amori dura vivissimo sino alla fine. Lo stile poi è portato a tale che superando quello d'Alfieri in armonia ed eleganza poetica, si ha queìla notabile sentenza che alla perfezione dell'italiana tragedia non manca se non questo, che la grandezza e pretrazione di Vittorio si congiunga allo stile del Monti. (p. 7-8)“

Massimo L. Salvadori 9
storico e politico italiano 1936
„Vi è oggi da domandarsi se nei sistemi che continuiamo a chiamare democratici non siano intervenuti mutamenti tali da richiedere l'elaborazione di nuove categorie atte a definirli. A tal fine occorre fare riferimento a tre tipi di sistemi [... ] Il primo è il sistema liberale in senso proprio, che [... ] è stato contraddistinto da un suffragio fortemente ristretto e dal fatto che le istituzioni parlamentari poggiavano su partiti di notabili i quali si attivavano soprattutto in occasione delle tornate elettorali. Il secondo è il sistema liberaldemocratico basato su un suffragio notevolmente allargato o universale, sulla competizione tra partiti [... ] a carattere di massa, divenuti i principali artefici tanto della formazione e dell'orientamento dell'opinione pubblica quanto dell'azione politica e dei processi parlamentari. Il terzo è il sistema liberaldemocratico di ultima evoluzione [... ] nel quale i partiti restano sì i principali soggetti della competizione elettorale [... ] ma la loro struttura risulta profondamente mutata, insieme con le tecniche attinenti all'organizzazione del rapporto con le rispettive basi di massa e alla formazione dell'opinione politica. (cap. IV, Le applicazioni del principio rappresentativo, pag. 20-21)“

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Carlo Botta 9
storico e politico italiano 1766 – 1837
„[Su Andreas Hofer] Non aveva Andrea alcuna qualità eminente, dico di quelle, alle quali il secolo va preso: bensì era un uomo di retta mente e di incorrotta virtù. Vissuto sempre nelle solitudini dei tirolesi monti ignorava il vizio e i suoi allettamenti. I parigini e i milanesi spiriti, anche i più eminenti, correvano alle lusinghe napoleoniche; povero albergator di montagna perseverava Hofer nell'innocente vita. Allignano in ordinario in questa sorte di uomini due doti molto notabili, l'amore di Dio e l'amore della Patria: l'uno e l'altro risplendevano in Andrea. Per questo la tirolese gente aveva posto in lui singolare benevolenza e venerazione. Non era in lui ambizione. Comandò richiesto non richiedente. Di natura temperatissima, non fu mai veduto, né nella guerra sdegnato, né nella pace increscioso, contento a servire o al principe o alla famiglia. Vide vincitori insolenti, vide pacifici tugurj, vide lo strazio e la strage dei suoi: né per questo cessò dall'indole sua moderata e uguale: terribile nella battaglia, mite contro i vinti, non mai sofferse che chi le guerriere sorti avevano dato in sua potestà, fosse messo a morte; anzi i feriti dava in cura alle tirolesi donne, che, e per sé, e per rispetto di Hofer gli accomodavano di ogni più ospitale servimento. Distruggeva Napoleone le patrie altrui, sdegnoso anche contro gli amici: difendeva Hofer la sua, dolce anche contro coloro che la chiamavano a distruzione e a morte. (citato in Massimo Viglione, Rivolte dimenticate: le insorgenze degli italiani dalle origini al 1815, Città Nuova, p. 115)“

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Giorgio Bocca 56
giornalista italiano 1920 – 2011
„Ogni sera alle 19 in punto, dallo scoppio della guerra, compare sugli schermi del Tg3 il corrispondente da New York, Lucio Manisco, in un gessato scuro che ricorda un po' l'Al Capone della notte di San Valentino e un po' un notabile della Dc partenopea quando sposa una figlia. Ha passato la giornata a spulciare sulla stampa americana tutto ciò che non va nel Golfo, alla Casa Bianca, al Pentagono e si vede che non sta più nel suo gessato per la soddisfazione di potergliela dire agli Stati Uniti d'America. Noi non sappiamo quali siano le cause, magari rispettabili e comprensibili di questo antiamericanismo che è diffuso fra i nostri corrispondenti da New York, forse un po' frustrati dal fatto che nessuno in America si accorge che ci sono, ma ci fa un po' ridere e un po' ci infastidisce per come si manifesta. Perché ogni sera alle 19 in punto Lucio Manisco, nel suo gessato scuro, con la sua bella voce baritonale spiega, più a Bush che a noi che lo ascoltiamo per un certo masochismo, perché e come deve perdere la guerra. [George H. W. Bush] Dia retta a lui, Lucio Manisco, che se ne intende. [... ] E poi ogni sera i bravi giornalisti del Tg3 devono dimostrarci che gli americani sono stupidi, incapaci, cattivi economicisti e imperialisti. (da L'espresso, 18 febbraio 1991)“


Giuseppe Giannini 3
medico e saggista italiano 1774 – 1818
„Il freddo è la causa rimota della gotta. S'egli lo è di altre morbose affezioni, ed in ispecie delle intermittenti, delle reumatiche, del tetano, noi abbiam veduto quali particolari circostanze determinino questo effetto sia relative alla intensità del freddo, sia alla predisposizione degli individui. Il freddo produce la gotta per la di lui azione annua e quasi perpetua sulle parti in cui risiede la malattia, e per la particolare struttura od ufficio di queste parti. [... ] La gotta sarà dunque malattia di quegli individui in cui il freddo avrà siffattamente agito sulle articolazioni degli arti da indurvi un grado notabile, e abituale, di atonia. Tuttavia, per la special natura di questa atonia, e pel modo con cui il freddo ha qui potuto produrla non sarà essa immediatamente e necessariamente seguita dalla gotta; e questa potrà tardare a svilupparsi. (pp. 272-273)“

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Vincenzo de' Paoli 22
sacerdote francese 1581 – 1660
„Bisogna che voi sappiate che cioè è piaciuto alla bontà di Dio dare una benedizione specialissima e niente affatto immaginabile, agli esercizi dei nostri ordinandi. È stata una tal grazia che tutti quelli che vi sono passati, o Ia maggior parte, menano una vita quale deve esser quella dei buoni e perfetti sacerdoti. Ve ne sono anche parecchi notabili per nascita e per altre qualità che Dio ha posto in loro, i quali vivono così regolati nelle proprie famiglie, come noi viviamo in casa nostra e sono altrettanto e, forse, anche più interiori di alcuni di noi, non vi fossi che io solo. Hanno tutto il loro tempo regolato, fanno l'orazione mentale, celebrano la santa messa, fanno l'esame di coscienza tutti i giorni come noi. Si dedicano a visitare gli ospedali e le prigioni, dove catechizzano, predicano, confessano e lo stesso fanno nei collegi con singolari benedizioni di Dio. Fra molti altri, ve ne sono dodici o quindici in Parigi, che vivono a questo modo e sono persone distinte per nascita, e ciò comincia ad esser conosciuto dal pubblico. Ora appunto, questi giorni passati, uno di essi parlando del metodo di vita che tenevano coloro che insieme con lui avevano avuto gli esercizi degli ordinandi, espose un suo pensiero di volersi cioè tutti unire a guisa di assemblea o di compagnia, il che è stato fatto con particolare soddisfazione di tutti gli altri. E lo scopo di detta assemblea è di attendere alla propria perfezione, di procurare che Dio non sia punto offeso, ma conosciuto e servito nelle loro famiglie e di cercare la sua gloria nelle persone di chiesa e fra i poveri; e tutto ciò sotto la direzione di una persona di qui dentro, dove essi devono adunarsi ogni otto giorni. E perché Dio ha benedetto i ritiri che parecchi curati della diocesi hanno fatto qui, questi signori desiderano far lo stesso ed hanno realmente cominciato. Abbiamo dunque motivo di sperare grandi beni da tutto questo, se piace a Nostro Signore benedire I'opera sua che raccomando particolarmente alle vostre preghiere. (A Francois Du Coudray, Roma, 13 giugno 1633, vol. I, p. 158)“

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