Frasi su nutrice

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Josif Aleksandrovič Brodskij 13
poeta russo naturalizzato statunitense 1940 – 1996
„Spogliati, se vuoi, dei cenci mandidi, | la vecchia nutrice non c'è più per vedere la tua cicatrice. | La donna che, dicono, ti aspettava | si è data a tutti e non la ritroverai.“

Rosario Gregorio 41
storico italiano 1753 – 1809
„In quest'isola si respira un'aria salutare, e più presto calda. Onde è così fruttifero, e ubertoso, e dolce il di lei terreno, che i Romani la chiamarono il grananio d'Italia, e la nutrice del Popolo Romano. E veramente essa abbonda di biade, frumenti, orzo, legumi, vino, olio, zafferano, seta, cotone, mela, cere, canape, lino, manna, limoni, e di molte altre cose che sono tanti capi di industria e commercio. Produce ancora assai saporita frutta, ed allignanvi piante straniere, purché diligentemente vi si coltivino. Similmente è abbondante nei nostri mari la pesca del corallo bianco, rosso e nero, dei tonni e del pesce spada, e di squisiti altri pesci. (I, p.15)“


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Jean Jacques Rousseau 66
filosofo, scrittore e musicista svizzero di lingua francese 1712 – 1778
„Un bambino che non sia svezzato prima del tempo o che sia svezzato solo per mezzo di alimenti vegetali, e la cui nutrice si cibi anch'ella di vegetali, credo che non possa mai essere soggetto ai vermi. (1994, p. 95)“

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Piero Bevilacqua 21
storico e saggista italiano 1944
„Quando uccidete anche la più piccola delle Creature il lamento della Grande Nutrice è lungo e corre per tutta la Terra, ma voi ormai non potete più udirlo. (Aquila: p. 35)“

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Teofilo Folengo 6
poeta italiano 1491 – 1544
„Speranza è la nutrice de' pensieri. (da Orlandino)“

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Victor Hugo 179
scrittore francese 1802 – 1885
„Lo spirito nutre, l'intelligenza vivifica. Tra la nutrice che allatta e il precettore che insegna vi è analogia. Talvolta, quest'ultimo è padre più del genitore stesso, come la nutrice è madre più della madre vera. (II, I, III, 2004, p. 102)“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„De l'Eneïda dico, la qual mamma | fummi, e fummi nutrice, poetando: | sanz'essa non fermai peso di dramma. (XXI, 97-99)“

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Publio Virgilio Marone 105
poeta romano -70 – -19 a.C.
„De l'Eneïda dico, la qual mamma | fummi, e fummi nutrice, poetando: | sanz'essa non fermai peso di dramma. (Dante Alighieri)“


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Giacomo Leopardi 181
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„Di questa età superba, | Che di vote speranze si nutrica, | Vaga di ciance, e di virtù nemica; | Stolta, che l'util chiede, | E inutile la vita | Quindi più sempre divenir non vede; | Maggior mi sento. (vv. 59-65)“

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Gian Giorgio Trissino 6
umanista italiano 1478 – 1550
„Coro: Che il non sapere il male,
nol fa minore, anzi il consiglio intrica
e benché allor non sturbi alcun diletto,
c'induce a caso tale,
che 'l soccorso impedisce e 'l mal nutrica:
sì come l'ozio arreca al fin fatica,
così simil diletto apporta noia. (p. 10)“

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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Occorrono educatori che siano essi stessi educati, spiriti superiori, nobili, provati tali in ogni momento, provati tali dalla parola e dal silenzio, culture diventate mature, dolci – non i dotti tangheri che il ginnasio e l'università offrono oggi alla gioventù come «superiori nutrici». (da Quel che manca ai tedeschi, 5, 1989)“

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Giambattista Giraldi Cinzio 26
letterato, poeta e drammaturgo italiano 1504 – 1574
„Nutrice: Onde si può ben dir, quel che ho già udito
e molti saggi dir, che sol felice
è chi unqua nel mondo mai non nasce,
o che subito nato, se ne more.
E così fugge, come dall'incendio
levato fosse, l'incostante sorte; (p. 130-131)“


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Gabriele D'annunzio 95
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938
„Non alla solitudine scrovegna, | o Padova, in quel bianco april felice | venni cercando l'arte beatrice | di Giotto che gli spiriti disegna; || né la maschia virtù d'Andrea Mantegna, | che la Lupa di bronzo ebbe a nutrice, | mi scosse; né la forza imperatrice | del Condottier che il santo luogo regna. || Ma nel tuo prato molle, ombrato d'olmi | e di marmi, che cinge la riviera | e le rondini rigano di strida, || tutti i pensieri miei furono colmi | d'amore e i sensi miei di primavera, | come in un lembo del giardin d'Armida. (da Padova, in Le città del silenzio, cap. II)“

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Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri 8
filantropa e scrittrice italiana 1826 – 1903
„E giacché feci parola della tenerezza piena di coteste nostre donne mi è caro dire un fatto avvenuto in giorni non lontani dal periodo di cui scrivo, periodo di rovina e di squallore del pio Luogo per mancanza di denaro fece sapere alle balie, che nutrivano fuori della Casa Santa i trovatelli, di non poterlo più rimunerare, lasciandole li bere di riportare i bambini al brefotrofio, a meno che non avessero voluto allevarli gratuitamente. Erano molte di queste nutrici popolane; e tutte risposero: «Siamo povere, ma non abbandoneremo le nostre creature La Vergine Santa ci aiuterà!» Care parole che sempre pi rivelano la carità napoletana di cui è così dolce cosa rintracciar dappertutto le confortanti manifestazioni. (p. 128)“

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Margherita di Valois 6
1553 – 1615
„Trovai il suo letto circondato da trenta o quaranta ugonotti che non conoscevo perché ero sposata solo da pochi giorni. Per tutta la notte parlarono dell'incidente accorso all'ammiraglio e decisero che all'alba sarebbero corsi dal sovrano a pretendere giustizia contro il Signore di Guisa e che, se non l'avessero ottenuta, si sarebbero fatti giustizia con le proprie mani. […] Avevo sempre nel cuore le lacrime di mia sorella e non potevo dormire per l'apprensione in cui mi aveva gettata senza che ne conoscessi il motivo. E così trascorsi la notte senza chiudere occhio. […] In attesa che il re Carlo si desti, mio marito all'improvviso decide di andare a chiedergli giustizia. Esce dalla stanza e con lui i gentiluomini del suo seguito. Io, vedendo che era ormai giorno, e ritenendo che il pericolo cui si riferiva mia sorella fosse passato, vinta dal sonno dissi alla nutrice: "Chiudi la porta, in modo che io possa dormire tranquillamente.“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„“Venendo subito al punto, che chiamo lingua volgare quella che i bambini apprendono da chi sta loro intorno dal momento che cominciano ad articolare i suoni; oppure per esser più brevi, la lingua volgare è quella che, senza bisogno di regole, impariamo imitando la nostra nutrice”. (da De vulgari eloquentia, Milano, Garzanti, 2009, pag. 3)“

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