Frasi su occhiata

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Bruce Lee 39
attore, artista marziale e filosofo statunitense 1940 – 1973
„Accertati di essere innamorato. – Non sono uno di quelli che non credono all'amore a prima vista, ma preferisco sempre dare una seconda occhiata.“

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Thomas Hardy 18
poeta e scrittore britannico 1840 – 1928
„C'è chi ritiene che, se esiste una via che porta al Meglio, questa richiede una bella occhiata al Peggio.“


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Cassandra Clare 111
scrittrice statunitense 1973
„"Mamma. Ho qualcosa da dirti. Sono un morto vivente. Ora, so che potresti avere dei preconcetti sui morti viventi. So che potresti non sentirti a tuo agio al'idea che sono un morto vivente. Ma sono qui per dirti che i morti viventi sono esattamente come me e te." – Rimase un attimo in silenzio. – Be', okay, forse più come me che come te. [... ] "La prima cosa che devi capire è che sono la stessa persona di sempre. Essere un morto vivente non è la cosa più importante di me. È solo una parte di quello che sono. La seconda cosa che dovresti sapere è che non è una scelta. Sono nato così." – Simon le lanciò un'occhiata di traverso al di sopra dell'opuscolo. – Pardon, rinato così.“

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David Foster Wallace 112
scrittore e saggista statunitense 1962 – 2008
„La persona che ha una così detta "depressione psicotica" e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette "per sfiducia" o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l'invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un'occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante. Qui la variabile è l'altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. Eppure nessuno di quelli in strada che guardano in su e urlano "No!" e "Aspetta!" riesce a capire il salto. Dovresti essere stato intrappolato anche tu e aver sentito le fiamme per capire davvero un terrore molto peggiore di quello della caduta.“

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Fëdor Dostoevskij 230
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881
„La cosa più antipatica, che saltava agli occhi alla prima occhiata in tutta quella marmaglia di giocatori di roulette, era l'ostentato rispetto per l'occupazione a cui si dedicavano, l'aspetto serio e perfino rispettabile che assumevano tutti coloro che circondavano i tavoli. (II; 1977, p. 16)“

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Achille Campanile 32
scrittore italiano 1899 – 1977
„Socrate si fece serio serio: «Io», cominciò «non so che una cosa sola...» «È un po' poco» osservò il professore, rabbuiandosi e scambiando occhiate espressive coi colleghi di commissione, «comunque diccela.» «So», proseguì Socrate con grande serenità, «di nulla sapere.» «È una bella nozione» disse tra i denti uno dei professori che assistevano. (Vita di Socrate)“

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Alessandro Manzoni 106
scrittore italiano 1785 – 1873
„Vista ch'ebbe la guida, – maledetto! – disse tra sé: – che tu m'abbia a venir sempre tra i piedi, quando meno ti vorrei! – Data poi un'occhiata in fretta a Renzo, disse, ancora tra sé: – non ti conosco; ma venedo con un tal cacciatore, o cane o lepre sarai: quando avrai detto due parole ti conoscerò. – Però, di queste riflessioni nulla trasparve sulla faccia dell'oste. (cap. XIV)“

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Colson Whitehead 1
scrittore statunitense 1969
„Un'occhiata nello specchio del bagno conferma che la decisione di migliorarsi presa ieri sera è il progetto accantonato di stamattina. (da Il colosso di New York)“


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Giancarlo De Cataldo 70
scrittore, drammaturgo e magistrato italiano 1956
„Primo: storia di pulle è. E gli uomini d'nore con le pulle non si devo mischiare; tranne che per ficcarisilli. Sgubbàricci picculi è cosa da infami. E noi non siamo infami, siamo persone oneste!– Ci puoi andare a letto, – tradusse il Maestro, intercettando l'occhiata interrogativa del Dandi, – ma non sfruttarle.– Secondo: – riprese il siciliano, – alle migne non si spara. E non perché non se lo meritano, perché cornuti e sbirri sono, e cornuti e sbirri restano, ma perché una migna morta porta più danno che una viva...– Non si spara ai poliziotti se non si hanno le spalle larghe e ben protette, – sintetizzò il Maestro.– Giusto! – proseguì zio Carlo. – È un cacamento di minchia di quelli allucinanti. Macari, è megghiu accattarisillo che astutarci a luce...– Potresti provare a corromperlo, piuttosto, – suggerì il Maestro. (p. 275)“

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Patrick O'Brian 35
scrittore, saggista e traduttore britannico 1914 – 2000
„Stephen si ritirò nella cabina, dove il comandante stava riposando, allungato sullo stipo sotto la vetrata, con un piede in un catino pieno d'acqua.
«Soffri, fratello?» domandò Maturin. «O questo fa parte dell'adorazione superstiziosa della marina per la pulizia?»
«Soffro, Stephen, ma moderatamente», rispose Jack. «Ricordi quando ho cercato di sbloccare con Dick Richardson il timone della Nutmeg? Hai presente l'agugliotto del timone?»
«L'agugliotto del timone. Ma certo, è costantemente nei miei pensieri, si può dire che non abbia altro in mente.»
«Be', vi ho battuto contro malamente e ho zoppicato per una settimana. E proprio adesso ho battuto la caviglia contro quel ferro laggiù, esattamente sullo stesso punto. Che urlo ho lanciato!»
«Non ne dubito. Vuoi che ti dia un'occhiata?» Stephen gli sollevò il piede, lo studiò, vi premette sopra le dita e, quando sentì Jack sussultare, disse: «È un minuscolo pezzetto del malleolus esterno che vuole uscire fuori».
«Che cos'è il malleolus esterno?»
«No, se tu mi opprimi con i tuoi agugliotti del timone, io posso fare altrettanto con i miei malleoli. Sta' fermo. […]»“

Riccardo Morbelli 23
scrittore, paroliere e umorista italiano 1907 – 1966
„A TAVOLA NON SI INVECCHIA
In questa mia escursione nel paese di Bengodi ho avuto compagne Madame Friandise e Mademoiselle Gourmandise, ospiti indispensabili a una mensa che si rispetti; giacché un uomo solo a tavola è l'essere più triste che si possa immaginare; mangia per placare la fame, come un selvaggio. Un uomo e una donna bella pensano ad altro (a meno che non siano sbarcati poco prima da un viaggio a Citera). Il numero perfetto a tavola è il tre. Si commentano i cibi, si gustano gli entremets, si centillinano i vini scambiando occhiate languide alle commensali. (p. 74-75)“

Antonio Manzini 9
attore, sceneggiatore e regista italiano 1964
„«Stavo pensando alle squadre di calcio.»
«E?»
«E allora, ci pensi. Guardi, per esempio, cosa fa una squadra di calcio per raggiungere migliori risultati?»
«Si allena?» azzardò Rocco.
«Non solo. Compra i giocatori. Stranieri. Ne conviene?»
«Sì. Vero, basta dare un'occhiata all'Inter».
«Appunto. Si forma la squadra con le eccellenze internazionali e si vincono coppe e scudetti. Mi dica se sbaglio.»
«Non sbaglia.»
«Bene, Schiavone. Ora trasferisca questo concetto al nostro paese».
Rocco incrociò le gambe. «Non la seguo».
«Faccia conto che per raggiungere risultati noi, l'Italia, ce ne andiamo in giro a comprare i giocatori migliori.»
«E no mi scusi, ma la Nazionale di calcio italiana deve essere formata tutta da giocatori italiani» obiettò Rocco.
«Non mi riferisco più al calcio. Il calcio è solo una metafora. Mi riferisco alla politica. Allora che farei? Si compra un bel primo ministro svedese, un Reinfeldt, poi all'economia ci mettiamo un tedesco, un Bruederle, poi alla cultura un francese, la Albanel, alla giustizia un danese, insomma! Pensi che squadra della Madonna! E finalmente 'sto paese la smetterà di essere il paese di pulcinella. Ha capito?»
La probabilità che il magistrato fosse affetto da una forma di patologia ciclotomatica si affacciò prepotente nella mente di Rocco Schiavone. «Chiaro e tondo. Una bella campagna acquisti» rispose, perchè dargli ragione era la strada migliore.
«Esatto!» e il magistrato mollò un pugno sul tavolo. «Esatto, Schiavone. Sarebbe bello, non trova?»
«Sì»
«Scherzo, è ovvio. Lei mica mi avrà preso sul serio, no?»
«Un pò sì».
«No. anche perchè non basta cambiare le teste di serie. qui c'è mezza classe politica da mandare al confino. Ma non si stia a preoccupare, sono solo un pò schifato da quello che vedo e leggo sui giornali ogni giorno. Mi stia bene e mi tenga informato.»“


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Fabio Volo 204
attore, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1972
„[... ] sai perché molti uomini non lo fanno? Perché il sesso orale fatto a una donna è una prova di coraggio. Non è come quando loro lo fanno a noi, perché il pisello è lì, grande o piccolo, fine o grosso, duro o non duro... è lì, lo vedi e sai cos'è. Il cazzo si vede, la patata no. È un luogo misterioso, cavernoso e buio, sconosciuto anche alle stesse donne. Fai conto che noi per guardarcelo ce lo prendiamo in mano, loro per dare un'occhiata hanno bisogno di uno specchio. (p. 116)“

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Mario Monicelli 32
regista italiano 1915 – 2010
„È stato l'attore più grande ma è soprattutto stato uno straordinario autore, l'artefice del suo personaggio con cui ha attraversato più di 50 anni di storia italiana. Da regista dico che era straordinariamente facile lavorare con Sordi proprio perché era un grandissimo; bastavano poche occhiate e ci si capiva sul tono da dare alla sua interpretazione e quindi al film. È stato un comico capace di contraddire tutte le regole del comico.“

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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„«Sono stufo di scappare» disse, stupito per la calma del proprio tono. «Stufo di vederti minacciare i miei amici. Non scapperò più.»
Anche Ba'alzamon aveva un cordone ombelicale: nero, molto più grosso del suo, così grande che avrebbe reso minuscolo il corpo umano e che invece era reso minuscolo da Ba'alzamon. Ogni pulsazione di quella vena nera consumava luce.
«Credi che faccia differenza, se scappi o ti fermi?» Le fiamme nella bocca di Ba'alzamon risero. Le facce nel focolare piansero all'ilarità del loro padrone. «Sei fuggito da me in molte occasioni, ma ogni volta ti raggiungo e ti costringo a ingoiare il tuo orgoglio condito di lacrime e di piagnistei. In molte occasioni ti sei fermato a combattere e poi, sconfitto, hai strisciato implorando pietà. Hai questa scelta, verme, e solo questa: mettiti in ginocchio ai miei piedi, servimi bene e ti darò potere sopra i troni; oppure diventa il burattino di Tar Valon e urla mentre vieni sgretolato nella polvere del tempo.»
Rand cambiò posizione, con un'occhiata al di là della porta, quasi a cercare una via di fuga. Che il Tenebroso lo pensasse pure. Al di là della porta c'era sempre il nero del nulla, diviso in due dal cavo lucente che partiva dal suo corpo. E c'era anche il cordone ombelicale di Ba'alzamon, così nero da risaltare nella tenebra come sulla neve. I due cordoni pulsavano fuori fase, uno al contrario dell'altro, e la luce resisteva a stento alle ondate di tenebra.
«Ci sono altre scelte» disse Rand. «La Ruota, non tu, tesse il Disegno. Sono sfuggito a tutte le trappole che hai predisposto per me. Sono sfuggito ai Fade e ai Trolloc e ai tuoi Amici delle Tenebre. Ti ho rintracciato qui e ho distrutto il tuo esercito. Non sei tu, a tessere il Disegno.» (Rand al'Thor e Ba'alazamon, capitolo 51)“

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Giovanni Giudici 8
poeta e giornalista italiano 1924 – 2011
„Metti in versi la vita, trascrivi | fedelmente, senza tacere | particolare alcuno, l'evidenza dei vivi. || Ma non dimenticare che vedere non è | sapere, né potere, bensì ridicolo | un altro voler essere che te. || Nel sotto e nel soprammondo s'allacciano | complicità di visceri, saettando occhiate | d'accordi. E gli astanti s'affacciano || al limbo delle intermedie balaustre: | applaudono, compiangono entrambi i sensi | del sublime – l'infame, l'illustre. || Inoltre metti in versi che morire | è possibile a tutti più che nascere | e in ogni caso l'essere è più del dire. (La vita in versi)“

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