Frasi su omino

Come è arrivato al top un essere che al massimo aveva posato come modello per l'omino che c'è sulla porta dei bagni?

Walter Fontana 105
umorista, sceneggiatore e scrittore italiano 1957

Io non fotografo io prendo. Prendo tutto ciò che c' è da prendere. L'omino, la signora, il cane, il bambino, anche le betoniere.


La mia carriera è come la Salerno-Reggio Calabria, irta di ostacoli, blocchi e deviazioni ed al posto del segnale di lavori in corso con l'omino spalatore, i contrassegni delle tre confederazioni sindacali. (Dalla Serata finale di Rock in June 2010 del 19 giugno 2010).

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Roberto Mattioli 97
conduttore televisivo e conduttore radiofonico italiano 1963

La maschera di Charlot tocca il massimo assoluto della spontanea capacità inventiva e, nello stesso momento, il minimo assoluto dell'impegno pre-determinato, cioè della finalità politica. Per questo ha toccato il cuore del mondo sulla ingiusta sorte dei diseredati e degli emarginati, ha contribuito ad imporre alle classi politiche il dovere di una nuova giustizia sociale con efficacia incomparabilmente maggiore di quella che possono avere conseguito, tutti insieme, tutti i film socialmente «impegnati» di tutta la storia del cinema. [... ] Tanto più autentica, credibile, efficace l'istanza sociale che scaturisce dall'omino: proprio perché non la pronuncia. (da Edav, gennaio 1978; citato in Gianfranco Gori, Alessandro Blasetti)

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Alessandro Blasetti 12
regista, sceneggiatore, montatore e attore italiano 1900 – 1987

Tra tutti coloro che compongono la nostra individualità, i più appariscenti non sono per noi i più essenziali. In me, quando la malattia avrà finito di gettarli uno dopo l'altro per terra, ne resteranno ancora due o tre che avranno la vita più forte degli altri, in particolare un certo filosofo che è felice soltanto quando scopre, fra due opere, fra due sensazioni, una parte comune. Ma l'ultimo di tutti, mi sono a volte chiesto se non dovrà essere il piccolo omino molto simile a un altro che l'ottico di Combray aveva esposto dietro alla sua vetrina per indicare il tempo che faceva e che, togliendosi il cappuccio non appena ci fosse il sole, lo rimetteva se stava per piovere. (1990, pp. 1633 sg.)

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Marcel Proust 229
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922

Ipocrita e arrogante, Enzo Biagi dà di cretino a chi studia il suo posto in palinsesto... Biagi è un mostro sacro degli affari suoi e un ipocrita. Dice che vuole continuare a fare il testimone del suo tempo, raccontando storie, e non il protagonista di un caso personale. Intanto però soffia sul fuoco, restringe ogni spazio di mediazione, punta al carisma del martire, e dà fiato alla tromba, anzi al trombone: mi cacciano, mi spostano dal 'miò orario, sono liberticidi. E arrogante: dice infatti Biagi che è un comportamento da 'cretinì spostare di una virgola o di un'ora il suo programmino su Rai1, e tratta con disprezzo e insopportabile sussiego il mite Fabrizio Del Noce. Questo mostro sacro degli affari suoi dovrebbe imparare a essere più parco di aggettivi, di contumelie, di isterismi politici. Quando gli hanno negato la cattedra epistolare di Indro Montanelli al 'Corriere della Sera', preferendogli Paolo Mieli che rompe meno le palle di uno il cui orizzonte sono le solite mille camere in cui guardava la Storia in cammino, lasciandosi a sua volta guardare da Lei, Biagi non ha dato di cretino a Ferruccio de Bortoli, direttore del giornale di via Solferino, e tanto meno a Cesare Romiti, il suo editore, quello che gli passa la mesata come succede a noi tutti e che mette i capitali per produrre e diffondere la tribuna dei suoi ricordi. Ha solo contrattato un altro posto in palinsesto, chiedendo che le sue coloriture strettamente personali, e strettamente provinciali, finissero la domenica in prima pagina. Con giubilo suo superiore a quello dei lettori, forse. Anche l'orario della sua rubrichina è tutt'altro che suo. È nostro, perché paghiamo. E di chi amministra la Rai per volontà del Parlamento (fatto surreale, perché la Rai andrebbe privatizzata e lì vedremmo se davvero un Murdoch lascerebbe per 41 anni al suo posto l'omino in bianco che lava più bianco). Oltre tutto quello spazio in palinsesto è di Berlusconi, come al solito e come tutto ormai in Italia, perché è sulla sua rete ammiraglia, Canale 5, che andò in onda prima del Fatto il programma d'informazione Radio Londra, in quello stesso identico orario, ma preceduto non dal primo telegiornale italiano bensì dal quiz Tra moglie e marito. Anche il segnale orario del rubrichista-martire, le cui opinioni sono come scrive Francesco Merlo 'indifferenti', è dunque copiato. Altro che suo. Biagi lo difendiamo e lo difenderemo se qualcuno lo vuole cacciare perché gli sta antipatico il governo, ma se si caccia da solo per cupidigia di eroismo, dopo 41 anni in cui di cupidigie se ne è levate tante, con tutti i regimi, allora sono affaracci suoi... È Biagi che si caccia da solo per biechi interessi di bottega" (da Il Foglio, 23 maggio 2002)

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Giuliano Ferrara 27
giornalista, conduttore televisivo e politico italiano 1952