Frasi, citazioni e aforismi su onta

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Giuseppe Mazzini 54
patriota, politico e filosofo italiano 1805 – 1872
„Volete voi, Operai Italiani, onorare davvero la memoria de' vostri Grandi e dar pace all'anima di Dante Allighieri? Verificate il concetto che lo affaticò nella sua vita terrestre. Fate UNA e potente e libera la vostra contrada. Spegnete fra voi tutte quelle meschinissime divisioni contro le quali Dante predicò tanto, che condannarono lui, l'uomo che più di tutti sentiva ed amava il vostro avvenire, alla sventura e all'esilio, e voi a una impotenza di secoli che ancor dura. Liberate le sepolture de' vostri Grandi, degli uomini che hanno messo una corona di gloria sulla vostra Patria, dall'onta d'essere calpeste dal piede d'un soldato straniero. E quando sarete fatti degni di Dante nell'amore e nell'odio — quando la terra vostra sarà vostra e non d'altri — quando l'anima di Dante potrà guardare in voi senza dolore e lieta di tutto il santo orgoglio Italiano — noi innalzeremo la statua del Poeta sulla maggiore altezza di Roma, e scriveremo sulla base: AL PROFETA DELLA NAZIONE ITALIANA GLI ITALIANI DEGNI DI LUI. (da Dante, in Scritti editi ed inediti, vol. XXIX, pp. 14-15)“


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Wilhelm Röpke 14
economista svizzero 1899 – 1966
„L'argomento primo della mia opposizione al socialismo è pertanto che, ad onta di tutta la sua fraseologia liberale, dà troppo poco all'uomo, alla sua libertà e alla sua personalità, e troppo alla società.“

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Pedro Calderón De La Barca 10
drammaturgo e religioso spagnolo 1600 – 1681
„Non chiamar vita quella che io t'ho dato: un uomo ben nato non vive, se vive sotto il peso di un oltraggio. Se sei venuto per vendicare un'onta, stando a quel che m'hai detto, io non ti ho potuto dare la vita che hai perso: una vita infame non è vita.“

Francesco Torti 4
critico letterario italiano 1763 – 1842
„Amico mio, seguitate la vostra fatica la quale ad onta della debolezza dell'argomento che vi siete proposto va a procacciarvi una luminosa riputazione; e s'egli è vero che le anime di Dante e dell'autore del Basville si siano toccate in tutte le loro parti, tenete per certo che la vostra entra per terza in questo contatto, e compisce il mistero d'una triade letteraria in un'anima sola. (p. 11)“

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Francesco Dall'Ongaro 15
poeta, drammaturgo e librettista italiano 1808 – 1873
„Giammai, signore è una parola snella: | Un dì la nota e l'altro la cancella. | E c'è un proverbio nel nostro idioma: | Tutte le vie ponno condurre a Roma. | E in onta al Chassepot che fa prodigi, | Tutte le vie conducono a Parigi. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 350)“

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Prosper Jolyot de Crébillon 6
poeta e drammaturgo francese 1674 – 1762
„Farasmane: Tutto oprai per piegarvi, e studiai tutti | I modi di piacervi, ed io finora | Più che da re, parlai da amante. Or dunque, | Poiché offeso, irritato ho da parlarvi | Qual conviensi ad un re. Donna, imparate | A temer quel ch'io posso, e quel ch'io sono; | E sappiate che i re non sono nati | A sostener tante ripulse. Ad onta | Dell'amor mio saprò sdegnarmi. Intendo | Donde in voi nasce, e come in voi s'accrebbe | Nova cagion di rifiutarmi. (Atto I, p. 15)“

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Alfred Rosenberg 7
politico e filosofo tedesco 1893 – 1946
„Il 30 gennaio 1933 passerà alla storia come il giorno che segna una svolta memorabile nell'evoluzione della Germania.
Dopo 14 anni di sacrificio e di travaglio indescrivibili, Adolf Hitler è oggi al posto che da lungo tempo gli spettava. Un sentimento di orgoglio incoercibile invade milioni di uomini le cui aspirazioni, lotte e sacrifici di tutti questi anni erano ispirati alla volontà di cancellare l'onta del 9 novembre, essi sapevano che la Germania non poteva perire in quest'onda, né la sua storia aver termine in questo modo.“


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Franco Mistrali 10
giornalista, romanziere e storico italiano 1833 – 1880
„Ora da Caprera sull'ala degli itali venti due grandi sventure ti mandano ricordanza di sé:
Roma e Venezia.
Roma, la eterna Solima delle genti latine: la madre di quel Scipione e di quel Cincinnato che il tuo genio ti fece parenti: Roma che dettò all'universo la ragione della civiltà: Roma che piange l'onta secolare di una corrotta teocrazia: Roma che ti ricorda sulle sue mura, più grande nella disfatta di quello che fosse mai capitano nella vittoria. (p. 8)“

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Vincenzo Cuoco 32
scrittore, giurista e politico italiano 1770 – 1823
„Mentre quasi tutta l'Europa-teneva Mack in conto di gran generale, io solo, io il primo, ho vendicato l'onor della mia nazione, ed ho asserito che le disgrazie da lui sofferte nelle sue campagne non eran stato effetto di fortuna quanto d'ignoranza. Fin dal 1800 io ho indicato il vizio fondamentale che vi era in tutte le leghe che si concertavano contro la Francia, e pel quale tutt'i tentativi de' collegati dovean sempre avere un esito infelice ad onta di tutte le vittorie che avessero potuto ottenere: e tutto ciò perché le vittorie consumano le forze al pari o poco meno delle disfatte, e le forze si perdono inutilmente se non prive di consiglio, o lo scopo è tale che non possa ottenersi. (dalla Prefazione alla seconda edizione, p. XI, 1820)“

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Manuel José Quintana 6
scrittore spagnolo 1772 – 1857
„Il pubblico accolse l'opera coll'applauso straordinario dovuto giustamente ad un merito, In allora singoiare in Spagna, e col rispetto che ispiravano il carattere e le doti dell'autore: oggi cessò l'applauso, ma la riverenza dura tuttavia, e quantunque, parlando a rigore, l' Araucana non sia un poema epico, e molto meno una storia, è e sarà, in onta delle mutazioni del gusto e dell'andar dei tempi, uno dei libri castigliani i più pregiabili, sia per le bellezze poetiche e di stile che contiene, sia pei nobili sentimenti dell'autore che ecciteranno sempre la simpatia d'ogni animo onesto e generoso. (p. 82-83)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Ecco perché i tiranni hanno paura. Possono ridurre all'ubbidienza milioni di uomini, ma non quell'uno che in sé ha ridotto in schiavitù la morte. Egli ristabilisce la dignità dell'uomo. Così muta il significato degli altari sacrificali lordi di sangue: l'onta e la profonazione sono servite soltanto ad accrescere lo splendore della verità.
Ecco l'incubo dei tiranni: che la loro vittima s'innalzi a una libertà ad essi inaccessibile, e che si dilegui, mentre essi delirando sognano di annientarla, in spazi nei quali tortura e supplizio non hanno più alcun potere. E l'incubo dei carnefici è questo: che la loro vittima riviva. Che ciò non sia mai: a questo mirano gli sforzi della scienza. (da Tre Ciottoli, p. 271)“


„Ad ogni modo, come opina anche il prof. Castelli, per quanto sia grande il pregiudizio dottrinale di Cecco, non vi è malignità di sorta o viltà di oltraggio; «anzi vi scorgiamo una forma dantesca di lealtà e di carattere».
Onde il pigliarsela tanto contro Cecco d'Ascoli per conto di Dante è un far torto ad ambedue e alla verità storica, e ha fatto anche torto a se stesso il principe dei nostri viventi letterati e poeti unendo la sua nota intemperante al triste coro d'onta e di spregio contro il tanto calunniato Ascolano, vittima d'immeritata sventura, per la libertà del pensiero, per lo spirito battagliero della critica contro gli errori di quelli che andavano per la maggiore, che ai prepotenti del trono e dell'altare non curvò mai la fronte, più coraggioso in ciò dello stesso Dante. Imperocché, secondo il Colocci anche Cecco era Ghibellino, e soleva dire che Dante se era acconcio co' frati, temendo il loro furore, perché in quelli tempi (parole notevoli in bocca di un prelato e segretario di un papa!) era cosa stupenda la iniquità dè frati contro li homini docti. (da Cecco d'Ascoli e la musa popolare, p. 44)“

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Vincenzo Monti 183
poeta italiano 1754 – 1828
„Perde il nome la Possanza, | che di barbari s'aita: | Vile è il trono, a cui sostegno | son quell'armi, ed onta il regno. (Canto I, p. 366)“

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Senofane 8
filosofo greco antico -570 – -475 a.C.
„Omero ed Esiodo hanno attribuito agli dei tutto ciò che per gli uomini è onta e biasimo: e rubare e fare adulterio e ingannarsi a vicenda.“

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Nikolaj Vasiljevič Gogol 67
scrittore e drammaturgo ucraino 1809 – 1852
„Cosí diranno molti lettori, e rimprovereranno l'autore d'inverosimiglianza, o daranno dell'imbecille ai poveri funzionari, giacché l'uomo è generoso di questa parola imbecille, e pronto a somministrarla venti volte al giorno al suo prossimo. È sufficiente, di dieci lati, averne uno un po' sciocco, per esser spacciato imbecille a onta dei nove buoni. Ai lettori riesce facile trinciar giudizi guardando dal loro angolo tranquillo, da una sommità da cui è tutta aperta la visuale su tutto quanto avviene in basso, dove l'uomo scorge soltanto gli oggetti vicini. Anche negli annali universali dell'umanità vi sono addirittura molti secoli, che, si direbbe, andrebbero cancellati e annullati, come superflui. Molti errori si sono compiuti a questo mondo, tali che, si direbbe, ora non li farebbe neppure un bambino. Che strade tortuose, cieche, anguste, impraticabili, lontane dal giusto orientamento, ha scelto l'umanità nel suo conato di pervenire alla verità eterna, mentre pure aveva innanzi tutta aperta la retta via, simile a quella che conduce alle splendide stanze, destinate all'imperatore in una reggia! Piú larga di tutte l'altre vie, piú fastosa era questa, rischiarata dal sole e illuminata tutta notte dai fuochi: ma fuori di essa, nella fitta oscurità, ha proceduto il flusso degli uomini. E quante volte, già guidati da un pensiero che scendeva dai cieli, essi hanno ancora saputo deviare e smarrirsi, hanno saputo nel pieno fulgore del giorno cacciarsi un'altra volta nei fondi impraticabili, hanno saputo un'altra volta spandersi l'un l'altro negli occhi una cieca nebbia, e vagando dietro ai fuochi fatui, hanno pur saputo spingersi fin sull'orlo dell'abisso, per poi, inorridendo, domandarsi l'un l'altro: – Dov'è l'uscita? dov'è la via? – Ora tutto appare chiaro alla generazione che passa, e si meraviglia degli errori, ride della semplicità dei suoi antenati, e non vede che un fuoco celeste irradia tutti questi annali, che grida da essi ogni lettera, e che di là, penetrante, un dito s'appunta proprio su essa, su essa, la generazione che passa. Ma ride la generazione che passa, e sicura di sé, orgogliosa, dà inizio a una nuova serie di errori, sui quali a loro volta rideranno i posteri. (I, 10; 1977, p. 210)“

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