Frasi su orazione

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Nino Taranto 1
attore italiano 1907 – 1986
„Amico mio questo non è un monologo, ma un dialogo perché sono certo che mi senti e mi rispondi. La tua voce è nel mio cuore, nel cuore di questa Napoli che è venuta a salutarti, a dirti grazie perché l'hai onorata. Perché non l'hai dimenticata mai, perché sei riuscito dal palcoscenico della tua vita a scrollarle di dosso quella cappa di malinconia che l'avvolge. Tu amico hai fatto sorridere la tua città, sei stato grande, le hai dato la gioia, la felicità, l'allegria di un'ora, di un giorno, tutte cose di cui Napoli ha tanto bisogno. I tuoi napoletani, il tuo pubblico è qui. Ha voluto che il suo Totò facesse a Napoli l'ultimo "esaurito" della sua carriera e tu, tu maestro del buonumore, questa volta ci stai facendo piangere tutti. Addio Totò, addio amico mio. Napoli, questa tua Napoli affranta dal dolore vuole farti sapere che sei stato uno dei suoi figli migliori e non ti scorderà mai. Addio amico mio, addio Totò. (dall'orazione funebre di Totò; citato in lastoriadinapoli. it; audio ascoltabile su YouTube)“

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Vincenzo de' Paoli 22
sacerdote francese 1581 – 1660
„Se lasciate l'orazione per assistere un povero, sappiate che far questo è servire Dio. La carità è superiore a tutte le regole, e tutto deve riferirsi ad essa.“


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Gabriele D'annunzio 95
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938
„O beati quelli che più hanno, perché più potranno dare, più potranno ardere (dal Per la grande Italia, orazioni e messaggi, Milano, 1915, p. 32)“

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Josemaría Escrivá de Balaguer 29
presbitero spagnolo 1902 – 1975
„Rischiano seriamente di smarrire la via coloro che si lanciano nell'azione — nell'attivismo — prescindendo dall'orazione, dallo spirito di sacrificio e dai mezzi indispensabili per ottenere una solida vita di pietà.“

Antonio Sicari 6
presbitero e teologo italiano 1943
„Dalle parole di Adrienne il mondo della preghiera è percorso in tutta la sua profondità e in tutta la sua estensione soprattutto là dove l'orazione di ognuno si versa nel tesoro ecclesiale e da questo stesso tesoro è sostenuta e assorbita. (p. 74)“

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Diodoro Siculo 16
storico siceliota -90 – -30 a.C.
„E l’orator Lisia, che allora trovavasi in Olimpia, si pose a predicare alla moltitudine, onde non fossero ammessi a prendere parte nella solennità de' giuochi sacri i teori mandati da un tiranno sì detestato per la sua empietà: nella quale occasione egli recitò in quella pubblica assemblea l’orazione, che intitolò olimpica. (XIV, 109; vol. IV pag. 323)“

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Rudolf Borchardt 10
scrittore tedesco 1877 – 1945
„L'Eneide è l'opera di un uomo dedicato alla morte ed è – secondo il simbolismo demonico di cui la storia si serve per illuminare tutto un complesso di rapporti – rimasta incompiuta, interrotta ad un passo dalla meta. È sorta nell'ultimo euforico barbaglio di una cultura vecchia di secoli a cui si è spezzato il cuore. Il suo sguardo estremo e illuminato nell'attimo in cui muore si volta intorno e in un momento magico rivive ancora una volta, l'ultima, tutto il passato mentre le porte del futuro già si spalancano e ne fiotta l'oro dell'eternità. (da Virgilio, orazione, pp. 99-100)“

„Cercare il raccoglimento all’inizio dell’orazione, significa allora imparare a evitare la «solitudine dei pensieri»: quei pensieri che ronzano incessantemente nella nostra testa e ci impediscono di ascoltare Dio. È necessario imparare a raccoglierli uno per uno e ad abbandonarli nelle sue mani, fossero anche pensieri per le nostre offese a Dio. Guardare a Cristo, piuttosto che rimanere soli nel fastidioso brontolio di quegli sciami che ronzano nella nostra testa, significa aver individuato la differenza tra Pietro e Giuda. Entrambi tradiscono Cristo. Anzi forse Pietro, che tradisce il Maestro per paura di una donnetta e non al cospetto di Caifa, lo fa in maniera più umiliante. Eppure Pietro diventa santo e invece Giuda si suicida. La differenza è molto semplice: Pietro quando si accorge del proprio peccato, non guarda sé stesso ma Cristo («E Pietro si ricordò della parola di Gesù che aveva detto “Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”» Mt 26, 75). Invece Giuda ha occhi solo per sé stesso, per il progetto della propria vita ormai andato perso, irrecuperabile («Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente», Mt 27, 4). Pietro si conosce nello sguardo di Cristo, Giuda si vede con i propri occhi. Il primo vede la propria grandezza: Cristo mi ama non perché io “lo meriti”, ma perché sì; e proprio quest’amore mi renderà amabile ai suoi occhi. Il secondo crede ormai di doversi arrangiare da solo. Di essere diventato grande. Adulto. Cioè orfano. (p. 23)“


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Platone 124
filosofo greco antico -427 – -347 a.C.
„Il sopraccelestiale luogo non lo inneggiò alcun de' poeti di qua mai, e mai non lo inneggerà degnamente. Ecco: e si ha a dir vero, parlando specialmente della verità. La verace essenza, che né colore ha, né figura, e non può essere toccata; che può esser contemplata solo dalla mente, reggitrice dell'anima; che è obbietto della verace scienza, ha questo luogo. (Socrate, seconda orazione: 1988, XXVII)“

Isabella Santacroce 164
scrittrice italiana 1970
„Il rapimento di secondo grado coincide con l’arrivo del cherubino. L’estasi di primo grado con l’afflizione inferta dai loro becchi circoncisi. Le orazioni sbocciano nella mente, le loro radici trovano terra nell’anima. La testa è una foresta scon- cia, la mia bava la rende lussureggiante.“

Carlo Antonio de Rosa 4
1638 – 1712
„Le opere da S. Tommaso composte sono tutte ridondanti di solida dottrina, avendosi riguardo singolarmente al tempo barbaro ed oscuro iu cui furono scritte e sembra incredibile che nel breve corso di anni 49 ne abbia tante composte, e di sì svariati argomenti. Dotato di un ingegno meraviglioso e divino, egli ebbe sempre in sommo conto il tempo, e poco dandone al cibo ed al riposo, tutto il rimanente concedeva all' orazione ed allo studio. (p. 24)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Ascoltatemi bene, o miei diletti scolari, | le dottrine, le politiche, la civiltà sgorgano tutte da voi, | statue, monumenti, tutte le cose in qualsiasi luogo iscritte trovano la concordanza in voi, | la sostanza delle storie e delle statistiche, risalendo nel passato quanto lo consentono i documenti, si trova in voi in questo momento, e così i miti e le leggende, | se in questo momento voi non respiraste e camminaste qui, dove sarebbero tutte? | I più famosi poemi sarebbero polvere, le orazioni e i drammi sarebbero un nulla. (4, p. 278)“


Michel de Certeau 9
gesuita e storico francese 1925 – 1986
„Le mani, anch'esse, dicono la preghiera. Fatte per l’aratro, la macchina da scrivere o la fresatrice, come potrebbero non continuare, nell'orazione, a legare l’uomo a ciò che lo circonda?“

Francesco di Paola 31
religioso italiano 1416 – 1506
„Chi spesso parla con Dio nell'orazione, sprezza il parlare co' Re della terra.“

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Andrea Scanzi 51
giornalista e scrittore italiano 1974
„Il concetto, fascista e meschino, che per dieci anni ha messo in scacco la comunicazione tennistica: la Obbligatorietà di tifare Federer. Per decreto regio, lo si doveva tifare. Perché? Perché Roger (sempre da pronunciare come un'orazione: "R-o-g-e-r") è classico, è marziale, è corretto (quando vince), non sposa le veline (è un pregio?), va a rete (seeeeh: 8 anni fa, forse), piaceva a David Foster Wallace ed è contrario all'occhio di falco (è contrario alla moviola per motivi asimoviani: in quanto robot, non accetta che in campo ce ne sia un altro. È gelosia tra microchip, non fatto etico).“

Temistio 1
filosofo greco antico 317 – 388
„A noi ora resta da fare non il conto dei caduti in guerra, ma il conto dei vivi; il nostro compito non è vincere, ma lascar andare liberi quelli che già da noi sono stati sconfitti. E' così che gli uomini si rivelano superiori ai loro simili: l'altro modo invece è quello degli orsi, dei cinghiali e dei leopardi. Quando cacciamo quelle bestie noi badiamo a preservarne la specie, e chi le stermina senza pietà è considerato un profanatore dell'arte della caccia. Noi dunque, che quando si tratta della conservazione dell'arte della specie abbiamo riguardo per gli animali più feroci, dai quali ci separa non l'Istro o il Reno, ma la natura stessa, e non permettiamo che si facciano scomparire gli elefanti dalla Libia, i leoni dalla Tessaglia e gli ippopotami dalle paludi intorno al Nilo, come possiamo non ammirare colui che, invece di sterminare, salva e protegge una popolazione sconfitta e umiliata di esseri umani che qualcuno chiama anche barbari, ma che sono pur sempre uomini? (da A Valente per il trattato di pace, Orazioni, X, 15; in Discorsi di Temistio)“

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