Frasi su orchestra

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Carlos Kleiber 2
direttore d'orchestra tedesco 1930 – 2004
„La musica? Il silenzio della musica. Quella grande pausa collocata subito prima dell'incipit strumentale della Quinta sinfonia di Beethoven. Carlos Kleiber è stato l'unico magico direttore d'orchestra che, in una lontana sera in "Santa Cecilia", è stato in grado di farmi sentire perfettamente questo momento di musica silente. (Carmelo Bene, da "Vita di Carmelo Bene", di Carmelo Bene e Giancarlo Dotto)“

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Domenico Modugno 26
cantautore, chitarrista e attore italiano 1928 – 1994
„Alla base della decisione ci fu una litigata con Rascel, che era il direttore artistico. Lui si era ritenuto offeso per le difficoltà incontrate dalla moglie nell'interpretazione di una canzone semplicissima che io avevo scritto per lei. I pettegolezzi del direttore d'orchestra, che si era dato da fare per riferire a me e Rascel le rispettive reazioni avevano acuito il contrasto, così io ritenni di non poter incominciare un'avventura che sarebbe dovuta durare due anni. (da un'intervista a Francesco Trisciani, pubblicata in Raro! n.° 20 del 1989)“


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Carlo Emilio Gadda 53
scrittore italiano 1893 – 1973
„Il flusso continuo dei taxi, sul viale maggiore, pareva la vana furia degli uomini, che ad ogni costo volesse arrivare a una fine. (Un'orchestra di 120 professori [parte ultima]: p. 190)“

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Jim Morrison 374
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Il rock sta morendo e tutti ritornano alle proprie radici. Qualcuno torna al country e qualcuno al blues delle origini. La musica della nuova generazione sarà una sintesi fra questi due elementi e un nuovo fattore, un qualcosa che potrebbe avere molto a che fare con l'elettronica, con i nastri, come un'estensione del sintetizzatore moog, una tastiera con la complessità e la ricchezza di un'intera orchestra. Riesco quasi a vederla: potrebbe essere una persona sola con un mucchio di macchine nastri e attrezzature elettroniche, che canta o parla e usa questi aggeggi.“

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Charles Bukowski 264
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„Presi la bottiglia e andai in camera mia. Mi spogliai, tenni le mutande e andai a letto. Era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scrittura, scultura, composizione, direzione d'orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d'azzardo, alcool, ozio, gelato di yogurt, Beethoven, Bach, Budda, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire. Era bello avere una scelta. Io l'avevo fatta da un pezzo, la mia scelta. Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia. I russi sapevano il fatto loro.“

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Nick Mason 16
batterista inglese 1944
„Non ho problemi ad ammettere che Atom Heart Mother è stato fatto molto in fretta, in quanto subito dopo dovevamo partire per la tournée americana... Il disco poteva essere migliorato dal punto di vista tecnico, ma l'effetto c'è, e questo è l'importante. In particolare la suite è stata realizzata affrettatamente. Molti si spaventarono a sentirci insieme a un coro e a un'orchestra – ma per noi si trattò di un'esperienza importante.“

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Stanisław Jerzy Lec 170
scrittore, poeta e aforista polacco 1909 – 1966
„Più d'uno agitando la frusta pensa di essere un direttore d'orchestra.“

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Björk 17
musicista, cantante e compositrice islandese 1965
„Ho trascorso dieci anni in quella fabbrica per orchestre sinfoniche. Poi a 15 anni ho piantato tutto e ho fondato un gruppo punk. La musica deve essere libertà, non schiavitù. I bambini devono essere lasciati liberi di comporre musica, così come disegnano. Solo così possono arrivare a comporre con la stessa facilità con cui imparano le lingue.“


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Stephen King 248
scrittore e sceneggiatore statunitense 1947
„[... ] Ma volevo che tu sapessi che ti penso, Sarah. Davvero, per me non c'è mai stata qualcun'altra e quella notte fu la nostra notte più bella [... ] e quella notte fu la nostra notte più bella, anche se a volte mi è difficile credere che vi sia mai stato un anno 1970 e le dimostrazioni nei campus e Nixon presidente. Senza calcolatori tascabili, senza videocassette, senza orchestre punk e rock. E altre volte mi sembra che quel tempo sia tutt'ora vicinissimo, da poterlo quasi toccare. Mi sembra che se potessi tenerti tra le braccia, o toccare la tua guancia, o la tua nuca, potrei portarti con me in un futuro diverso senza dolore o tenebre o scelte amare.
Bene, tutti facciamo quello che possiamo e dobbiamo accontentarci... e se non ci basta, dobbiamo rassegnarci. Spero soltanto che tu mi penserai nel modo migliore che ti riesce, Sarah cara. Con tutto il cuore e tutto il mio amore. Johnny."
Le si mozzò il respiro di colpo e restò con la schiena rigida e gli occhi sbarrati. "Johnny...?"
Era andato.
Si alzò, si girò e naturalmente non c'era nulla. Ma poteva vederlo, ritto lì accanto, le mani sprofondate nelle tasche, il caldo sorriso un po' obliquo sul volto più attraente che bello che si appoggiava snello e disinvolto ad una tomba o ad un pilastro dell'ingresso o forse contro un albero rosseggiante d'autunno. Bella roba, Sarah, annusi ancora quella dannata cocaina?
Niente intorno se non Johnny, lì vicino. Forse ovunque.
Tutti noi facciamo quello che possiamo e dobbiamo accontentarci... e se non ci basta, dobbiamo rassegnarci. Niente è perduto per sempre, Sarah. Niente che non possa esser ritrovato.
"Sempre il vecchio Johnny", sussurrò Sarah. Uscì dal cimitero e attraversò la strada. Indugiò un attimo, voltandosi a guardare. Il tiepido vento d'ottobre alitava robusto e grandi cortine di luce e d'ombra sembravano attraversare il mondo. Gli alberi frusciavano misteriosamente.
Sarah salì in macchina e si allontanò. (p. 458-460)“

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Uto Ughi 33
violinista italiano 1944
„In Austria, in Germania, far musica tra amici alla domenica è usanza molto diffusa. Da noi si va alla partita. Del resto in Germania ci sono 125 orchestre da noi 25.“

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Uto Ughi 33
violinista italiano 1944
„Il mio maestro era pianista, violinista, direttore d'orchestra e insegnante; chi riesce a ricoprire più ruoli ha una visione della musica più completa e più approfondita.“

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Hans Urs Von Balthasar 371
presbitero e teologo svizzero 1905 – 1988
„Una nota ancora sulla Johannesverlag, che venne fondata nel 1947 anzitutto per la pubblicazione delle opere di A. von Speyr [... ]. Dal 1950 cercammo di ampliare il programma raccogliendo [... ] scritti che si potevano aggiungere armonicamente al nostro pensiero teologico-spirituale. [... ] Da questa linea-guida l'editrice che è costantemente da ampliare non è finora receduta: essa cerca, sia con la presentazione di quanto è valido e assimilabile nell'immensa tradizione cristiana per il lettore odierno (perciò mediante abbreviazioni o traduzioni di brani scelti), come pure mediante la stampa di contemporanei a noi affini, di svegliare e approfondire il sensorio per l'universalità e la cattolicità della realtà cristiana. Naturalmente vi confluiscono diverse voci, non tutto ha fatto in egual modo buona prova, certe cose esaurite non si poteva o non si doveva pubblicarle di nuovo, ma l'orchestra variopinta poté sempre produrre una sinfonia unitaria. Da molti l'intenzione dell'editrice è stata chiaramente riconosciuta e adeguatamente anche apprezzata. (p. 74)“


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August Strindberg 38
scrittore e drammaturgo svedese 1849 – 1912
„Se potessimo inoltre rinunciare all'orchestra visibile con le sue luci che disturbano e le facce verso il pubblico; se la platea fosse sopraelevata in modo tale che l'occhio dello spettatore mettesse a fuoco più in su delle ginocchia delle interpreti; se potessimo eliminare i palchi di lato (di proscenio) coi loro pancioni che ridacchiano stupidi e le signore beone, se avessimo inoltre buio completo in sala per tutta la durata della rappresentazione e, primo ed ultimo, avessimo una piccola scena e una piccola sala, forse sorgerebbe una drammaturgia nuova e il teatro potrebbe, se non altro, ritornare ad essere un'istituzione in cui si divertono le persone istruite. In attesa di questo teatro, possiamo sempre scrivere opere da conservare nei cassetti, per il repertorio di domani. (1988, p. xxviii)“

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Carlo Emilio Gadda 53
scrittore italiano 1893 – 1973
„Insomma gli schidioni della cintura di castità erano ancora nel magazzino delle idee compossibili. O servivano ai rosticceri di via Larga, da infilarci dei polli. (fine di Un'orchestra di 120 professori [parte ultima]: p. 196)“

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Enrico Gabrielli 1
polistrumentista, compositore e attore italiano 1976
„Il lavoro più articolato e lungo, vuoi per complessità e contingenze di vita, è stato "Da a ad A" di Morgan [... ]. Molte cose Marco le rivedeva, in fondo è sempre stato lui a cambiare, tagliare, spostare le singoli parti nella griglia d'orchestra. Lo ha sempre fatto ad orecchio. Un orecchio formidabile. Però una parte della canzone "Da a ad A" e l'intera "Contro a me stesso" sono finite su disco come le avevo pensate in furgone. In ogni caso quando c'era da cambiare, potevamo anche passare 5 ore di notte su una scala cromatica di un oscuro terzo trombone.“

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Carlo Emilio Gadda 53
scrittore italiano 1893 – 1973
„Il Carlo, per quanto innamoratissimo glie la tirava lunga di settimana in settimana, di mese in mese: il talamo si perdeva nei regni infiniti del domani, proiettato verso un punto infinitamente al di là del dopodomani, infinitamente pallidamente remoto, come il bacio dell'asintoto alla sua curva.– (Un'orchestra di 120 professori [parte ultima]: p. 167)“

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