Frasi su orologiaio


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Dino Risi 77
regista italiano 1916 – 2008
„[Su Nino Manfredi] Lo chiamavo l'orologiaio: era pignolissimo nel suo lavoro, un cesellatore, per questo riusciva a dare risultati straordinari. (citato in Risi: "Era un 'orologiaio' pignolo come pochi altri", la Repubblica, 4 giugno 2004)“

„Certi medici sono simili agli orologiai. Questi ruinano gli orologi, quelli i temperamenti. (Giovanni, Atto II, p. 36)“


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Richard Dawkins 81
etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico 1941
„La selezione naturale è l'orologiaio cieco, cieco perché non vede dinanzi a sé, non pianifica conseguenze, non ha in vista alcun fine. Eppure, i risultati viventi della selezione naturale ci danno un'impressione molto efficace dell'esistenza di un disegno intenzionale di un maestro orologiaio; che alla base della complessità della natura vivente ci sia un disegno intenzionale, è però solo un'illusione.“

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Nino Frassica 47
attore, comico e personaggio televisivo italiano 1950
„Una volta a Taormina ho visto schierati Manfredi, Gassman, Sordi, Tognazzi e Monica Vitti. E ho capito dove Manfredi era superiore a tutti: negli occhi. Recitava con gli occhi dove altri si aiutano col viso o le parole. (citato in Risi: "Era un 'orologiaio' pignolo come pochi altri", la Repubblica, 4 giugno 2004)“

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Tullio Avoledo 22
scrittore italiano 1957
„[Rovedo] Aggiorna un foglio elettronico di Excel, con dati che pesca da un brogliaccio incasinato. Quando un dato non quadra (e accade spesso) lo lima delicatamente su una calcolatrice tascabile (l'equivalente bancario di una mola da orafo) e poi lo reinserisce nel meccanismo con lo sguardo soddisfatto di un orologiaio svizzero. (pag. 7)“

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Luigi Pirandello 136
drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per... 1867 – 1936
„IL SIGNOR LAVACCARA: (in condfidenza al giovane pedagogo). Ma quello lì, gliel'assicuro io, è un avvocato sì, ma assai più porco del mio porco che adesso si mangerà!
IL GIOVANE OPEDAGOGO: Non lo dica, signor Lavaccara! Un porco è un porco e basta; mentre, veda, quello lì – non voglio contraddirla – sarà magari un porco; ma porco e avvocato; e quell'altro, porco e notajo; e questo che viene ora, porco e orologiaio; e quest'altro, porco e farmacista. C'è una bella differenza, creda! (p. 123)“

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Emiliano Brancaccio 21
economista italiano 1971
„La possibilità che esistano uomini capaci di “muovere” il mercato è largamente riconosciuta nel dibattito accademico. Tuttavia occorre un chiarimento: ammettere che possano esistere trame e accordi in grado di condizionare i movimenti dei mercati finanziari e gli stessi destini dell’euro non fornisce alcun supporto all’idea che vi sia una sorta di “piano segreto” all’origine della crisi. Questa precisazione è doverosa, considerato il successo di cui oggigiorno gode quella strana miscela di ipotesi fantasiose e di populismo ingenuo che va sotto il nome di “cospirazionismo”. L’errore fondamentale dei cospirazionisti verte sul fatto che essi concepiscono la Storia come una pianificata sequenza di complotti orditi da singoli o da gruppi, con tanto di nomi e cognomi, provenienze, affinità elettive e talvolta persino etnie e preferenze sessuali. Per questi pedestri interpreti del nostro tempo, il corso degli eventi seguirebbe un unico filo rosso che va dal Protocollo dei Savi di Sion alla Trilaterale, naturalmente passando per l’immancabile gruppo Bilderberg. Al di là delle invenzioni, delle imprecisioni e del razzismo strisciante che spesso caratterizza tali chiavi di lettura, il loro limite di fondo è che esse sono assolutamente banali. La meccanica del potere, infatti, è in ultima istanza sempre riconducibile a trame, accordi, coalizioni e a “movimenti di truppe”. Tuttavia, occorre comprendere che le azioni individuali o di gruppo che possono dirsi vincenti, che cioè realmente incidono sul processo storico, sono soltanto quelle che si muovono lungo il solco tracciato da forze gigantesche di tipo impersonale. La lezione di Althusser è in tal senso più che mai attuale: il movimento della storia dovrebbe in generale esser considerato “un processo senza soggetto”, che sceglie i suoi protagonisti solo tra coloro che riescono ad assecondarne il corso e magari ad intercettare i suoi snodi, le sue congiunture, le sue contraddizioni interne, prima e meglio di altri. La speculazione può fungere in tal senso da amplificatore dell’instabilità, da potente acceleratore della crisi, ma per avere successo deve sempre muoversi in simbiosi con le forze del processo storico. Attribuire dunque ai commensali di Manhattan il ruolo di “grandi orologiai” è al tempo stesso scontato e fuorviante, e non ci fa compiere un passo verso la comprensione delle determinanti della crisi europea. Piuttosto, occorre capire quali siano le soverchianti forze impersonali che possono rendere vincente la scommessa degli speculatori contro l’euro. A tale scopo, bisognerà comprendere perché, date le sue caratteristiche originarie, l’Unione monetaria europea è sempre stata esposta al rischio che forze centrifughe potentissime la facessero a un certo punto esplodere. (dal capitolo Banalità del cospirazionismo)“

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Amos Oz 37
scrittore e saggista israeliano 1939
„E' sempre all’opera un male preciso e profondo, un male impersonale senza causa né scopo, eccetto un freddo desiderio di morte, che continua a smontare ogni cosa con le sue dita da orologiaio. (libro Conoscere una donna)“


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Voltaire 150
filosofo, drammaturgo, storico, scrittore, poeta, aforis... 1694 – 1778
„L'universo mi mette in imbarazzo e non posso pensare che questo orologio non abbia il suo orologiaio.“

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Dino Risi 77
regista italiano 1916 – 2008
„Lo chiamavo l'orologiaio: era pignolissimo nel suo lavoro, un cesellatore, per questo riusciva a dare risultati straordinari. (citato in [http://www. repubblica. it/2003/g/sezioni/spettacoli_e_cultura/manfredi/ninoreaz/ninoreaz. html Risi: "Era un 'orologiaio' pignolo come pochi altri"], la Repubblica, 4 giugno 2004)“

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Primo Levi 132
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Perché ognuno è l'ebreo di qualcuno, perché i polacchi sono gli ebrei dei tedeschi e dei russi. Perché Edek è un uomo mite che ha imparato a combattere; ha scelto come me ed è mio fratello, anche se lui è polacco e ha studiato, e io sono un russo di villaggio e un orologiaio ebreo. (in Opere, a cura di Marco Belpoliti, Einaudi, Torino, 1997, vol. II, p. 427)“