Frasi su orto

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Ennio Flaiano 174
scrittore italiano 1910 – 1972
„Si chiamava Libertà. Un giorno scese per strada e prese a interrogare la gente che incontrava. Le risposte che ebbe furono di questo genere: «Fatevi i fatti vostri. – Non te ne incaricare. – Impicciati per te. – Lascia perdere. – Chi te lo fa fare? – Te l'ha ordinato il medico? – Ti pagano per questo? – Sei stanca di campare? – Ti puzza di vivere? – Attacca l'asino dove vuole il padrone. – Non fare la stupida. – Non ti mettere nei guai. – Gli stracci vanno per aria. – Passata la festa gabbato il santo. – L'oro non si macchia. – Sta' coi frati e zappa l'orto».
Libertà disse: «Questa gente è molto saggia, non ha bisogno di me». Infatti cominciò a uscire meno e un giorno annunciò che se ne andava. Ai giornalisti che l'assediavano per conoscere i motivi della sua decisione rispose in modo alquanto enigmatico. Disse sorridendo: «La libertà va tenuta in continua riparazione». (p. 170)“

Ignacio Larrañaga 3
1928 – 2013
„L'invidia, amara e gialla, è l'erba più rigogliosa dell'orto umano.(da Dalla sofferenza alla pace. Verso una liberazione interiore, Edizioni Paoline, 1987)“


Luigi Meneghello 19
partigiano, accademico e scrittore italiano 1922 – 2007
„La casa ha amplissimi granai, quasi un'altra casa lassù, ventosa e luminosa, cogli alti soffitti sbilenchi. Queste sfere sopramondane hanno più importanza che non si possa dire: si dovrebbe trascrivere tutto in chiave neo-platonica. Era come la Sacrestia nuova di San Lorenzo a Firenze: c'era la zona intermedia delle cose terrene, camere, cucine, cortili; in basso quella oscura dell'Ade a cui davano adito la scala della cantina, la casetta della benzina in orto, e le altre aperture da cui s'udivano gorgogli di cose liquide, sotterranee. Qui in alto c'era la sfera nitida, spaziosa, aperta e nuda dei granai, il mondo scorporato dove emigrano le idee dei giocattoli rotti, degli oggetti spenti; il mondo delle essenze che l'artista ha cercato di riprodurre in pietra serena a San Lorenzo. (cap. 12, p. 88)“

Fleur Jaeggy 5
scrittrice svizzera 1940
„Palermo mi piace moltissimo. È una città splendida... gli alberi... Hanno anche un orto botanico che ho visto anni fa, meraviglioso. Ho visto un paio di volte la sala di Serpotta. Lo trovo magnifico. Queste statue sono di una tale eleganza! Sono tra le donne più belle del mondo, si potrebbe dire. Son bellissime.“

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Isabella Ragonese 15
attrice italiana 1981
„Io dico sempre che Palermo è come una donna bella che non sa abbigliarsi, non è mai in ghingheri, prova ne è che non sa mostrare il suo mare, ma alla fine è sempre una sorpresa. È una città che fa venire voglia di scoprirla. È come i grandi amori: ti manca quando sei lontana e ti soffoca quando ci vivi. E allora quando sono lontana mi manca l'emozione dello Spasimo, i mercati, l'Orto botanico, dove ogni tanto andavo a studiare, via Archirafi, e poi i luoghi della mia infanzia: via Pipitone Federico, dove abitava mia nonna, e quindi la chiesa San Michele e il bar omonimo, dove andavamo a comprare i pasticcini.“

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Ōtomo no Yakamochi 3
poeta e politico giapponese 718 – 785
„Primaverile, | di folti l'orto odora | fiori di pesco – | una fanciulla sosta | nell'ombra rosea dolce. (Marzo 750)“

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Biagio Marin 11
poeta italiano 1891 – 1985
„Dal fondo de la terra colda, tanta luse in alto; | ma quela luse vien da quel profondo | e la se spande in svolo nel sol biondo | drento 'l seren, d'un bel color cobalto. (Qui gera l'orto de l'antica brama, p. 26)“

Corrado Govoni 9
poeta italiano 1884 – 1965
„Espansione di rose dentro l'orto | dell'antico convento delle suore, | di belle rose con la borracina.“


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Theodore Roosevelt 10
26º presidente degli Stati Uniti d'America 1858 – 1919
„Il lupo è un lottatore feroce. Può decimare un branco di segugi attraverso i rapidi morsi delle sue fauci, senza intanto subire ferite. Nemmeno i comuni cani grossi, apparentemente allevati per la lotta, sono in grado di abbatterlo senza addestramento speciale. So di un lupo che ha ucciso con un solo morso un bulldog che l'aveva avventato, e di un altro che, dopo essersi infiltrato nell'orto d'una fattoria in Montana, uccise rapidamente in successione i due grossi mastini che lo attaccarono. L'immensa agilità e ferocia di questa bestia selvaggia, il terribile morso delle sue fauci zannute, e la vita dura che passa, gli sono di grande vantaggio contro i cani, più grassi, dai denti più piccoli, e dalla pelle morbida, sebbene siano nominamente delle razze selezionate per il combattimento. Considerando il modo in cui i tornei del sollevamento dei pesi sono organizzati oggi, questo è solo naturale, siccome non c'è motivo di produrre cani da combattimento degni quando i premi sono distribuiti a base di punti tecnici che sono totalmente non pertinenti all'utilità del cane. Un mastino o un bulldog che ha vinto premi potrebbe essere quasi inutile per gli scopi per cui la sua razza è stata sviluppata. Se ben addestrato o di taglia sufficentemente grossa, un mastino potrebbe avere la meglio contro un lupo del Texas giovane o nano, ma non ho mai visto un cane di questa categoria che giudicherei un degno avversario per uno dei grossi lupi del Montana occidentale. Anche se il cane fosse il più pesante dei due, i suoi denti e artigli sarebbero molto più piccoli, e la sua pelle meno dura.“

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Arturo Onofri 2
poeta e scrittore italiano 1885 – 1928
„Anima, troppo vento oggi soffia per uscire. | In casa resteremo con le finestre serrate | ascoltando attenti il vento nelle gole muggire. | Non esser triste. Pensa che manca poco all'estate. || E allora tutto il giorno avremo calma e sole, | e sempre potremo uscire; e andremo a veder bruciare, | appena che il sole raggiorni, sui monti le carbonare, | e a mezzogiorno, tornando, faremo, pei boschi, giaggioli. || Tu sai che nostra madre molto ama i fiori del desco. | Vedrai che felicità! Anima, non ti pervade | la pace di quei tramonti, che per godere il fresco | s'esce a coglier bluastri sugli orli delle strade? || Pensa qual gioia, d'agosto, in certi crepuscoli rossi, | sentirsi l'ombra salire su su, fino ai ginocchi! | E in quelle notti tranquille e nitide come i tuoi occhi, | Anima, non ti ricordi come brillava di casti || inviti lontani la Terra, nei fuochi delle sue stoppie? | Ora non essere triste. Osserva attraverso i vetri | delle piccole finestre della casa di campagna | il vento che pèttina gli alberi con le sue mille dita. || Guarda! Nell'orto l'erbe più esili, in mezzo al tormento, | vibrano in un palpitìo simile a quello dei campi | nei mezzogiorni d'estate. Anima, andiamo nel vento! | Pensa che i miei capelli, anch'essi così vibreranno. || Vieni via; non temere! non questo è l'urlo dei lupi. | A capo scoperto andremo, lì presso: tra quelle rupi. | E all'Ave Maria, tornando, io ti darò conforto. | Ma oggi non voglio che canti. Se mai, con la vanga, l'orto. (da Canti delle oasi, I)“

„Qui, nel cuore delle Cevenne, dove scrivo, ogni giorno il mio stupore e la mia gratitudine nei confronti della natura si rinnovano. Quando la giornata che si apre promette un tempo caldo e il sole affila i suoi dardi, tutto è preda dell'immobilità. Gli alberi, le montagne blu, le rocce, il paesaggio, il cielo, l'orto che si estende sotto la mia terrazza, tutto è pietrificato da un sonno profondo. Io sono intensamente felice di poter ascoltare i richiami dei rapaci e degli uccelli notturni, a volte così strani e simili alla voce umana. Sono onorato di averli come vicini, contento di dividere il nostro biotopo selvatico con loro e con le altre creature silenziose che popolano con discrezione i boschi di querce attorno alla casa. (p. 77)“

Corrado Govoni 9
poeta italiano 1884 – 1965
„In un collegio lungo un corridoio | dei vetri si figurano di guance. | L'Ottobre con le logore bilance | viene per l'orto come un spogliatoio. (Acquatina autunnale)“


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Papa Francesco 179
266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936
„Uscire da sé stessi è uscire anche dal recinto dell'orto dei propri convincimenti considerati inamovibili se questi rischiano di diventare un ostacolo, se chiudono l'orizzonte che è di Dio.“

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Giovanni Berchet 14
poeta italiano 1783 – 1851
„Non la siepe che l'orto v'impruna | E il confin dell'Italia, o ringhiosi; | Sono i monti il suo lembo; gli esosi | Son le torme che vengon di là. (p. III)“

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Fabio Tombari 20
scrittore italiano 1899 – 1989
„Si diceva che nell'orto avessero un albero amaro. Era un mandorlo che a febbraio recinto com'era e difeso dai venti – anche lui di clausura – così chiuso e celato, era il primo a fiorire. Fioriva una luna avanti, si diceva. Quando fuori gli alberi erano grigi, rosi dal mare, al freddo, alle bufere, lui, protetto com'era, si copriva di fiori. Era la terra che saliva a fiorire, quella nera terra di morti; dal profondo dov'era, umida, scura, saliva incontro alla luce. Candida rosea. Ma faceva mandorle amare. (La zuppiera dei nonni)“

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Sergej Aleksandrovič Esenin 65
poeta russo 1895 – 1925
„Eccola, questa sciocca felicità | con le sue finestre bianche spalancate sull'orto! | Sopra lo stagno, uguale a un cigno purpureo, | naviga silenzioso il tramonto. | Salve, mia pozzanghera d'oro, | e voi betulle capovolte nell'acqua! (da Eccola, questa sciocca felicità)“

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