Frasi su ovazione

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Nichi Vendola 53
politico italiano 1958
„Mi sono presentato alla proiezione di Mine vaganti, il film del mio amico Ferzan Özpetek, e ho ricevuto una vera e propria ovazione. Un pubblico misto, non certamente solo omosessuali. Italiani anche di seconda e terza generazione. Ridevano alle mie battute sull'Italia. Erano a conoscenza pure della video lettera che avevo scritto a Berlusconi.“

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Francesco Cossiga 54
8º Presidente della Repubblica Italiana 1928 – 2010
„Devo confessare che su questo campo speravo di più dalla marcia di oltre cinque milioni di persone, senza contare i cani e i gatti al seguito. Cinque milioni di persone! Pensate che ormai la fila delle persone arrivava a Firenze, una marcia non su Roma, questa volta, ma in Roma e nell'oceanica adunata del Circo Massimo, che – io ero un ragazzo ed ero in Germania – ricorda le bellissime manifestazioni a Norimberga di Adolfo Hitler. Perché tutti i totalitarismi sono uguali e sempre così si comincia. Speravo invano che i marcianti dessero fuoco a qualche macchina, come ai bei tempi, spaccassero qualche vetrina, scandissero lo slogan... Sì, certo! Quello che ho fatto io con l'aiuto e il consenso del Partito Comunista, che in quest'Aula ha votato all'unanimità la mozione dell'ordine del giorno a mio favore! Ma erano i tempi di Berlinguer, non di Walter Veltroni! Erano i tempi di Natta, non di Franco Marini! Era il tempo del glorioso Partito Comunista! [... ] Quando ho fatto picchiare a sangue gli universitari che hanno cacciato via Lama, il Gruppo del Partito Comunista alla Camera, in piedi, mi ha tributato un'ovazione! Si vada a leggere... se lo vada a leggere! Se lo vada a leggere! Se lo vada a leggere! Il Gruppo del PCI in piedi mi ha tributato un unanime applauso!“


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Emil Cioran 518
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„Camminare in una foresta tra due siepi di felci trasfigurate dall'autunno, ecco un trionfo. Che cosa sono al confronto suffragi e ovazioni?“

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Gérard Calvet 22
1927 – 2008
„Come non vedere in questa grande opera della creazione così nuova e armoniosa, una lode naturale, un canto, un'ovazione, per non dire un'immensa liturgia cosmica? (p. 13)“

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David Foster Wallace 112
scrittore e saggista statunitense 1962 – 2008
„Signori, benvenuti nel mondo della realtà: non c'è pubblico. Nessuno che applauda, che ammiri. Nessuno che vi veda. Capite? Ecco la verità: il vero eroismo non riceve ovazioni, non intrattiene nessuno. Nessuno fa la fila per vederlo. Nessuno se ne interessa. (p. 299)“

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Roger Federer 351
tennista svizzero 1981
„Io sapevo solo che impatto, velocità, colpo e tutto erano perfetti, che mi era proprio piaciuto quando la palla si era allontanata e che l'avevo colpita bassa, dandole ancor più forza. Ma non ho fatto in tempo a vedere esattamente dov'era finita, la risposta me l'ha data la gente. Quando mi sono girato, ero io il primo che non riusciva a credere che il colpo era finito nell'angolo. E l'ovazione è stata fantastica: la gente è impazzita, come me. [fonte 43]“

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Augusto 8
primo imperatore romano antico -63 – 14 d.C.
„All'età di diciannove anni per mia sola deliberazione ed a mie spese formai un esercito con il quale restituii la libertà alla repubblica dominata e oppressa da una fazione. Per questo il senato con decreti mi accolse nell'ordine suo attribuendomi il diritto di esprimere fra i consolari la mia sentenza e mi conferì il comando militare; e ordinò che io provvedessi, in qualità di pretore, insieme con i consoli, affinché lo stato non patisse danno. Il popolo in quell'anno medesimo mi fece console, essendo in guerra entrambi i consoli caduti, e triumviro con l'incarico di riordinare la repubblica.
Quelli che il mio padre trucidarono mandai in esilio punendo il loro delitto con procedimenti legali; e movendo poi essi guerra alla repubblica li vinsi due volte in battaglia. Guerre per terra e per mare civili ed esterne in tutto il mondo combattei spesso; e vincitore lasciai in vita tutti quei cittadini che implorarono grazia. Quasi cinquecentomila cittadini romani in armi sotto le mie insegne; dei quali più di trecentomila inviai in colonie o rimandai nei loro municipi, compiuto il servizio militare; e a essi tutti assegnai terre o donai denaro in premio del servizio.
Due volte ricevette l'onore trionfale dell'ovazione e tre curili trionfi celebrai; e fui ventuno volte acclamato imperator, pur decretando altri numerosi trionfi a me il senato, ai quali tutti io rinunziai. [... ] Triumviro per riordinare lo stato fui per dieci anni continui. Princeps senatus fui fino al giorno in cui scrissi queste memorie per anni quaranta. E fui pontefice massimo, augure, quidecemviro alle sacre cerimonie, settemviro degli epuloni, fratello arvale, sodale Tizio, feziale. [... ] Nel mio sesto e settimo consolato, dopo di aver estinto l'avvampare delle guerre civili, avendo io per consenso universale assunto il potere supremo, trasferii dalla mia persona al senato e al popolo romano il governo della repubblica. Per questo mio atto, in segno di riconoscenza, mi fu dato il titolo di Augusto per deliberazione del senato. Dopo di allora tutti sovrastai per autorità, ma potere non ebbi più ampio di quelli che in ogni magistratura mi furono colleghi. (da Res gestae divi Augusti)“

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