Frasi su ozio

Il manifesto del pigro

1. La religione dell'industria ha trasformato gli esseri umani in robot del lavoro.
2. Gioia e saggezza sono stati rimpiazzati da lavoro e preoccupazione.
3. Dobbiamo diffondere il nostro diritto di essere pigri.
4. Il lavoro ci ruba il tempo.
5. Produttività e Progresso hanno generato ansia e disagio.
6. La carriera è un fantasma.
7. Il denaro è una costruzione mentale.
8. Possiamo crearci il paradiso.
9. Non c'è nulla che deve essere fatto per forza.
10. Sii buono con te stesso.
11. Resta a letto.
12. L'inazione è la fonte della creazione.
13. Arte, persone, vita.
14. Pane, pancetta, birra.
15. Non legarti a niente.
16. Prima vivere poi lavorare.
17. Non sapere niente.
18. Il tempo non è denaro.
19. Smetti di spendere.
20. Lascia il lavoro.
21. Studia l'arte di vivere.
22. Chi vive piano muore vecchio.
23. Non fare niente.
24. Sii pigro! (libro L'ozio come stile di vita)

Tom Hodgkinson 30
scrittore britannico 1968

Né c'è legge che possa assicurare la pace ad uno Stato i cui cittadini si credono in dovere di dilapidare ogni sostanza in spese pazze, e stimando quasi un obbligo l'ozio, interrotto solamente da banchetti, libagioni e piaceri d'amore. È evidente che tali città siano coinvolte in una continua sequela di tirannidi, oligarchie, democrazie, i cui capi non vorranno neppure sentir parlare di una costituzione giusta ed equilibrata.

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Platone 151
filosofo greco antico -427 – -347 a.C.

Presi la bottiglia e andai in camera mia. Mi spogliai, tenni le mutande e andai a letto. Era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scrittura, scultura, composizione, direzione d'orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d'azzardo, alcool, ozio, gelato di yogurt, Beethoven, Bach, Budda, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire. Era bello avere una scelta. Io l'avevo fatta da un pezzo, la mia scelta. Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia. I russi sapevano il fatto loro.

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Charles Bukowski 280
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994

Servi, operai e perfino contadini, cittadini insomma di tutte le classi, manifestano gusti stravaganti nel cibo e nel vestire. Pensate a quanti bordelli ci siano, inclusi quelli che si celano dietro le insegne di taverne e birrerie, e a quale spreco di denaro conducano i giochi d'azzardo, i dadi, le carte, le bocce, il tennis, gli anelli e così via. Non è anche questo un incentivo a rubare? Liberatevi dunque da questi mali rovinosi e ordinate che i centri rurali vengano ricostruiti da chi li distrusse, o siano comunque affidati a gente che voglia riattivarli. Impedite che la corsa dei ricchi all'accaparramento possa continuare, ponete fine a questo loro privilegio. Riscattate la gente dall'ozio rilaciando l'agricoltura e riformando il mercato della lana. Date agli sfaccendati qualcosa di utile da fare. La miseria rende ladri, e quelli che per ora sono soltanto dei disoccupati saranno presto anche ladri. È inutile, se non sradicate tali mali, punire i ladri ricorrendo a una giustizia più eclatante che giusta o efficace. In definitiva, voi lasciate che crescano fin da ragazzi in condizioni tali da essere fatalmente destinati ad una vita criminale, poi li punite. In altre parole, punite quei ladri che voi stessi avete creato. (da Utopia, I, p. 31-32)

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Tommaso Moro 40
umanista, scrittore e politico inglese 1478 – 1535

La morte sopravverrà a metterci in riposo, a toglierci dalle mani il compito a cui attendevamo; ma essa non può fare altro che così interromperci, come noi non possiamo fare altro che lasciarci interrompere, perché in ozio stupido essa non ci può trovare. (da Quaderni della critica; citato in Giovanni Casoli, Novecento letterario italiano ed europeo: autori e testi scelti, vol. 1, Città Nuova, 2002, [https://books. google. it/books? id=pZW2cd1Te-AC&pg=PA120 p. 120])

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Benedetto Croce 115
filosofo, storico e politico italiano 1866 – 1952

Chi vive nell'ozio senza il conforto delle belle lettere, è come morto, è un sepolto vivo. (82, 3)

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Lucio Anneo Seneca 174
filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano -4 – 65 d.C.

... il sole, meno propizio ai sognatori, sfuma le ore ben diversamente dal solito. Allora bisogna eludere il giorno fin dal primo mattino, soprattutto bisogna alzarsi presto e avere una buona coscienza per l'ozio. Ferdinand Hardekopf, l'unico vero decadente della letteratura tedesca, che io considero, fra tutti i poeti viventi a Parigi, il più improduttivo e il più virtuoso, ha indicato, nell'Ode del beato mattino dedicata a Emmy Hennings, le migliori misure protettive per il sognatore contro i giorni di sole. In tutta la storia dei poètes maudits, il capitolo della loro lotta contro il sole è ancora da scrivere... (da Das Passagen – Werk)

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Walter Benjamin 47
filosofo e scrittore tedesco 1892 – 1940

È impossibile godere a fondo dell'ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare.

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Jerome Klapka Jerome 64
scrittore e giornalista britannico 1859 – 1927

Uno Statuto del suo primo anno di regno, del 1547, stabilisce che qualora una persona, si rifiuti di lavorare deve essere data come schiavo a colui che ne ha denunciato l'accattonaggio. Il padrone deve nutrire il suo schiavo con pane e acqua, con bevande leggere e con i resti della carne che riterrà opportuno dargli. Ha il diritto di obbligarlo a qualsiasi lavoro, anche il più ripugnante, con la frusta e con la catena. Qualora lo schiavo s'assenti per 14 giorni, è condannato alla schiavitù perpetua e marchiato a fuoco sulla fronte o sulla guancia con la lettera S; se fugge per la terza volta, lo si deve giustiziare in quanto traditore dello Stato. Il padrone ha facoltà di venderlo, lasciarlo in eredità, affittarlo a terzi come schiavo, al pari di ogni altro bene mobile o animale. Se gli schiavi si rivoltano al padrone, anche in questo caso saranno giustiziati. I giudici di pace debbono, dietro denuncia, far cercare i farabutti. Se si trova che un vagabondo se ne è stato in ozio per tre giorni, sarà portato alla sua città natale, marchiato a fuoco con la lettera V sul petto e, dopo essere stato incatenato, sarà impiegato nella pulizia delle strade o in altri servizi. Qualora il vagabondo fornisca un luogo di nascita falso, sarà punito con la schiavitù perpetua in quel luogo, proprietà dei suoi abitanti o della sua corporazione, e sarà bollato con il segno S. Tutte le persone hanno il diritto di portar via ai vagabondi i loro figli e di tenerli come apprendisti, i maschi fino ai 24 anni, le femmine fino ai 20. Se cercano di fuggire, diverranno schiavi fino a questa età dei maestri artigiani, che hanno facoltà di incatenarli, frustarli, ecc. a piacere. Ogni padrone è libero di mettere al collo, alle braccia o alle gambe del suo schiavo un anello di ferro per poterlo riconoscere e per non correre rischi. L'ultima parte di questo statuto contempla che certi poveri debbano essere impiegati da persone o da località che siano disposti a dar loro da mangiare e da bere e a farli lavorare. Questa sorta di "schiavitù della parrocchia" s'è perpetuata in Inghilterra fino al XIX secolo avanzato con il nome di roundsmen. (Libro I, settima sezione, cap. 24, p. 529)

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Karl Marx 139
filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista t... 1818 – 1883

Nell'ozio riparatore della solitudine, invece, le vedove scoprivano che il modo onorevole di vivere era alla mercé del corpo, mangiando solo per fame, amando senza mentire, dormendo senza doversi fingere addormentate per sfuggire all'indecenza dell'amore ufficiale, infine padrone del diritto a un letto intero per loro sole dove nessuno contendesse la metà del lenzuolo, la metà dell'aria da respirare, la metà della notte, finché il corpo non si saziava di sognare i propri sogni, e si svegliava da solo. (A. Morino)

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Gabriel García Márquez 164
scrittore e giornalista colombiano 1927 – 2014

Un giorno d'ozio è più deprimente che una settimana di lavoro.

Percy Lubbock 1
1879 – 1965

Vendo libro "Tutto sull'Ozio". Astenersi perditempo.

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Alfredo Accatino 113
autore televisivo e sceneggiatore italiano 1960

L'ozio è il padre di tutti i vizi, ed è il coronamento di tutte le virtù. (da III quaderno; 1988)

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Franz Kafka 130
scrittore e aforista boemo di lingua tedesca 1883 – 1924

Quattro sono le cose che a conoscerle mi hanno resa più saggia: l'ozio, il dolore, un amico, e un nemico.

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Dorothy Parker 41
scrittrice, poetessa e giornalista statunitense 1893 – 1967

Il lavoro caccia i vizi derivanti dall'ozio. (56, 9)

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Lucio Anneo Seneca 174
filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano -4 – 65 d.C.

Ozio: Intervalli di lucidità nei disordini della vita. (1993)

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Ambrose Bierce 277
scrittore, giornalista e aforista statunitense 1842 – 1913

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