Frasi su paesano

Guappo di cartone sei perché ordini esecuzioni di persone disarmate, fai sparare alle spalle a innocenti. Guappo di cartone perché temi ogni mossa che possa compromettere le tue entrate di danaro, perché sei disposto a perdere faccia e dignità per un versamento in euro. Guappo di cartone che costringi al silenzio della paura tutti i tuoi paesani se vogliono lavorare nelle tue imprese. Guappo di cartone perché non fai crescere nessuna impresa che con te e con i tuoi non faccia affari. Guappo di cartone perché avveleni la terra dove i tuoi avi avevano piantato le pesche, i meli, e ora la terra avvelenata non produce nulla se non cancro.

Roberto Saviano foto
Roberto Saviano 98
giornalista, scrittore e saggista italiano 1979

Non la mia povera penna deve descrivere la storia dell'insurrezione della Basilicata, altri che sono dotti e letterati avranno in proposito scritti volumi, che a me non fu e non sarà dato di leggere, posso però con sicura coscienza affermare che in quei giorni non commisi atti disonesti, ho fatto sempre e dovunque il mio dovere, mostrandomi audace ed intrepido nei momenti di maggior pericolo. Fremeva a me riabilitarmi specialmente di fronte ai paesani, e far vedere ch'ero pronto a dare il sangue mio per l'idea liberale, cercavo tutti i mezzi per distinguermi e così avere persone che potessero a tempo opportuno testimoniare in mio favore

Carmine Crocco foto
Carmine Crocco 21
brigante italiano 1830 – 1905

Prima di essere universale, un artista è prima di tutto nazionale e addirittura paesano. È un incontro di due culture che, mentre si produce, deve provocare scintille creatrici. (da Lezioni di cinema, p. 186)

Ousmane Sembène foto
Ousmane Sembène 2
scrittore e regista senegalese 1923 – 2007

Ci sono poche persone che riescono a comprendere quella che chiamano la mia mania di farmi prete, e questa buona gente mi dice, con un candore paesano, che dovrei gettare la tonaca alle ortiche, che essere prete va bene per i poveracci; ma che io, da ricco erede, dovrei sposarmi e consolare la vecchiaia di mio padre, dandogli mezza dozzina di nipotini, belli e robusti. (p. 24)

Juan Valera foto
Juan Valera 11
scrittore spagnolo 1824 – 1905

Il nome di Alghero sembra provenga da aliga ("alga, erba marina"), che sarebbe stato trasformato in S'Alighera ("Luogo dell'Alga"), che è il nome della città nella lingua dei paesani dei dintorni. Costoro parlano ordinariamente il dialetto sardo del Logodoro, un po' alterato; ma gli abitanti della città, senza essere ormai dei Catalani "purosangue", ne hanno nondimeno conservato il linguaggio più o meno intatto; è questa lingua, circoscritta alle mura di Alghero, che parlano tra loro, pur comprendendo e conoscendo tutti la lingua sarda. (da Voyage en Sardaigne, Turin-Paris, 1839)

Alberto La Marmora foto
Alberto La Marmora 1
generale, naturalista e cartografo italiano 1789 – 1863

Fu il sommo Beniamino Placido a domandarsi – senza ricevere risposta, più che altro commenti stizziti per leso maestro – perché mai il buon contadino Batistì dovesse sacrificare un albero per fabbricare gli zoccoli al figlio (abituato alle “scarpe che mamma gli fece”) quando nel cortile di casa c’erano tanti ciocchi di legna, meno poetici ma ugualmente adatti alla bisogna. Fu sempre Beniamino Placido a far notare che i paesani conducevano una vita grama, diversa dalla pittoresca rappresentazione che Olmi ne fa nel suo film. Solo qualche dettaglio: le vacche erano sempre magre, i polli si ammalavano, la gente moriva di stenti, di malattie, di maternità. (Mariarosa Mancuso)

Beniamino Placido foto
Beniamino Placido 28
giornalista, critico letterario e conduttore televisivo ... 1929 – 2010

Dean era la Sagan tradotta in americano, l'adolescente pazzo per noia romantica, più vicino all'europeissimo Truman Capote e a Oscar Wilde che ai personaggi contadineschi di Peyton Place o ai giovani pazzi ma paesani che si riscontrano nei romanzi americani. (p. 166)

Oriana Fallaci foto
Oriana Fallaci 129
scrittrice italiana 1929 – 2006

Non ci andai. E tre giorni piú tardi, quando lo rividi a un trenta passi da me con quella sua aria un po' oscena, non desiderai che sparirgli davanti, e imbucai il primo viottolo. E cosí il giorno dopo. E cosí anche oggi, che c'è passato di mezzo qualcosa come un tre anni e anche piú. E cosí prevedo che dovrà essere sempre, fino a quando non verremo ancora a trovarci, in un'alba color di neve sporca, dopo una festa paesana, amici testimoni di un mondo privo di pietà, di memoria e speranza.
Tutto questo è piuttosto ridicolo, no?

Silvio D'Arzo 8
scrittore italiano 1920 – 1952

Chi sa quante centinaja di proverbi girano tuttora inavvertiti per la bocca del popolo? La nostra lingua n'è tanto ricca, che tutti quelli che da buoni e onesti paesani non si vergognano di saperla parlare, non riescono a dire tre parole senza incastrarci un proverbio. Io di certo non ho potuto raccoglierli tutti, perché è quasi impossibile che uno solo possa trovarsi a udirli quanti sono. (p. 15)

Giuseppe Giusti foto
Giuseppe Giusti 60
poeta italiano 1809 – 1850

Minuscola tresca paesana, bella triangolazione sentimental-speculativa tra una appariscente direttrice didattica in tacchi a spillo, un maestro di nome Fagiolone, la Gentilin e, fuori o fin troppo dentro, va da sé, l'io narrante, lo scrittore, che si riflette e si immedesima nella protagonista. C'è sempre più, in Busi, l'esigenza di una immediatezza linguistica fresca e dolorosa con cui congiungere l'estetica della parola alla parola popolare, alla conquista, si capisce, di un'ultima parola davvero ultima, verso una religiosità laica, un'esistenza eroica senza religione né feticci, spietata ma morale, nichilistica ma vitale, che scandaglia nell'animo umano la straordinarietà della banalità, e il baratro dietro le pupille di ciascuno.

Massimiliano Parente 10
scrittore italiano 1970

Dietro al paese si sentiva il fondo stabile di una maggioranza contadina, inamovibile, testarda. In qualche modo, noi eravamo a nostra volta il fiore urbano di questa società contadina, un centro. Si formava ancora quasi un tutto unico con la campagna, ma il paese travasava e raffinava il costume campagnolo. Di questo complesso lavoro di mediazione esercitato dall'ambiente paesano è difficile documentare bene la natura, soprattutto per difficoltà di lingua. La lingua in cui eseguivamo (senza saperlo, ben s'intende) la nostra mediazione non è scritta, e la lingua che scriviamo in paese e in tutta l'Italia può facilmente tradirci. (cap. 14, p. 97)

Luigi Meneghello 27
partigiano, accademico e scrittore italiano 1922 – 2007

A me dispiace solo di una cosa: i paesani miei. Di tutti quei bambini. Ho visto le foto in televisione di tutti questi bambini che sono morti. Di due anni, di sei anni. Ma com'è possibile che voi lasciate morire dei bambini. Che colpa hanno questi bambini? Per la vostra inerzia in tanti anni. Ora di sicuro qualche giornaletto da strapazzo scriverà: "Ci da consigli. Vuole fare l'eroe. Un assassino". È vero che lo sono stato ma ora non lo sono più, mi sono pentito 20 anni fa. Ho cambiato completamente vita, cambiate anche voi però. Cercate di essere più uomini.

Carmine Schiavone 61
criminale italiano 1943 – 2015

I moti reazionari soffocati in sul nascere non lasciarono tracce profonde nei vari paesi. La mano ferrea destinata a domare la reazione seppe vincere colla forza e colla clemenza: le poche vittime della controreazione sono da incolparsi alle inimicizie paesane, a basse vendette cittadine, più che al rigore d'una legge che doveva essere marziale.
Molti di coloro che avevano gridato, «Viva Francesco II», «Viva Crocco», all'arrivo delle truppe gridarono «Viva Vittorio», «Viva Cialdini» e passarono per liberali come furono da noi creduti dei reazionari.

Carmine Crocco foto
Carmine Crocco 21
brigante italiano 1830 – 1905

C'è anche da cantare la Benevento in cucina: sapori forti e generosi, grandi sughi, piatti tipici fatti di verdure e cereali, robuste carni paesane, pesce solo a condizione che sia fresco. Vini poderosi.

Piero Soria 3
giornalista, scrittore e sceneggiatore italiano 1944

Fu il sommo Beniamino Placido a domandarsi – senza ricevere risposta, più che altro commenti stizziti per leso maestro – perché mai il buon contadino Batistì dovesse sacrificare un albero per fabbricare gli zoccoli al figlio (abituato alle “scarpe che mamma gli fece”) quando nel cortile di casa c’erano tanti ciocchi di legna, meno poetici ma ugualmente adatti alla bisogna. Fu sempre Beniamino Placido a far notare che i paesani conducevano una vita grama, diversa dalla pittoresca rappresentazione che Olmi ne fa nel suo film. Solo qualche dettaglio: le vacche erano sempre magre, i polli si ammalavano, la gente moriva di stenti, di malattie, di maternità.


Quando venne sera accendemmo i lumi a nafta e il treno penetrò nella notte del Nord passando foreste d'abeti curvati dalla neve per lande battute dal libero vento, sfiorando villaggi addormentati, portando nel suo ventre uomini giovani e stranieri che andavano alla guerra.
Intanto, sdraiati nella paglia uno a fianco all'altro, dormivano sognando montagne e ragazze. Ma uno quella notte non dormì. In un angolo del vagone, accompagnato dal ritmo delle ruote sulle rotaie, pensava, per la prima volta in vita sua, al destino della povera gente, alla guerra che pretende che la povera gente s'ammazzi a vicenda e si chiedeva:
Chi ritornerà di quanti siamo su questo treno? Quanti compaesani uccideremo? E perché?
Giacché al mondo siamo tutti paesani. (p. 135)

Mario Rigoni Stern foto
Mario Rigoni Stern 45
militare e scrittore italiano 1921 – 2008

Mostrando 1-16 frasi un totale di 19 frasi

Articoli

I 18 principi di vita e felicità secondo il Dalai Lama

Il titolo onorifico di Dalai Lama è tratto da Una parola della Combinazione mongola Dalai, Che significa Oceano e Equivalente Lama, i tibetani della Parola sanscrita Guru, ovvero Maestro spirituale.