Frasi su pagnotta

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Gad Lerner 6
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1954
„Il 27 maggio del 1964 un bambino disappetente di nove anni, già in pigiama, ottenne il permesso speciale di restare sveglio davanti alla tv. Sua madre lo turlupinò: "Guarda che se non mangi neanche i tuoi campioni ce la possono fare". Ricordo ancora le dimensioni mostruose della pagnotta imbottita che mi fu messa tra le mani. Masticavo tenace con gli occhi sbarrati sullo schermo. Deglutivo a fatica ma senza fermarmi: il primo rito scaramantico, più mangiavo e meglio i nostri giocavano! Mi fermavo solo per sventolare a ogni gol la bandiera nerazzurra appoggiata sul divano. Quando capitan Picchi sollevò la coppa al cielo, in mezzo al Prater di Vienna, e i bianchi del Real Madrid apparvero infine domi, mio padre si lasciò commuovere: come avrei potuto dormire con tutta quella adrenalina nel cervello e con tutto quel pane nella pancia? Così quel bambino solitamente spedito a letto addirittura prima di Carosello, prese posto in pigiama sulla 1300 Fiat, la bandiera fuori dal finestrino. Tutti in piazza Duomo! Viva l'Inter che libera la notte dei bambini! (da Oliviero Toscani, Inter! 100 anni d'emozioni. Almanacco del centenario, Skira, 2008)“

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Gilbert Keith Chesterton 255
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936
„Il compromesso era solito significare che mezza pagnotta era meglio di niente. Tra i moderni statisti sembra realmente che mezza pagnotta sia meglio di una pagnotta intera. (Ciò che non va nel mondo, cap 3)“


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Sergej Aleksandrovič Esenin 65
poeta russo 1895 – 1925
„O paese di piogge e maltempo, | nomade silenzio, | come una pagnotta di grano sotto la volta | è spezzata la tua luna.“

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Linus Torvalds 16
programmatore e informatico finlandese 1969
„L'hacker è una persona che è andata al di là dell'uso del computer per sopravvivere ("Mi porto a casa la pagnotta programmando") e guarda piuttosto ai due stadi successivi. Lui (o, in teoria ma in pratica fin troppo raramente, lei) usa il computer per i propri legami sociali: l'e-mail e la Rete sono mezzi bellissimi per avere una comunità. Ma per gli hacker un computer significa anche intrattenimento. Non i giochi, non le belle immagini sulla Rete. Il computer in sé è intrattenimento. (pp. 11-12)“

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Carlo Dossi 81
scrittore, politico e diplomatico italiano 1849 – 1910
„I Missionari Cattolici, a differenza dei protestanti, invece di tentare la conversione dei selvaggi coll'insegnar loro le umane universali regole del Vangelo, s'intende, col contrafforto della pagnotta, ancor prima di parlar loro di Dio, parlano dell'Immacolata e del Purgatorio. E credono poi di averne convertite migliaja quando possono arrivarli con una secchiata di aqua benedetta. (n. 3595)“

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Trilussa 22
poeta italiano 1871 – 1950
„Quanno che senti di' "cleptomania" | è segno ch'è un signore ch'ha rubato: | er ladro ricco è sempre un ammalato | e er furto che commette è una pazzia. | Ma se domani è un povero affamato | che rubba una pagnotta e scappa via | pe' lui nun c'è nessuna malatia | che j'impedisca d'esse condannato.“

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Ennio Cavalli 7
poeta e giornalista italiano 1947
„[In Finlandia, alla ricerca di sapori al mercato coperto] [... ] e soprattutto lui, il rude e glorioso kalakukko, specialità della regione di Kuopio, laghi orientali. Sembra una pagnotta di pane di segale. Lo è. Sembra anche una scatola cranica ripassata al forno. Una volta che viene tagliata a metà, dall'orbita della mollica bruna schizza fuori qualcosa che somiglia a un cervello, denso e bianchiccio. Le circonvoluzioni sono tante piccole aringhe spinate, riunite a pacchetto e avvolte in una fodera a più strati di carne di maiale. Tutto informato e cotto assieme al pane. Il pesce ha un sapore delicato, il maiale non è speziato. L'aspetto resta dubbio, ma è un ottimo boccone. Del resto, per chi non lasciò nel piatto neanche un pezzo di Labskaus travestito da vomito, cosa volete che sia un kalakukko pieno di materia grigia? Kala, pesce. Kukko, gallo. Pesce nel pollaio, traduco io. Il pollaio di pane di segale non svela la sorpresa finché non affondi il coltello. Ho aperto il kalakukko col puukko da sciamano, appena comperato da Marttiini, ad Aleksanterinkatu 28, tra il porto e Senaatintori, la piazza del Senato. (da Il divano del Nord. Viaggio in Scandinavia, p. 199)“

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Jonathan Safran Foer 139
scrittore statunitense 1977
„Quella sera l'usuraio infamato Yankel D portò a casa la bambina. Eccoci qui, le disse, saliamo il gradino. Siamo arrivati. Questa è la tua porta. Ed ecco, questo che sto girando è il pomolo della tua porta. Ed ecco, qui è dove mettiamo le scarpe quando entriamo. E qui è dove appendiamo le giacche. Parlava come se lei potesse capirlo, mai in toni striduli o a monosillabi infantili, e assolutamente mai con parole senza senso. Questo è il latte che ti do da mangiare. Arriva dal lattaio Mordechai, di cui un giorno farai la conoscenza. Lui tira il latte da una mucca, cosa che se ci pensi è molto strana e inquietante, quindi non ci pensare... Questa è la mia mano che ti accarezza la faccia. Certe persone sono mancine, e altre sono destrorse. Noi non sappiamo ancora cosa sei tu, perché te ne stai semplicemente lì seduta e lasci che sia io a usare la mano... Questo è un bacio. È quello che succede quando si arricciano le labbra e si premono contro qualcosa, a volte altre labbra, a volte una guancia, a volte ancora qualcos'altro. Dipende... Questo è il mio cuore. Lo stai toccando con la mano sinistra non perché sei mancina, anche se potresti esserlo, ma perché sono io che la tengo contro il mio cuore. Quello che senti è il battito del mio cuore. È quello che mi tiene vivo.
Fece un lettino con giornali accartocciati in una pentola fonda per cuocere il pane e lo infilò delicatamente nel forno in modo che la bambina non fosse disturbata dal rumore delle cascatelle. Lasciò aperto lo sportello del forno e restò seduto a guardarla per ore come si potrebbe guardare una pagnotta che lievita. (p. 55)“

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