Frasi su paladino

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Primo Mazzolari 82
presbitero, scrittore e partigiano italiano 1890 – 1959
„La verità ha le sue ore, le conosce e sa attendere: a differenza di qualche suo impaziente paladino.‎“

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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Non esiste partito, non esiste paladino | Avete visto troppe volte "Il Padrino". (da Raggi Laser, n.° 12)“


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Piergiorgio Odifreddi 101
matematico, logico e saggista italiano 1950
„In fondo Croce era un campione di ignoranza scientifica e dunque di ignoranza tout court, oltre che un paladino delle cause perse. (da In principio era Darwin, Longanesi, p. 116)“

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Isabella Bertolini 2
politica italiana 1963
„Al ministro Sacconi va la mia piena solidarietà per l'assurda decisione presa dalla Procura di Roma a seguito dell'esposto dei radicali, da sempre paladini della morte a tutti i costi. (da un comunicato stampa in isabellabertolini. it, 17 gennaio 2009)“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„È sempre bene distinguere spiega la parola dall' esempio: non sono un paladino. Esprimo ciò che sento e che mi sta a cuore comunicare con l'auspicio che il mio senso critico su determinate questioni possa servire a supporto di chi prova a migliorare questa società. [fonte 4]“

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Abdelaziz Bouteflika 1
politico algerino 1937
„Di un ausiliario militare fecero allora un riformatore civile, di un autodidatta incompiuto un letterato, di un resistente per caso un eroe di guerra, di un festaiolo acclarato un brillante diplomatico, di un dignitario un oppositore, di un disgregatore un paladino dell'unità, di un revanscista narcisistico un profeta... Sono giunti al punto di fare di Bouteflika uno scapolo incallito mentre quest'uomo è sposato da tredici anni!“

Francesco Agnoli 6
giornalista e scrittore italiano
„La scienza, così esaltata nel mondo sovietico, non ha mai conosciuto una persecuzione così feroce come quella vissuta proprio in quel paese, nel paradiso del comunismo statolatrico e scientista. È assai strano che questa verità storica sia così occultata dalla Hack e da tutti coloro che, come Odifreddi, Dawkins, Veronesi, Flamigni ecc., si ergono a paladini della scienza, dimostrando nello stesso tempo grande simpatia per il comunismo e le sue "libertà". (da Il Timone, maggio 2010)“

Massimo L. Salvadori 9
storico e politico italiano 1936
„Proprio mentre conosce i suoi maggiori trionfi, la democrazia, sotto la cappa della sua glorificata ideologia, appare però tutt'altro che in buona salute, poiché nella realtà dei fatti e dei suoi concreti meccanismi di funzionamento, troppi dei suoi presupposti essenziali appaiono profondamente scossi da processi di natura insieme politica, sociale ed economica [... ] La questione su cui occorre incentrare la riflessione è in quale misura le società occidentali che della democrazia si fanno paladine continuino a potersi definire democratiche... (cap. I, La sacralizzazione della democrazia trionfante, pag. 6-7)“


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Arturo Pérez-Reverte 67
scrittore e giornalista spagnolo 1951
„E la fede è molto importante in questo secolo che agonizza così dolorosamente, non le pare? Sono state tentate tutte le rivoluzioni e sono rimaste solo le sconfitte. Le barricate sono deserte, e i paladini delle solidarietà si sono trasformati in solitari che si aggrappano a ciò che possono per sopravvivere. [... ] Non si è mai sentito come uno di quei pedoni rimasti indietro, abbandonati in un angolo della scacchiera, che odono spegnersi il rumore della battaglia, mentre si sforzano di restare in piedi, chiedendosi se c'è ancora un re da continuare a servire? (Gris Marsala a Lorenzo Quart)“

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Paul Ginsborg 20
storico inglese naturalizzato italiano 1945
„I brigatisti si erano mostrati risoluti ed efficienti, ma la loro non fu una vittoria. La decisione di uccidere Moro creò gravi dissensi al loro interno, mentre all'esterno si diffuse un profondo sentimenti di ripulsa per quanto avevano fatto. È generalmente riconosciuto che la crisi del terrorismo italiano prese l'avvio dall'uccisione di Moro. A posteriori sembra quindi corretto riconoscere che avevano ragione i paladini dell'intransigenza: se Moro fosse stato scambiato con uno o piú terroristi in prigione, le Brigate Rosse sarebbero apparse allo stesso tempo invulnerabili e propense al compromesso, col risultato che il loro fascino sarebbe quasi certamente cresciuto. [... ] Dopo la morte di Moro la democrazia italiana non solo si difese ma si rafforzò. (cap. 10, pp. 519 sg.)“

Giuseppe Arnaud 10
1808 – 1880
„Tenace più d'ogni altra nazione in Europa dei propri usi e delle proprie abitudini, la spagnuola ha messo gran parte d'amor proprio nazionale a conservare fra i suoi tradizionali divertimenti la caccia, o, come dicono, la Corrida del toro. Questa sanguinosa giostra in cui il paladino principale, il torero, non ha bisogno di possedere che una robusta massa, servita da grande agilità, per isfidare i colpi del di lui cornuto avversario, come non ha mestieri che d'occhio e di polso fermo per ucciderlo scientificamente dopo averlo estenuato; questa famosa caccia del toro è stata troppo ripetutamente descritta perché i più dei lettori non sappiano che cosa sia. Giuseppe Baretti, Florian, Merimée, Alessandro Dumas, Teofilo Gauthier ed altri diedero delle descrizioni particolareggiate e pittoresche di queste giostre, importate dai mori. (p. 223)“

Salvatore Gaetani 3
storico, filologo e filosofo italiano 1883 – 1967
„Fuoreggiava in quegli anni in Europa una danzatrice russa, bellissima e di altissima nascita, se bene irregolare, Sacha Lansoff. Bandita dalla Russia per ordine dello Zar, al quale aveva riferito di una furiosa passione per lei di un granduca, la bionda slava venne ad esibirsi per due mesi a Napoli. La sera del suo debutto, per non so quale futile motivo, un gruppo di giovani eleganti decise, dopo il primo atto, di fischiare l'artista. Ed ecco che il nostro popolare e temutissimo Melissano ne diventa ad un tratto il paladino, gridando eccitatissimo: Al primo che fischia, taglio le orecchie. La battuta sortì il suo effetto, ed invece di fischi la divetta fu coperta di applausi deliranti per la sua arte e per la sua bellezza. (p. 22)“


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Francisco Elías de Tejada 3
filosofo spagnolo 1917 – 1978
„Forse ora è tardi per risuscitare la Tradizione di Napoli. Ma, per coloro che ancora cercano di denigrarla o vogliono ignorarla, lì stanno le sue vestigia; nei libri che non si leggono, nel popolo che viene disprezzato, nel cuore di molti che inconsciamente le sentono come io le sento. Perciò passeggiando tanti pomeriggi nella rumorosa via Toledo ho sofferto la tristezza profonda della solitudine, consolata solo dalla voce serena dell'ultimo tradizionalista napoletano, Silvio Vitale, quando il richiamo che sentivo nel più profondo del mio essere mi diceva che era impossibile finisse così il popolo dei miei antenati, ricco di lealtà generosa, creatore di grandi libertà concrete, paladino di imprese universali. Morirò, ma volgio morire con la speranza che, anche se sepolta e derisa, la tradizione della mia Napoli non può restare inerte archeologia. La giustizia di Dio non può permettere che muoia tra lubridi un popolo che è stato strumento di Lui nelle battaglie decisive della storia. Neanche se, come sembra accadere, i Napoletani si sono lasciati andare nella pazzia di un suicidio collettivo. (Ibidem)“

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Vicente Blasco Ibáñez 8
scrittore, sceneggiatore e regista spagnolo 1867 – 1928
„Passò molto tempo. Gallardo non sapeva con certezza se avesse dormito o no. Tutto a un tratto risuonò la voce di doña Sol a scuoterlo da quella pesante somnnolenza. Aveva lasciato da parte la sigaretta dalle azzurre spirali e, con voce sommessa dava risalto alle parole, imprimendovi appassionati tremori, cantava accompagnandosi al piano.
Il torero tese gli orecchi per capire qualcosa... Neanche una parola. Erano canzoni straniere. «Accidenti! Perché non un tango o una soleà...? E poi si vorrebbe che un cristiano non si addormentasse!»
Doña Sol posava le dita sui tasti, mentre i suoi occhi vagavano in alto, gettando indietro il capo, mentre il petto solido le tremava con i sospiri musicali.
Era la preghiera di Elsa, il lamento della bionda vergine che pensava all'uomo forte, il bel guerriero invincibile per gli uomini, dolce e timido con le donne.
Pareva sognare mentre cantava, imprimendo alle parole fremiti passionali e gli occhi le si riempivano di lacrime di commozione. L'uomo semplice e forte, il guerriero, forse era lì, dietro di lei... Perché no?
Non aveva l'aspetto leggendario dell'altro, era rude e goffo, ma lei vedeva ancora, con la lucidità di un saldo ricordo, la gagliardia con cui pochi giorni prima era corso in suo aiuto, la sorridente fiducia con cui aveva lottato contro un animale feroce, così come gli eroi wagneriani lottavano contro draghi terrificanti. Sì, era lui il suo guerriero.
E, scossa dai talloni fino alla radice dei capelli da un timore voluttuoso, dandosi anticipatamente per vinta, credeva di intuire il dolce pericolo che si avvicinava alle sue spalle. Vedeva l'eroe, il paladino levarsi lentamente dal divano con quei suoi occhi arabi fissi su di lei; ne sentiva i cauti passi, percepiva le mani di lui posarsi sulle sue spalle; poi un bacio infuocato sulla nuca, marchio di passione che la segnava per sempre, facendola sua schiava... Ma la romanza terminò senza che accadesse niente, senza sentire sulla schiena altra pressione che non fosse quella dei suoi fremiti di timoroso desiderio. (pp. 115-116)“

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Luciano De Crescenzo 202
scrittore italiano 1928
„Il Punto Interrogativo è il simbolo del Bene, così come quello Esclamativo è il simbolo del Male. Quando sulla strada vi imbattete nei Punti Interrogativi, nei sacerdoti del Dubbio positivo, allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate i Punti Esclamativi, i paladini delle Grandi Certezze, i puri dalla Fede incrollabile, allora mettevi paura perché la Fede molto spesso si trasforma in violenza. (libro Il dubbio)“

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Carlo Freccero 5
autore televisivo italiano 1947
„Accanto alla vita privata e agli spazi limitati in cui si svolge (la casa, il bar, il corso dello struscio, lo stadio), abbiamo una vita sociale che si anima sempre più in uno spazio virtuale. Al di là del nostro privato, siamo membri di una o più collettività. Siamo cittadini italiani, ma anche europei, appartenenti alla Nato, firmatari di accordi internazionali, partigiani di questo o quel partito, sostenitori di una convinzione religiosa o paladini del laicismo. Abbiamo insomma una vita individuale e una vita sociale. Ma con la completa mediatizzazione della nostra vita aggregata, questa dimensione sociale si è sempre più allontanata dalla nostra vita vera e viene condivisa soltanto attraverso i filtri della comunicazione: giornali, televisione, Internet.“

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