Frasi su pantomima

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Wolfgang Amadeus Mozart 44
compositore, pianista, organista e violinista austriaco 1756 – 1791
„Non so scrivere in modo poetico: non sono un poeta. Non so distribuire le frasi con tanta arte da far loro gettare ombra e luce: non sono un pittore. Non so neppure esprimere i miei sentimenti e i miei pensieri con i gesti e con la pantomima: non sono un ballerino. Ma posso farlo con i suoni: sono un musicista.“

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Heinrich Heine 31
poeta tedesco 1797 – 1856
„Ai poveri italiani ridotti in schiavitù è vietata la parola, ed essi possono manifestare i sentimenti del loro cuore solo attraverso la musica. Tutto il loro odio contro la dominazione straniera, il loro amore per la libertà, la pazzia per il sentimento che hanno della loro impotenza, la loro malinconia al ricordo dello splendore passato, ed insieme la loro vaga speranza, la loro attesa, lo spasmodico desiderio d'aiuto, tutto questo è nascosto in quelle musiche che dalla più grottesca ebbrezza di vita scivolano in una morbidezza elegiaca e in quelle pantomime cha dalle carezze languide scattano improvvisamente nella più minacciosa collera. Questo è il significato dell' Opera buffa. (pag. 151)“


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Andrea De Carlo 45
scrittore italiano 1952
„L'abitudine italiana degli scambi di abbracci e baci anche tra semplici conoscenti continua a lasciarla leggermente perplessa, non ci si è mai abituata del tutto. All'inizio le sembrava una manifestazione calorosa di espansività mediterranea, ma col tempo ha cominciato a pensare che in fondo si dovrebbero abbracciare e baciare solo le persone con cui esistono autentici legami d'affetto, e che farlo in modo indiscriminato tende a essere una pantomima esasperante, fatta di gesti che evocano sentimenti e li fanno scomparire nello spazio di due secondi. (pag. 159)“

„[in riferimento a Charlot] Per lui il sonoro guasta l'arte più antica del mondo, la pantomima e annienta la grande bellezza del silenzio. (p. 83)“

Giuseppe Arnaud 10
1808 – 1880
„Il popolo romano, incompetente estimatore del merito letterario, preferiva la pantomima ai drammi, le azioni alle parole, le lotte sanguinose dei gladiatori e delle fiere alle gare delicate dell'ingegno. (p. 207)“

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Aldo Busi 340
scrittore italiano 1948
„I cameraman se la danno a gambe levate quando parlo di politica e letteratura. Non interessa qui nulla a nessuno dell'Alfieri e del Beccaria. Io non le posso dire queste cose, nessuno è interessato, il filtro è tale che so che mi sono prestato a una pantomima di me e dell'intellettuale.“

Giuseppe Arnaud 10
1808 – 1880
„Niun popolo incivilito ostentò, come il romano, il disprezzo delle angoscie e delle convulsioni della morte. Un giorno si diedero il passatempo prescritto da un oracolo, di sotterrar vivi in mezzo al foro un Gallo ed una Galla. Fecero un altro giorno una pantomima che terminava con una crocifissione, la quale dapprima simulata, divenne poscia reale nella persona del brigante Laureole, di cui parla Marziale. Si rappresentò pure una pantomima in cui un Orfeo in carne ed ossa, attorniato dalle bestie feroci nel circo, veniva straziato da un orso. (p. 210)“

George Selwyn 1
1719 – 1791
„Mi sono recato ieri sera al salotto di Lady Lucan per vedere il giovane Beckford, il quale sembra possedere tutti i talenti piú straordinari. È un musicista perfetto; ma la sua voce, finta o vera che sia, è quella di un eunuco. Parla diverse lingue con una facilità fuori del comune; eppure ha un comportamento cosí mercuriale che temo che finisca aux petites maisons. Il suo volto e la sua persona sono piacevoli. Io sono arrivato sul tardi, quando egli si era già stancato con ogni sorta di pantomime e di imitazioni. (lettera a Lord Carlisle del febbraio 1782; citato in Malcolm Skey, postfazione a Vathek, 1989, p. 123)“


Mario Mieli 21
scrittore e attivista italiano 1952 – 1983
„Ma la situazione del ghetto, in America come in Europa o in Giappone e in Australia, non è certo rose e fiori. Spesso, nel ghetto, molti di noi tendono ancora a oscillare tra il reprimere e l'ostentare esageratamente, mettendone (volutamente) in dubbio l'autenticità, la propria "effemminatezza": ne deriva che ogni spontaneità, ogni sincerità vengono messe al bando e sostituite dalla pantomima della "normalità" o da quella, che la rispecchia, dell'"anormalità". Il fondersi di queste messinscene finisce spesso col rendere il ghetto mostruoso ai nostri stessi occhi, oltre che a quelli più o meno scandalizzati della ben più mostruosa società eterosessuale che lo circonda. (VI, 7; p. 235)“

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Hugo Von Hofmannsthal 55
scrittore, drammaturgo e librettista austriaco 1874 – 1929
„A me sembra, non è l'abbraccio, ma l'incontro la vera decisiva pantomima dell'amore. Non è in alcun momento il sensuale così spirituale, lo spirituale così sensuale come nell'incontro. Qui tutto è possibile, tutto in movimento, tutto disciolto. Qui è un cercarsi ancora senza brama, una ingenua mescolanza di confidenza e di timidezza. Qui è qualcosa del capriolo, dell'uccello, è la ottusità dell'animale, la purità dell'angelo, il divino. Un saluto è qualcosa d'infinito. (da I cammini e gli incontri, pp. 274-275)“

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Gilbert Keith Chesterton 255
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936
„È strano, ma l'esempio che mi viene in mente è quello di un libro intitolato L'uomo che fu Giovedì. Era una sciocchezzuola un po' melodrammatica, pure conteneva una sua particolare teoria: un gruppo degli ultimi sostenitori di un ordine civile, lottano contro quello che, apparentemente, appare come un mondo in preda all'anarchia e scoprono, infine, che il misterioso capo degli anarchici è anche a capo dell'ordine costituito, la stessa creatura fiabesca che gli era apparsa piuttosto come l'orco di una pantomima. Soluzione logica (o folle) che ha indotto molti ad arguire che, in questo essere dalla natura ambigua, dovesse leggersi la descrizione della divinità, e il mio libro godette anche di un temporaneo rispetto tra coloro che amano questo tipo di intepretazione. L'errore era dovuto semplicemente al fatto che avevano letto il libro, ma non il titolo. Nel mio caso, veramente, si trattava di un sottotitolo. Il libro si chiamava L'uomo che fu Giovedì. Storia di un incubo. Non era inteso come la descrizione del mondo qual era o come io pensavo che fosse, anche quando i miei pensieri erano molto più incerti di quanto non siano ora. Era la descrizione del mondo di dubbi, di disordine e di disperazione del quale parlavano i pessimisti a quell'epoca, ma con un barlume di speranza posto proprio nell'alternativa insita in quel dubbio che anche i pessimisti, a tratti, avvertivano. (dall' Illustrated London News del 13 giugno 1936; citato alla p. 173 de L'uomo che fu Giovedì, Arnoldo Mondadori Editore, traduzione di Luciana Crepax)“

Lilian Jackson Braun 5
scrittrice statunitense 1913 – 2011
„[... ] quando hanno a che fare con gli umani i gatti ricorrono alla pantomima. Kao K'o-Kung usa un codice che non è difficile da apprendere. [... ] Ha anche un suo modo di far marameo.– Questa devo proprio vederla.– È semplicissimo. Quando un gatto, che è il ritratto della grazia e della bellezza, si rovescia di colpo assumendo una posizione orribile, contorce il muso e si gratta l'orecchio, le sta dicendo di andare all'inferno!“

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