Frasi su papato

Benevento! È città legata per secoli al papato da molteplici vincoli di carattere religioso e civile, che affondano le radici nella storia. Dall'alto ho potuto ammirare la verde conca in cui sorge la vostra bella città, circondata da monti e da boschi. All'interno della Regione campana, nel cuore del Sannio storico, Benevento, lungi dal chiudersi in se stessa, è rimasta sempre aperta e disponibile ai contatti con le altre popolazioni della penisola e anche con le genti al di là del mare: la grande via romana – la "regina viarum

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Papa Giovanni Paolo II 156
264° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1920 – 2005

Il Papato non è altro che lo spettro del defunto impero romano assiso sulla sua tomba con corona in mano. (IV, 47)  traduttore?

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Thomas Hobbes 42
filosofo britannico 1588 – 1679

[A Papa Bonifacio VIII] Entrasti (nel papato) da volpe, regnerai da leone, morirai da cane. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, U. Hoepli, Milano, 1921, pp. 410-411)

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Papa Celestino V 1
192° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1215 – 1296

La mia conversione al cattolicesimo, avvenuta per mano di Benedetto XVI nella notte della Veglia Pasquale il 22 marzo 2008, la considero conclusa ora in concomitanza con la fine del suo papato.

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Magdi Allam 28
giornalista e politico egiziano naturalizzato italiano 1952

Bruno, paradossalmente, viene ucciso dal Papato della Controriforma in quanto difensore delle tesi sulla monarchia universale pontificia sostenute dallo stesso papato un secolo prima e ormai abbandonate. (da Introduzione alla seconda sessione, in Autobiografia e filosofia. L'esperienza di Giordano Bruno, Istituto nazionale di studi sul Rinascimento – Atti del convegno (Trento, 18-20 maggio 2000), a cura di Nestore Pirillo, Edizioni di storia e letteratura, Roma, 2003)

Paolo Prodi 4
storico italiano 1932

Li Papi, er primo mese der papato, | So, un po' mmeno o un po' ppiù, ttanti cunijji [conigli]. | [... ] | E allora fra er pasvobbi [pax vobis] e 'r crielleisonne [Kyrie eleison], | Cuer nuvolo de ggijji te diventa | Garofoli, pe ddio, de de cinque fronne. [garofani di cinque petali, cioè pugni] (da Li papati, 212)

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Giuseppe Gioachino Belli 54
poeta italiano 1791 – 1863

Il Papato, checché ne pensi o se ne pensi, è creazione del genio latino; onde, come prima fu trasferito nella sede avignonese, rimise molto della prisca grandezza, e provò come sa di sale il pane altrui. L'anima onesta di Francesco Petrarca deplorò il trasferimento, e la debolezza che gliene provenne, e spese gran parte della sua attività, perché la schiavitù cessasse. (p. 5)

Francesco Fiorentino 9
filosofo italiano 1834 – 1884

Si possono perdere ore preziose a contemplare futilità del genere, e al viaggiatore giunto in Italia per studiare i valori tattili di Giotto, o la corruzione del papato, può capitare di tornarsene al suo paese senza ricordare nulla se non il cielo azzurro e gli uomini e le donne che vivono sotto di esso. (cap. 2, 1994, p. 26)

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Edward Morgan Forster 121
scrittore britannico 1879 – 1970

L'unità cattolica non è mantenibile senza il potere temporale. Conseguenza necessaria del re d'Italia sul Quirinale è la partenza del Papato. È certo che il successore di Pio IX lascerà Roma e che il governo italiano, spalleggiato dalla Germania, insidierà in Vaticano un antipapa che trarrà dietro di sé metà della Chiesa. (citato in Vittorio Messori, Pensare la storia, SugarcoEdizioni, 2006)

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Ernest Renan 58
filosofo, filologo e storico delle religioni francese 1823 – 1892

Venuto l'anno di Cristo MCCXCIV. all'ultimo presero risoluzione di far Papa un povero Eremita, chiamato fra Pietro di Morone, che stava in un picciolo eremitaggio, due miglia lontano da Sulmone, nella laida del monte di Majella, e già era opinione, che per la santità della vita non accetterebbe il Papato: Re Carlo udita l'elezione, andò subito a persuadere che l'accettasse e ad adorarlo, e l'indusse a mandare a chiamar il Collegio de' Cardinali all'Aquila, e fu agevol cosa a persuaderlo, non già per avidità ch'egli avesse di regnare, ma solo per la semplicità ed umiltà sua grandissima. (p. 157)

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Angelo di Costanzo 37
1507 – 1591

Questo Pontefice chiamato Celestino V dimostrò quanta differenza sia dalla vita attiva alla contemplativa, perché essendo stato di tanta gran fama, ch'espose i Cardinali a crearlo Papa, si scoverse nell'altra tanto inetto, che i medesimi Cardinali si pentiro di averlo creato, ed egli stesso di avere accettato il Pontificato, e già non mostrava minor volontà di ritornare al suo eremo, che i Cardinali desideravano ch'egli il facesse, del che Re Carlo sentìa dispiacere grandissimo, perché quando fu creato se 'l tenne a grandissima ventura, essendo suo vassallo e di così santa vita, dal quale sperava ottenere quanto volea, e poiché vide che i Cardinali lo scoversero per uomo di poco valore, gli persuase che venìsse in Napoli per mantenerlo col fiato e col favor suo, ma non valse a ritenere la santa intenzione di Celestino, poiché tra pochi dì per ispirazione Divina, per la fiducia del Regno celeste, che gli fece vile il Regno terreno, o fosse, come dice Dante, per viltade, a mezzo Dicembre rinunziò il Papato in man de' Cardinali, e se ne ritornò al suo eremo. (p. 157-158)

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Angelo di Costanzo 37
1507 – 1591

La Riforma, attraverso Calvino, aveva gettato le basi del capitalismo, legittimando l'iniziativa individuale tesa a qualunque scopo, santificando lo sforzo e l'ardimento del singolo anche se mirava a un fine di grandezza e di dominio, consacrando nel guadagno e nel successo il segno della predestinazione e dell'elezione divina.
Negando lo Stato moderno e il capitalismo, il Papato nega il principio stesso della «lotta», che li reggeva entrambi. Il nuovo ordine sociale, concepito dal socialismo cattolico, risolve la lotta, dissolve lo Stato in sé. È la sfida al protestantesimo. La Chiesa, che si è sempre opposta alla concezione faustiana della vita, alla riduzione dell'esistenza sotto la categoria della guerra, all'idea del progresso e del divenire, al principio della concorrenza, della selezione, della lotta di classe, all'azione come misura del mondo, la Chiesa mira a raggiungere la sua più grande vittoria, lanciando e imponendo una volta di più la sua parola di pace, di amore, di fratellanza, di carità. (I, III; p. 59)

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Giovanni Spadolini 17
politico, storico e giornalista italiano 1925 – 1994

[Su Ferdinando II delle Due Sicilie] Pochi principi italiani fecero tra il '30 e il '48 il bene che egli fece. Mandò via dalla corte una turba infinita di parassiti e di intriganti: richiamò i generali migliori, anche di parte liberale, e licenziò gli inetti; ordinò le leve militari; fece costruire, primo in Italia, una strada ferrata, istituì il telegrafo, fece sorgere molte industrie, soprattutto quelle di rifornimento dell'esercito, che era numerosissimo; ridusse notevolmente la lista civile; mitigò le imposte più gravi. Giovane, forte, scaltro, voleva fare da sé, ed era di una attività meravigliosa. Educato da preti e cattolicissimo egli stesso, osò, con grande ammirazione degli intelletti più liberi, resistere alle pretese del papato e abolire antichi usi, umilianti per la monarchia napoletana. È passato alla storia come "Re bomba" e non si ricordano di lui che il tradimento della Costituzione, le persecuzioni dei liberali, le repressioni di Sicilia, e le terribili lettere di Gladstone. Abbiamo troppo presto dimenticato che, durante quasi due terzi del suo regno, i liberali stessi lo chiamarono Tito e lo lodarono e lo esaltarono per le sue virtù e per il desiderio suo di riforme. Abbiamo troppo presto dimenticato il sollievo che le sue riforme finanziarie produssero nel popolo, e l'ardimento che egli dimostrò nel sopprimere vecchi abusi. (da Scritti sulla questione meridionale: Volume 1, Laterza, Bari, 1958, p. 41)

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Francesco Saverio Nitti 43
economista, politico e saggista italiano 1868 – 1953

Un papa non può comportarsi in questo modo senza cambiare la natura stessa della Chiesa. Forse è proprio questo che Francesco intendeva; possiamo solo supporlo perché deve ancora articolare un programma coerente di cambiamento e non è chiaro se sia intellettualmente attrezzato per farlo. I cattolici fedeli credono che l'ufficio di Pietro sopravviverà a prescindere da chi lo occupa; Gesù ha fatto questa grande promessa. Ma dopo il caos del mese scorso, la loro fede (in questa promessa) è messa alla prova fino al punto di rottura. Jorge Bergoglio sembra rivelarsi come l'uomo che ha ereditato il papato e poi lo ha fatto a pezzi.

Damian Thompson 1
giornalista britannico 1962

Noi perdemmo: ma sotto la nostra caduta sta celato un gran fatto morale, le cui conseguenze si faranno ben presto sentire: voglio dire del papato, di questo vieto carcame, che osa ancora pretendere di aver a sua disposizione le chiavi del paradiso; di questo essere, che ha seminato la discordia, la diffidenza, e lo scandalo dovunque s'è intromesso; di questa istituzione, che ha acceso i roghi dell'Inquisizione, sparso il sangue degli Ugonotti a Parigi, dato mano ad ogni specie di dispotismo; di questo vilissimo dispensatore d'imperiali e regali corone, portatoci sul collo e tenutoci dall'armi del traditore che regge oggi la Francia. (p. 38)

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Felice Orsini 21
patriota e scrittore italiano 1819 – 1858

Machar trovò a Roma la classicità. È strano. Per quanto mi riguarda, vi ho trovato principalmente il barocco. Il Colosseo è barocco. Tutta la Roma imperiale è interamente barocca. Poi arrivò il cristianesimo e in un attimo pose fine al barocco imperiale. Di conseguenza, Roma si addormentò artisticamente, si svegliò solo alla prima occasione, quando glielo permisero le strette briglie che le aveva messo il cristianesimo, e quando potè ribollire in una nuova ondata di barocco, questa volta nel segno del papato. (cap. Roma, pp. 49-50)

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Karel Čapek 34
giornalista, scrittore e drammaturgo ceco 1890 – 1938

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