Frasi su pappagallo

Certe persone hanno il cuore tenero e la mente rigida. Io sono l’opposto: duro di cuore e tenero di testa. Sono come una noce di cocco che custodisce il proprio latte sotto parecchi strati di scorza legnosa. Ci vuole un’accetta per aprirla, e spesso che cosa ci si trova dentro? Una specie di panna inacidita. (libro Il pappagallo di Flaubert)

Julian Barnes 30
scrittore britannico 1946

Vediamo dunque, qual è il processo da cui risulta quella particolar rappresentazione che si suol chiamare umoristica; se questa ha peculiari caratteri che la distinguono, e da che derivano; se vi è un particolar modo di considerare il mondo, che costituisce appunto la materia e la ragione dell'umorismo. [... ] Ho già detto altrove, e qui m'è forza ripetere– l'opera d'arte è creata dal libero movimento della vita interiore che organa le idee e le immagini in una forma armoniosa, di cui tutti gli elementi han corrispondenza tra loro e con l'idea madre che le coordina. [... ] Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d'abiti giovanili. Mi metto a ridere. "Avverto" che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un "avvertimento del contrario".
Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s'inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l'amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l'umoristico. [... ] non ci fermiamo alle apparenze, ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt'al più sorridere. (da L'umorismo)

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Luigi Pirandello 136
drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per... 1867 – 1936

Dir frottole a modo proprio è quasi meglio che dir la verità al modo degli altri; nel primo caso sei un uomo, nel secondo sei soltanto un pappagallo! La verità non ci scapperà, ma la vita si può massacrare; se ne sono avuti degli esempi. Ebbene, che cosa siamo adesso? Noi tutti, tutti senza eccezione, nel campo della scienza, del progresso, del pensiero, delle scoperte, degli ideali, dei desideri, del liberalismo, della ragione, dell'esperienza e di tutto, di tutto, di tutto, siamo ancora nella prima classe del ginnasio inferiore! Ci è piaciuto vivacchiare dell'intelligenza altrui, e ce ne siamo penetrati! (Razumichin; III, I; 1993, p. 243)

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Fëdor Dostoevskij 256
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881

Era un pappagallo spelacchiato e maniaco, che non parlava quando glielo chiedevano bensì nelle occasioni più impensate, ma allora lo faceva con una chiarezza e un uso della ragione non molto comuni negli esseri umani.

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Gabriel García Márquez 164
scrittore e giornalista colombiano 1927 – 2014

W il TG delle menzogne, con notizie nascoste come zoccole nelle fogne, | un maresciallo che fa il pappagallo sul giallo di Cogne, ma su Ustica, no, non vuole avere rogne! (da Ti Giri, n.° 14)

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973

Ha terminato [Logifero] l'altrui sermone col proprio raglio: il venerabile dottore ha fatto la parte del pappagallo e dell'asino. (Filotimo: dialogo preliminare; 2008)

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Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600

È da quando l'uguaglianza è stata violata che gli uomini hanno dovuto inventare la geometria. (Il teorema del pappagallo – Denis Guedj)

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Erodoto 43
storico greco antico -484 – -425 a.C.

Per molti, che hanno imparato un poco come i pappagalli lo teorie socialiste, il «capitalismo» spiega tutto ed è cagione di ogni male che si osserva nell'umano consorzio. Altri discorre della «terra libera», che veramente nessuno ha mai veduto; e ci si narra che tutti i mali della società nacquero il dì in cui «l'uomo fu separato dai mezzi di produzione». Quando sia stato quel dì non si sa; forse fu quello in cui Pandora aprì il vaso, oppure quello in cui il lupo e l'agnello discorrevano. (II, 13)

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Vilfredo Pareto 50
filosofo, economista, sociologo 1848 – 1923

Però è affascinante sentire uno scrittore parlare della sua creazione, dire come, perché e contro che cosa scrive.
– Se uno scrittore riesce ad essere affascinante a questo riguardo, ci sono solo due possibilità: o ripete ad alta voce quello che ha scritto nel suo libro, e allora è un pappagallo; o spiega cose interessanti di cui non ha parlato nel suo libro, nel qual caso il detto libro è un fallimento perché non basta a se stesso.

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Amélie Nothomb 162
scrittrice belga 1966

Smitho: Io, per certo, molto mi muovo da l'autorità del libro di Giobbe e di Mosè; e facilmente posso fermarmi in questi sentimenti reali più tosto che in metaforici ed astratti: se non che, alcuni pappagalli d'Aristotele, Platone ed Averroe, dalla filosofia de' quali son promossi poi ad esser teologi, dicono che questi sensi son metaforici; e cossì, in virtù de lor metafore, le fanno significare tutto quel che gli piace, per gelosia della filosofia, nella quale son allevati.
Teofilo: Or quanto siino costante queste metafore, lo possete giudicar da questo, che la medesma Scrittura è in mano di giudei, cristiani e mahumetisti, sètte tanto differenti e contrarie, che ne parturiscono altre innumerabili contrariissime e differentissime; le quali tutte vi san trovare quel proposito che gli piace e meglio gli vien comodo: non solo il proposito diverso e differente, ma ancor tutto il contrario, facendo di un sì un non, e di un non un sì, come, verbigrazia, in certi passi, dove dicono che Dio parla per ironia. (dialogo IV)

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Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600

Diceva «i miei ebrei polacchi» con lo stesso tono col quale tante volte in mia presenza aveva detto : i miei beni, i miei van Gogh, la mia collezione di strumenti musicali. Avevo la chiara sensazione che, almeno in parte, tenesse in così gran conto gli ebrei perché li considerava una sua proprietà. Pareva quasi che fossero venuti al mondo in Galizia non per volontà di Dio, ma perché egli li aveva personalmente ordinati all'Onnipotente, così come era solito ordinare tappeti persiani al noto commerciante Pollitzer, pappagalli all'uccellaio italiano Scapini e rari strumenti antichi al liutaio Grossauer. (cap. VI, p. 37)

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Joseph Roth 71
scrittore e giornalista austriaco 1894 – 1939

Quello che vidi fu... tanti pappagalli e di tante diverse specie che era una meraviglia; alcuni colorati di verde, altri di uno splendido giallo limone e altri neri e ben in carne; e il canto degli altri uccelli che stavano negli alberi era cosa così soave e melodica, che molte volte rimanemmo ad ascoltare tale dolcezza. Gli alberi che vidi sono di tale e tanta bellezza e leggerezza che pensammo di trovarci nel paradiso terrestre...

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Amerigo Vespucci 8
navigatore italiano 1454 – 1512

La parola ebraica «shalom» non è soltanto una bellissima e concisa formula di saluto, la più breve dopo l'italiano «ciao» – no, è l'espressione di saluto più bella che esiste al mondo, perché «shalom» significa «pace». Che cosa significhi «ciao» me lo sono fatto spiegare da amici italiani: significa «ciao». Il fatto che il più bel saluto di pace sulla terra lo si trovi in un popolo che, fin dai suoi inizi, si è sempre trovato in un più o meno permanente stato di guerra, può anche essere visto come un'ironia del destino. I pappagalli israeliani lo trovano particolarmente fastidioso. (citato in Paradiso come nuovo affittasi, introduzione al racconto Di' shalom!)

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Ephraim Kishon 6
regista, scrittore (satirista), sceneggiatore, drammaturgo 1924 – 2005

Ti ho mai detto che cosa mi aveva attirato verso Pitagora? Il fatto che è stato lui ad inventare la parola amicizia. Lo sapevi? Quando gli chiesero che cosa era un amico, lui rispose: "Colui che è l'altro me stesso, come accade ai numeri 220 e 284". Due numeri sono "amici" o "amicabili" se ognuno di essi è la somma di tutti i divisori dell'altro (esclusi i numeri stessi). I due numeri amicabili più celebri del Pantheon pitagorico sono appunto 220 e 284, che formano una bella coppia. Puoi fare la prova se hai tempo. E noi due, siamo "amici"? Quali sono i tuoi divisori, Pierre? E i miei? Forse è arrivato il momento di fare la somma dei nostri divisori. (da Il teorema del pappagallo; dialogo tra Pierre Ruche ed Elgar Grosrouvre)

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Denis Guedj 1
romanziere e matematico francese 1940 – 2010

Odio l'"umanità" e tutto ciò che è astratto, però amo la gente. Gli amanti dell'"umanità" di solito odiano la gente e i bambini, ed hanno in casa pappagalli e cuccioli.   Priva di fonte

Roy Campbell 2
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Mentire alla propria maniera è quasi meglio che dire una verità che appartiene ad altri; nel primo caso, tu sei una persona, ma nel secondo sei solo un pappagallo! (Razumichin; III, I; 1993, p. 250)

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Fëdor Dostoevskij 256
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881

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