Frasi su parapetto


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Alessandro Baricco 350
scrittore e saggista italiano 1958
„La vecchia e cara Europa di Thomas Mann e degli antichi parapetti di Dresda non conta più nulla.“

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Paul Valéry 165
scrittore, poeta e aforista francese 1871 – 1945
„Verona, con le sue vecchie mura che l'attorniano, i suoi ponti dai parapetti merlati, le sue lunghe e larghe vie, i suoi ricordi del medio evo, ha una grande aria che incute rispetto.“


„Se a una persona sana prospetti una fine sof­ferta, un'agonia dolorosa, affermerà che prefe­risce l'eutanasia. Ma in un paese davvero civi­le esistono alternative. Se una persona è de­pressa e vuole suicidarsi, non mi pare etico dar­le una mano e spingerla giù da un parapetto.“

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Pat Conroy 13
scrittore statunitense 1945 – 2016
„[Charleston] Una città dove la bellezza stava in agguato a ogni giro di ruota, premiando ogni paziente ispezione e penetrandoti nei pori e nel flusso sanguigno da ogni dove. Immagini che potevano cambiare il modo di sentire del mondo intero. Era una città che plasmava l'architettura dei miei ricordi e dei miei sogni, aggiungendo cornicioni e parapetti e tenebre arcuate di finestre palladiane ogni volta che percorrevo quelle strade. (p. 23)“

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Italo Calvino 226
scrittore italiano 1923 – 1985
„Gli antichi costruirono Valdrada sulle rive di un lago con case, tutte verande una sopra l'altra e vie alte che affacciano sull'acqua i parapetti a balaustra. Così il viaggiatore vede arrivando due città: una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta. Non esiste o avviene cosa nell'una Valdrada che l'altra Valdrada non ripeta, perché la città fu costruita in modo che ogni suo punto fosse riflesso dal suo specchio, e la Valdrada giù nell'acqua contiene non solo tutte le scanalature e gli sbalzi delle facciate che s'elevano sopra il lago ma anche l'interno delle stanze con i soffitti e i pavimenti, la prospettiva dei corridoi, gli specchi degli armadi.“

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Jerome Klapka Jerome 64
scrittore e giornalista britannico 1859 – 1927
„Parti di lunedì con l'idea fissa di divertirti. Saluti con disinvoltura i ragazzi sul pontile, ti accendi la pipa più grossa che hai e cammini sul ponte con aria tracotante neanche fossi il capitano Cook, Sir Francis Drake e Cristoforo Colombo tutti in uno. Martedì vorresti non essere mai partito. Mercoledì, giovedì e venerdì vorresti essere morto. Sabato sei in grado di sorseggiare qualche cucchiaiata di brodo ristretto, e di sederti sul ponte, e di rispondere con un sorriso languido ed esangue alle persone di buon cuore che ti domandano come va. Domenica ricominci a camminare e a ingurgitare cibi solidi. E lunedì mattina, mentre con la valigia e l'ombrello, in piedi davanti al parapetto, aspetti di scendere a terra, incomincia a piacerti davvero. (I; 1997, p. 6)“

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Christopher Paolini 69
scrittore italoamericano 1983
„Non trattenne più le lacrime; si aggrappò al parapetto e pianse, pianse perché si stava lasciando alle spalle tutto ciò che conosceva. (libro Inheritance: Il ciclo dell'eredità)“

Jessica Sorensen 23
scrittrice statunitense
„Quindici anni dopo, siamo ancora amici. Non riesco a immaginare la mia vita senza di lei, l’ho capito la notte in cui l’ho trovata sul ponte. Anche se sapevo che non avrebbe saltato, vederla in piedi sul parapetto mi ha fatto comprendere che voglio e ho bisogno che resti nella mia vita per sempre. Mi contesta, mi fa pressioni e mi fa incazzare, ma non vorrei mai che fosse diverso. (libro Non lasciarmi andare)“


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Niccolò Ammaniti 71
scrittore italiano 1966
„Un attimo. Un maledetto attimo. Il maledetto attimo in cui lo sbruffone decide d’incamminarsi sul parapetto. Il maledetto attimo in cui lanci la pietra dal ponte. Il maledetto attimo in cui ti pieghi a raccogliere le sigarette, ti tiri su e davanti a te, oltre il parabrezza, c’è una sagoma a bocca aperta inchiodata sulle strisce bianche. Il maledetto attimo che non torna più. Il maledetto attimo capace di cambiarti la vita. (libro Ti prendo e ti porto via)“

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Enrico Pea 16
poeta e scrittore italiano 1881 – 1958
„Mio nonno la trasse dal parapetto a sé, le pose le palme sulle spalle, le strisciò le mani, tezze lungo le braccia, sui fianchi, sulle gambe, fino ai piedi: e poi cominciò a lamentarsi: «Cleofe, sei troppo bella, sei la cagione della mia follia! La mia disperazione per tutta la vita! Cleofe, non avrò pace, non avrò pace finché tu viva, finché io viva!... Cleofe, è bene morire! È bene morire!» Cleofe ripeté come eco l'ultima parola: «Morire!» e si voltò di là a cercare con gli occhi la creatura nella culla che, svegliata dagli urli, sgambettava e piangeva: «Morire!» E mio nonno ha in mano un coltello: «Cleofe, non ti posso uccidere!» E cade lui, con il ventre squarciato. (pp. 27 sg.)“

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Stefan Zweig 80
scrittore, giornalista e drammaturgo austriaco 1881 – 1942
„Perciò guardali bene, i senza patria, tu, che sei fortunato, tu, che sai dove trovare la tua casa e la tua patria, tu, che tornando da un viaggio trovi pronta la tua stanza, preparato il tuo letto, e intorno a te i libri che ami e gli oggetti che ti sono familiari. Guardali bene, gli scacciati, tu, che sei fortunato, che sai di che cosa e per chi vivi, così ti rendi conto umilmente di quanto tu sia privilegiato per caso rispetto agli altri. Guardali bene, quelli che stanno lì pigiati al parapetto della nave, e accostati a loro, parla con loro, perché già questo è una consolazione, che tu ti avvicini a loro, e mentre tu gli parli nella loro lingua, bevono inconsciamente una sorsata della patria che hanno lasciato, e i loro occhi si fanno luminosi ed eloquenti. (da La casa dei mille destini. Scritto nel 1937, in occasione dei cinquanta anni di attività dello Shelter di Londra, p.159)“

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Ardengo Soffici 46
scrittore italiano 1879 – 1964
„Passeggiando per santa Lucia, lungo i parapetti del mare di Posillipo, nel tepore profumato dell'aria notturna gonfia di serenate che salgono da oscuri gruppi di mandolinisti alle finestre banali e felici degli Excelsior e dei Bristol, ho voluto simulare ironicamente, a braccetto con Lina, la luna di miele delle basse letterature e delle cartoline illustrate.
Esageratamente estasiato nella serenità solitaria della riva insigne, ho contraffatto l'amore dei vent'anni, la calda languidezza senza parole e con pochi baci, a contatto di capelli e di fianco, intramezzata dall'allegro motteggio, o con molte parole e baci e frizzi che tornano inavvertitamente a rifinire in sospiri. Anche in questo giuoco, Lina ha saputo mostrare la sua finezza; è stata un'artista perfetta; tanto anzi che mi son domandato più d'una volta se la commedia non fosse ogni poco lì lì per diventare realtà. Gli è che il giuoco è pericoloso in effetto, e adesso non saprei dire con precisione cosa succeda nel mio cuore, pur tanto navigato – né in quello di Lina.“