Frasi su parassita

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Adolf Hitler 106
dittatore della Germania nazista dal 1933 al 1945 1889 – 1945
„Gli ebrei non furono mai nomadi, ma sempre e soltanto parassiti.“

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Luciano Ligabue 336
cantautore italiano 1960
„Il parassita che attacca la pianta, la coccinella che si nutre del parassita, l'uccello che mangia la coccinella e poi concima con il guano. La bellezza dell'equilibrio della bellezza.“


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Franco Battiato 119
musicista, cantautore e regista italiano 1945
„Questo secolo oramai alla fine, saturo di parassiti senza dignità, mi spinge solo ad essere migliore, con più volontà. (da E ti vengo a cercare)“

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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Qual è la specie più alta dell'essere e qual è la più vile? Il parassita è la più vile, ma chi è della specie più alta nutre il maggior numero di parassiti. (III, Di antiche tavole e nuove', 1963)“

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Italo Svevo 83
1861 – 1928
„La legge naturale non dà il diritto alla felicità, ma anzi prescrive la miseria e il dolore. Quando viene esposto il commestibile, vi accorrono da tutte le parti i parassiti e, se mancano, s'affrettano di nascere. Presto la preda basta appena, e subito dopo non basta più perché la natura non fa calcoli, ma esperienze. Quando non basta più, ecco che i consumatori devono diminuire a forza di morte preceduta dal dolore e così l'equilibrio, per un istante, viene ristabilito. Perché lagnarsi? Eppure tutti si lagnano. Quelli che non hanno avuto niente della preda muoiono gridando all'ingiustizia e quelli che ne hanno avuto parte trovano che avrebbero avuto diritto ad aver una parte maggiore. Perché non muoiono e non vivono tacendo? È invece simpatica la gioia di chi ha saputo conquistarsi una parte esuberante del commestibile e si manifesti pure al sole in mezzo agli applausi. L'unico grido ammissibile è quello del trionfatore. (cap. 7; 1988, p. 348)“

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Irvine Welsh 45
scrittore scozzese 1958
„Non me n'è mai fottuto un cazzo del nazionalismo, mi fa vomitare e basta. Perché non li aboliscono tutti, sti paesi del cazzo? E non ammazzano tutti i politici, cazzo? Quei parassiti in doppio petto sempre pronti a schizzare in piedi, a dire palle e coglionate da fascisti con un bel sorriso stampato in faccia.“

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Irvine Welsh 45
scrittore scozzese 1958
„Se quello è un parassita, allora io e te cosa siamo, non per dire... chi lo decide se uno è un parassita? Prendi quelle due tipe di prima, non per dire... per loro i parassiti sono la gente come noi... ma mica per questo hanno il diritto di ammazzarci.“

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Henry Miller 65
scrittore, pittore e saggista statunitense 1891 – 1980
„Avanzando verso la cima della montagna, studio le sagome rigide dei vostri edifici che domani crolleranno e stramazzeranno tra nubi di fumo. Studio i vostri programmi di pace che si concluderanno in una grandine di pallottole. Studio le vostre lucenti vetrine piene zeppe d'invenzioni di cui domani non sapremo che farcene. Studio le vostre facce consunte intaccate dal lavoro, i vostri piedi piatti, i vostri stomaci collassati. Vi studio individualmente e presi nello sciame – e come puzzate, tutti quanti! Puzzate come Dio e il suo amore pietoso e la sua saggezza. Dio il divoratore di uomini! Dio lo squalo che guizza con i suoi parassiti! (2000; pp. 225-226)“


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Marco Malvaldi 81
scrittore italiano 1974
„La conclusione a cui erano arrivati, in sostanza, era che i precari della ricerca erano considerati dall'università e dal Ministero più o meno come la flora batterica intestinale: ovvero, dei parassiti. Parassiti buoni, s'intende; necessari per il buon funzionamento dell'organismo (in quanto sono i precari quelli che stanno realmente in laboratorio), ma mantenuti in vita con gli ultimi residui delle risorse ingerite e, in ultima analisi, in una situazione oggettivamente di merda. (p. 16)“

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Hideo Kojima 24
autore di videogiochi giapponese 1963
„Dieci anni fa, Metal Gear era uno dei videogame più famosi. [... ] è sopravvissuto come un parassita all'interno dell'industria videoludica nipponica: gli addetti ai lavori, ma anche la stampa specializzata, lo considerano uno dei migliori giochi mai prodotti.“

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Muriel Barbery 107
scrittrice francese 1969
„[... ] l'evocazione degli alberi, della loro maestosità indifferente e dell'amore che proviamo per loro da un lato ci insegna quanto siamo insignificanti, cattivi parassiti brulicanti sulla superficie terrestre, dall'altro invece quanto siamo degni di vivere, perché siamo capaci di riconoscere una bellezza che non ci è debitrice. (Paloma, p. 163)“

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Oscar Giannino 2
giornalista e politico italiano 1961
„C'è un limite oltre il quale la pressione fiscale sul totale prodotto diretto di un paese storicamente lo mette in ginocchio. È da secoli che va avanti così. Perché vi fate incantare dalle pretese dello stato etico? Perché? Perché? Perché sono avvenute le grandi rivoluzioni? A cosa dovete la vostra libertà a casa se non al fatto che qualcuno a un certo punto ha detto: «Basta! Basta! Basta!» Ragazzi, voi siete lì a dire: «Non basta, lo stato non bisogna offenderlo.» Dove?! Perché? Lo stato vi offende ogni giorno! Prende i vostri diritti e li calpesta! Li rende niente! In nome degli interessi di minoranze pro tempore che lo amministrano, ci stanno dentro come parassiti.“


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Nick Hornby 38
scrittore inglese 1957
„Una cosa è certa sul tifo: non è un piacere parassita, anche se tutto farebbe pensare il contrario, e chi dice che preferirebbe fare piuttosto che guardare non capisce il concetto fondamentale. Il calcio è un contesto in cui guardare diventa fare – non in senso aerobico, perché guardare una partita con il fumo che esce dalle orecchie, e poi bere e mangiare patatine per tutta la strada del ritorno è assai improbabile che ti faccia del gran bene, nel senso in cui te ne fa la ginnastica di Jane Fonda o lo sbuffare su e giù per il campo. Ma nel momento del trionfo il piacere non si irradia dai giocatori verso l'esterno fino ad arrivare ormai smorzato e fiacco a quelli come noi in cima alle gradinate; il nostro divertimento non è una versione annacquata del divertimento della squadra, anche se sono loro che segnano i gol e che salgono i gradini per incontrare la principessa Diana. La gioia che proviamo in queste occasioni non nasce dalla celebrazione delle fortune altrui, ma dalla celebrazione delle nostre; e quando veniamo disastrosamente sconfitti il dolore che ci inabissa, in realtà, è autocommiserazione, e chiunque desideri capire come si consuma il calcio deve rendersi conto prima di tutto di questo. I giocatori sono semplicemente i nostri rappresentanti, e certe volte, se guardi bene, riesci a vedere anche le barre metalliche su cui sono fissati, e le manopole alle estremità delle barre che ti permettono di muoverli. Io sono parte del club, come il club è parte di me; e dico questo perfettamente consapevole del fatto che il club mi sfrutta, non tiene in considerazione le mie opinioni, e talvolta mi tratta male, quindi la mia sensazione di unione organica non si basa su un fraintendimento confuso e romantico di come funziona il calcio professionistico. (pp. 184-185)“

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Elsa Morante 37
scrittrice e saggista italiana 1912 – 1985
„La speranza, tuttavia, s’era annidata ormai dentro di me come un parassita, che non lascia volentieri il suo nido. (VIII, Il 5 dicembre)“

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Piero Calamandrei 85
politico italiano 1889 – 1956
„Quando per diventare direttore di una banca, o preside di una scuola, o socio di un'accademia scientifica, o componente di una commissione di concorso universitario è necessario aver la tessera del partito che è al governo, allora quel partito sta diventando regime: allora la politica, che è necessaria e benefica finché scorre fisiologicamente negli uffici fatti per essa diventa, fuori di li, un pretesto per infeudare la società a una classe di politicanti parassiti; diventa una specie di malattia paragonabile all'arteriosclerosi perché impedisce quella circolazione e quel continuo ringiovanimento della classe dirigente, che è la prima condizione di vitalità d'ogni sana democrazia.“

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Isaac Bashevis Singer 65
scrittore polacco 1902 – 1991
„Mosche, api e farfalle entrarono dalla finestra aperta. Le mosche e le api andarono a posarsi su un po' di zucchero rovesciatosi. Una farfalla si librò sopra una fetta di pane. Non voleva mangiare, ma sembrava assaporare l'odore. Per Herman quelli non erano insetti parassiti da scacciare; vedeva, in ognuna delle minuscole creature, le manifestazioni dell'eterna volontà di vivere, esperienza, comprensione. Le mosche, protendendo i palmi verso il cibo, si stropicciavano le zampette posteriori. Le ali della farfalla ricordavano a Herman uno scialle di preghiera. Le api ronzavano e tornavano a volar via. Una formichetta strisciava qua e là. Era sopravvissuta alla gelida notte e stava camminando sulla tavola... ma dov'era diretta? Si soffermò accanto a una briciola, poi proseguì, zigzagando avanti e indietro. Si era separata dal formicaio e adesso doveva cavarsela per suo conto. (IV, 5; p. 125)“

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