Frasi, citazioni e aforismi su passeggio

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

„Dopo pranzo o si riposa o si passeggia lentamente.“


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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Rio. Fin dall'alba avevo vagabondato in questa residenza del dio solare, il cui portale di roccia accoglie il forestiero apparendogli come le nuove colonne d'Ercole, varcate le quali egli dimentica il Vecchio Mondo. [... ]Solo nel tardo pomeriggio mi destai come da un sogno nel quale avevo dimenticato di mangiare e di bere, e sentivo che lo spirito cominciava ad affaticarsi sotto la profusione delle immagini. Eppure non riuscivo a separarmene, e mi comportavo da spilorcio col mio tempo. Senza concedermi sosta svoltai in strade e piazze sempre nuove.
Ma presto mi parve che i miei passi divenissero più leggeri e che la città mutasse aspetto, stranamente. Nello stesso tempo, mutò il mio modo di vedere: mentre fino a quel momento avevo dissipato gli sguardi nella visione del nuovo e dell'ignoto, ora le immagini penetrarono in me senza sforzo. Ora poi mi erano note; mi sembrarono ricordi, composizioni di me stesso. Strumentai il mio umore a piacere, come uno che vada a passeggio con la sua bacchetta direttoriale e, gesticolando con essa in questa o in quella direzione, faccia musica col mondo. [... ] La sera, in un caffé presso Copacabana, meditavo su queste relazioni. Pensai che esiste un'eco non soltanto per l'orecchio, ma anche per l'occhio: anche le immagini che osserviamo richiamano una rima, e come per ogni eco esistono relazioni sonore particolarmente favorevoli, così qui è la bellezza che risuona con maggior forza.
Ma in formula più semplice e precisa, le cose si presentano in questo modo: con lo sguardo profondo e gioioso che rivolgiamo alle immagini, noi offriamo un sacrificio, e ogni volta siamo esauditi secondo il valore della nostra offerta. (da L'eco delle immagini, pp. 174-175)“

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Gigi D'Agostino 98
disc jockey e produttore discografico italiano 1967
„Porto a passeggio i miei sogni. (dal cd Benessere 1)“

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Marcel Proust 206
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922
„Riattraversammo l'avenue Gabriel, affollata dal passeggio. Feci sedere la nonna su una panchina e andai a cercare una vettura. Lei, nel cui cuore mi ero sempre messo per giudicare anche la persona più trascurabile, mi stava ora davanti chiusa e lontana, era diventata una parte del mondo esterno; e io mi trovavo obbligato a tacerle quello che pensavo del suo stato, la mia inquietudine, più di quel che avrei fatto col primo che passava: non avrei potuto parlargliene con maggior sincerità che con un estraneo. Essa mi aveva restituito i pensieri, i dolori che, dalla mia infanzia, le avevo confidati per sempre. Non era morta ancora, ma io ero già solo. E persino quelle allusioni che essa aveva fatto ai Guermantes, a Molière, alle nostre conversazioni sul «piccolo clan», prendevano un'aria senza base, gratuita, fantastica; perché uscivano da quello stesso essere che, domani forse, non sarebbe più esistito, per il quale queste cose non avrebbero più nessun senso: da quel nulla – incapace di accoglierle – che sarebbe divenuta presto la nonna. (incipit del vol. II; 1985, p. 339)“

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Andy Roddick 46
tennista statunitense 1982
„Lui esegue dei colpi che molte persone non potrebbero neanche solo pensare di eseguire. Sembra essere immune alla pressione al momento. Sai, lui gioca semplicemente il suo gioco. Passeggia. Ti fa giocare ogni punto. E mentalmente, è davvero forte adesso.“

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Roger Federer 351
tennista svizzero 1981
„Lui esegue dei colpi che molte persone non potrebbero neanche solo pensare di eseguire. Sembra essere immune alla pressione al momento. Sai, lui gioca semplicemente il suo gioco. Passeggia. Ti fa giocare ogni punto. E mentalmente, è davvero forte adesso.“

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Aleksandr Lukašenko 2
politico bielorusso 1954
„Ogni Bielorusso dovrebbe venire a visitare questa città, per conoscere le origini della storia del paese, sentirsi orgoglioso delle persone operose e di talento della Bielorussia. Ogni Europeo dovrebbe visitare questi posti, perché questo è anche il centro geografico dell'Europa. Se si passeggia lungo queste strade, dove per più di mille anni le tradizioni dell'Oriente e dell'Occidente, fedi e culture diverse si sono intrecciate, sarà più facile capire che il nostro passato comune è un primo passo verso un futuro comune. (discorso tenuto al concerto per le celebrazioni del 1150esimo anniversario di Polotsk.)“


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Jacques Prevért 9
poeta e sceneggiatore francese 1900 – 1977
„[Joan Miró] Un innocente col sorriso sulle labbra che passeggia nel giardino dei suoi sogni. (citato in George E. Kent, I poetici ghirigori di Joan Miró, Selezione dal Reader's Digest, febbraio 1971)“

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Francis Scott Fitzgerald 82
scrittore e sceneggiatore statunitense 1896 – 1940
„Avevo voglia di uscire a passeggio verso il parco nel crepuscolo tenero, ma ogni volta che cercavo di andarmene mi trovavo immischiato in qualche strana discussione stonata che mi inchiodava sulla seggiola come vi fossi legato con una corda. Eppure, alta sulla città, la fila delle nostre finestre gialle deve aver comunicato la sua parte di segreto umano allo spettatore casuale nella strada buia e mi parve di vederlo guardare in su incuriosito. Ero dentro e fuori, contemporaneamente affascinato e respinto dalla inesauribile varietà della vita. (pag. 40)“

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Ingmar Bergman 10
regista, sceneggiatore e drammaturgo svedese 1918 – 2007
„In realtà io vivo continuamente nella mia infanzia: giro negli appartamenti nella penombra, passeggio per le vie silenziose di Uppsala, e mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l'enorme betulla a due tronchi, mi sposto con la velocità a secondi, e abito sempre nel mio sogno: di tanto in tanto, faccio una piccola visita alla realtà. (dall'autobiografia La lanterna magica)“

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Giovanni Battista Niccolini 57
drammaturgo italiano 1782 – 1861
„Perché l'imitazione del male supera sempre l'esempio, come, per il contrario, quella del bene è sempre inferiore, figli ancor più turpi di questa dottrina sono i Misteri di Parigi, i quali non si arrossi di qualificare per libro morale, benché l'autore di esso, Eugenio Sue, fosse dai Francesi chiamato a gran ragione il Cristoforo Colombo dei bordelli. L'eroine del suo romanzo sono Rigolette e Fleur de Marie, leggiadrissime sartine di sedici anni e senza genitori, le quali coll'esercizio dell'arte loro reggono sottilmente la vita, e non hanno in fondo della loro borsa altro capitale che dugento franchi. La prima vive in una soffitta lietamente, né dimentica di Dio, ch'ella prega ogni giorno. La seconda, a cui rincresce la fatica, frequenta i passeggi e le taverne, dissipa il suo meschino peculio, e si risolve a far mercimonio del suo corpo pei suggerimenti d'una infame creatura. Ella si lascia persuadere così presto, che non può chiamarsi sedotta: non amore, non sensualità, ma solamente la promessa che prezzo di vergogna avrà ozio e un poco di pane, la conducono nell'orrido e crudelissimo lupanare dove si ruba, si assassina, si avvelena, e non paghi di vivere di delitto, si scherza pur col delitto. (p. XV-XVI)“


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Edmond Rostand 12
1868 – 1918
„Le Bret: Tanto meglio! Tu l'ami? Diglielo. Non ti sei | coperto or or di gloria sotto gli occhi di lei?
Cirano: Guardami in faccia, e poi dimmi quale speranza | consentir mi potrebbe questa protuberanza! | Io non m'illudo, no. — Talor certo, m'avviene | d'intenerirmi anch'io nelle notti serene; | e, se in qualche giardino entro, aspirando il maggio | con il mio poveraccio di naso, sotto un raggio | di argento qualche donna che passeggia a braccetto | di un cavaliere io seguo, e il cor mi balza in petto, | e penso, ahimè, che anch'io vorrei meco averne una | per passeggiare a lenti passi sotto la luna. | E mi esalto, e m'oblio... Quand'ecco all'improvviso | l'ombra del mio profilo su pel muro ravviso!
Le Bret (commosso): Oh, amico mio!...
Cirano: Talvolta, credi, m'è duro assai | sentirmi così brutto solo!...
Le Bret (prendendogli premurosamente la mano): Piangi?
Cirano: Ah, no; mai! | Questo no, mai! Sarebbe troppo sconcio vedere | una lagrima lungo un tal naso cadere! | Non farò, sin ch'io possa, che mai la sovrumana | bellezza delle lagrime con tanta grossolana | sconcezza si confonda!... Però che veramente | niente v'è più sublime delle lagrime, niente! | Né, suscitando il riso, vorrei per colpa mia, | Che una lagrima fosse ridicola!... (Atto I, scena V)“

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Gustave Flaubert 89
scrittore francese 1821 – 1880
„Ma stia zitto, signor Homais! Queste sono empietà! Lei non ha religione!" "Io ho una religione" rispose il farmacista. "La mia religione, anzi ne ho più di loro, e senza tante commedie e tanta ciarlataneria! Io adoro Dio, invece! Credo in un Essere Supremo, in un Creatore, quale che sia, non ha importanza, il quale ci ha messi quaggiù per adempiere i nostri doveri di cittadini e di padri di famiglia; ma non ho bisogno di andare in una chiesa a baciare piatti d'argento e a ingrassare di tasca mia un branco di buffoni che mangiano meglio di me. Lo si può onorare benissimo in un bosco, in un campo, o addirittura contemplando la volta celeste come gli antichi. Il mio Dio è lo stesso di Socrate, di Franklin, di Voltaire e di Béranger. Sono d'accordo con la Professione di fede del vicario savoiardo e i principi immortali dell'89! Così io non ammetto un Dio alla buona, che passeggia in giardino con il bastone in mano, alloggia i suoi amici nel ventre delle balene, muore lanciando un grido e risuscita dopo tre giorni: cose assurde in se stesse e d'altra parte in contrasto con tutte le leggi della fisica; e questo dimostra, per inciso, che i preti si sono sempre crogiolati in una torpida ignoranza nella quale tentano di far sprofondare insieme con loro tutti i popoli.“

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Fabio Volo 204
attore, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1972
„A volte, mentre passeggio, mi viene voglia di andare in una libreria. Entrare e trascorrere del tempo, prendendo ogni tanto un libro in mano, mi rilassa. Mi fa stare bene. Mi fa sentire sempre un po' più intelligente e interessante di come sono realmente.“

„Dopo pranzo riposa, dopo cena passeggia.“

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