Frasi su pastore

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Gesù 119
fondatore del Cristianesimo -2 – 30 d.C.
„Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. (10, 11)“

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Adam Smith 12
filosofo ed economista scozzese 1723 – 1790
„Un lavoratore fornisce abbondantemente agli altri ciò di cui necessitano ed essi gli procurano ampiamente ciò di cui necessita, e una generale abbondanza si diffonde attraverso tutti gli strati della società. Osserva la sistemazione del più comune artigiano o lavoratore giornaliero in un paese civile e fiorente, e ti accorgerai che del numero di persone della sua industria una parte, sebbene una piccola parte, che è stata impiegata per procurargli questa sistemazione, eccede ogni calcolo. Il cappotto di lana, per esempio, che copre i lavoratori giornalieri, grossolano e grezzo come può apparire, è il lavoro congiunto di una gran moltitudine di lavoratori. Il pastore, lo sceglitore, il pettinatore di lana o il cardatore, il tintore, il filatore, il tessitore, il lavatore, il sarto, con molti altri, devono tutti unire i loro differenti mestieri al fine di completare anche questo prodotto casalingo. Quanti mercanti e trasportatori, inoltre, devono essere impiegati nel trasportare i materiali da alcuni di questi lavoratori ad altri che spesso vivono in parti molto distanti del paese. Quanto commercio e quanta navigazione in particolare, quanti costruttori di navi, marinai, fabbricanti di vele e di funi devono essere stati impiegati al fine di mettere insieme le diverse sostanze usate dal tintore che spesso vengono dagli angoli più remoti del mondo! Che varietà di lavoro è anche necessario per produrre gli utensili del più umile di quei lavoratori! Per non parlare di quelle macchine complicate come la nave del marinaio, la fabbrica del follatore, o perfino il telaio del tessitore, consideriamo solo quale varietà di lavoro è richiesta per costruire quella semplicissima macchina, le cesoie con le quali il pastore tosa la lana. Il minatore, il costruttore delle fornaci per la fusione del minerale, il tagliaboschi, il bruciatore di carbone per far funzionare le fornaci, il produttore di mattoni, il dispositore di mattoni, i lavoratori che supervisionano la fornace, il riparatore di mulini, l'operaio della fucina, il fabbro devono tutti mettere insieme i loro differenti mestieri al fine di produrre questi. Dobbiamo esaminare allo stesso modo tutte le diverse parti del suo abito la mobilia di casa, la ruvida canottiera che indossa sulla pelle, le scarpe che coprono i suoi piedi, il letto in cui dorme, e tutte le diverse parti che lo compongono, la grata di cucina su cui prepara i suoi viveri, il carbone di cui fa uso per questo scopo, scavato dalle viscere della terra e portatogli forse attraverso un lungo trasporto per mare e per terra, tutti gli altri utensili della sua cucina, tutta la apparecchiatura del suo tavolo, i coltelli, le forchette, i piatti di coccio o di peltro sopra i quali egli serve e divide i suoi cibi, le differenti mani impiegate nel preparare il suo pane e la sua birra, le finestre di vetro che lasciano penetrare il caldo e al luce, e isolano dal vento e dalla pioggia con tutte le conoscenze e i requisiti del mestiere per preparare quella bellissima e felice invenzione senza cui queste parti nordiche del mondo avrebbero potuto scarsamente procurare un habitat confortevole, insieme con gli utensili di tutti i diversi lavoratori impiegati nel produrre queste diverse comodità; se noi esaminiamo, io dico, tutte queste cose, e consideriamo quale varietà di lavoro è utilizzato per ciascuna di esse, saremo coscienti che senza l'assistenza e la cooperazione di molte migliaia la persona più misera in un paese civilizzato non potrebbe provvedere perfino in accordo a quello che noi potremmo falsamente immaginare, la facile e semplice maniera in cui egli è comunemente sistemato. (cap. 1)“


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Dolindo Ruotolo 22
presbitero italiano 1882 – 1970
„Venne la notte. Era algida ma serena, e brillavano gli astri nel cielo. Un silenzio grande circondava quel luogo, ed una solennità più grande vi regnava, perché l'invisibile corte celeste già veniva in terra a corteggiare il Re divino, e rifulgeva nella sua placida luce spirituale, fatta tutta di conoscenza e di amore. Gli uomini e le cose dormivano, e lontano lontano si vedeva solo qualche bagliore dei fuochi dei pastori che vigilavano il gregge. Gli astri roteavano nel cielo, seguendo le leggi di ordine loro assegnato da Dio, e nel corpo immacolato di Maria si compivano con la stessa precisone le leggi della procreazione. Rutilavano le stelle e rutilava il Sole divino verso l'orizzonte della vita terrena, prossimo a spuntare come raggio attraverso il seno immacolato della Madre. (pp. 1004-1005)“

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Isaac Bashevis Singer 65
scrittore polacco 1902 – 1991
„Quando il pastore è cieco il gregge si disperde (p. 227)“

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Gabriele D'annunzio 95
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938
„Settembre, andiamo. È tempo di migrare. | Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori | lascian gli stazzi e vanno verso il mare. (I pastori, vv. 1-3)“

Francesco Masala 1
poeta, scrittore e saggista italiano 1916 – 2007
„Sono nato in un villaggio di contadini e di pastori, fra Goceano e Logudoro, nella Sardegna settentrionale e, durante la mia infanzia, ho sentito parlare e ho parlato solo in lingua sarda: in prima elementare, il maestro, un uomo severo sempre vestito di nero, ci proibì, a me e ai miei coetanei, di parlare nell'unica lingua che conoscevamo e ci obbligò a parlare in lingua italiana, la «lingua della Patria», ci disse. Fu così che, da vivaci e intelligenti che eravamo, diventammo, tutti, tonti e tristi. (da Il Parroco di Arasolé, Edizioni Il Maestrale, 2001, p. 121)“

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Alphonse De Lamartine 35
poeta, scrittore e storico francese 1790 – 1869
„Mia madre era convinta, ed io ho la stessa convinzione, che uccidere gli animali per nutrirsi della loro carne e del loro sangue, sia una delle infermità della razza umana, una delle maledizioni scagliate sull'uomo, sia per il suo fallo, sia per l'ostinazione della sua perversità. Ella credeva, ed io lo credo come lei, che quelle abitudini di durezza di cuore verso i più mansueti animali, compagni nostri, aiuti e fratelli di lavoro, e persino di affezioni quaggiù; quelle immolazioni, quegli appetiti di sangue, quella vista di carni palpitanti siano fatti per abbrutire e indurire gli istinti del cuore.
Credeva pure, e lo credo anch'io, che quel nutrimento, assai più succulento e sostanzioso in apparenza, contenga in sé principî irritanti e putridi, che inacidiscono il sangue e abbreviano la vita dell'uomo.
Citava, come esempio di astinenza, le popolazioni innumerevoli, dolci e pie, delle Indie, che rispettano tutto ciò che ha avuto una vita; e le forti razze dei popoli pastori, ed anche i laboriosi agricoltori [... ]. (IV, VIII, pp. 144-146)“

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Aldous Huxley 141
scrittore britannico 1894 – 1963
„Lasciato solo, Will sedette sotto il ventilatore applicato al soffitto e continuò a leggere gli Appunti sul bene e sul male.
Non possiamo liberarci con la ragione della nostra fondamentale irrazionalità. Possiamo soltanto imparare l'arte di essere irrazionali in modo ragionevole.
A Pala, dopo tre generazioni di riforma, non esiste nulla di simile a greggi di pecore, né esistono Buoni Pastori che tosano e castrano; non vi sono mandrie di bovini e di porci né mandriani patentati, monarchi o militari, capitalisti o rivoluzionari, per marchiare, richiudere nei recinti e macellare. Esistono soltanto associazioni volontarie di uomini e donne incamminati sulla via della piena umanità. Motivi musicali o sassolini, processi o oggetti concreti? "Motivi musicali" rispondono il buddismo e la scienza moderna. "Sassolini" dicono i filosofi classici dell'Occidente. Il buddismo e la scienza moderna pensando al mondo in termini musicali. L'immagine che viene alla mente leggendo i filosofi dell'Occidente è quella di un mosaico bizantino, rigido, simmetrico, composta da milioni di tessere e saldamente cementato alle pareti di una basilica senza finestre. (pag. 199)“


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Giovanni Lindo Ferretti 59
cantautore e scrittore italiano 1953
„[... ] per un lungo periodo della mia vita ho manifestato una costante forma di disprezzo verso il Papa. L'immagine di Giovanni Paolo II che mi arrivava leggendo "la Repubblica", "l'Unità" o "il manifesto" era un insieme di negatività. La stessa cosa succede oggi per Benedetto XVI. Gli stessi che criticano Benedetto XVI usano Giovanni Paolo II come termine di paragone: il Papa polacco era bravo invece "il pastore tedesco" è reazionario, dimenticando, che del "bravo" dicevano, a suo tempo, le stesse cose che dicono oggi del "reazionario". (dall'intervista Andrea Possieri, La comunione dei santi resiste anche all'invasione dei media, L'Osservatore Romano, 6 gennaio 2010)“

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Enzo Bianchi 11
religioso italiano 1943
„Non soluzioni tecniche, non ricette politiche, ma la voce dei pastori sarà tanto più autorevole quanto più capace di essere voce del vangelo e non di risposte tecniche in merito all'attuazione delle esigenze evangeliche. (II, 4)“

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Ambrose Bierce 252
scrittore, giornalista e aforista statunitense 1842 – 1913
„Chiesa (s. f.). Luogo in cui il pastore adora Dio e le donne adorano il pastore. (1988, p. 47)“

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Jean Pierre Louis Laurent Hoüel 12
incisore, pittore e architetto francese 1735 – 1813
„Ecco due giovani contadine su dei covoni di grano che sembrano muoversi e venirmi incontro. I fasci erano ammucchiati su una carretta senza ruote o meglio su una treggia, mezzo di trasporto assai più semplice e antico, abbastanza diffuso nelle campagne siciliane, dove il terreno è quanto mai accidentato. Delle fanciulle, una era in piedi, l'altra accanto a lei; due buoi possenti muscolosi, forniti di lunghe corna tiravano il carro; un contadino lo guidava; dei mietitori seguivano a piedi portando in spalla gli arnesi della loro fatica. Le fanciulle cantavano e ridevano, tutti comunicavano gioia; in un momento così bello tutto mi affascinava, mi incantava. La serenità del cielo, la bellezza della campagna, una certa esaltazione della mia fantasia come stregata da un tale spettacolo, mi richiamarono alla mente i tempi in cui nelle campagne era possibile incontrare gli déi. E quelle fanciulle mi parvero per un momento Cerere e Pale, che pastori e mietitori accompagnavano cantando inni alle grazie. (p. 31)“


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Gaio Plinio Secondo 25
scrittore romano 23 – 79
„La fama di Malampode è nota per le arti di divinazione. Da lui ha nome il melampodio, ch'è una specie di elleboro. Alcuni dicono che ne fu inventore un pastor di questo nome, il quale osservò che le capre pascendo quest'erba si purgavano, e che dando poi il latte di queste capre guarì le Pretide, le quali erano impanate. Per la qual cosa si convien dire insieme di tutte le sue specie. Le prime sono due, del bianco e del nero. Molti dicono che la lor differenza si conosce solamente dalle radici: altri che le foglie del nero sono simili a quelle del platano, ma minori e più nere, e fesse con più divisure; e le foglie del bianco simili a quelle della bietola, quando ella comincia; ma queste ancor più nere, e rossigne sul dosso accanalato. (XXV, 21; 1844, vol. 2, p. 450)“

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Georg Trakl 22
poeta austriaco 1887 – 1914
„Colmo di frutti il sambuco; tranquilla era l'infanzia | nella grotta celeste. Su percorsi sentieri, | dove rossiccia stride ora l'erba selvatica, | medita il calmo intrico di rami; un frusciare di foglie. || Simile quando suona l'acqua azzurra sul sasso. | Mite è il lamento del merlo. Un pastore | tacito segue il sole, scende dai colli autunnali. || L'anima non è più che uno sguardo celeste. | Al limite del bosco viene una timida fiera, | posano in fondo le antiche campane e i villaggi di tenebra. || Ma tu meglio conosci il senso degli anni oscuri, | freddo e autunno nelle camere nude; | fuori sul sacro azzurro suonano passi di luce. || Una finestra cigola piano; commuove | la vista del cadente cimitero sul colle, | narrate leggende; ma spesso l'anima schiara | pensiero di uomini lieti, di primavere d'oro. (Infanzia, p. 113)“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„La tua città, che di colui è pianta | che pria volse le spalle al suo fattore | e di cui è la 'nvidia tanto pianta, | produce e spande il maladetto fiore | c'ha disvïate le pecore e li agni, | però che fatto ha lupo del pastore. | Per questo l'Evangelio e i dottor magni | son derelitti, e solo ai Decretali | si studia, sì che pare a' lor vivagni. | A questo intende il papa e' cardinali; | non vanno i lor pensieri a Nazarette, | là dove Gabrïello aperse l'ali. | Ma Vaticano e l'altre parti elette | di Roma che son state cimitero | a la milizia che Pietro seguette, | tosto libere fien de l'avoltero. (Folchetto di Marsiglia: )“

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Léopold Sédar Senghor 14
politico e poeta senegalese 1906 – 2001
„E poiché debbo spiegare le mie poesie, confesserò che quasi tutti gli esseri e le cose che evocano appartengono alla mia terra: qualche villaggio sperduto, i boschi, i bolong e i campi. Mi basta nominarli per rivivere il Regno dell'infanzia – e il lettore con me, spero – "attraverso le foreste di simboli". Vi ho vissuto un tempo, con i pastori e i contadini. [... ] Ho dunque vissuto in quel regno, visto coi miei occhi, sentito con le mie orecchie gli esseri favolosi al di là delle cose: i Kouss nei tamarindi, i Coccodrilli, guardiani delle fonti, i Lamantini, che cantavano nei fiumi, i Morti del villaggio e gli Antenati, che mi parlavano, mi iniziavano alle alterne verità della notte e del giorno. (dalla postfazione a Ethiopiques; Chevrier, p. 94)“

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