Frasi su patimento


„Il racconto dei miei patimenti è tristissimo all'orecchio di chi ascolta e muove a compassione i cuori più duri. (p. 9)“

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Bram Stoker 39
scrittore irlandese 1847 – 1912
„Nessuno può sapere, se non dopo una notte di patimenti, quanto dolce e prezioso al cuore e agli occhi possa essere il mattino. (Jonathan Harker, p. 38)“


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Daniele Comboni 6
missionario e vescovo cattolico italiano 1831 – 1881
„Il missionario dev'essere disposto a tutto. La nostra vita è un misto di dolore e godimenti, di affanni e di speranze, di patimenti e conforti. Si lavora con le mani e con la testa, si viaggia a piedi o in piroga, si studia, si suda, si soffre, si gode: ecco quello che vuole da noi la Provvidenza.“

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Chiara Bosatta 3
religiosa italiana 1858 – 1887
„Spesse volte mi sento come trasportata ad amare Iddio, a soffrire tanto per lui e a consumarmi tutta per lui. Il mio cuore vorrebbe disporsi per Iddio, ma non può, perché se mi avvicino egli mi respinge; se lo prego mi ributta… Se potessi consumarmi tutta di patimenti e d'amore per Iddio. (da Chiara Bosatta: scritti e documenti)“

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Guido Ceronetti 202
poeta, filosofo e scrittore italiano 1927
„Tutte le torture, i patimenti, i terrori (per Némesis, imperdonabili) inflitti agli animali appartengono legittimamente al dolore infinito della storia e ne modificano il senso, se ne abbia uno (patire è essere modificati: tutta la storia, da quel pature oscuro, invendicato dalla parola, il più privo di giudici e tribunali, è modificata).“

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Romolo Gessi 5
geografo, esploratore e militare italiano 1831 – 1881
„Dico la verità: in questa campagna ho visto ogni specie di morti, di patimenti, di torture ed ho dovuto abituarmi a tutto, ma questa volta sentivo il cuore che si gonfiava talmente, da poter a stento trattenere le lacrime, mirando quel viso innocente e privo di vita per mano di quegli infami impastati di ferocia.“

Guglielmo Audisio 22
1801 – 1882
„Legge tremenda di ogni tempo è che le sole opere fortemente concepite, lungamente elaborate, temperate cento volte al fuoco delle Muse, e delle quali, come notò Seneca, siasi anche da sommi ingegni tenuto consiglio formale a ciascun'idea, a ciascuna parola, portano in fronte il suggello della vita: Scripta enim sua torquent, et singulis verbis in consilium vocant. La natura, la coscienza, la fede, addolciscono talvolta sì lunghi e sì ardui patimenti: ma resta l'amaro, e forza è trangugiarlo.“

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Giacomo Leopardi 205
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„Io nei primi anni della conoscenza di Leopardi ebbi molte lettere di lui, tutte stupendissime; le quali (secondo il mio immutabil costume per tutte) distrussi. Erano le più belle lettere possibili. Non saprei dove cercarne. Ho per fermo che in Parma nessuno ne abbia avuto fuorché la Tommasini, e sua figlia la Maestri. Ma ora quella povera famiglia è nella massima desolazione, perché va morendo tra mille patimenti l'unica figlia. Oh caro Viani, è pur pieno di guai questo mondo ! Ella si conservi la sanità, e l'animo forte; e mi abbia sempre per suo vero amico. (Pietro Giordani)“


Leone Traverso 39
traduttore italiano 1910 – 1968
„La costruzione di una filosofia imparziale sarà forse destino di altri, aspirazione per lui; di Nietzsche ogni pensiero è una reazione a qualcos'altro; e — come da Balzac s'è cominciato a scrivere «con tutti i sensi>> — le «prove>> di Nietzsche appaiono lucidissime registrazioni fisiologiche [... ]. Ogni sentenza nietzschiana è filtrata dai suoi patimenti; eroica, non sempre vittoriosa sulle bizzarrie del temperamento, la passione della verità. Ogni fiore della pianta spinosa ha il sapore delle radici. (da "Lettere di Nietzsche", pp. 258- 259)“

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Platone 151
filosofo greco antico -427 – -347 a.C.
„L'anima se ne sta smarrita per la stranezza della sua condizione e, non sapendo che fare, smania e fuor di sé non trova sonno di notte né riposo di giorno, ma corre, anela là dove spera di poter rimirare colui che possiede la bellezza. E appena l'ha riguardato, invasa dall'onda del desiderio amoroso, le si sciolgono i canali ostruiti: essa prende respiro, si riposa delle trafitture e degli affanni, e di nuovo gode, per il momento almeno, questo soavissimo piacere. [... ] Perché, oltre a venerare colui che possiede la bellezza, ha scoperto in lui l'unico medico dei suoi dolorosi affanni. Questo patimento dell'anima, mio bell'amico a cui sto parlando, è ciò che gli uomini chiamano amore.“

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Giosue Carducci 88
poeta e scrittore italiano 1835 – 1907
„[Su Gabriele Rossetti, Il veggente in solitudine, novena seconda, II, IV-VI] A me non avvien mai di rileggere questi versi, che un brivido non mi prenda e non mi si inumidiscano gli occhi. Sento che è cotesto il solo stipendio che gli uomini possono dare al poeta; che è cotesta la sola consolazione alle fatiche ineffabili, ai patimenti non creduti di chi l'arte ama d'amore. Beato quello tra voi, o giovani italiani, che potrà raggiungere cotesto premio; del quale a non pochi nobili ingegni negò la natura fin la speranza, fino il pensiero, fino la degna estimazione. (da Le poesie di Gabriele Rossetti, Barbera, Firenze, 1879; citato in Vittorio Turri, Dizionario storico manuale della letteratura italiana (1000-1900), p. 320)“

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Salvatore Di Giacomo 27
poeta, drammaturgo e saggista italiano 1860 – 1934
„Vito: (con voce piena d'emozione) Ah, Giesù Cristo mio! (Si sberretta. Tutti si sberrettano. Le donne fanno gruppo. Gente alle finestre. Quelle della mala casa si schiudono e qualche figura appare di sotto le persiane.) Io a vuie mm'arraccumanno!... (Cade lentamente in ginocchio. A uno a uno tutti si piegano o s'inginocchiano. Appare, in questo, dal vicolo a destra, donn'Amalia, s'arresta, sorpresa, e ascolta.) Io a te mm'arraccumanno cull'ànema e c' 'o cuorpo! Tu mm' aie da scanzà, tu mm'aie libberà, e p' 'e patimente ca 'e patuto e pe sta curona 'e spine... (levandosi risoluto, il braccio teso verso il Cristo, il berretto nella mano). Io te faccio 'o voto 'e levà na femmena d' 'o peccato! (p. 18-19)“


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Fëdor Dostoevskij 256
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881
„È una prova necessaria per me, dicono! A che scopo, a che scopo tutte queste prove insensate? A che scopo? forse che allora, distrutto dai patimenti, rimbambito, ridotto a una senile impotenza dopo vent'anni di lavori forzati, avrò una piú chiara consapevolezza di adesso? e allora perché vivere? Perché adesso acconsento a vivere a quel modo? Oh, lo sapevo di essere un vile, quando stamane, all'alba, guardavo giú nella Nevà! [... ] Ma perché loro mi vogliono tanto bene, se io non lo merito! Oh, se fossi solo e nessuno mi amasse, se io stesso non avessi mai amato nessuno! Tutto questo non ci sarebbe! Ma è curioso, chissà se in questi futuri quindici-venti anni la mia anima si ammansirà al punto che io mi riduca a piagnucolare, pieno di umiltà, davanti alla gente, dandomi ad ogni piè sospinto del malfattore? (Raskòl'nikov; VI, VI; 1993, p. 617)“

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Edward Morgan Forster 121
scrittore britannico 1879 – 1970
„No, non aveva nessuna voglia di rifare quell'esperienza. Piú ci pensava, piú le riusciva sgradevole e paurosa. Le ripugnava molto di piú adesso che sul momento. La folla e il lezzo poteva dimenticarli, ma l'eco stava cominciando a minare la sua presa sulla vita in chi sa quale indescrivibile modo. Sorprendendola in un momento di stanchezza, era riuscita a mormorare: «Il patetico, la pietà, il coraggio... esistono, ma sono identici, tale e quale come il sudiciume. Tutto esiste, niente ha valore». Se in quel luogo una avesse proferito un'infamia, o citato versi sublimi, il commento sarebbe stato lo stesso: «uu-buum». Se uno avesse parlato con le lingue degli angeli o chiesto grazia per tutta l'infelicità e l'incomprensione del mondo, passata presente e futura, per tutti i patimenti che gli uomini debbono subire, quale che sia la loro opinione o condizione, e comunque si ingegnino di evitarli o dissimularli – il risultato sarebbe stato lo stesso, il serpente sarebbe disceso per poi tornare al soffitto. I diavoli appartengono al nord, e su di loro si possono scrivere poesie; ma nessuno avrebbe potuto rendere romantico il Marabar, per. ché spogliava l'infinito e l'eterno della loro immensità, l'unico attributo capace di adattarli al genere umano. (cap. XIV, p. 163)“

Alexander Balmain Bruce 1
teologo scozzese 1831 – 1899
„Gli stoici [... ] credevano e dicevano che nel mondo, dopo Dio, non v'è nulla di più importante dell'uomo, e che nell'uomo nulla è più importante dello spirito [... ]. Essi sottoponevano la loro natura umana a digiuni e patimenti poiché non davano alla passione alcuna funzione nel perseguimento del loro ideale etico di saggezza apatica. Chiudevano gli occhi di fronte a fatti evidenti dell'esperienza pretendendo di considerare insignificanti gli eventi esterni e la sofferenza come se non fosse un male. Mettevano a tacere la voce dell'umanità nei loro cuori indulgendo in un crudele disprezzo per il debole e il folle.“

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Fernando Savater 44
filosofo e scrittore spagnolo 1947
„Anche se creduta solo a metà, la promessa religiosa serve a molti come lenitivo del patimento anticipato della nostra perdizione morale. In vista del beneficio anestetico che fornisce, i credenti ignorano la sua inverosimiglianza, e negoziano come possono la propria condotta quotidiana con le proibizioni e le regole promulgate dai sacerdoti, proclamatisi amministratori del rimedio teologico.“

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