Frasi, citazioni e aforismi su patriarca

Domenico Petrini 2
critico letterario italiano 1902 – 1931
„Tutta questa produzione lirica, uscita dal ritorno umanistico ai classici e dal rinsaldamento della personalità del Rinascimento, andrà guardata non con a fronte l'ideale d'una poesia in cui un sentimento si crei intorno la commossa e pur conclusa risonanza della parola che si fa canto ma come un'espressione a volta a volta agitata ed eloquente di un'umanità che esprime per essa il suo ideale di vita: come oratoria e non come poesia. Un'oratoria il cui continuo pericolo, ma anche spesso evitato, è di finire letteratura: ma che talora, spesso, ha una voce sua.Guardiamo Chiabrera: in lui tutto il gusto dell'età sua: nelle canzoni, mitologia avant toute chose: ma anche Bibbia, come voleva Tasso e come aveva fatto Herrera per Lepanto e come farà Filicaia per Vienna; la vita contemporanea, levata al livello dell'antico ha un'esaltazione eroica in cui l'umano perde ogni original forma di vita e si difà nel mito. (in Binni e Scrivano, p. 601)“

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Agostino d'Ippona 68
filosofo, vescovo, teologo e santo berbero con cittadina... 354 – 430
„A proposito dei Patriarchi viene messo in rilievo che erano allevatori di bestiame fin dalla loro infanzia, come lo erano stati i loro genitori. E a ragione: poiché senza dubbio giusta servitù e giusto dominio si ha quando le bestie sono sottomesse all'uomo e l'uomo ha il dominio sulle bestie. Così infatti fu detto quando l'uomo fu creato: Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza; e abbia il potere sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e su tutte le bestie che sono sulla terra (Gn 1, 26). Con ciò si fa vedere che la ragione deve avere il dominio su gli esseri privi di ragione. Ma a far sì che una persona divenisse schiava di un'altra persona è stato il peccato o l'avversità: il peccato, come è detto: Sia maledetto Canaan! Schiavo sarà dei suoi fratelli (Gn 9, 25); l'avversità, al contrario, come accadde allo stesso Giuseppe di diventare schiavo di uno straniero dopo essere stato venduto dai suoi fratelli. Pertanto furono le guerre a creare schiavi coloro ai quali nella lingua latina fu posto questo nome. Infatti un uomo che fosse stato vinto da un altro uomo e che per diritto di guerra poteva essere ucciso, poiché veniva invece salvato, fu chiamato servus (schiavo); per lo stesso motivo si chiamano anche mancipia (schiavi) perché sono stati manu capta (presi con la mano). Tra gli uomini vige anche l'ordine della natura per cui le donne siano soggette ai mariti e i figli ai genitori, poiché anche in questo caso è giusto che la ragione più debole sia soggetta alla più forte. Riguardo perciò al comandare e al servire è evidentemente giusto che coloro i quali sono superiori quanto alla ragione siano superiori anche quanto al comando. Quando quest'ordine di cose viene sconvolto nel nostro mondo dall'iniquità degli uomini o dalla diversità delle nature carnali, i giusti sopportano il pervertimento temporale per possedere alla fine la felicità eterna assolutamente conforme all'ordine. (da Questioni sull'Eptateuco, Libro I, § 153)“


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Papa Vigilio 1
59° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica
„Se qualcuno dice o ritiene che il castigo dei demoni e degli uomoni empi è temporaneo e che esso avrà fine dopo un certo tempo, cioè ci sarà un ristabilimento (apocatastasi) dei demoni o degli uomini empi sia anatema. (Editto dell'imperatore Giustiniano al patriarca Menas di Costantinopoli, 411).“

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Erri De Luca 195
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„E[rri]: Da quando scalo e arrampico, ho stima di tutte le creature che lo fanno meglio di me, dal ragno all'orango. Ammiro la mancanza di sforzo, l'eleganza che è sempre il risultato di un risparmio di energia. Penso agli animali per desiderio della loro perfezione. Sono i miei patriarchi, i miei maestri. (p. 12)“

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Italo Svevo 83
1861 – 1928
„Adesso che invecchio e m'avvicino al tipo del patriarca, anch'io sento che un'immoralità predicata è più punibile di un'azione immorale. Si arriva all'assassinio per amore o per odio; alla propaganda dell'assassinio solo per malvagità. (cap. 4; 1988, p. 32)“

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Antonio Rosmini 25
filosofo e sacerdote italiano 1797 – 1855
„Perciò non pensiamo a questo Istituto [Istituto della Carità], ma sempre alla Chiesa di Cristo, richiamando nel gaudio del nostro cuore le promesse che ci furono tramandate in eredità riguardo al regno di Cristo e l'immobilità del divino consiglio. E imitiamo la fede e la longanimità dei Patriarchi, come esorta S. Paolo che di Abramo dice: Sopportando con longanimità ottenne la promessa. Poiché nulla di ciò che accade, anche se in apparenza contrario al regno di Dio, diminuirà la nostra gioia, finché confideremo in Cristo Gesù. (Costituzioni dell'Istituto della Carità, n.° 468)“

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Sam Harris 9
filosofo e saggista statunitense 1967
„Prendiamo la religione del Giainismo. I giainisti credono a tante cose improbabili [... ] ma non credono a niente che possa accendere i fuochi dell'inquisizione. Probabilmente tu pensi che l'inquisizione sia una perversione del "vero" spirito della cristianità. Forse lo era. Il problema, però, è che gli insegnamenti della Bibbia sono così confusi e contraddittori che è stato possibile per i cristiani bruciare vivi degli eretici tranquillamente per cinque lunghi secoli. Addirittura è stato possibile per molti venerati patriarchi della Chiesa, come Sant'Agostino e San Tommaso D'Aquino, concludere che gli eretici debbano essere torturati (Agostino) o uccisi direttamente (D'Aquino). Martin Lutero e Giovanni Calvino erano decisi sostenitori dell'uccisione in massa degli eretici, degli apostati, degli ebrei e delle streghe. Naturalmente, sei libero di interpretare la Bibbia in modo diverso ― ma non è sorprendente che tu sia riuscito a comprendere il vero significato della cristianità, mentre i più influenti pensatori della storia della fede hanno fallito?“

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John Mandeville 1
scrittore 1300 – 1372
„Benché i greci siano cristiani, la loro dottrina. Essi infatti sostengono che lo Spirito Santo non procede dal Figlio, ma soltanto dal Padre; e non ubbidiscono alla chiesa di Roma né al papa, affermando che il loro patriarca ha tanto potere dall'altra parte del mare quanto il papa ne ha da questa. Perciò papa Giovanni XXII mandò loro diverse lettere per spiegare come la fede cristiana dovesse essere una sola, e come essi dovessero sottomettersi al papa, vicario di Dio sulla terra, al quale Dio aveva dato il potere di legare e di assolvere, e al quale dunque bisognava sottostare. Ed essi gli mandarono diverse risposte, dicendogli fra l'altro: «Potentiam tuam summam circa tuos subiectos firmiter credimus. Superbiam tuam summam tolerare non possumus. Avaritiam tuam summam satiare non intendimus. Dominus tecum; quia Dominus nobiscum est». Il che vuol dire: «Sappiamo bene che il tuo potere è grande sui tuoi sudditi, ma noi non possiamo tollerare la tua grande superbia. Non intendiamo saziare la tua somma avarizia. Che Dio sia con te, come Dio è con noi». E da loro non ebbe altra risposta. (cap. III; 1982)“


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Maxime Du Camp 1
scrittore, accademico e fotografo francese 1822 – 1894
„Prima di arrivare a Palmi, entriamo in una foresta di olivi, quali non ho mai visto. Certo gli oliveti della pianura di Smirne, enormi, larghi, venerabili per vecchiezza sono belli e si può salutare in essi i patriarchi della vegetazione; gli oliveti della Attica sono splendidi, ombrosi, e agitano le loro chiome argentee alle brezze che vengono dal golfo di Egina; gli oliveti del giardino famoso di Gerusalemme, malgrado le ferite che il tempo ha loro fatte, hanno un aspetto severo e triste che commuove, quando si pensa al dramma terribile di cui furono leggendari testimoni. Né gli uni, né gli altri, tuttavia, possono essere paragonati agli oliveti della Piana. (da Da Palermo al Volturno: memorie di un garibaldino, traduzione Lillia de Rosa, introduzione e cura di Marsilio Bacci, Cappelli, Bologna 1974)“

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Giuseppe Fava 8
scrittore, giornalista e drammaturgo italiano 1925 – 1984
„Vi racconto una piccola atroce storia per capire quale possa essere talvolta la posizione del potere politico dentro una vicenda mafiosa, una storia vecchia di alcuni anni fa e che oggi non avrebbe senso e che tuttavia in un certo modo interpreta tutt'oggi il senso politico della mafia. Nel paese di Camporeale, provincia di Palermo, nel cuore della Sicilia, assediato da tutta la mafia della provincia palermitana, c'era un sindaco democristiano, un democristiano onesto, di nome Pasquale Almerico, il quale essendo anche segretario comunale della DC, rifiutò la tessera di iscrizione al partito ad un patriarca mafioso, chiamato Vanni Sacco ed a tutti i suoi amici, clienti, alleati e complici. Quattrocento persone. Quattrocento tessere. Sarebbe stato un trionfo politico del partito, in una zona fino allora feudo di liberali e monarchici, ma il sindaco Almerico sapeva che quei quattrocento nuovi tesserati si sarebbero impadroniti della maggioranza ed avrebbero saccheggiato il Comune. Con un gesto di temeraria dignità, rifiutò le tessere.
Respinti dal sindaco, i mafiosi ripresentarono allora la domanda alla segreteria provinciale della DC, retta in quel tempo dall'ancora giovane Giovanni Gioia, il quale impose al sindaco Almerico di accogliere quelle quattrocento richieste di iscrizione, ma il sindaco Almerico, che era medico di paese, un galantuomo che credeva nella DC come ideale di governo politico, ed era infine anche un uomo con i coglioni, rispose ancora di no. Allora i postulanti gli fecero semplicemente sapere che, se non avesse ceduto, lo avrebbero ucciso, e il sindaco Almerico, medico galantuomo, sempre convinto che la Dc fosse soprattutto un ideale, rifiutò ancora. La segreteria provinciale s'incazzò, sospese dal partito il sindaco Almerico e concesse quelle quattrocento tessere. Il sindaco Pasquale Almerico cominciò a vivere in attesa della morte. Scrisse un memoriale indirizzato alla segreteria provinciale e nazionale del partito denunciando quello che accadeva e indicando persino i nomi dei suoi probabili assassini. E continuò a vivere nell'attesa della morte. Solo, abbandonato da tutti. Nessuno gli dette retta, lo ritennero un pazzo visionario che voleva continuare a comandare da solo la città emarginando forze politiche nuove e moderne.
Talvolta lo accompagnavano per strada alcuni amici armati per proteggerlo. Poi anche gli amici scomparvero. Una sera di ottobre mentre Pasquale Almerico usciva dal municipio, si spensero tutte le luci di Camporeale e da tre punti opposti della piazza si cominciò a sparare contro quella povera ombra solitaria. Cinquantadue proiettili di mitra, due scariche di lupara. Il sindaco Pasquale Almerico venne divelto, sfigurato, ucciso e i mafiosi divennero i padroni di Camporeale. Pasquale Almerico, per anni, anche negli ambienti ufficiali del partito venne considerato un pazzo alla memoria. (da I Siciliani, gennaio 1983)“

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Mary Midgley 12
filosofa inglese 1919
„I gorilla effettivamente minacciano, ma proprio per evitare la lotta; con un'apparenza abbastanza terribile, un patriarca gorilla può respingere gli intrusi e difendere la sua famiglia senza esporsi al fastidio e al pericolo di una reale lotta. Lo stesso sembra si possa dire di altre scimmie, particolarmente delle scimmie urlatrici, il cui ululato terribile gelava il sangue del cacciatore bianco. Poiché le urlatrici hanno ridotto il problema delle controversie ai termini più bassi e più soddisfacenti: quando due gruppi contendono per un territorio, si siedono e urlano a gola spiegata, e il gruppo che fa più baccano vince. (p. 104)“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria.“


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Andrea Riccardi 112
storico, accademico e pacifista italiano 1950
„Sarà chiamato l’incontro di Cuba, quello tra Francesco, e il patriarca di Mosca, Kirill. I leader delle due più grandi Chiese tradizionali, cattolica e russa, non possono non parlarsi. Il mondo globalizzato, per certi versi, si unisce: la distanza tra le Chiese è un non senso o, di più, uno scandalo.“

Liside 2
filosofo greco antico -388
„Si racconta che tu, o Ipparco, insegni filosofia a chiunque incontri, anche pubblicamente, cosa che Pitagora ha proibito severamente, come tu ben sai, ma tu non mantieni tale divieto perché hai gustato in Sicilia, mio caro, quel lussuoso stile di vita, rispetto a cui quella regola non doveva essere per te secondaria. Se tu dovessi cambiare atteggiamento, io me ne rallegrerò, diversamente tu sei morto. Infatti pietà vorrebbe che ci si ricordasse dei precetti sia divini che umani di Pitagora, e non si condividessero i beni della sua sapienza con coloro che nemmeno in sogno si sono purificati nell'anima, perché non è lecito offrire a chiunque capiti ciò che si è acquisito seriamente con cosi grandi battaglie, né esporre ai non iniziati i misteri delle due dee di Eleusi; coloro che questo sono tanto ingiusti quanto empi.“

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Edmund Husserl 12
filosofo e matematico austriaco 1859 – 1938
„Nessun filosofo del passato infatti ha contribuito in modo così decisivo al senso della fenomenologia come il maggior pensatore francese, Renato Cartesio. È lui che la fenomenologia deve onorare come suo patriarca. (da Cartesianische Meditationen und Pariser Vorträge; citato in Alexandre Koyré, Lezioni su Cartesio)“

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Jean Leclercq 4
1911 – 1993
„Una delle caratteristiche del libro è di consegnare le parole e i fatti del passato. Così Maria è un libro perché, come un libro, conserva nel suo cuore gli esempi dei patriarchi, le parole dei profeti, i fatti e i gesti dei pastori, dei magi, di Simeone, di Anna e infine le parole e le opere di suo Figlio.“

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