Frasi su patriarca

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Agostino d'Ippona 68
filosofo, vescovo, teologo e santo berbero con cittadina... 354 – 430
„A proposito dei Patriarchi viene messo in rilievo che erano allevatori di bestiame fin dalla loro infanzia, come lo erano stati i loro genitori. E a ragione: poiché senza dubbio giusta servitù e giusto dominio si ha quando le bestie sono sottomesse all'uomo e l'uomo ha il dominio sulle bestie. Così infatti fu detto quando l'uomo fu creato: Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza; e abbia il potere sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e su tutte le bestie che sono sulla terra (Gn 1, 26). Con ciò si fa vedere che la ragione deve avere il dominio su gli esseri privi di ragione. Ma a far sì che una persona divenisse schiava di un'altra persona è stato il peccato o l'avversità: il peccato, come è detto: Sia maledetto Canaan! Schiavo sarà dei suoi fratelli (Gn 9, 25); l'avversità, al contrario, come accadde allo stesso Giuseppe di diventare schiavo di uno straniero dopo essere stato venduto dai suoi fratelli. Pertanto furono le guerre a creare schiavi coloro ai quali nella lingua latina fu posto questo nome. Infatti un uomo che fosse stato vinto da un altro uomo e che per diritto di guerra poteva essere ucciso, poiché veniva invece salvato, fu chiamato servus (schiavo); per lo stesso motivo si chiamano anche mancipia (schiavi) perché sono stati manu capta (presi con la mano). Tra gli uomini vige anche l'ordine della natura per cui le donne siano soggette ai mariti e i figli ai genitori, poiché anche in questo caso è giusto che la ragione più debole sia soggetta alla più forte. Riguardo perciò al comandare e al servire è evidentemente giusto che coloro i quali sono superiori quanto alla ragione siano superiori anche quanto al comando. Quando quest'ordine di cose viene sconvolto nel nostro mondo dall'iniquità degli uomini o dalla diversità delle nature carnali, i giusti sopportano il pervertimento temporale per possedere alla fine la felicità eterna assolutamente conforme all'ordine. (da Questioni sull'Eptateuco, Libro I, § 153)“

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Marie-Dominique Chenu 2
teologo francese 1895 – 1990
„Ho mangiato con il patriarca Maximos ed i melchiti. [... ] Mi racconta di- [110] versi aneddoti, fra cui questo. Il suo predecessore, Gregorios, al concilio Vaticano I, era contrario all'opportunità di una definizione dell'infallibilità. In occasione dell'udienza di congedo, bacia il piede di Pio IX, come richiede il protocollo. Pio IX allora appoggia il piede sulla testa di Gregorios, dicendo: «Questa testa dura». Gregorios non rimise piede in Vaticano. Gesto ingiurioso e odioso, doppiamente inaccettabile in Oriente; persino il bacio del piede. (da Diario del Vaticano II. Note quotidiane al Concilio 1962-1963, Il Mulino, Bologna, 1996, pp. 109-110)“


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Andrea Riccardi 112
storico, accademico e pacifista italiano 1950
„Nel patrimonio religioso ci sono le motivazioni del destino comune dei popoli nella madre terra. Vanno riproposte. I leader religiosi e i credenti debbano vivere una conversione ecologica, comunicando stili di vita differenti. Tale conversione è motivata in profondità dalle loro tradizioni. Leader illuminati, come il patriarca Bartolomeo o papa Francesco, lo mostrano...“

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Aldo Palazzeschi 120
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Ma questo Papa è intelligente?, siamo sicuri che è intelligente? Tutti dicono che è simpatico, che è un bravo curato di campagna, che è meglio dell'altro... Ma lì in Vaticano ci vuole uno che la sappia lunga, un curato di campagna può essere la miglior persona del mondo, ma non può bastare! Io conosco Roncalli da quando era patriarca di Venezia: beh, le dirò francamente, se è intelligente, in che misura, non sono ancora riuscito a capirlo.“

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Dante Graziosi 9
politico e scrittore italiano 1915 – 1992
„Il babbo frequentava volentieri il Mulino della Baraggia: vi andava quando voleva fare una passeggiata in bicicletta, magari con un sacchetto di granoturco sul manubrio per riportarne farina da polenta. [... ] Il mugnaio, là dentro, quando tutte le macine giravano, sembrava un patriarca felice nel centro del suo mondo; per cavargli di bocca qualcosa, il babbo doveva toccare due soli argomenti, la guerra sul Carso o la pesca delle trote nello slargo della gora. (da Storie di brava gente, Rusconi, 1982)“

Carlo Antonio de Rosa 4
1638 – 1712
„Se tanti encomj ha ricevuti il S. Dottore ne' tempi dei progressi delle lettere, quanti non dovette riceverne ne' tenebrosi secoli in cui visse? Egli comparve qual vero prodigio, e per tal cagione venne raffigurato coll'emblema del Sole che sgombra le tenebre. Regnò in tutte le scuole, e specialmente in quelle dell'inclito suo Ordine, ove tuttavia riscuole la giusta venerazione e rispetto. Ma in mezzo a tanta gloria dovette incontrare validi oppositori, fra' quali primeggiò il Francescano Giovanni Duns, detto Scoto dalla sua patria Scozia, del quale si feron seguaci i figli del Patriarca d' Assisi, essendosi verificato fin da quei tempi che i sommi ingegni deggiono avere chi si opponga a' loro sistemi, e sien pure tali da non meritar disapprovazione. (p. 28)“

Antonio Sicari 6
presbitero e teologo italiano 1943
„Nel processo del 1626 il pievano di Cascia depose: «Quotidianamente quasi tutti gl'habitatori di questa terra vanno a raccomandarsi al corpo di questa beata Rita, dove ricevono grazie, ed ho inteso dire dalli Antichi che per il passato questo medesimo è stato fatto». Da allora un incredibile e costante flusso di pellegrini lega quel piccolo paese umbro al mondo intero. In Rita ricercano certo la «santa degli impossibili», ma nel senso che può tutto colei che tanto ha conosciuto e tanto ha amato: i devoti cercano la ragazza desiderosa di Dio, la donna dal matrimonio difficile, la sposa privata violentemente dello sposo, la madre che non sa più cosa fare per salvare i propri figli, la vedova capace di perdono e di bontà, la donna consacrata che sta accanto alla Croce per ricevere e distribuire quella grazia e quella salvezza. Nella storia del nostro popolo Rita è la sorella minore di due grandi santi dell'Umbria: il grande patriarca san Benedetto da Norcia (situata a pochi chilometri da Cascia) e san Francesco d'Assisi. Ella, però, è, forse, la più amata dal popolo [... ]. (p. 139)“

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Rubén Darío 2
poeta, giornalista e diplomatico nicaraguense 1867 – 1916
„Nel suo paese di ferro vive il grande vecchio, | il bel patriarca, santo e sereno, | il corrusco cipiglio, d'olimpico splendore | comanda e conquista con nobile incanto. || La sua anima pare specchio dell'infinito | le sue stanche spalle sono degne di manto, | come arpa scolpita da una vecchia quercia | come nuovo profeta canta il suo canto. || Sacerdote che il divino soffio alimenta | annuncia nel futuro un tempo migliore | dice all'aquila: «Vola», e, «Voga» al marinaio || e «Lavora» al robusto lavoratore, | così va il poeta sulla sua strada | con superbo rostro imperiale! (da Walt Whitman)“


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John Mandeville 1
scrittore 1300 – 1372
„Benché i greci siano cristiani, la loro dottrina. Essi infatti sostengono che lo Spirito Santo non procede dal Figlio, ma soltanto dal Padre; e non ubbidiscono alla chiesa di Roma né al papa, affermando che il loro patriarca ha tanto potere dall'altra parte del mare quanto il papa ne ha da questa. Perciò papa Giovanni XXII mandò loro diverse lettere per spiegare come la fede cristiana dovesse essere una sola, e come essi dovessero sottomettersi al papa, vicario di Dio sulla terra, al quale Dio aveva dato il potere di legare e di assolvere, e al quale dunque bisognava sottostare. Ed essi gli mandarono diverse risposte, dicendogli fra l'altro: «Potentiam tuam summam circa tuos subiectos firmiter credimus. Superbiam tuam summam tolerare non possumus. Avaritiam tuam summam satiare non intendimus. Dominus tecum; quia Dominus nobiscum est». Il che vuol dire: «Sappiamo bene che il tuo potere è grande sui tuoi sudditi, ma noi non possiamo tollerare la tua grande superbia. Non intendiamo saziare la tua somma avarizia. Che Dio sia con te, come Dio è con noi». E da loro non ebbe altra risposta. (cap. III; 1982)“

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Andrea Riccardi 112
storico, accademico e pacifista italiano 1950
„Sarà chiamato l’incontro di Cuba, quello tra Francesco, e il patriarca di Mosca, Kirill. I leader delle due più grandi Chiese tradizionali, cattolica e russa, non possono non parlarsi. Il mondo globalizzato, per certi versi, si unisce: la distanza tra le Chiese è un non senso o, di più, uno scandalo.“

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Mary Midgley 12
filosofa inglese 1919
„I gorilla effettivamente minacciano, ma proprio per evitare la lotta; con un'apparenza abbastanza terribile, un patriarca gorilla può respingere gli intrusi e difendere la sua famiglia senza esporsi al fastidio e al pericolo di una reale lotta. Lo stesso sembra si possa dire di altre scimmie, particolarmente delle scimmie urlatrici, il cui ululato terribile gelava il sangue del cacciatore bianco. Poiché le urlatrici hanno ridotto il problema delle controversie ai termini più bassi e più soddisfacenti: quando due gruppi contendono per un territorio, si siedono e urlano a gola spiegata, e il gruppo che fa più baccano vince. (p. 104)“

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Lope De Vega 41
1562 – 1635
„Se avesse incontrato insieme un angelo e un povero, avrebbe lasciato l'angelo e abbracciato il povero. (da Canzone all'eccelso padre e patriarca san Giovanni di Dio)“


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Jean Leclercq 4
1911 – 1993
„Una delle caratteristiche del libro è di consegnare le parole e i fatti del passato. Così Maria è un libro perché, come un libro, conserva nel suo cuore gli esempi dei patriarchi, le parole dei profeti, i fatti e i gesti dei pastori, dei magi, di Simeone, di Anna e infine le parole e le opere di suo Figlio.“

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Papa Vigilio 1
59° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica
„Se qualcuno dice o ritiene che il castigo dei demoni e degli uomoni empi è temporaneo e che esso avrà fine dopo un certo tempo, cioè ci sarà un ristabilimento (apocatastasi) dei demoni o degli uomini empi sia anatema. (Editto dell'imperatore Giustiniano al patriarca Menas di Costantinopoli, 411).“

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Edmund Husserl 12
filosofo e matematico austriaco 1859 – 1938
„Nessun filosofo del passato infatti ha contribuito in modo così decisivo al senso della fenomenologia come il maggior pensatore francese, Renato Cartesio. È lui che la fenomenologia deve onorare come suo patriarca. (da Cartesianische Meditationen und Pariser Vorträge; citato in Alexandre Koyré, Lezioni su Cartesio)“

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Erri De Luca 195
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„E[rri]: Da quando scalo e arrampico, ho stima di tutte le creature che lo fanno meglio di me, dal ragno all'orango. Ammiro la mancanza di sforzo, l'eleganza che è sempre il risultato di un risparmio di energia. Penso agli animali per desiderio della loro perfezione. Sono i miei patriarchi, i miei maestri. (p. 12)“

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