Frasi su pavese

Io trovo molto bello questo maltrattarci insaziabile [... ] siamo una bellissima coppia discorde. (dal carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi)

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Cesare Pavese 226
scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano 1908 – 1950

Saprò diventare come vuoi. Devo diventarlo, perché non voglio che la nostra storia somigli alle altre che ho bruciato. (dal carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi)

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Cesare Pavese 226
scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano 1908 – 1950

C'è sempre un punto vulnerabile nella vita di Pavese, un punto che lo espone alla bellezza e all'intuizione del gusto della vita, ma questa sembra non trovare possibilità di sviluppo.

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Antonio Spadaro 48
gesuita, scrittore e teologo italiano 1966

[Riferito a Rino Gaetano] Dagli autori che leggeva, Dante, Pavese, Palazzeschi, dalla musica che ascoltava, dalle apparizioni in tv. Volevo tirare fuori un lato di lui che non si è mai visto, la parte più poetica e fragile.

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Claudio Santamaria 5
attore e doppiatore italiano 1974

Leggo molto, ma disordinatamente. [... ] A volte cerco le poesie di Pasolini, specialmente «Le ceneri di Gramsci». Leggo Pavese, torno a De Libero, rileggo Rimbaud, che trovo magari ricordato in relazione a un lavoro cinematografico. Leopardi comunque è una presenza continua. Se parto per lunghi viaggi, mi metto in tasca «I Canti.

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Alberto Lattuada 12
regista italiano 1914 – 2005

Pavese sembra incapace di riconoscere che la condizione aurorale dell'infanzia non è solamente terra a cui far ritorno per capire la realtà e luogo in cui trovare rifugio, ma condizione stessa dell'esperienza del mistero del reale, possibilità di una conoscenza intesa come «prima volta» e non sempre e soltanto «seconda.

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Antonio Spadaro 48
gesuita, scrittore e teologo italiano 1966

La letteratura italiana continua a girare attorno ai soliti tre o quattro nomi: Calvino, Gadda, Pavese... Poi viene soltanto una modesta scuola postmoderna nella quale non mi riconosco; un relativismo che finisce per dissolvere l'idea stessa del male. E diciamo la verità, questo vale anche per una certa letteratura americana à la page... non certo Faulkner o Bellow.

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Enzo Bettiza 31
scrittore italiano 1927

Crudele lo sono ancora certamente, se crudeltà si può chiamare il normale contegno di chi rispetta le donne al punto di non volerne sapere di loro. [... ] Per guarire da ogni nostalgia amorosa non c'è che sperimentare d'essere amato o voluto o bramato o quello che vuoi, da una persona che ci dia ai nervi. (dal carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi)

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Cesare Pavese 226
scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano 1908 – 1950

Pavese voleva che lo leggessi per farmi capire la differenza tra la letteratura inglese e quella americana. Gli altri libri che mi lasciò quella sera con questa intenzione furono l' Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, l' Autobiografia di Sherwood Anderson e i Fili d'erba di Walt Whitman. (Fernanda Pivano)

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Ernest Hemingway 135
scrittore e giornalista statunitense 1899 – 1961

[Su Marcel Proust e Albert Einstein] L'uno e l'altro hanno il senso, l'intuizione, la comprensione delle grandi leggi naturali... Il mondo proustiano, in cui il tempo ha una importanza tanto grande, è un mondo a quattro dimensioni come il mondo einsteiniano della relatività ristretta. Proust come Einstein, nella sua descrizione del mondo ha tenuto conto di "decimali" finora ignorati. (citato in François Cruciani, Marcel Proust, traduzione di Claudio Pavese e Manuela Pulga, I Giganti Mondadori, 1974, p. 123)


[Sulla Juventus del Quinquennio d'oro] La Juventus gioca bene, vince sempre e non è né lombarda, ne emiliana, né veneta, né toscana: appartiene a una regione che ha innervato l'esercito e la burocrazia nazionali: di quella regione il capoluogo è stato anche capitale d'Italia [... ] Nessuna città periferica aveva contratto odii nei suoi confronti, all'epoca dei Comuni. Essa batteva ormai le decadenti squadre del Quadrilatero [piemontese] e offriva agli altri italiani la soddisfazione di umiliare le città che nel Medio Evo avevano spadroneggiato: i romagnoli andavono in visibilio quando Bologna veniva mortificata dalla Juventus così come i lombardi di parte ghibellina come pavesi e comaschi quando le milanesi venivano battuti in breccia, e ancora i lombardi che avevano squadre proprie come bergamaschi, bresciani e cremonesi, e le vedevano puntualmente vendicate dalla Juventus.

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Gianni Brera 78
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992

Tu sei padronissimo di scrivermi la solita lettera cinica arcigna desesperada e angolosa. (dal carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi)

Bianca Garufi 2
scrittrice, poetessa e psicoanalista italiana 1918 – 2006

[... ] quel che resta sono le opere aristocratiche dei vinti, i Tomasi e i Buzzati, i Praz e i Morselli, i Berto e gli Alianello. O di vinti a disagio nel campo dei vincitori, come Pavese e Pasolini. (da I vinti: i perdenti della globalizzazione e loro elogio finale, Mondadori, Milano, 2004, p. 121)

Marcello Veneziani 34
giornalista e scrittore italiano 1955

Quella sera aveva inghiottito la sua polvere assassina; nessuno di noi gliela aveva tolta dalle mani. Ci ha perdonato, ci ha chiesto perdono. Di che cosa, Pavese? Che cosa le avevo fatto, che cosa mi aveva fatto, che cosa ci aveva fatto dopo aver aiutato decine di scrittori a farsi conoscere, con quel suo viso tragico che aveva dimenticato il sorriso, quella sua vita segreta che non aveva svelato a nessuno, quella sua infinita conoscenza del mondo che non le è bastata per sopportarlo.

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Fernanda Pivano 21
traduttrice italiana 1917 – 2009

Italo Calvino è uno degli scrittori italiani più sopravvalutati. Con nomi come Cesare Pavese, Gabriele D'Annunzio o Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Calvino è sicuramente un minore ed è la prova della smemoratezza culturale italiana. (dall'intervista [http://www. ilsussidiario. net/mobile/Educazione/2015/6/17/Prima-Prova-Maturita-2015-Tracce-e-temi-d-italiano-svolti-Resistenza-e-Risorgimento-tratti-comuni-Esami-di-Stato-oggi-17-giugno-/617879/ Sgarbi: Calvino sopravvalutato, che errore del Miur], il Sussidiario. net, 17 giugno 2015)

Vittorio Sgarbi foto
Vittorio Sgarbi 133
critico d'arte, politico e opinionista italiano 1952

Ho voluto bene a Pavese e proprio per questo non avrei mai tentato di farlo rivivere attraverso il suo dramma umano e le pagine dei suoi libri. A dieci anni dalla morte – 27 agosto 1950 – ho maturato questa decisione, spinto da due considerazioni: la prima perché troppi hanno scritto di Pavese senza conoscenza né fede; la seconda per una conversazione avuta con lui, nel lontano 1945, che allora mi parve tanto straordinaria e assurda da poterla ricostruire.

Davide Lajolo 4
scrittore, politico e giornalista italiano 1912 – 1984

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