Frasi su pegno

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Bertran de Born 1
barone occitano e poeta trovatore 1140 – 1215
„Sono felice quando vedo robusti castelli assediati e le palizzate rotte e sfondate, e l'esercito sulla sponda del fossato recinto da un fronte di robusti pali. Masse di armi, di spade, di elmi variopinti e scudi noi vedremo infranti e fatti a pezzi al primo scontro. E quando saremo entrati nella mischia ogni uomo d'onore non pensi ad altro che a troncare teste e braccia, perchè è meglio morire che sopravvivere da vinti. Io ve lo dico, non trovo nel mangiare, nel bere e nel dormire quel piacere che invece mi prende quando sento gridare "All'assalto!" e vedo le due schiere avanzare e sento nitrire i cavalli privi di cavalieri fra gli alberi, e urlare "Aiuto, aiuto!", e quando vedo rotolare sull'erba dei fossati cavalieri e baroni, e quando vedo i morti che hanno ancora conficcati nei fianchi i monconi di aste con le loro insegne. Baroni, date in pegno castelli borgate e città, piuttosto che cessare di farvi la guerra l'un l'altro! (da Elogio della guerra, trad. in Renzo Biagini, La storia dell'uomo, p. 7, Le Monnier, 1983)“

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Paul Valéry 143
scrittore, poeta e aforista francese 1871 – 1945
„L'uomo Porta su di sé la propria morte come un segreto, un tesoro nascosto, un pegno certo della fine di ogni cosa- un nulla, che riassume il tutto.“


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Michail Jurjevič Lermontov 41
poeta, drammaturgo e pittore russo 1814 – 1841
„Io sempre amai nella mia vita | la solitudine scontrosa, | ove in me stesso mi chiudevo, | temendo, a rivelar tristezza, | la pietà umana di destare; || non capirebbero i felici, | pensavo, il che a me stesso oscuro, | e i pensier neri non varrebbe | gioia amicale o appassionato | fuoco di baci a trarsi via. || Ai miei confusi sogni volli | dare espressione con i versi, | sì che, leggendo tali fogli, | mi conciliassi tu col mondo, | colle passioni tempestose. || Ma l'occhio tuo sereno e puro | allora mi fissò stupito, | scotesti il capo tu e dicesti | ch'era malata la mia mente, | da brama futile accecata. || credendo alle parole tue, | mi profondai dentro il mio cuore, | ma pure in esso non trovai | che fosse futile la mente | tendendo a un che di misterioso || a ciò di cui son dati in pegno | volta notturna e cori d'astri, | a ciò che ci ha promesso Iddio | e che comprendere potrei | cogli anni e le meditazioni. || Ma me un'ardente, una severa | indole rode dalla culla... | E, avendo solo provato il male, | morrò non conoscendo in cuore | pensiero né scopo meschino. (da A N. F. I... va, 1830)“

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Umberto Saba 97
poeta italiano 1883 – 1957
„Tutti portiamo della vita il peso, | in ogni luogo, in ogni tempo nati. || Ma il giovane stornello in cui ponevo | qualche speranza d'avvenire, e il cuore | lasciava pegno a un'ochetta, ben giura | che v'è al mondo un paese – agli altri in odio | fortissimo paese – ove il migliore | sempre vince, e per tutti è un bene nascere. (Quasi una favola; p. 518)“

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Marco Travaglio 114
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Quanto agli scudetti da restituire, e quali, e a chi, segnaliamo un bel libro di Carlo Petrini: «Le corna del diavolo» (Kaos). Vi si racconta come il Milan ha vinto i suoi, di scudetti. A cominciare da quello del 1987-88, quando il Napoli di Maradona ormai sicuro vincitore si suicidò a fine stagione. Poi si scoprì che alcuni giocatori partenopei avevano rapporti con la camorra, terrorizzata dall'idea di restituire le alte quote promesse col totonero a chi scommetteva sul Napoli. Ma soprattutto c'è il caso di Gianluigi Lentini, il fantasista passato nel '92 dal Toro al Milan per 64 miliardi [di lire], di cui 10 versati in nero da Berlusconi e Galliani al presidente-bancarottiere Gianmauro Borsano. L'acquisto avvenne in periodo proibito: marzo '92. Borsano voleva i soldi subito, ma il Milan non si fidava e pretendeva garanzie: alla fine ottenne «in pegno» la maggioranza azionaria della società granata sino al termine della stagione. Così, per mesi, il Cavaliere controllò due società di serie A: un illecito sportivo clamoroso, sul quale ovviamente la giustizia sportiva sorvolò. Non però quella penale: la Procura di Milano fece rinviare a giudizio Berlusconi e Galliani per falso in bilancio. Ma niente paura. Il processo fu poi assassinato nella culla dalla legge Berlusconi sul falso in bilancio. Prescrizione garantita per tutti: per il Cavaliere, quello che rivuole indietro gli scudetti, e per Galliani, quello del codice etico. (da Il Codice da Perdi, l'Unità, 22 maggio 2006)“

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Giuseppe Giusti 49
poeta italiano 1809 – 1850
„Una sera a Firenze, in una delle poche case, a grave danno del Faraone tuttavia rallegrate da quella gaia ma ora inelegantissima regola dei giochi di pegno, mi trovai al gioco dei Proverbi che si fa tutti mettendosi in cerchio, donne e uomini, e buttandosi uno coll'altro un fazzoletto colla canzoncina «Uccellin volò, volò, su di me non si posò, si posò su un tale e disse...» qui tirano il fazzoletto sulle ginocchia della persona nominata e dicono un proverbio, e bisogna dirlo presto, e che non sia detto avanti da nessuno, altrimenti si mette pegno. Io che sono nato in provincia e che son sempre malato grazie a Dio delle prime impressioni, udendo quel diluvio di proverbi, e con quanta prontezza quelle fanciulle vispe e argute trovavano il modo di punzecchiarsi tra loro, di burlare gli innamorati, di canzonare i grulli e di mettere in ridicolo la cuffia di questo o la parrucca di quello, confesso il vero che c'ebbi un gusto matto, e posso dire che fino da allora mi detti a questa raccolta, perché tornato a casa segnai tutti i proverbi che mi ricorsero alla memoria. (pp. 13-14)“

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Vittorio Messori 30
giornalista e scrittore italiano 1941
„Perché è la Madonna che appare? Perché a Lourdes (come a rue du Bac, a La Salette, a Pontmain, a Beauraing, a Fatima, per stare solo all'ultimo secolo e mezzo e a fatti approvati dalla Chiesa) non si è manifestato Gesù stesso o qualche santo canonizzato? Ma è perché – risponde la teologia, meditata dai mistici –, stando al Credo cattolico «l'Immacolata Madre di Dio, sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». Così, le parole del dogma dell'Assunzione, definito e proclamato da Pio XII solo nel 1950 ma creduto, nel suo oggetto, sin dai tempi dei Padri della Chiesa sia in Oriente che in Occidente (la festa della Dormizione, che ha in nuce l'Assunzione della Vergine Madre, è probabilmente la più antica delle feste mariane che uniscono la Chiesa universale).
Maria, insomma, avendo portato nel suo ventre Colui che disse: «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11, 25), ha seguito il Figlio nel suo destino eterno prima di ogni altra creatura umana; è colei che tutti ci ha preceduti, già accolta nell'eternità «in anima e corpo». Dunque, se è lei ad apparire ai mortali, è anche per ricordare che ciò che ella già è, anche noi saremo. Il segno e il pegno, insomma, nella sua persona stessa, di quella salvezza di cui dicevamo e che ci darà la vera salute: la visione del corpo di Maria già «salvato» è garanzia che quello di tutti lo sarà. (pp. 61-62)“

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Giovanni Verga 65
scrittore italiano 1840 – 1922
„Chi fa credenza senza pegno, perde l'amico, la roba e l'ingegno.“


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Gialal al-Din Rumi 12
poeta e mistico persiano 1207 – 1273
„La nostra danza, o cara anima mia, | ha spiritual natura, e tu, se vi entri, | non v'entrar con superbia e con follia. || La nostra danza fuor della persona, | fuor dall'anima sta. Tu poggia in alto, | empietà e fede dietro a te abbandona. || La nostra danza è amor spirituale, | ebbrezza ella è; gorgoglia come vino | dentro la coppa del corpo mortale. || La nostra danza è la sorgente viva, | è di vita la fonte. E tu, se sei | Khizer, bevi dall'onda che ravviva. || La nostra danza è pegno portentoso; | per la sua vita, Adamo dalla destra | di Dio l'ottenne misericordïoso. || La nostra danza più che le celesti | plaghe è sublime. Questo grande arcano | alla stadera tua tu invan trarresti. || La nostra danza è tutta una gran festa, | tutta una gioia. Via se ne cancella | ogni dolore e ogni cura molesta. || La nostra danza è tal, che di sé prezzo | alcun non ha. Non chiederne compenso, | figlio mio, non donarla a poco prezzo! (da La danza mistica)“

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Alexis De Tocqueville 44
filosofo, politico e storico francese 1805 – 1859
„La libertà vede nella religione cristiana la compagna delle sue lotte e dei suoi trionfi, la culla della sua infanzia, la fonte divina dei suoi diritti. Essa considera la religione come la salvaguardia dei costumi, come la garanzia delle leggi, come il pegno della sua durata.“

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Stephen King 248
scrittore e sceneggiatore statunitense 1947
„La mia parola in pegno.“

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Khalil Gibran 209
poeta, pittore e filosofo libanese 1883 – 1931
„Non confondere il dono che in realtà è un insulto ed il dono come pegno di rispetto.“


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Sergej Aleksandrovič Esenin 65
poeta russo 1895 – 1925
„Pegno di un destino non lieto | è questo cuore infelice di poeta. (da Tu sei così semplice, come tutte)“

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Teresa di Lisieux 229
religiosa e mistica francese 1873 – 1897
„Questo silenzio è il primo pegno | dell'ineffabile suo amore. | Quel muto linguaggio afferrando, | tu ogni giorno l'imiterai.“

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Alessandro Baricco 335
scrittore e saggista italiano 1958
„In bilico sull'orlo della terra, a un passo dal mare in burrasca, riposava immobile la locanda Almajer, immersa nel buio della notte come un ritratto, pegno d'amore, nel buio di un cassetto.“

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Marcel Proust 206
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922
„Di qualunque idea lasciata in noi dalla vita si tratti, la sua raffigurazione materiale, impronta dell'impressione da essa prodotta, in noi è sempre il pegno della sua verità necessaria. Le idee formate dall'intelligenza posseggono solo la verità logica, la verità possibile, e la loro scelta è arbitraria.“

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